Call of Duty: Black Ops II – Recensione Call of Duty: Black Ops II

Iniziamo subito questa recensione senza fronzoli o giri di parole. L’assunto è semplice: questo è il miglior Call of Duty di sempre. Il nuovo titolo firmato come sempre Treyarch infatti è caratterizzato da un comparto tecnico eccellente, modalità di gioco dinamiche ed efficaci e un comparto narrativo di primissima qualità, elemento che è stato sempre un po’ deficitario nella serie, a detta di molti. Sono state introdotte anche numerose novità che hanno rivoluzionato molti capisaldi della serie. Il single player è infatti diventato vario, esteso e ottimamente caratterizzato rispetto a quanto visto in passato mentre il multiplayer è rimasto quello avvincente e veloce di sempre, con alcune piccole migliorie. Il vento è cambiato, i progressi sono stati fatti a passi da gigante e gli haters potranno forse ricredersi finalmente.

 

 

 

 

 

 

W la revolucion

Dal punto di vista dell’impianto generale il gioco ha abbandonato l’impostazione fortemente militarista del passato per votarsi maggiormente alle atmosfere da successo hollywoodiano. Il leit motiv di tutto il titolo sarà in questo caso la ricerca di vendetta. La trama si sviluppa in maniera parallela nel futuro del 2025 e nel passato dei mitici anni Ottanta; le imprese dei tempi di Reagan rivivono attraverso i ricordi del mitico Woods, veterano di mille battaglie ormai ridotto a un povero anziano in una pensione per vecchi combattenti. I due nuovi protagonisti sono invece Harper e Mason, quest’ultimo figlio di quell’Alex Mason protagonista del primo Black Ops. Il villain questa volta sarà il temibilissimo Raul Menendez che, a capo del suo gruppo Cordis Die, vuole sovvertire l’ordine mondiale grazie all’uso delle moderne tecnologie. Un personaggio molto profondo quello di Raul, cresciuto in Nicaragua ai tempi dei Contras e che ha vissuto i drammi del neocolonialismo sulla sua pelle. Da questo ecco spiegato tutto l’odio nei confronti degli Stati Uniti e la sua volontà di portare il caos nel mondo.  Il plot è stato confezionato da David Goyer, ossia la mente che sta dietro a sceneggiature di successo come Batman Begins e The Dark Knight Rises.

 

 

 

 
 

Varietà e libertà

Come abbiamo accennato già nell’introduzione la spettacolarità è il perno principale dell’esperienza di gioco e questo si riflette inevitabilmente anche sul gameplay. Il carattere fantasioso ha preso il posto del realismo più estremo e i soldati non sono più imbrigliati nella rigida scala gerarchica dei capitoli passati ma hanno assunto il ruolo di veri e propri eroi solitari. Trovandoci poi nel 2025 avremo a disposizione numerosi gadget tecnologici e armi futuristiche micidiali. Il gioco mantiene il feeling solito da First Person Shooter veloce e frenetico dove, soprattutto alle difficoltà più elevate, sarà necessario sempre sfruttare le coperture e utilizzare tiri precisi, magari headshots, per fare piazza pulita dei nemici conservando munizioni preziose. La progressione sarà sempre piuttosto vincolata come sempre accade nella serie ma molto più libera e meno scriptata che in passato. Il famigerato effetto corridoio infatti è stato scongiurato  lasciando al giocatore la libertà di scegliere una strada piuttosto che un’altra, cambiando così strategie e approcci alla battaglia. In queste diverse porzioni di scenario esplorabili potremo trovare anche delle casse ricche di gadget sia difensivi che offensivi. Varie fasi di gioco differenti inoltre renderanno la campagna ricca ed estesa come non mai.
Ad arricchire l’offerta videoludica arrivano anche le missioni Strikeforce, ossia fasi di gioco particolari in cui vedremo mischiati elementi da sparatutto in soggettiva con elementi da strategico. Potremo infatti dare ordini non a singoli soldati bensì a interi squadroni da dislocare al meglio sul campo di battaglia, oppure potremo scegliere se prendere il controllo della singola unità o controllare l’intera squadriglia su una mappa tattica in maniera strategica. Le missioni potranno alternarsi tra difensive e d’assalto mentre la varietà della campagna singola è garantita anche dallo storyline non lineare che cambierà in base alle scelte e all’abilità sul campo di ogni singolo giocatore. Eliminare o meno un personaggio chiave o avere il tempismo giusto su determinate azioni cambierà in maniera fondamentale lo svolgimento della trama e quindi porterà le dieci ore della campagna principale ad espandersi in maniera esponenziale grazie all’alto tasso di rigiocabilità che questa componente fornisce. Sono presenti anche diversi obiettivi secondari all’interno di ogni singola missione, il cui raggiungimento porterà all’ottenimento di diverse perks. Veri e propri passi da giganti insomma a livello di campagna in single player che dettano nuovi standard per il genere.

 

 
 

Tutti contro tutti

La modalità principe del gioco è come sempre quella multiplayer e, anche in questo caso, non possiamo che gioire per la cura che gli sviluppatori hanno profuso anche su questo versante. Gli scontri sono come sempre molto rapidi e frenetici, con respawn istantaneo e eliminazioni numerosissime. È stato inoltre introdotto il sistema Pick 10 per la creazione delle classi con cui scegliere in maniera oculata armi primarie e secondarie, esplosivi e qualità principali del proprio combattente. Avremo a disposizione infatti due perks, due armi e potenziamenti e due tipi di granate tactical o lethal. Massima libertà anche in questo processo, con la possibilità di sacrificare alcune armi in favore di particolari perks. Avremo a disposizione anche delle wildcards che in via eccezionale aggiungeranno degli slot per ulteriori armi o perks. Le killstreak inoltre sono diventate scorestreak e quindi per essere attivate non saranno più legate alle uccisioni ma anche ai punti raccolti in battaglia attraverso bandiere o operazioni pericolose come il disinnesco di ordigni. Gli aiuti si renderanno disponibili una volta raggiunta la soglia dei punti necessari e saranno tre in totale. I bonus sono venti invece e variano come sempre da ricognizioni UAV, bombardamenti senza sosta e perfino in questo capitolo un mach che potrà sia essere lasciato sul campo che manovrato in prima persona dal giocatore. Le modalità principali sono ben nove con la presenza di modalità classiche, il ritorno di Kill Confirmed e le modalità Headquartes e Hardpoint, ottime per le partite tra clan. Ci sarà in questo caso infatti un quartier generale da conquistare e difendere dove però i propri membri non potranno effettuare respawn fino a quando non si ritroveranno ad attaccare. Ritorna anche la sezione party con Gun Game e altre novità tra cui Stick and Stone. Ottima anche la scelta e il design delle mappe, con un quasi totale azzeramento dei safe spot per gli odiosi camper. Insomma, anche il multiplayer è eccellente con modalità ricche, rapidità d’azione  e level design volto al divertimento più estremo. 
Alcune Killstreak molto incisive inoltre sono state smorzate e i perks più insostenibili sono stati totalmente eliminati. il multiplayer di questo capitolo quindi non è un nuovo inizio in maniera tout court bensì una profonda revisione alle radici che vanno a rinsaldare forse il miglior modello in circolazione per quanto riguarda la competitività online per un first person shooter. Un impegno profondo che ha portato un’agilità incredibile per questo multiplayer ma nello stesso tempo sempre profonda che consentirà ai maniaci del titolo persino di calibrare i tempi di ricarica sulle proprie armi preferite. Andando maggiormente nel dettaglio per quanto concerne le mappe, Turbine ha come setting una fattoria distrutta dai conflitti, Hijacked è ambientato su una nave ed è l’ideale per scontri molto serrati all’ultimo sangue in un labirinto di scale e stanze, Raid propone un resort con una buona varietà di fasi outdoor e indoor mentre Carrier, su una portarei, è ottima per match Domination. Troveremo anche scenari presi da Strikeforce.

 

 

Resident Evil? No, sempre COD

Un paragrafo a parte merita la modalità zombie che ritorna di gran carriera anche in questo Black Ops 2. Forse questa è la modalità più debole dell’intero pacchetto. In Survival potremo avvalerci dell’aiuto di altri tre amici per sopravvivere a terribili ondate di zombie, via via sempre più numerose. Le arene in questo caso sono tre e parecchio limitate e anguste. Transit è molto simile nel concetto generale, anche se avremo a disposizione un autobus per spostarci da una zona all’altra dello scenario. Nota di colore è rappresentata dalle varie stazioni di lavoro presenti negli scenari per potere assemblare vari oggetti recuperati e trasformarli in micidiali armi. Grief invece farà competere due team di quattro elementi ciascuno sempre all’interno del contesto di un attacco massiccio a base di non morti. I membri del team non possono essere resuscitati e l’ultimo che rimarrà in piedi decreterà la vittoria del proprio team. 

 

 

 

 
 

Il bello della guerra

Black Ops 2 utilizza lo stesso motore grafico dei vecchi capitoli e forse si inizia a sentire il peso degli anni anche se si difende sempre alla grande. Black Ops 2 infatti regala scorci di paesaggio impressionanti anche se, in termini puramente di numero di poligoni e effetti speciali, il gioco cede il passo rispetto alle produzioni più recenti. I modelli dei personaggi e le loro espressioni sono però realizzati in maniera ottima. Il framerate poi rimane sempre a 60 fps, anche nelle zone più aperte e ricche di dettagli. Per quanto riguarda il sonoro invece ci attestiamo a livelli artistici e senza alcuna incertezza. Un doppiaggio spettacolare, musiche d’atmosfera ed effetti speciali molto credibili rendono questo comparto un fiore all’occhiello della produzione. 

 

 

 

 
 

Concludendo…

Il franchise più amato e criticato degli ultimi anni torna nella sua ennesima incarnazione. Spettacolarità e frenesia sono come sempre i marchi di fabbrica di questa produzione ma da quest’anno possiamo anche annoverare una maggiore libertà, longevità e profondità della modalità single player che potrà mettere a tacere anche il più irriducibile degli haters. L’eccellenza quasi scontata poi del multiplayer fa di questo prodotto ancora una volta un acquisto imprescindibile per tutti gli amanti del brand e del genere.         

 

 

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