DiRT 2 – Recensione Colin McRae: Dirt 2

Il binomio Colin McRae – Videogame, nato nel 1998, ha cambiato lentamente il proprio approccio nel corso degli anni. Se i primi titoli erano stati realizzati per un pubblico di soli appassionati, in quanto il livello di simulazione era relativamente alto, lentamente il brand ha iniziato a strizzare l’occhio ad una fetta di videogiocatori più ampia, arrivando con gli ultimi DiRT e GRiD a cambiare completamente veste. Adesso è diventato un gioco puramente arcade, offrendo così varie categorie di corse offroad contro le uniche gare a tempo del rally vecchia scuola.

 

A bordo di un camper

Colin McRae DiRT 2 prosegue sulle orme del suo predecessore e di GRiD, dai quali vengono riprese alcune importanti meccaniche di gioco nonchè la spettacolarità, fattore visibile sin dai primi secondi di gioco. La classica schermata principale, che sembra quasi una lista di opzioni, viene sostituito da un’interfaccia grafica che ci immergerà totalmente nel vivo dell’atmosfera rallystica. Invece di navigare tra i menù testuali, quindi, avremo modo di esplorare un camper e il paddock circostante, selezionando le relative voci del menù attraverso gli oggetti che ornano la vettura. Su una scrivania, ad esempio, troveremo una cartina del tour mondiale DiRT sulla quale saranno visualizzati i vari eventi disponibili, oppure sul divano troveremo le nostre statistiche e lo stato dei nostri rapporti e della nostra fama nei confronti degli altri piloti.
Uscendo, alla luce del sole, ci troveremo nel piccolo paddock ove, presso un banco di meccanici, potremo acquistare nuove vetture o personalizzare quelle in nostro possesso. La possibilità di personalizzazione delle macchine è alquanto limitata, in quanto l’anima arcade di DiRT2 ci consentirà di customizzare le livree (ovvero la carrozzeria), portare in auto un gadget da attaccare allo specchietto retrovisore e sul cruscotto e di selezionare il tono e il tipo di clacson. Si trattano dunque di poche scelte, molto limitate, ma l’elevato numero di livree, sommato ai tanti oggetti ci sembrano più che sufficienti, tenendo in considerazione che ogni pezzo potrà essere sbloccato con il proseguimento del Tour DiRT.
Accanto al banco dei meccanici troveremo la zona notizie con vari magazine sui quali potremo leggere delle nostre ultime prestazioni e i dati degli ultimi tornei affrontati online, con la possibilità di prenotarci per quelli futuri.
Si tratta di un menù molto vivo, un’idea originale sviluppata nel giusto modo e che sarebbe condivisa dalla stragrande maggioranza dell’utenza.

La grande varietà di DiRT2

Proseguendo sulle orme del suo predecessore e di GrID, il titolo ripropone anche la varietà degli eventi offroad, nonchè alcune meccaniche di gioco che sono diventate quasi fondamentali da qualche anno a questa parte. I tanti eventi disponibili nel Tour DiRT, circa un centinaio, saranno sbloccati mano a mano che si prosegue con il livello d’esperienza. Inizieremo le prime gare ad una difficoltà contenuta, proseguendo a crescere arrivando a prendere posto in 5 gare prima di aggiudicarsi la vittoria.
Come alternativa alle tante competizioni, che comunque non risultano mai ripetitive, potremo partecipare agli eventi X-Games, tour mondiali e corse 1v1 nelle varie tipologie di corse, che vanno dal classico rally vecchia scuola, con il compagno che detta il percorso, le varie curve e la loro ampiezza, alle corse sterrate a bordo di SUV o Pick up, passando per "Last Man Standing", gara nella quale ogni 20 secondi viene eliminato l’ultimo pilota della gara.
La varietà non finisce certo qui, essendo un Tour mondiale faremo continuamente tappa in diverse regioni. Potremo gareggiare negli afosi deserti dell’Africa, oppure nelle piste di Los Angeles, ma anche nelle campagne della Cina.
Ogni scenario di gioco non può essere affrontato con la stessa vettura. Partiremo con una Subaru, la stessa del leggendario Colin McRae, in seguito potremo acquistare altri tipi di auto (SUV, dune buggy, camion ecc.), diverse per peso e dimensioni, nonchè adatte per una determinata disciplina.
Una volta che avremo effettuato la nostra scelta, dovremo decidere quale tipo di assetto adottare per la gara. Un menù verrà in nostro aiuto chiedendo il tipo di freno gradito, anteriore o posteriore, l’altezza delle sospensioni, il rapporto del cambio, corto o lungo, e altro ancora. Scelte che poi influiranno sulla gara, andando a determinare la nostra guida e la buona riuscita della gara.
Adesso siamo davvero pronti per scendere in pista.


Giù in pista!

L’originale interfaccia grafica è davvero ottima e lascia ben pensare a quanto troveremo nel gioco. La qualità tecnica e il lavoro svolto sulle varie piste è davvero molto accurato, partendo dalla grafica, che offre modelli poligonali e texture assolutamente sopra la media, sia quelle delle vetture, dell’asfalto e del paesaggio, quest’ultime saranno sicuramente le più apprezzate.
Il sistema di illuminazione riproduce fedelmente gli effetti dei vari orari della giornata, pecca invece sui riflessi della carrozzeria, ma non è un difetto in quanto non stiamo parlando di un titolo di simulazione.
Gli effetti particellari si dimostrano anch’essi all’altezza, grazie ai fuochi d’artificio che vengono sparati in aria al traguardo e alla carrozzeria della vettura che, urtando, lascia per strada i vari pezzi danneggiati.
Se passiamo invece a curare altri aspetti del comparto tecnico, restiamo pienamente soddisfatti dall’ottimo doppiaggio in italiano, nonchè dalla possibilità di scegliere il nostro nome da una lista, oppure un soprannome, in modo tale che venga annunciato nei paddock e durante le gare. Ottima anche la colonna sonora che ci accompagnerà anche durante le gare.
Scendendo sotto il profilo del gameplay, quindi stando seduti nell’abitacolo, proseguendo sulle orme del suo predecessore e di GrID, il titolo ripropone il sistema dei danni, ma eredita da esso anche le piccole imperfezioni legate agli impatti più violenti, anche se risulta fedele e preciso. Ritroviamo anche i "flashback", con i quali sarà possibile ritornare indietro nel tempo di qualche secondo, per riuscire a ripetere il tratto di zona in cui abbiamo effettuato un determinato errore. I flashback saranno disponibili in quantità limitate, ovviamente, che saranno inversamente proporzionali al grado di difficoltà della gara.
Citando altri difetti del gioco dobbiamo parlare della fisica dell’auto, sebbene il gioco non sia una simulazione di guida, abbiamo notato che ogni vettura, da rally o mezzo pesante che sia, pare resti incollata a terra e le derapate in curva non vengono riprodotte in modo fedele, nonchè un leggero pattinamento sulle varie superfici.
Il peso dell’auto, la sua inerzia, lo spazio di franata e gli ammortizzatori svolgono ottimamente il loro compito facendo divertire il giocatore che non pretende un realismo assoluto.


In sintesi

Colin McRae: Dirt torna dopo due anni sulle console next-gen portando con sè anche alcune feature dei capitoli precedenti, ovvero il sistema di danni e i famosi replay che potrebbero far storcere il naso ai giocatori più esperti, che si potrebbero trovare molto facilitati soprattutto ai livelli di difficoltà più bassi.
Sono tante le ore di gioco che ci aspetteranno, con circa un centinaio di gare nel tour DiRT senza contare le varie competizioni online, gare stabili da 8 piloti.
Le 100 gare circa non saranno certamente tutte uguali, dobbiamo citare la minima presenza di competizioni rally a favore delle tante tipologie di gare disponibili, che richiedono l’utilizzo di un determinato tipo di vettura.
In definitiva, Colin McRae: DiRT 2 è un ottimo titolo automobilistico, il più completo per il parco off road, che punta la freccia su una vena arcade, tralasciando la simulazione di guida. Potremo godere di un’ottima grafica, molto fluida a parte rari cali di frame rate, e di un ottimo comparto sonoro con la sorpresa di un buon doppiaggio in italiano.
Niente da dire, quindi,  sull’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori che hanno avuto la brillante idea di creare un menù davvero innovativo, a bordo di un camper bordeggiato da un vero paddock. 

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