A.O.T.: Wings of Freedom – Recensione

Nel mondo dei manga e degli anime, tra un oceano di Dragon Ball, One Piece e Naruto, c’è un titolo che ha avuto un successo enorme, forse inaspettato, ma chiaramente meritato. Stiamo parlando di Shingeki no Kyojin, conosciuto anche come “Attack on Titan” o “L’Attacco dei Giganti“, un’opera realizzata da un autore che non ha voluto scendere a compromessi: sufficientemente commerciale da essere serializzata ma allo stesso tempo artisticamente valido.

Ma Shingeki no Kyojin non è solo un manga di cui seguire le vicende appassionandosi a trama e personaggi. E’ la storia delle emozioni umane: una storia di paura, angoscia, coraggio, determinazione, disperazione e insicurezza. L’autore Hajime Isayama ha riversato i suoi ricordi d’infanzia e i suoi studi sulla psiche umana nella sua creatura, trasformando i monti che circondavano casa sua e che gli infondevano voglia di scoprire cosa si celasse oltre ad essi nelle mura che proteggono gli esseri umani ma che li tengono incatenati in una prigione di cemento. Quando, all’uscita da un internet point, Isayama fu afferrato al colletto da uno sconosciuto ubriaco, conobbe per la prima volta l’inquietudine e «la paura di incontrare una persona con cui non si riesce a comunicare» rendendosi conto che «l’essere umano è l’animale più familiare e spaventoso del mondo». Non siamo forse noi stessi i giganti, quindi?

A.O.T.: Wings of Freedom

La minaccia dell’ignoto

La storia di Shingeki no Kyojin ci mette nei panni di un ragazzo, Eren Jeager, che vive all’interno di una enorme città divisa in rioni da 3 muraglie concentriche, le quali proteggono l’umanità rimasta ancora in vita dagli attacchi di misteriosi giganti comparsi dal nulla. Dopo la morte della madre Eren giura vendetta, unendosi alle truppe militari per la guerra ai giganti insieme alla sorella adottiva Mikasa e all’amico d’infanzia Armin.

Passati diversi anni, durante un attacco in città delle disgustose creature, Eren scopre di essere in grado di trasformarsi in un gigante per combattere con loro ad armi pari. Parte da qui la svolta dell’umanità, popoli che fino a quel momento hanno tremato di paura senza possibilità di agire in alcun modo ora finalmente si ritrovano con una reale arma per contrastare la minaccia. La domanda è: come useranno Eren? Il prezzo da pagare nell’avere a disposizione una tale forza distruttiva è quel baratro sul quale camminiamo tramite un fragile filo: la paura di ciò che è sconosciuto e l’ansia che ciò possa rivoltarsi contro di noi.

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Azione sfrenata nei cieli

Il combattimento contro i giganti, nel mondo di Shingeki no Kyojin, si basa sull’utilizzo di una speciale arma chiamata Attrezzatura per il Movimento Tridimensionale. Tramite questa sorta di “zaino”, i membri dell’esercito sono in grado di librarsi in aria e viaggiare ad alte velocità sparando cavi su alberi o muri e sfruttando getti di gas compresso. Tale movimento a tutto tondo è essenziale per battersi contro i giganti, poiché permette agli esseri umani di non farsi colpire e nello stesso tempo di mirare con le loro lame all’unico punto debole dei mostri: un piccolo spazio dietro al collo che una volta tagliato garantisce la morte del titano. Naturalmente anche il videogame si fonda prevalentemente sull’utilizzo di tale apparecchiatura.

Ci troviamo di fronte a quello che è un Musou ben mascherato, in pieno stile Omega Force. Su mappe piuttosto ampie ambientate in città o in esterni, con la pressione di un semplice pulsante spareremo gli arpioni sugli appigli più vicini per alzarci in volo ed esplorare ogni zona, arrivando velocemente ove i giganti stanno facendo razzia, o dove i nostri compagni d’armi stanno lanciando segnali d’aiuto. Sfruttare i getti di gas ci consentirà di andare ancora più velocemente, tuttavia le risorse come gas e spade non sono illimitate. Potremo rimpiazzare bombole e lame con dei ricambi ma per ottenerne di ulteriori dovremo andare in aiuto di altri militari che, in cambio, provvederanno a nuove risorse per il nostro equipaggiamento o addirittura si uniranno al nostro “gruppo”.

Difatti potranno unirsi a noi fino a 4 membri del plotone, di potenza che varia con lettere da C fino ad S, che ci accompagneranno per darci manforte nella lotta contro i giganti. Questi ultimi non possono essere sconfitti con la forza bruta: una strategia è essenziale, e tentare di attaccare alla cieca porterà solo ad essere inevitabilmente afferrati da mano gigante, che ci stritolerà togliendoci energia vitale fino. Con l’Attrezzatura per il Movimento Tridimensionale potremo lanciare gli arpioni verso una parte del corpo di un gigante, per poi trarci a lui in velocità e lanciare l’attacco al momento giusto, così da infliggere seri danni. Per sconfiggere i nemici dovremo mirare ovviamente al collo, ma a volte saranno in grado di predire un movimento tanto scontato da parte nostra: è per questo che solitamente la tattica ideale è quella di tagliar loro prima le gambe o le braccia, così da limitare i loro movimenti o i loro attacchi verso di noi.

Alcuni giganti mostreranno un simbolo speciale su una parte del loro corpo, e tagliare tale arto risulterà nell’acquisizione di un materiale per il crafting di nuovi equipaggiamenti: tra una missione e l’altra avremo infatti modo di acquisire e potenziare spade e attrezzature con statistiche sempre nuove così da avere un senso di progressione che esuli dal semplice “livello” dei personaggi giocabili. Fortunatamente, rispetto ai normali Musou, c’è un deciso senso di varietà che riesce a rompere la monotonia generale: i personaggi giocabili hanno tutti delle abilità proprie molto importanti (per esempio Armin è molto bravo a comandare le truppe dando ordini precisi, mentre Levi è in grado di eseguire un vortice durante gli attacchi con il quale infliggerà più danni), e non mancheranno stage nei quali potremo utilizzare Eren in forma da gigante sostituendo alla dinamica Attrezzatura per il Movimento Tridimensionale dei possenti calci e pugni con i quali massacreremo i giganti con molta soddisfazione personale.

Purtroppo gli eroi non possiedono “super” personali come accade negli altri Musou, tuttavia ognuno di loro, al caricamento di una barra, può sparare un razzo segnalatore che richiamerà per un limitato periodo di tempo un grosso numero di alleati che infliggeranno ingenti danni ai giganti circostanti.

A.O.T.: Wings of Freedom

Dall’anime al videogame

Graficamente il titolo è senz’altro ottimo. I personaggi e le ambientazioni sono realizzati a puntino, con buone texture e animazioni molto verosimili, che richiameranno all’occhio perfettamente i movimenti che gli eroi eseguono durante i loro attacchi nella serie animata. Anche il comparto audio richiama la colonna sonora originale, con tracce molto sentite e piene di cori, senza contare il doppiaggio di tutte le voci originali. La longevità ci pone di fronte ad una storia fantastica che ripercorre tutta la trama dell’anime (e giunge oltre seguendo poi i capitoli successivi del manga, quindi siete avvisati per gli spoiler), con missioni extra votate all’esplorazione della zona oltre le mura e una modalità cooperativa online. Sono presenti anche un’enciclopedia con tutti i termini e i personaggi del manga, cosa che non fa altro che confermare la cura riposta nel titolo e l’impegno nel soddisfare tutti gli appassionati.

A.O.T.: Wings of Freedom

In conclusione

Dopo il titolo per 3DS, A.O.T.: Wings of Freedom era un flop annunciato, un titolo che avrebbe dovuto mungere i fan più accaniti con il solo brand nascondendo un gameplay superficiale e monotono. Non siamo mai stati più felici di sbagliarci: il gioco di Shingeki no Kyojin su PS4 è una gioia per gli occhi, dotata di una modalità storia di tutto rispetto che arriva oltre gli avvenimenti dell’anime, tantissime missioni secondarie, possibilità di potenziamento di personaggi ed equipaggiamento, e tentativi ben riusciti di spezzare la ripetitività. Che siate fan o meno vi consigliamo di fare un tentativo, ma siete avvertiti: il gioco vi darà pesanti spoiler sugli avvenimenti della prossima stagione dell’anime.

7.8

Pro

  • Una storia completa che va oltre gli avvenimenti dell'anime
  • Tecnicamente ben realizzato
  • Doppiaggio originale
  • Spezza spesso la monotonia

Contro

  • Gameplay poco differente tra i vari personaggi di forma umana
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