Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy – Recensione Dissidia 012: Duodecim Final Fantasy

Nel Dicembre del 2008 uscì in Giappone Dissidia Final Fantasy, picchiaduro con accenti da gioco di ruolo che ha reso felici molti appassionati della saga grazie alla presenza di eroi e antagonisti presi da ogni capitolo di Final Fantasy. A distanza di due anni e mezzo, ecco approdare tra le nostre mani il secondo capitolo, Dissidia 012 (duodecim) Final Fantasy, che è in realtà un prequel del primo capitolo. Le promesse son state molte, saranno state mantenute?

Un conflitto eterno

Come già detto, questo capitolo è un prequel di Dissidia Final Fantasy. L’unico problema è che la storia è tuttora inesistente, addirittura più blanda rispetto a quella che troviamo nel primo gioco. Chaos, il dio della discordia, e Cosmos, la dea dell’armonia, sono in lotta tra loro sin dall’inizio dell’eternità, e han così evocato da vari mondi potenti guerrieri, privandoli però delle loro memorie e costringendoli ad una lotta che, senza che loro lo sappiano, probabilmente non avrà mai fine. E così, mentre al cospetto di Cosmos si trovano i grandi eroi conosciuti nel primo capitolo (con alcune differenze: per esempio Jecht si trova dalla parte dei buoni, mentre Terra è dalla parte di Chaos, sotto il controllo mentale di Kefka), 6 nuovi guerrieri sono pronti a cercare i loro cristalli per aiutare la dea a portare fine alla battaglia. Questi eroi sono Lightning, Tifa, Laguna, Vaan, Kain, e Yuna. Insieme partiranno così nel loro viaggio, che sarà ostacolato come al solito dai Manikins, pedine di distruzione dalle forme e poteri di altri guerrieri, e dagli eroi di Chaos. Riusciranno a destreggiarsi tra dure lotte, tradimenti, e infide trame architettate dai malvagi?
 

 

Lightning, con il suo costume alternativo, spara a Squall senza pietà. La protagonista di FF13 potrà utilizzare l’Optima Change, scambiandosi in battaglia il ruolo tra Attaccante, Occultista, e Terapeuta.

Botte di ruolo!

Chi non ha già giocato al primo Dissidia, troverà in questo titolo un tipo di picchiaduro molto particolare. Per riassumere molto brevemente, i due lottatori potranno muoversi tridimensionalmente su tutto il campo, e possiederanno due valori: gli HP (i punti vita), e la Bravery (Audacia). Potremo sferrare due tipi di attacchi: con gli attacchi Bravery sferreremo colpi veloci con i quali intaccheremo il valore di audacia avversario per aumentare il nostro, mentre gli attacchi HP saranno lenti, ma se andranno a segno distruggeranno i punti vita avversari im quantità pari al valore della nostra Audacia attuale. Nonostante da spiegare sia così semplice, la battaglia di per sè è comunque molto profonda e piena di strategia.
In questa recensione, comunque, parleremo esclusivamente dei cambiamenti rispetto al vecchio capitolo. Per i curiosi, è disponibile sul sito la recensione di Dissidia Final Fantasy.
Innanzitutto parliamo delle aggiunte del roster di personaggi. Oltre ai 22 personaggi già presenti su Dissidia, qui su Duodecim avremo i 6 menzionati in precedenza, più altri 2 sbloccabili, e cioè Prishe da Final Fantasy 11 e Gilgamesh da Final Fantasy 5. Più avanti sarà reso disponibile anche il gran cattivone, Feral Chaos, ma a parte queste aggiunte, ogni eroe ha ottenuto un interessante repertorio di costumi alternativi, purtroppo molti dei quali da comprare come DLC.
Vediamo ora le novità in termini di Gameplay: durante il combattimento, il cambiamento più importante è dettato dalla presenza dei personaggi Assist. Potremo infatti scegliere un personaggio extra che, tramite la pressione di una combinazione di tasti quando sarà piena l’apposita barra, ci verrà a dare una mano sferrando all’avversario un attacco Bravery o HP, oppure, se usato mentre stiamo subendo una combo, ci darà l’opportunità di liberarci dai colpi dell’avversario. Questa aggiunta rende la battaglia ancor più strategica, poichè dona molte possibilità in più. Si può per esempio approfittare dell’avversario colpito dal nostro compagno per utilizzare indisturbati un attacco HP di sicuro impatto. O magari, possiamo tenere d’occhio l’assist del nemico per colpirlo non appena entra in campo, di modo da sigillarne l’evocazione per diverso tempo. Questo è un tipo di contrattacco chiamato Assist Break.
Vi sono altri due tipi di counter inseriti in questo capitolo: EX Break e EX Revenge. Un EX Break è attuato facendo in modo di colpire l’avversario in EX mode con un nostro assist: questo interromperà immediatamente la modalità EX del nemico, e ci farà anche appropriare di tutti i suoi punti Audacia. L’EX Revenge si usa invece entrando in EX Mode mentre stiamo subendo i colpi avversari: mentre nel vecchio capitolo il nostro nemico veniva sbalzato via, stavolta il tempo verrà rallentato, rendendo l’avversario inerme per diversi secondi ai nostri attacchi più feroci. Questo però consuma tutta la barra EX, rendendo quindi impossibile in questo caso fare una super, o meglio una EX Burst.

Per quanto riguarda la modalità storia in Single Player, la più grande aggiunta che tutti potranno notare è la tanto voluta World Map. I nostri personaggi si potranno infatti muovere in questo grosso spazio tridimensionale, andando a cercare casse contenenti oggetti utili, nemici da sconfiggere, o sfere di abilità. Saranno infatti presenti particolari sfere luccicanti, che, una volta distrutte 4 di esse, ci faranno dono di una particolare abilità da poter usare quando ci troviamo dentro i portali, luoghi dove proseguire la storia e che saranno sotto forma di scacchiera, così come ci muovevamo nel primo Dissidia. Le abilità utilizzabili sono multiple, spaziano da una semplice cura dei nostri HP, ad una per combattere in Chain tutti i nemici che si trovano vicino a noi. Scoprirle tutte e utilizzarle al momento giusto sta, ovviamente, al giocatore. Fortunatamente, stavolta, non abbiamo limiti di movimento sulla scacchiera, limiti che prima ci potevano impedire di acquisire oggetti più forti a fine livello. Potremo infatti muoverci quanto vogliamo, perdere combattimenti quanto vogliamo, o anche uscire dal portale per recuperare vita, tutto senza la minima conseguenza.

Una nota da segnalare, è che la storia è incentrata quasi principalmente sui 6 nuovi personaggi, ma una volta completata verrà sbloccata l’intera storia del primo Dissidia da giocare. Questo ha generato diversi umori: chi felice di rigiocare il primo Dissidia con il Battle System del nuovo, chi invece frustrato dal sapere che i propri soldi spesi con il primo capitolo sono andati sprecati. E’ comunque stata aggiunta una sezione Report, dove si trovano alcune porzioni extra di gioco che potremo visualizzare (nel caso si tratti di cutscenes) o anche giocare, per scoprire cosa accade tra i nemici durante il nostro pellegrinaggio.
 

 

Uno dei costumi di Cloud più belli è quello di Kingdom Hearts. Molto appropriato, considerato che stavolta Cloud fa parte delle truppe di Chaos, così come Terra e Tidus. Peccato sia un DLC.

60 ore e non sentirle?

Questo è, più o meno, il tempo che impiegheremo per completare il titolo in tutte le sue parti. Anche se la vera storia di Duodecim si risolverà in una ventina di ore o anche meno, il resto servirà per rigiocare la modalità Story del primo Dissidia. Longevità a parte, vediamo di dare un parere sulle altre caratteristiche del gioco. Graficamente abbiamo personaggi realizzati ottimamente, con ottime texture e animazioni. Ma si ripresenta imperterrito il problema del precedente capitolo: le arene da battaglia, infatti, sono spoglie, prive di appeal e molto spesso fin troppo anonime e non curate. L’audio è, invece, ai massimi livelli storici, come per Dissidia, grazie ad una colonna sonora ispirata e di sicuro effetto, che propone remix di brani presi dai vecchi Final Fantasy insieme a musiche originali. Peccato per il doppiaggio inglese, che, sebbene di per sè, non sia male, è come sempre infinitamente inferiore a quello originale giapponese. Oltretutto, i doppiatori americani chiamano Laguna mettendo l’accento sulla u, mentre in originale il personaggio si chiama Làguna.
Una nota molto importante da mettere in risalto, è l’orribile localizzazione europea. Mentre il precedente capitolo era tutto tradotto, su Duodecim troveremo traduzioni in italiano solamente dei dialoghi nella storia, mentre tutto il resto (menu, equipaggiamenti, spiegazioni, guide e quant’altro) rimarrà completamente in inglese. Lato positivo di questo è che non dobbiamo sorbirci gli errati cambiamenti di nome italiani, come quello per Zidane che in questo gioco non è stato così trasformato in "Gidan".
 

 

Chi acquisterà dal PSN il piccolo prologo di questo gioco: Duodecim Prologus, otterrà come extra Aeris come personaggio Assist. Sarà anche possibile, a inizio partita, trasferire il proprio salvataggio di Dissidia su Dissidia Duodecim, di modo da mantenere i livelli accumulati per i vecchi personaggi.


In conclusione…

Tra una cosa e l’altra, Duodecim delude. Sì, perchè le aggiunte che sono state fatte non giustificano minimamente due anni e mezzo di attesa. Era già tutto pronto: il gameplay, la maggior parte dei personaggi, la maggior parte delle arene. E la Square ci mette semplicemente una piccola porzione di storia (sbloccando poi subito dopo la storia del vecchio capitolo, invece di farne una nuova più lunga), pochi personaggi (non ne hanno messo nemmeno uno per ognuno dei Final Fantasy, sbilanciando ora di gran lunga le parti), una World Map che a tratti sa di presa in giro (visto che in realtà poi il gioco torna su scacchiera), e soprattutto una traduzione incompleta.
Insomma, Duodecim va considerato, più che altro, un aggiornamento del vecchio Dissidia, più che un vero e proprio nuovo gioco. Chi non ha mai messo mano al primo capitolo troverà comunque un titolo di indubbio spessore, degno di essere giocato, soprattutto se messo davanti agli occhi di un fan di tutti i Final Fantasy. Per chi invece ha completato lo scorso titolo, consigliamo l’acquisto per essere "aggiornati", ma aspettatevi una piccola delusione: poteva essere fatto molto, molto di più.

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