<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?>
<rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
<channel>
<title>GAMESOURCE</title>
<link>http://www.gamesource.it</link>
<description>Informazioni su Gamesource.it</description>
<language>it</language>
<copyright>Gamesource.it</copyright>
<pubDate>Sat, 09 May 2009 20:39:08 +0200</pubDate>
<lastBuildDate>Tue, 31 Aug 2010 11:24:44 +0200</lastBuildDate>
<category>Videogames</category>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<item>
<title>Anteprima: Donkey Kong Country Returns</title>
<link>http://www.gamesource.it/console/wii/Scheda/Donkey-Kong-Country-Returns/Anteprima/</link>
<description>Ormai eravamo tutti convinti che lo scimmione più carismatico del mondo dei videogiochi non sarebbe mai arrivato su Wii, soprattutto dopo la conferma della Nintendo che aveva annunciato la sua uscita sulla prossima console [...]</description>
<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:47:52 +0200</pubDate>
<category>Anteprima Wii</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\">Ormai eravamo tutti convinti che lo scimmione pi&ugrave; carismatico del mondo dei videogiochi non sarebbe mai arrivato su Wii, soprattutto dopo la conferma della Nintendo che aveva annunciato la sua uscita sulla prossima console casalinga. Fortunatamente, all\'E3 di quest\'anno i desideri di milioni di fan sono stati esauditi con l\'annuncio di <em>Donkey Kong Country Returns</em>. Non tutti sapranno che il gorilla con la cravatta &egrave; nato ancor prima di Mario, dalla mente di un giovane Shigeru Miyamoto al suo debutto nel mondo dei videogiochi: infatti, il primo titolo diretto dal &quot;Maestro&quot; &egrave; stato proprio Donkey Kong, nel 1981, solo 4 anni dopo &egrave; arrivato il primo Super Mario Bros.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><img height=\"288\" align=\"middle\" width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/wii/70918/DonkeyKongCountryReturns-55879.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un gorilla con la cravatta</strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><em><br />
Donkey Kong Country Returns</em> &egrave; un platform bidimensionale. Ultimamente tale genere sta vivendo una seconda giovinezza su Wii: oltre al bellissimo <em>Super Mario Bros Wii</em> uscito l\'anno scorso, nella stessa occasione in cui &egrave; stato presentato il titolo che stiamo analizzando, fu annunciato anche un nuovo episodio di <em>Kirby</em>. Tale scelta potrebbe rivelarsi controproducente, e saturerebbe il mercato, ma siamo certi che Nintendo giocher&agrave; bene le sue carte al momento del lancio. Abbiamo avuto modo di osservare questo nuovo capitolo di Donkey Kong sviluppato da Retro Studio sia durante l\'E3, che in occasione della Gamescom. Le impressioni sono sin da ora positive: il gameplay proposto riprende le meccaniche ormai tipiche della serie, con una miscela di elementi che rendono il gioco estremamente spettacolare e divertente. Ci&ograve; che pi&ugrave; di ogni altra cosa salta all\'occhio &egrave; la grandissima qualit&agrave; del level design e l\'esplosione di colori che gli scenari sono in grado d\'offrire. I fondali sono sempre in movimento, mai ci sar&agrave; una schermata immobile, e questo aiuta tantissimo a mantenere la variet&agrave; dell\'azione sempre altissima. Interessante &egrave; osservare come lo scenario e le piattaforme sulle quali saltare si modificano, o come si evolvono rendendo estremamente vario il gameplay. Ci sono anche qui tantissimi barili cannone, vero marchio di fabbrica della serie, che ci spareranno letteralmente tra una zona e l\'altra dello scenario. Ritorna la raccolta delle banane, ma non sappiamo se avranno altre utilit&agrave; oltre a quella di ottenere punteggi pi&ugrave; alti per sbloccare medaglie varie, e raggiungere cos&igrave; il 100% del completamento del gioco.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><img height=\"288\" align=\"middle\" width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/wii/70918/DonkeyKongCountryReturns-55876.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A raccogliere banane&nbsp; </strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><em><br />
Jungle Beat</em> fu molto apprezzato dalla critica soprattutto per l\'innovativo sistema di controllo: il gioco, infatti, veniva venduto in bundle con dei bonghetti, e questi ultimi fungevano proprio da controller. <em>Country Returns</em>, invece, riprende il sistema di controllo gi&agrave; sperimentato nella riedizione del capitolo uscito per Gamecube, sfruttando la ormai classica combinazione Wiimote-Nunchuk e facendo discreto uso del sensore di movimento, prevalentemente usato per sferrare pugni e manate. Il sistema di controllo sembra affidabile e preciso, rimanendo semplice e immediato. Novit&agrave; gradita &egrave; l\'introduzione di una modalit&agrave; cooperativa, nella quale un giocatore prende il controllo di Donkey kong e un altro quello di Diddy Kong. Le meccaniche cooperative non ci sono ancora ben chiare, ma sembra che i due protagonisti potranno utilizzare varie abilit&agrave; combinando i propri poteri.</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poco cartoon </strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
Graficamente il prodotto risulta di estrema qualit&agrave;, mostrando un engine grafico di spessore in grado di regalare una resa visiva davvero ottima. Abbandonato il vecchio motore che muoveva Jungle Beat che faceva un ottimo uso, ma in alcuni frangenti esagerato, del fur shading (ossia quell\'espediente tecnico in grado di ricreare superfici simili a peluche in maniera estremamente realistica), i ragazzi di Retro Studios ne hanno adoperato un altro poligonale, che ricrea personaggi e luoghi con uno stile leggermente cartoon che per&ograve; non sfocia nel cell shading. A tratti, lo scorso episodio di Donkey Kong poteva sembrare incoerente graficamente, proprio a causa dell\'abuso del fur shading, ma fortunatamente tale problema sembra essere stato risolto.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><img height=\"288\" align=\"middle\" width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/wii/70918/DonkeyKongCountryReturns-55872.jpg\" alt=\"\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Considerazioni<br />
<br />
</strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><em>Donkey Kong Country Returns</em> appare davvero in gran forma ed &egrave; certamente uno dei titoli pi&ugrave; promettenti della prossima stagione autunnale. L\'unica incertezza, che ci &egrave; parsa anche abbastanza palese, &egrave; la mancanza di novit&agrave; rilevanti oltre l\'introduzione della cooperativa: il gioco sembra molto classico a livello di meccaniche e rispecchia la sua natura di &quot;quasi&quot; remake. Siamo sicuri che sia un vero problema?</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen238</guid>
</item>
<item>
<title>Anteprima: End of nations</title>
<link>http://mmorpg.gamesource.it/console/pc/Scheda/End-of-nations/Anteprima/</link>
<description>Siamo alle solite. Dopo una gigantesca e devastante crisi economica, le nazioni non esistono più: da una crisi del genere è impossibile riprendersi. L'uomo, dall'alto della sua intelligenza, non si fa scappare [...]</description>
<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 15:42:22 +0200</pubDate>
<category>Anteprima PC</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\">Siamo alle solite. Dopo una gigantesca e devastante crisi economica, le nazioni non esistono pi&ugrave;: da una crisi del genere &egrave; impossibile riprendersi. L\'uomo, dall\'alto della sua intelligenza, non si fa scappare l\'occasione, e comincia quindi la corsa al danneggio del proprio vicino di casa. In questa situazione non proprio felice compare un gruppo di soldati, chiamato <em>Order of nation</em><em>s</em>, che tenta di ristabilire l\'ordine conquistando il mondo e togliendo libert&agrave; basilari come quelle di pensiero ed espressione.</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Superfluo aggiungere che ci&ograve; non risolver&agrave; le cose, ma al contrario i ribelli si arrabbieranno ancora di pi&ugrave; e la guerra sar&agrave; dunque ora totale.</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img width=\"500\" height=\"323\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70880/Endofnations-55859.jpg\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
Questo in sostanza &egrave; l\'incipit del nuovo MMORTS di <em>Petroglyph</em>, che verr&agrave; pubblicato da Trion Worlds, pronto a raccogliere i frutti della sua massiva implementazione rts del gioco. Come sar&agrave; possibile questo? Innanzitutto al momento della registrazione si ricever&agrave; una base dove potremmo organizzare le nostre unit&agrave;, e ovviamente costruirne di nuove. Prima di ogni battaglia dalla nostra base sceglieremo cosa utilizzare,&nbsp; e una volta portata a termine acquisiremo delle ricompense che ci saranno utili per comprare nuovi mezzi o costruire ulteriori edifici per la base.</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Al termine comparir&agrave; una mappa del mondo che ci permetter&agrave; di scegliere dove combattere. Inutile dire che ci&ograve; fa pensare a tutta una serie di possibilit&agrave; allettanti. Per esempio, vediamo i nostri alleati che combattono in inferiorit&agrave; numerica in una determinata zona del mondo: nulla ci vieta di entrare in battaglia per ribaltarne le sorti.<br />
<br />
Una volta entrati in battaglia il gioco proseguir&agrave; come un rts standard, dove dovremo gestire le nostre unit&agrave; su mappe enormi. Il tutto accompagnati dall\'immancabile barra delle skill.</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img width=\"500\" height=\"327\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70880/Endofnations-55858.jpg\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
Nel corso degli anni abbiamo assistito all\'uscita di moltissimi titoli rts che preannunciavano una totale innovazione del genere e volevano portare una ventata d\'aria fresca. Nella stragrande maggioranza dei casi per&ograve;, una volta in release questi prodotti si sono rivelati un insuccesso, spesso contenitori di buone idee mai sfruttate a dovere a tempo debito. In genere la scelta di variare l\'rts viene attuata da alcune software house &quot;coraggiose&quot;, le quali cercano di sfornare un titolo che possa inglobare pi&ugrave; generi, attirando cos&igrave; l\'attenzione non solo degli appassionati, ma anche dei casual player e di tutto coloro non propriamente affini allo strategico. D\'altro canto non manca chi invece sceglie di attenersi alla formula pur di non deludere l\'utenza ormai fidelizzata (vedi <em>Starcraft II</em>). Per quanto riguarda Ends of Nations, la sua natura mmo potrebbe aprirgli le porte del successo commerciale, ma dovremo aspettare la release per poter misurare il successo di questo mix videoludico.</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img width=\"500\" height=\"322\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70880/Endofnations-55862.jpg\" /></p>
<p style=\"text-align: justify;\">Per ora non si sa molto sul gioco, ma potrebbe portare a un\'innovazione nel genere degli rts, sempre lo stesso dai tempi di Dune II. La possibilit&agrave; di intervenire in tempo reale durante uno scontro, su mappa mondiale, rende la definizione di &quot;rts&quot; particolarmente appropriata. Staremo a vedere dunque se i Petroglyph riusciranno veramente a smuovere questo genere. Le premesse, senza dubbio, fanno ben sperare.</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen237</guid>
</item>
<item>
<title>Anteprima: Rift: Planes of Telara</title>
<link>http://mmorpg.gamesource.it/console/pc/Scheda/Rift-Planes-of-Telara/Anteprima/</link>
<description>Già nel 2009 correvano voci su Heroes of Telara, un MMORPG il cui mondo, a detta degli sviluppatori, sarebbe dovuto essere in continua mutazione. Di certo un&amp;rsquo;interessante caratteristica se non fosse che oramai si [...]</description>
<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 15:58:19 +0200</pubDate>
<category>Anteprima PC</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\">Gi&agrave; nel 2009 correvano voci su Heroes of Telara, un MMORPG il cui mondo, a detta degli sviluppatori, sarebbe dovuto essere in continua mutazione. Di certo un&rsquo;interessante caratteristica se non fosse che oramai si &egrave; abituati ad aspettarsi tutt&rsquo;altro da ci&ograve; che viene annunciato dai team di sviluppo. Redwood Studio &egrave; la casa sviluppatrice del titolo di cui andremo a parlare tra breve; si tratta di una divisione di Trion Worlds, che, a sfortuna della sponsorizzazione del gioco, seppur possa vantare di ottime menti al suo interno, per la sua poca fama non si &egrave; nemmeno potuta permettere una grossa schiera di giocatori in attesa del proprio titolo. Ad ogni modo, a distanza di un anno dall&rsquo;annuncio del MMO, le informazioni sono state rese pi&ugrave; chiare, ed il nome del prodotto &egrave; stato mutato in Rift: Planes of Telara.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><img src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70791/RiftPlanesofTelara-55790.jpg\" alt=\"\" /><br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Passeggiando fra le terre di Telara&hellip;</strong><br />
<br />
Il mondo su cui sar&agrave; ambientato Rift si chiama per l&rsquo;appunto Telara. La situazione, ovviamente, non &egrave; delle migliori sul suolo di tale pianeta, il quale &egrave; stato invaso da sei piani dimensionali: Fuoco, Terra, Acqua, Aria, Vita e Morte. Essi hanno portato con s&eacute; le proprie relative creature, le quali sono riuscite ad accedere al suolo del pianeta attraverso dei rift, ossia dei cedimenti della barriera protettiva del mondo, la quale era adibita per l&rsquo;appunto alla difesa dai sei &quot;piani&quot; sopra citati. Per quanto riguarda l&rsquo;esplorazione di Telara, al momento si sa che il giocatore dar&agrave; inizio alla propria avventura sull&rsquo;unico continente noto (ed anche il pi&ugrave; grande). Gli altri dovranno essere presumibilmente esplorati, ma sfortunatamente non sono state rilasciate rilevanti informazioni al riguardo.<br />
Il &quot;lore&quot; di gioco sembra attenersi ai pi&ugrave; classici del mondo fantasy, con ambientazioni che al momento sembrano caratterizzate da tonalit&agrave; principalmente cupe. I personaggi umanoidi sembrano vantare un certo realismo fisico, e la realizzazione delle creature evoca di certo un\'idea di morte e distruzione. Nulla di nuovo in questo campo, dove  Rift: Planes of Telara sembrerebbe non introdurre alcun aspetto innovativo.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><img src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70791/RiftPlanesofTelara-55789.jpg\" alt=\"\" /><br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rift</strong><br />
<br />
Ci&ograve; che caratterizza il gameplay del titolo in questione &egrave; l&rsquo;apertura dei rift. Secondo gli sviluppatori, ogni volta che uno di essi si aprir&agrave;, il mondo di gioco &ldquo;dinamico&rdquo; muter&agrave; di conseguenza, stravolgendo una determinata zona sia dal punto di vista grafico, sia relativamente a nuovi pericoli che vi potremo incontrare. Un giocatore si trover&agrave; dunque ad attraversare una location completamente differente rispetto al suo precedente passaggio.<br />
Altro aspetto interessante &egrave; la possibilit&agrave; dei giocatori di aprire alcuni rift, oltre a quelli gestiti da script o eventi stabiliti dallo staff del titolo. <br />
L&rsquo;idea di attraversare il mondo in uno stato di continua mutazione &egrave; di certo interessante, e porter&agrave; un po&rsquo; d&rsquo;aria fresca negli ormai statici MMORPG che caratterizzano gli anni 2000.  <br />
<br />
Per quanto concerne il PvP non si sa ancora molto, a parte la suddivisione di player fra due fazioni (probabilmente in stile The Chronicle of Spellborn) e la possibilit&agrave; di scegliere fra server PVP, PVE, e RP.<br />
<br />
Ultimo aspetto, ma non meno importante, &egrave; lo sviluppo del proprio personaggio. Esso si preannuncia essere per lo pi&ugrave; innovativo grazie ad un sistema di progressione della classe (le quali spazieranno fra un&rsquo;ampia scelta, razze comprese) e probabilmente della build, legata all&rsquo;assorbimento delle anime delle creature provenienti dalla varie dimensioni (l&rsquo;aspetto sar&agrave; forse legato ai sei &ldquo;elementi&rdquo; suddetti). Molto interessante come feature, ma date le poche informazioni non si sa quanto potr&agrave; incidere a livello di competitivit&agrave;.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><img src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70791/RiftPlanesofTelara-55792.jpg\" alt=\"\" /> <br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Next Gen?</strong><br />
<br />
Negli ultimi tempi il mondo dei MMO &egrave; stato stravolto dall&rsquo;annuncio di inediti titoli di nuova generazione in arrivo dall\'estremo oriente. Rift: Planes of Telara vanter&agrave; di un comparto grafico ottimamente realizzato con sistemi di luci ed ombre e shader degni di nota. I movimenti dei personaggi risultano fluidi, ben gestiti. La Redwood Studio sembrerebbe proprio di disporre tutte le carte in regola per competere con i nuovi titoli Next Generation, ma una volta spiegate sul tavolo, il risultato finale potrebbe risultare ben diverso dalle momentanee aspettative.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><img src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70791/RiftPlanesofTelara-55791.jpg\" alt=\"\" /> <br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Concludendo</strong><br />
<br />
Rift: Planes of Telara sembra portare con s&eacute; ottime idee per risultare, a lavoro ultimato, un buon titolo nel campo dei MMORPG. La possibilit&agrave; di avventurarsi fra le terre di Telara in situazioni sempre diverse grazie alla dinamicit&agrave; del mondo di gioco potr&agrave; rendere il gameplay vario e di conseguenza pi&ugrave; longevo. Al momento le informazioni rimangono comunque poche, rimanendo fiduciosi su ci&ograve; che Redwood Studio sta cercando di portare ai numerosi giocatori dei titoli massivi online.</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen236</guid>
</item>
<item>
<title>Recensione: Dead or Alive Paradise</title>
<link>http://www.gamesource.it/console/psp/Scheda/Dead-or-Alive-Paradise/Recensione/</link>
<description>Qualsiasi appassionato di picchiaduro conosce senza dubbio una delle serie più accattivanti e interessanti del genere, degna rivale di mostri sacri (almeno fino a qualche anno fa) come Tekken e Street Fighter, [...]</description>
<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 12:47:40 +0200</pubDate>
<category>Recensione PSP</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\">Qualsiasi appassionato di picchiaduro conosce senza dubbio una delle serie pi&ugrave; accattivanti e interessanti del genere, degna rivale di mostri sacri (almeno fino a qualche anno fa) come <em>Tekken</em> e<em> Street Fighter,</em> famosa soprattutto per il design dei propri personaggi piuttosto che per la spettacolarit&agrave; dei combattimenti: <strong>Dead or Alive</strong>, divenuto anche un film poco fortunato ai botteghini, ha sempre attirato numerosi fan proprio grazie alle curve sensuali delle proprie protagoniste, belle e fatali, soprattutto in bikini. Quest\'ultimo elemento ha dato la svolta al genere sul quale la serie ha puntato negli ultimi anni; gli sviluppatori, capito il reale potenziale del gioco, hanno preferito lasciare pugni e calci ai rivali <em>Kazuya </em>e <em>Ryu</em> destinando le angeliche ragazze verso un<em> paradiso</em> fatto di isole tropicali, spiagge, sole, mare, bikini e tanta prosperosit&agrave; femminile. Cos&igrave; nasce, insieme ad altri capitoli su console fisse, <strong>Dead or Alive Paradise</strong>, che approda direttamente su PSP proprio in concomitanza della nuova estate.<br />
<br />
<br />
<strong> New Zack\'s Island<br />
</strong><br />
Come prevedibile, il luogo d\'incontro delle deliziose fanciulle non poteva non essere una splendida e sperduta isola tropicale dalle spiagge dorate e l\'acqua cristallina: Sole sempre in alto nel cielo, enormi piscine, hotel da sogno e casin&ograve; notturno. Da classico picchiaduro beat\'em up Dead or Alive diventa in questo capitolo una sorta di &quot;dating game&quot; che raccoglie una serie di minigiochi, dal Beach Volley al <em>Pool Hopping</em> (attraversare una piscina saltando su dei cuscini galleggianti), passando per il gioco d\'azzardo di Blackjack e Slot Machine nel casin&ograve;.<br />
&nbsp;</p>
<center><img align=\"absMiddle\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/psp/69882/DeadorAliveParadise-55662.jpg\" alt=\"\" /><br />
<em>Sfida al Pool Hopping: premendo i tasti giusti si raggiunge<br />
il cuscino successivo, sbagliando si cade!<br />
</em></center>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
All\'inizio della <em>vacanza</em> si sceglie una delle fanciulle e si inizia la prima giornata nell\'isola: sin da subito &egrave; possibile svolgere alcune attivit&agrave; come rilassarsi in piscina, scattare alcune foto della ragazza oppure giocare a Beach Volley (solo quando si &egrave; gi&agrave; accompagnati da una partner). Ciascuna attivit&agrave; porta via del tempo e dopo averne svolto circa quattro in tutta la giornata si ritorna automaticamente all\'hotel, centro di <em>amministrazione</em> del gioco: qui si ricevono e mandano i regali, si indossano nuovi accessori e costumi e si collezionano gli oggetti speciali con un sistema simile a quello degli album di figurine.<br />
Quasi tutti questi oggetti si ottengono <em>spendendo denaro</em> nei vari negozi dell\'isola, acquistando nuovi costumi, palloni, accessori o regali per le altre ragazze, compreso anche del cibo. Il sistema dei regali &egrave; l\'anima del gioco: ciascuna ragazza ha delle simpatie per un particolare colore e cibo, quindi regalarle un costume costoso, avvolto nella carta regalo del suo colore preferito e accompagnato dal drink che pi&ugrave; le piace vi far&agrave; sicuramente adorare, cos&Iuml; da poterle chiedere in seguito di divenire vostra partner. Per fare tutto questo per&ograve; bisogner&agrave; innanzitutto guadagnare denaro, vincendo le partite di beach volley, quelle di Pool Hopping o avendo molta fortuna al <strong>casin&ograve;</strong>: quest\'ultimo, disponibile solo la sera dopo esser ritornati all\'hotel, comprende i tavoli di<strong> Blackjack</strong> (in singolo e in gruppo), <strong>Poker</strong> e le <strong>Slot Machine</strong>. Oltre a giocare e scommettere il proprio denaro, il casin&ograve; &egrave; utile nel caso si vogliano sbloccare personaggi o minigiochi in pi&ugrave;; tuttavia, &egrave; spesso il modo peggiore per cercare di fare soldi, in quanto troppo rischioso e lento. <br />
Tornando all\'hotel, rimane da spedire regali (nel caso non sia gi&agrave; stato fatto) oppure andare a letto, concludendo la giornata per risvegliarsi direttamente al mattino del giorno successivo. Da qui tutto riprende in maniera identica: si pu&ograve; giocare a beach volley, pool hopping, rilassarsi in piscina, scattare foto nei vari luoghi dell\'isola oppure chiedere alle altre ragazze di diventare partner (massimo una per volta): oltre questo, &egrave; possibile raccogliere <strong>sequenze video</strong> grazie ai servizi fotografici per poi andare a sbloccare nuovi minigiochi; la giornata si conclude allo stesso modo, si torna all\'hotel, si inviano e ricevono regali, se si vuole si va a giocare al casin&ograve;, si va a letto e inizia un nuovo giorno. Tutto il gioco si svolge qui, e in men che non si dica la vacanza giunge improvvisamente al termine senza nemmeno accorgersene, regalando un video finale diverso a seconda dei risultati raggiunti: in tutti i casi, comunque, l\'effetto &egrave; di pura perplessit&agrave;.<br />
&nbsp;</p>
<center><img align=\"absMiddle\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/psp/69882/DeadorAliveParadise-55661.jpg\" alt=\"\" /><br />
<em>La &quot;guida alle ragazze&quot; di Kasumi suggerisce il suo<br />
cibo preferito e anche le compagne pi&ugrave; affini</em></center>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<br />
<strong>Curve pericolose<br />
</strong><br />
Nei capitoli originali, le curve sinuose delle belle combattenti potevano anche rivelarsi fatali, ma in questo nuovo paradiso di <em>Tecmo</em> riescono a colpire ben poco. Il <strong>comparto grafico</strong>, per quanto la grafica 3D non sia affatto scadente, propone poche inquadrature e tutte da distanza eccessiva, sia negli intermezzi ordinari che in quelli dei servizi fotografici: <em>l\'oscillare su e gi&ugrave; degli abbondanti seni</em> diventa artificiale dopo un po\' e in breve si finisce per non notarlo pi&ugrave;, mentre tutto il resto non raggiunge mai un buon livello di seduzione. <em>Luci e ombre litigano spesso tra loro</em>, le animazioni sono ricche di alti e bassi e le espressioni facciali inesistenti.<br />
Il <strong>sonoro</strong>, proseguendo sulla stessa scia, si limita a pochissime esclamazioni ripetute e alla sola colonna sonora di sottofondo: <em>gli effetti audio sono davvero rari</em> e mal curati, mentre le musiche banali, ripetitive e ben presto fastidiose.<br />
Alcuni dettagli grafici dovrebbero infine trasmettere segnali al giocatore sulle condizioni del rapporto instaurato con le ragazze e sui loro oggetti preferiti, ma l\'assenza di una legenda e l\'ambiguit&agrave; di questi stessi effetti rende tutto questo vano e ancor pi&ugrave; confusionario, con un risultato pi&ugrave; negativo che positivo.<br />
<br />
<br />
<strong>Dunque?<br />
</strong><br />
Giocando la prima volta <em>le meccaniche del gioco rimangono oscure</em> anche fino alla fine della vacanza: non si arriva a capire bene quale sia lo scopo da raggiungere, secondo quali meccaniche questo o quel costume siano pi&ugrave; graditi, quando l\'amicizia con una ragazza &egrave; mantenuta ad alti livelli o quando invece si sta affievolendo, a cosa servano alcuni oggetti o se effettivamente piacciano ad una o ad un\'altra ragazza. Il vero problema, per&ograve;, &egrave; che tutto questo rimane oscuro <em>anche alla seconda, alla terza, o alla quarta giocata</em>: niente viene spiegato o analizzato. Sembra che l\'importanza maggiore venga data alle sequenze video nelle quali scattare le foto alla ragazza, ma oltre ad essere noioso questo sistema &egrave; anche scarno e superficiale: il giocatore pu&ograve; controllare<em> solo parzialmente </em>la telecamera, lo zoom non riesce a soddisfare i maliziosi e i movimenti delle ragazze sono quasi sempre identici. Si finisce col poterne reggere tre, quattro, massimo cinque, dopodich&egrave; ci si chiede perch&egrave; continuare questa tortura. I nuovi minigiochi non sono un premio cos&igrave; meritevole e quelli gi&agrave; disponibili lasciano a desiderare: pool hopping diventa banale ed estremamente facile dopo poche giocate, mentre il beach volley presenta un gameplay accennato e rozzo, da giochino per cellulari. Dopo pochissime ore si ha gi&agrave; provato tutto <em>ma nulla di entusiasmante:</em> tecnica di buon livello, ma che da sola non basta a riempire le enormi lacune di un concept di gioco scarno e mediocre, accompagnato da un gameplay tutt\'altro che soddisfacente. Il potenziale (quello delle ragazze) c\'&egrave; tutto, ma cos&igrave; viene totalmente sprecato e oscurato: da rifare.</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen1520</guid>
</item>
<item>
<title>Recensione: Let's Golf! 2</title>
<link>http://www.gamesource.it/console/iphone/Scheda/Lets-Golf-2/Recensione/</link>
<description>Gameloft ci aveva precedentemente abituato a prodotti di buona fattura, e sembra che l'estate passata sotto l'ombrellone non abbia intaccato questa tendenza: il 22 Luglio viene rilasciato sull'App [...]</description>
<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 15:34:13 +0200</pubDate>
<category>Recensione iPhone</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gameloft </strong>ci aveva precedentemente abituato a prodotti di buona fattura, e sembra che l\'estate passata sotto l\'ombrellone non abbia intaccato questa tendenza: il <strong>22 Luglio</strong> viene rilasciato sull\'<strong>App Store</strong> il secondo capitolo della saga<strong> Let\'s Golf</strong>, portando alla luce uno dei simulatori arcade pi&ugrave; riusciti per questo sport.<br />
Per quanto di nicchia sia la categoria di Woods e compagni, la veste con cui Let\'s Golf si pone &egrave; fresca ed innovativa, senza risultare eccessivamente monotona ed anzi vantando fra i suoi punti di forza una buona longevit&agrave;; sono state implementate nuove funzioni rispetto al predecessore, che rendono i 3.99&euro; necessari ad acquistare il gioco un prezzo accettabile.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img height=\"267\" width=\"400\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/61851/Gamesource-55725.jpg\" alt=\"\" /><br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Per cominciare con l\'analisi del gioco, il men&ugrave; principale permette al giocatore di selezionare due modalit&agrave;: giocatore singolo oppure multigiocatore; partendo dalla prima opzione potremo decidere se affrontare una partita veloce, intraprendere la modalit&agrave; carriera (una delle novit&agrave; di questa versione), quella sfida, o semplicemente, nel caso in cui fossimo di fretta, fare qualche buca singola.<br />
In questa schermata sar&agrave; inoltre visualizzabile la percentuale di completamento che abbiamo raggiunto nella modalit&agrave; carriera: quest\'ultima vi vedr&agrave; impegnati a collezionare medaglie per i green delle varie nazioni, quali Inghilterra, Kenya, Germania, Grecia, Messico e Groenlandia; man mano che otterrete risultati, oltre a sbloccare nuovi tornei in cui cimentarvi, accumulerete dei punti esperienza sul personaggio da voi selezionato per incrementare le caratteristiche di quest\'ultimo.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img height=\"267\" width=\"400\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/61851/Gamesource-55728.jpg\" alt=\"\" /><br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, con l\'acquisizione delle medaglie vi verr&agrave; garantito l\'accesso ad altri personaggi oltre ai due di default; come nel predecessore, sar&agrave; poi possibile modificarne l\'abbigliamento, che acquisirete in base ai vostri risultati.<br />
La partita veloce ci inserir&agrave; all\'interno del green di alcune buche random delle nazioni che fino ad ora abbiamo sbloccato. Per quanto riguarda la modalit&agrave; sfida, invece, ci verranno assegnati obiettivi vari, come effettuare un tiro con una palla in un bunker sabbioso od eseguire un putt dalla distanza piuttosto elevata; ogni categoria vanter&agrave; 5 livelli di difficolt&agrave; al suo interno.<br />
Tornando alla schermata introduttiva, non poteva mancare la modalit&agrave; online, uno dei punti di forza del gioco che ha dalla sua parte la possibilit&agrave; di giocare tramite Bluetooth, WiFi locale e WiFi online. Dopo aver creato il nostro account saremo in grado di gareggiare all\'interno della classifica generale e controllare i nostri progressi sulla Gameloft Live.<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img height=\"267\" width=\"400\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/61851/Gamesource-55726.jpg\" alt=\"\" /><br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando la schermata di gioco, si osserva in basso a sinistra la mazza con cui stiamo per effettuare il nostro tiro; verr&agrave; selezionata automaticamente quella pi&ugrave; opportuna alla distanza che stiamo per percorrere, ma c\'&egrave; ovviamente la possibilit&agrave;&nbsp;di cambiarla a gradimento del giocatore. Sulla destra &egrave; rappresentata la mappa, comprensiva di distanza e di velocit&agrave; del vento.&nbsp;<br />
La palla da golf &egrave; l\'icona con cui ci apprestiamo ad effettuare il tiro, il quale si divide in due fasi, come nei pi&ugrave; classici giochi di Golf; ad una pressione nei tempi corretti dell\'icona sar&agrave; possibile ottenere un tiro potente e preciso nella zona desiderata. Ci verr&agrave; inoltre segnalata la percentuale ideale a cui colpire, da cui appunto ne deriver&agrave; il risultante tiro.<br />
In alto a sinistra, per concludere la descrizione della schermata, sono segnalati il vostro nickname, il par della buca, il numero del vostro colpo e il vostro scoring personale. Sempre da qui potete decidere se mettere il gioco in pausa o limitare gli effetti sonori.<br />
<br />
Let\'s Golf 2 offre un grado di longevit&agrave; sopra la media dei giochi per iPhod, risultando un titolo fresco e mai monotono: per quanto il golf rimanga al momento uno sport di nicchia, anche chi non si &egrave; ancora cimentato con simulazioni simili non avr&agrave; problemi a giocare con questo titolo ispirato dallo stile cartoon. Indubbiamente, se quello che cercate &egrave; una simulazione realistica siete fuori strada, dal momento che ci sono elementi come alcuni animali sui green o traiettorie disegnate in maniera antigravitazionale. <br />
Tuttavia, le 108 buche messe a disposizione del giocatore garantiscono un buon livello di sfida, accompagnate da 8 personaggi plasmabili a seconda delle esigenze del giocatore.<br />
La grafica si pu&ograve; considerare pienamente sopra la sufficienza: per quanto non si possano avere cos&igrave; alte pretese per un titolo del genere su iPhod, Gameloft ha puntato su uno stile colorato ed armonioso che non scade eccessivamente nella rappresentazione degli ambienti circostanti ai giocatori.<br />
In conclusione, anche se non siete appassionati di Golf, l\'acquisto di questo gioco vi sapr&agrave; intrattenere al meglio, annoiandovi con difficolt&agrave;: per 3.99&euro;, una possibilit&agrave; gliela si pu&ograve; concedere?&nbsp;</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen1521</guid>
</item>
<item>
<title>Recensione: Starcraft II: Wings of Liberty</title>
<link>http://www.gamesource.it/console/pc/Scheda/Starcraft-II-Wings-of-Liberty/Recensione/</link>
<description>Molto tempo fa, in una galassia ben conosciuta...

Più precisamente su un pianeta che ci è ben familiare, la Terra, esplodeva la bomba Starcraft. Anno 1998, l'anno di Solid Snake [...]</description>
<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 12:45:29 +0200</pubDate>
<category>Recensione PC</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Molto tempo fa, in una galassia ben conosciuta...<br />
</strong><br />
Pi&ugrave; precisamente su un pianeta che ci &egrave; ben familiare, la Terra, esplodeva la bomba Starcraft. Anno 1998, l\'anno di Solid Snake e di Abe, di Leon e Claire nella loro miglior forma e, grazie a Blizzard, l\'anno della nascita dello strategico pi&ugrave; amato al mondo. E\' incredibile l\'impatto che una produzione come il primo Starcraft &egrave; stato in grado d\'avere. Non solo l\'RTS per eccellenza era riuscito ad attirare milioni di fans in un periodo in cui il videogioco era ancora relativamente di nicchia (malgrado la rapida espansione favorita dalla prima Playstation), ma era anche riuscito a stabilire nuovi standard qualitativi nel campo dello sviluppo di prodotti videoludici. Tutto, nel primo Starcraft, era semplicemente perfetto. Per chiudere questa breve parentesi storica e rendere l\'idea di come il prodotto sia stato in grado di lasciare il segno nel settore, basti pensare che in Korea le partite disputatevi in modalit&agrave; giocatore, sono trasmesse regolarmente tramite emittenti televisive predisposte. Sono passati dodici anni da allora, letteralmente un\'era in campo videoludico. E\' bene dirlo subito: questo nuovo capitolo non propone praticamente nulla di nuovo se non un leggero svecchiamento di alcune meccaniche di gioco ed una rinnovata veste grafica d\'indubbio impatto; com\'&egrave; allora possibile che si sia meritato quel voto cos&igrave; alto e quella cos&igrave; entusiastica scheda riassuntiva che avrete sicuramente gi&agrave; sbirciato? Vediamo.<br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<center><img height=\"375\" width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/55899/StarcraftII-41423.jpg\" alt=\"\" /><br />
</center>
<p>&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><br />
<strong><br />
Ma che copione</strong><br />
<br />
Copione interpretabile in molteplici significati: esso racconta una storia profonda, interessante, appassionante e coinvolgente. Starcraft II:&nbsp;Le Ali della Libert&agrave;, non fa altro se non mettere per l\'appunto le ali ad un solido insieme di meccaniche di gioco, che riproposto nella sua integra originalit&agrave;, sarebbe indigesto a molti, e lo fa snellendo la&nbsp;gestionalit&agrave; dei suoi scontri, ponendo la giusta enfasi&nbsp;sull\'equilibrio necessario ad affrontare ogni singola battaglia&nbsp;proposta,&nbsp;tutte grazie a Dio diversificate con fattori particolari che movimentano l\'azione, tengono vivo&nbsp;l\'interesse. &nbsp;Copione perch&eacute; va pure a pescare nei prodotti pi&ugrave; recenti,&nbsp;prendendo idee interessanti e rielaborandole per integrarle al meglio in un contesto in cui&nbsp;il conduttore primario&nbsp;&egrave; un filo narrativo di spessore abbacinante, per complessit&agrave; e articolazioni. Impossibile da non perdonare chiudendo un occhio sul &quot;misfatto&quot;, costituito dal riproporre concept e meccaniche di gioco vecchie di dodici anni ben oliate. <br />
Va detto che al primo impatto con Le Ali della Libert&agrave;, ogni fan di Starcraft che abbia dunque giocato al capostipite si sentir&agrave; piacevolmente avvolgere da una forte sensazione di deja-vu: le stesse unit&agrave;, le stesse strutture, gli stessi indimenticabili protagonisti, tratteggiati cos&igrave; bene una decade prima e ora rinnovati ma, contemporaneamente, fedeli a se stessi, approfonditi, cresciuti e maturati, umani.<br />
Un lavoro di Character Design oggi cos&igrave; spesso preso sottogamba dagli sviluppatori che qui influisce all\'interno dell\'azione di gioco perch&eacute; coinvolge, perch&eacute; immedesima e motiva, vuole raccontare una storia che merita d\'essere ascoltata e vuole farlo nel modo migliore possibile: senza farsi desiderare, senza che il giocatore prenda lunghe pause &quot;di riflessione&quot;, ma trascinandolo in una spirale incalzante di azioni decisive da prendere al volo lasciando ben pochi attimi di tregua. Un comparto narrativo a dir poco ammorbante, che risulta attraente per i fan di lunga data e neofiti della storia di Jim Raynor e Sarah Kerrigan, grazie alla bellezza delle sue cut-scenes e al senso d\'epicit&agrave; di cui ogni singolo pixel a schermo sembra essere infuso.&nbsp;<br />
Come gi&agrave;&nbsp;anticipato, il gameplay&nbsp;di Starcraft II &egrave; praticamente identico a quello del predecessore: raccogliere risorse, costruire un insediamento ed essere&nbsp;in grado di presidiarlo&nbsp;a dispetto dei continui attacchi di cui saremo&nbsp;resi vittime da una o pi&ugrave; delle tre razze presenti (Terran, Protoss e Zerg) per poi attaccare al&nbsp;momento giusto;&nbsp;la prassi di&nbsp;ogni buon RTS insomma, qui riproposta nella sua forma pi&ugrave; pura, proprio quella ideata dodici anni or sono. Fortunatamente,&nbsp;ad evitare che questa prassi diventi una&nbsp;noiosa routine, subentrano dei fattori soggettivi per ogni missione&nbsp;che dovremo affrontare: essi vanno dal banale tempo&nbsp;limite per raggiungere determinati obiettivi (solitamente di difesa o raggiungimento di una determinata locazione della mappa), all\'aggiunta di veri e propri fattori atmosferici a noi avversi e debilitanti, come&nbsp;un muro di fuoco che in una delle 27 missioni che costellano la campagna&nbsp;Single Player, ci obbligher&agrave; a riposizionare continuamente la nostra base e a produrre unit&agrave; il pi&ugrave; velocemente possibile. Variet&agrave; e classicit&agrave; si uniscono in un connubio di rara bellezza nella produzione Blizzard, rendendo di fatto Starcraft II&nbsp;uno dei&nbsp;titoli pi&ugrave; appaganti e divertenti da giocare che siano disponibili, soprattutto in virt&ugrave; del suo livello di difficolt&agrave; (ammirevolmente modificabile&nbsp;in ogni schermata di briefing pre-missione) impegnativo, ma sorprendevolmente mai frustrante. Unico neo di una campagna virtualmente perfetta, la scelta opinabile di dedicare l\'intero prodotto alla sola razza Terran, lasciando il compito di narrare&nbsp;la continuazione della storia&nbsp;delle restanti&nbsp;razze nelle due&nbsp;espansioni previste:&nbsp;&quot;Cuore dello&nbsp;Sciame&quot; e&nbsp;&quot;Eredit&agrave; del Vuoto&quot;.&nbsp;<br />
A sopperire al succitato difetto subentra un excursus di circa cinque missioni riguardante la razza Protoss: esso fornisce in quanto digressione un approfondimento&nbsp;ulteriore della trama principale, ma potrebbe risultare pesante per il suo essere obbligatoriamente giocabile se si vuol vedere la fine dell\'opera.&nbsp;<br />
<br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<center><img height=\"375\" width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/55899/StarcraftII-7069.jpg\" alt=\"\" /><br />
</center>
<p>&nbsp;</p>
<center>
<p><em>Giocando con i Terran ci si ritrover&agrave; spesso in situazioni di netta inferiorit&agrave; numerica</em></p>
</center>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br />
<br />
<br />
Making Of - Il Cast Perfetto<br />
<br />
</strong>Un ottimo comparto&nbsp;grafico,&nbsp;unitamente ad una serie di richieste&nbsp;Hardware&nbsp;che&nbsp;al tempo di chi scrive risultano tutt\'altro che&nbsp;esose, rendono Starcraft II&nbsp;un\'esperienza estremamente godibile anche sotto il profilo tecnico: buonissima realizzazione dei modelli poligonali delle unit&agrave;, filmati con grafica di gioco ben realizzati e cut-scenes in CG incantevoli.&nbsp;&nbsp;Da premiare&nbsp;l\'implementazione di un&nbsp;rilevamento automatico dei settaggi dell\'utente, che lo avverte&nbsp;nel caso in cui&nbsp;le perfomance&nbsp;del motore grafico possano essere migliorate evitando cali&nbsp;di frame e affini, tramite un abbassamento dei dettagli. Per quanto riguarda il comparto sonoro, le&nbsp;lodi si sprecano: accanto ad un doppiaggio (preferibilmente in lingua inglese) ispirato&nbsp;si affiancano&nbsp;musiche ora lente, poi pressanti e martellanti, ma sempre&nbsp;adeguatamente inserite&nbsp;nei contesti pi&ugrave;&nbsp;appropriati. Peccato per il parlato in italiano, che&nbsp;spesso si sembra &quot;perdere&quot; nel mezzo di frasi pi&ugrave;&nbsp;o meno complesse, non dando il giusto risalto a momenti&nbsp;salienti dell\'avventura.&nbsp;<br />
<br />
<br />
<strong>In Conclusione<br />
<br />
</strong>Tirando le somme, si pu&ograve;&nbsp;assumere che Starcraft II&nbsp;sia il pi&ugrave; grande strategico mai creato: non solo mette a disposizione&nbsp;dell\'utente una campagna longeva per il giocatore solitario ed una modalit&agrave; multiplayer per cui si&nbsp;potrebbero sprecare pagine e pagine di lodi,&nbsp;ma&nbsp;offre anche un\'esperienza&nbsp;realmente in grado di emozionare e coinvolgere tanto i neofiti quanto i fan pi&ugrave; sfegatati del brand. Se ad alcuni&nbsp;potrebbe sembrare il classico &quot;minestrone riscaldato&quot; macina-soldi, consiglio loro di dargli una possibilit&agrave;: Starcraft II:&nbsp;Le Ali della Libert&agrave;, &egrave; un prodotto di qualit&agrave; assoluta, il Signore del suo genere e, pi&ugrave; in generale, uno di quei videogiochi&nbsp;di cui&nbsp;raramente si&nbsp;ha l\'opportunit&agrave;&nbsp;di poter&nbsp;fruire.</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen1519</guid>
</item>
<item>
<title>Recensione: Diablo II: Lord of Destruction</title>
<link>http://www.gamesource.it/console/pc/Scheda/Diablo-II-Lord-of-Destruction/Recensione/</link>
<description>Just Like The Old Times

Sono da poco passati dieci anni da quando Diablo II: Lord of Destruction è stato commercializzato. Si tratta di una espansione del gioco principale, [...]</description>
<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 18:40:40 +0200</pubDate>
<category>Recensione PC</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify; \"><strong>Just Like The Old Times<br />
<br />
</strong>Sono da poco passati dieci anni da quando <em>Diablo II:&nbsp;Lord of Destruction</em> &egrave; stato commercializzato. Si tratta di una espansione del gioco principale, il quale era riuscito laddove molti sequel falliscono, cio&egrave; mantenere intatta la qualit&agrave; di un brand ben realizzato, creando una nuova base di appassionati. E\' possibile che, a dieci anni di distanza, un titolo sappia ancora attrarre come pochi altri? E\' possibile che riesca ad essere ancora il migliore nel suo campo? Soprattutto come&nbsp;quello degli <em>Hack\'n\'Slash</em>, su cui nomi del calibro di <em>Baldur\'s Gate</em> hanno messo piede? <br />
<br />
<strong><br />
In principio<br />
<br />
</strong>Diablo II cominciava esattamente dopo la fine del primo capitolo: l\'eroe di turno aveva sconfitto Diablo, ma non aveva altro modo di eliminarlo per sempre se non quello di cercare di contenerlo nel proprio corpo, assumendosi questo onere. L\'anima del demone era tuttavia risultata troppo forte per l\'avventuriero, e lo aveva posseduto, trasformandolo nell\' &quot;Oscuro Viandante&quot;: la prigione di carne che Diablo poteva controllare faticosamente, avrebbe richiesto tempo e pratica per imparare ad usare i propri poteri attraverso di essa. Assunto quindi il controllo del nuovo corpo, il demone incomincia un lungo viaggio alla ricerca dei suoi fratelli, Mephisto e Baal, nel tentativo di liberarli dalle loro prigioni e, con il loro aiuto, di conquistare le terre libere. Diablo II&nbsp;si concludeva proprio con la sconfitta del demone in questione, nei Regni Infernali. Tuttavia, dei tre fratelli uno era ancora in vita: Baal era riuscito a raggiungere il Monte Arreat, ove riposa la Pietra del Mondo, nel tentativo di corromperla. Ed &egrave; da qui che comincia l\'avventura proposta da questa espansione, ma solo per chi &egrave; in possesso di un salvataggio effettuato dopo la caduta del demone. Diversamente, i nuovi arrivati dovranno partire dagli inizi, avendo a disposizione, grazie ai contenuti aggiuntivi offerti, due nuovi personaggi selezionabili: a fianco dei classici barbaro, incantatrice, negromante, paladino e amazzone, troveranno posto anche un druido e una assassina.</p>
<center><img height=\"375\" width=\"500\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/3048/DiabloIILordofDestruction-52762.jpg\" /><br />
</center>
<p><br />
<strong>Le Basi</strong></p>
<p style=\"text-align: justify; \">Il gameplay di Diablo II &egrave; quanto di pi&ugrave; semplice si possa immaginare: il tasto sinistro del mouse &egrave; adibito al movimento del personaggio e all\'attacco delle creature demoniache che ci si scaglieranno contro, mentre il tasto destro permette di utilizzare l\'abilit&agrave; correntemente selezionata; riguardo a quest\'ultima, il gioco mette a disposizione di ogni personaggio molte skills, suddivise in tre rami dai nomi diversi a seconda della classe scelta e proponendo una sufficiente differenziazione tra tutte quelle presenti. <br />
Per selezionare velocemente un potere particolare bisogner&agrave; ricorrere ad un metodo piuttosto antiquato per coloro che sono abituati all\'apparizione di men&ugrave; ricchi di scelta con una singola pressione: sar&agrave; infatti necessario assegnare ai propri poteri un numero dalla tastiera e, all\'occorrenza, premere il tasto corrispondente per selezionare l\'abilit&agrave; interessata, e il tasto destro per selezionare l\'area di cast. Se sulle prime tale sistema pu&ograve; sembrare scomodo, specie nelle frequenti fasi pi&ugrave; che concitate di combattimento con avversari multipli, vi assicuriamo per&ograve;&nbsp;che si tratta solamente di una questione di tempo prima di riuscire a raccapezzarsi con l\'ottimo combat system creato dagli sviluppatori. Se fin qui il gameplay potrebbe sembrare un po\' troppo semplicistico, &egrave; l\'ingresso in scena della componente RPG a rendere questo Diablo, a dieci anni dall\'uscita, ancora in grado di competere con gli ultimi arrivi del genere:&nbsp;il nostro eroe liveller&agrave; con il continuo apprendimento di esperienza, ricever&agrave; pezzi d\'equipaggiamento, anche rari visto che il drop dei nemici &egrave; random, e al giocatore sar&agrave; chiesto di utilizzare al meglio tali strumenti per far fronte alla crescente forza degli avversari, i quali&nbsp;si suddividono in molte tipologie diverse, tutte ben caratterizzate, e tra le loro fila trovano spazio boss giganteschi e molto ben realizzati. <br />
Ci&ograve; che sorprende, &egrave; la naturalezza con cui un sistema del genere riesce ad integrarsi con un gameplay confusionario di natura come quello degli Hack\'n\'Slash. A conti fatti, se si deve&nbsp;trovare un difetto a livello di gioco nella produzione Blizzard, questo &egrave; proprio lo stile del genere: la ripetitivit&agrave; di una azione che, per quanto incalzante ed esaltante, potrebbe stancare in poco tempo i meno pazienti. <br />
<br />
<strong><br />
Tech Point: Perfect!<br />
</strong><br />
Il lavoro svolto in campo grafico permette ancora di godere di buoni effetti per quanto riguarda incantesimi, esplosioni di nemici (vedere per credere, sembra un film di Tarantino) e conflagrazioni ben pi&ugrave; canoniche di oggetti appositamente sfruttabili. Si nota con piacere che, nonostante l\'et&agrave; (dieci anni in campo videoludico sono davvero un\'eternit&agrave;), Diablo II riesce comunque a regalare una buona visione d\'insieme: scenari e nemici dettagliati, particolari in rilievo su armature ed armi e, soprattutto, una palette di colori che riesce a ricreare un\'atmosfera particolare, indescrivibile, tipica di questa serie e ancora oggi ineguagliata per capacit&agrave; d\'immersione.</p>
<center><img height=\"376\" width=\"500\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/3048/DiabloIILordofDestruction-52763.jpg\" /><br />
</center>
<p style=\"text-align: justify; \"><strong><br />
Assolo<br />
<br />
</strong>Le musiche, tutte strumentali, che ci accompagnano nella nostra epopea alla ricerca dei Signori del Male, sono semplicemente sublimi: esse non solo contribuiscono in maniera determinante ad incrementare la sopracitata immersione nel mondo di gioco, ma sono, obiettivamente, di grandissima qualit&agrave;. Ottimo anche il doppiaggio in italiano, con una traduzione quanto pi&ugrave; possibile fedele all\'originale e priva di evidenti sbavature.<br />
<br />
<br />
<strong>A Long&nbsp;Way Home<br />
<br />
</strong>L\'avventura proposta da Diablo II prevede&nbsp;una durata media di una decina d\'ore: i territori&nbsp;da esplorare sono vasti&nbsp;e ben diversificati, la&nbsp;trama appassionante&nbsp;e mai scontata, i personaggi utilizzabili&nbsp;diversi e molto ben caratterizzati a livello di abilit&agrave; e statistiche. Influisce anche qui il gi&agrave; citato problema della ripetitivit&agrave;,&nbsp;un classico del genere che potrebbe scoraggiare&nbsp;i meno arditi, ma che viene facilmente soppresso dall\'entusiasmante modalit&agrave; multigiocatore.&nbsp;<br />
<br />
<br />
<strong>Co-op&nbsp;Is The Key<br />
<br />
</strong>La modalit&agrave;&nbsp;multiplayer di Diablo II &egrave; accessibile tramite&nbsp;Battle.net, il portale online di Blizzard, e consente, a conti fatti, di sbloccare il vero potenziale del gioco: una volta trovatisi&nbsp;nel cuore di una tomba, circondati&nbsp;dai propri&nbsp;compagni di gruppo e da incantesimi di ogni genere che&nbsp;fanno cadere orde di creature demoniache intente a cercare d\'ingerirci, si realizza che Diablo &egrave; fatto apposta per l\'online, che il&nbsp;suo stesso gameplay, le sue stesse&nbsp;basi, incoraggiano a cooperare con altri avventurieri, ognuno con le proprie peculiarit&agrave;, per progredire e diventare sempre pi&ugrave; forti. Si realizza che, a dieci anni dalla pubblicazione, il titolo pu&ograve; ancora contare su di una community davvero incredibile, pronta ad aiutarsi, amichevole e irriducibile: ci sar&agrave; sempre una partita per i giocatori di primo livello, cos&igrave; come ce ne sar&agrave; sempre una per quello di livello 10, 20, 30 o 40. Dove&nbsp;per&ograve; questo comparto fallisce e imbarca acqua, &egrave;&nbsp;nel PVP: esso &egrave; confusionario, mal implementato nelle meccaniche di gioco, troppo caotico e favorevole a classi&nbsp;dotate di attacchi sulla distanza o ad effetto area. Un neo tuttavia trascurabile, visto che l\'anima del multigiocatore risiede nella cooperazione.&nbsp;</p>
<center><img height=\"375\" width=\"500\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/3048/DiabloIILordofDestruction-52764.jpg\" /><br />
</center>
<p style=\"text-align: justify; \"><br />
<strong>In Conclusione<br />
<br />
</strong>Tirando le fila, questo&nbsp;<em>Diablo II:&nbsp;Lord of Destruction</em>, &egrave; un\'ottima espansione di un gioco&nbsp;gi&agrave; di per s&egrave; incredibile.&nbsp;Oggi come dieci anni fa&nbsp;riesce a regalare ore ed ore di sano divertimento&nbsp;in&nbsp;compagnia di amici e giocatori sconosciuti, o altrettanto tempo dedicato per&ograve; alla profondit&agrave; di una storia ben intessuta e raccontata, intrigante e mai scontata. Riesce a portare il giocatore in un mondo estraneo al nostro, a immergerlo con dolcezza in atmosfere oscure e opprimenti, e a trascinarlo in una spirale senza fine di emozioni evidentemente dedicate a chi ama i videogames. I nuovi arrivati potrebbero lamentarsi a proposito di una difficolt&agrave; al di sopra della media o una certa scomodit&agrave; nell\'utilizzo dei vari incantesimi, ma Diablo &egrave; cos&igrave;: &egrave; il padre degli <em>Hack\'n\'Slash</em>, solo&nbsp;realizzato con maggior cura di prodotti ben pi&ugrave; recenti e senz\'anima. Ad oggi &egrave; possibile rimediarlo praticamente a costo zero: consigliamo di non lasciarsi sfuggire quest\'occasione, e di recuperare il tempo perduto su uno dei pi&ugrave; bei giochi di ruolo d\'azione della storia dell\'intrattenimento che tutti amiamo.</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen1517</guid>
</item>
<item>
<title>Recensione: Sherlock Holmes e il Re dei Ladri</title>
<link>http://www.gamesource.it/console/pc/Scheda/Sherlock-Holmes-e-il-Re-dei-Ladri/Recensione/</link>
<description>Arriva completamente tradotto in italiano da parte di FX Interactive l'avventura grafica Sherlock Holmes e il Re dei Ladri, episodio di una saga che vede protagonista il popolare [...]</description>
<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 19:05:47 +0200</pubDate>
<category>Recensione PC</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify;\">Arriva completamente tradotto in italiano da parte di <strong>FX Interactive</strong>&nbsp;l\'avventura grafica&nbsp;<em><strong>Sherlock Holmes e il Re dei Ladri</strong></em>, episodio di una saga che vede protagonista il popolare investigatore britannico.</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<strong><br />
Holmes contro tutti</strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\">I creatori di questa saga hanno ormai abituato gli appassionati ad aspettarsi di tutto, inclusi cross-over che vedono coinvolti mummie o persino Cthulhu. Questa volta Holmes &egrave; alle prese con il famoso ladro francese Arsenio Lupin, che giunto a Londra sfida apertamente il detective con una lettera ove dichiara la sua intenzione di compiere furti di importanti artefatti all\'interno della capitale. La lettera stessa &egrave; oggetto stesso di indagine, contenendo difatti allusioni al bersaglio che solo l\'intuito di Sherlock potrebbero svelare.<br />
Uno scontro tra due intelletti elevati, con un uguale ego ma con fini rivolti all\'opposto: uno alla giustizia, l\'altro al crimine. La chiave per la vittoria &egrave; in mano al giocatore.</p>
<p style=\"text-align: center;\"><img height=\"400\" align=\"middle\" width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70764/SherlockHolmeseilRedeiLadri-52826.jpg\" alt=\"\" /><br />
&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Prevenzione del crimine</strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\">Come descritto, questa volta abbiamo a che fare con crimini che devono ancora verificarsi&nbsp;e la cui prevenzione &egrave; affidata completamente alla genialit&agrave; di Holmes - ciononostante, il giocatore deve talvolta guidare anche altri personaggi di supporto, fra i quali non&nbsp; poteva ovviamente mancare il fido&nbsp;dottor Watson, suo assistente.<br />
Sebbene questo possa far sperare in bivi nella trama, cos&igrave; non &egrave;, trattandosi di fatto di una classica avventura lineare in cui ogni evento e soluzione sono predefiniti. La mancanza di originalit&agrave; non corrode comunque la qualit&agrave; del titolo, in cui un gameplay efficace e una buona cura del&nbsp;dettaglio&nbsp;sono alla chiave di tutto: come ogni esponente di questo genere, l\'esame degli ambienti e oggetti e&nbsp;il dialogo&nbsp;con i personaggi&nbsp;portano alla soluzione degli enigmi, che si presentano vari e con difficolt&agrave; crescente. Naturalmente presenti anche&nbsp;un inventario, una mappa e un diario.&nbsp;A eliminare la frustrazione&nbsp;ci pensa&nbsp;un sistema di aiuti che fornisce suggerimenti al giocatore sulla situazione in corso di risoluzione (di cui suggeriamo di non abusare per non rovinare l\'esperienza di gioco), ma soprattutto una peculiare caratteristica di questa saga, ovvero&nbsp;la possibilit&agrave; di passare dalla terza alla prima persona. Ci&ograve; permette al giocatore di poter goder appieno dei dettagli degli ambienti tridimensionali del gioco e di avere un maggior controllo, con risultati fantastici per coloro che detestano la &quot;lentezza&quot; delle avventure grafiche e desiderano libert&agrave; visiva.</p>
<center><img height=\"375\" align=\"middle\" width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70764/SherlockHolmeseilRedeiLadri-52827.jpg\" alt=\"\" /></center>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Stile fine \'800</strong></p>
<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo anche citato&nbsp;la&nbsp;cura del dettaglio: trattandosi di un videogioco basato su personaggi della letteratura, il rispetto dell\'atmosfera risulta fondamentale. Per la riuscita di ci&ograve;, &egrave; necessario anzitutto che trama e caratterizzazione dei personaggi siano di buon livello, come &egrave; inoltre lecito attendersi da un\'avventura grafica - e su questo il gioco non fallisce affatto. Gradevoli inoltre i numerosi riferimenti ai capitoli precedenti della saga, sicuramente apprezzabili da chi segue la saga da tempo. Di buon livello anche il doppiaggio.<br />
Le prime pecche saltano fuori sul piano grafico: tradizionalmente il genere offre un\'appagante esperienza visiva grazie alla cura artistica, ma&nbsp;quando si abbandonano fondali pre-renderizzati bidimensionali ed entra in gioco la terza dimensione, non si pu&ograve; chiudere un occhio sui difetti. Le texture risultano poco definite, specialmente negli ambienti aperti, e le animazioni sono troppo meccaniche, cosa che salta all\'occhio soprattutto durante le scene d\'intermezzo, e gli effetti dinamici (luci, ombre eccetera) sono ridotti all\'osso. Una maggior cura degli effetti grafici e pi&ugrave; filtri avrebbero sicuramente giovato.<br />
Un motore vissuto quindi, che non permette al titolo di essere al massimo splendore.</p>
<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;</p>
<center><img height=\"375\" align=\"middle\" width=\"500\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70764/SherlockHolmeseilRedeiLadri-52828.jpg\" alt=\"\" /></center>
<p>&nbsp;<strong><br />
<br />
Caso risolto</strong><br />
<br />
Siamo di fronte a ci&ograve; che pu&ograve; essere definito come n&eacute; pi&ugrave; n&eacute; meno che un buon gioco. <em>Sherlock Holmes e il Re dei Ladri</em> &egrave; un\'avventura grafica accessibile e gradevole che non fa altro che proseguire sulle ali dei suoi capitoli precedenti, la cui grafica comincia a sentire il peso degli anni ma che ciononostante permette comunque l\'apprezzamento del titolo.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen1503</guid>
</item>
<item>
<title>Recensione: Alien Swarm</title>
<link>http://www.gamesource.it/console/pc/Scheda/Alien-Swarm/Recensione/</link>
<description>E' recentemente emersa anche tra i grandi publisher, probabilmente spinti dal successo di molte produzioni indie, la tendenza a sviluppare freeware. Un software liberamente scaricabile, quando ben realizzato, è meglio [...]</description>
<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 14:06:06 +0200</pubDate>
<category>Recensione PC</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify; \">E\' recentemente emersa anche tra i grandi publisher, probabilmente spinti dal successo di molte produzioni indie, la tendenza a sviluppare freeware. Un software liberamente scaricabile, quando ben realizzato, &egrave; meglio di una campagna pubblicitaria in pompa magna e sembra che questo sia stato percepito anche da EA, che ha recentemente pubblicato il suo Need For Speed World gratuitamente. Poteva allora mancare in questo &quot;mercato&quot; costituito solamente dall\'offerta una delle pi&ugrave; grandi case produttrici di sempre? Chiaramente no, ed ecco quindi che anche Valve pubblica il suo primo titolo freeware:&nbsp;Alien Swarm. Il progetto &egrave; stato interamente sviluppato da una divisione di modder che per lungo tempo si sono dedicati a sviluppare appunto mod per i titoli Valve, per poi venire scelti per formare un team e dare vita ad un progetto di loro libera scelta. Inutile girarci attorno: considerando che questo &egrave; il loro primo lavoro come gruppo di sviluppo, e che il titolo &egrave; gratuitamente scaricabile via Steam, <em>Alien Swarm</em> &egrave; un prodotto di gran qualit&agrave;.<br />
<br />
<strong><br />
Back To Basics<br />
<br />
</strong>Alien Swarm ruota interamente attorno al suo gameplay: nessuna storia di fondo, pochi messaggi sparsi per i livelli in puro stile Dead Space si incaricano di raccontare una &quot;storia&quot; in verit&agrave; un p&ograve; scialba, avvalendosi di clich&egrave; ormai entrati nell\'immaginario collettivo e che non sono pi&ugrave; in grado d\'intimorire nessuno. Ma poco importa: ci&ograve; che rende questo gioco una vera e propria gemma, un prodotto di quelli che non ci si aspetterebbe mai d\'essere commercializzati gratuitamente, &egrave; la giocabilit&agrave;. <em>Alien Swarm</em> si basa infatti su quella che sembra la nuova filosofia zen di Valve: la cooperazione &egrave; la via. Forti di tre compagni di squadra, dovremo addentrarci sempre pi&ugrave; a fondo nei meandri di una base apparentemente deserta con cui i nostri referenti hanno perso i contatti, cercare sopravvissuti e raccogliere informazioni militari di valore vitale. Manco a dirlo, ci vogliono meno di tre minuti per rendersi conto che la zona &egrave; completamente infestata da alieni deformi simili a insetti, e qui comincia il tripudio di pallottole e di ragionata euforia richieste nel riuscire a passare i punti pi&ugrave; ostici del nostro cammino: fuoco amico abilitato, nemici che letteralmente &quot;zergano&quot; da ogni buco presente sulla mappa e munizioni contate.</p>
<p style=\"text-align: justify; \">Ebbene s&igrave;, ognuno dei tre marine che ci accompagner&agrave; disporr&agrave; mediamente di soli cinque caricatori: questo &egrave; un elemento che per quanto possa essere ritenuto proibitivo per i meno avezzi alla tattica da campo, quellla fatta di decisioni istintive e piani appena abbozzati che si spera vadano a buon fine, risulta infine estremamente importante per la godibilit&agrave; generale del gioco. Quali scontri &egrave; meglio saltare? Chi spara a chi in modo tale da non sprecare nessuna munizione?&nbsp;Va detto che l\'IA che muove i nostri compagni non &egrave; particolarmente sveglia: essa ha una mira praticamente infallibile, ma non si cura di preservare almeno una piccola scorta di munizioni e spara a qualunque cosa non porti le scarpe. A tal riguardo, &egrave; apprezzabile la possibilit&agrave; d\'impartire semplici ordini al nostro gruppo, ma il sistema si rivela impreciso, gli alleati di lenta esecuzione e pi&ugrave; di una volta la somma di questi elementi non mancher&agrave; di causare qualche evitabilissimo game over.</p>
<p style=\"text-align: justify; \">A salvare una barca che altrimenti rischierebbe d\'imbarcare troppa acqua gi&agrave; dopo la prima ora di gioco, subentra un comparto multiplayer sontuoso. A conti fatti sembrer&agrave; di giocare a una versione in miniatura di <em>Left 4 Dead</em>: quattro compagni, orde di nemici e assoluto bisogno di co-esistere per sopravvivere. Se proprio si vuol fare il paragone con il fratello maggiore, <em>Alien Swarm</em> stravince dal punto di vista dell\'interazione tra compagni di squadra, ognuno dotato di armi e abilit&agrave; particolari che li rendono tutti diversi, ma perde a causa di carenze pi&ugrave; o meno gravi sotto il profilo del coinvolgimento, dell\'atmosfera e della capacit&agrave; d\'interessare sulla lunga distanza. Tecnicamente parlando siamo su buoni livelli: l\'engine non &egrave; particolarmente affaticante per macchine di medio livello, gli scenari sono un p&ograve; asettici e riciclati ma comunque fungono al loro scopo e rendono l\'idea di essere interamente circondati tanto da muri quanto da nemici. Per quanto concerne il comparto sonoro, invece, il livello qualitativo ha un crollo inaspettato: un doppiaggio che, per quanto marginale, poteva essere almeno vagamente pi&ugrave; ispirato e musiche praticamente inesistenti.<strong><br />
</strong></p>
<p style=\"text-align: center; \">&nbsp;<img alt=\"\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/pc/70793/AlienSwarm-52609.jpg\" /><br />
<em>Cooperare &egrave; la chiave per sopravvivere, ma occhio al fuoco amico!</em></p>
<p style=\"text-align: justify; \"><strong><br />
In Conclusione<br />
<br />
</strong>C\'&egrave; poco da dire:&nbsp;Alien Swarm&nbsp;&egrave; un gioco riservato a chi ha esperienza con il genere, graziato da una distribuzione gratuita e da un gameplay sublime che far&agrave; la gioia di chi vuole un\'esperienza allo stesso tempo sia&nbsp;impegnativa che appagante. Purtroppo sono proprio questi gli elementi che non consentono al titolo Valve di ergersi a nuovo paladino del freeware, perch&egrave; se &egrave; vero che qualitativamente la produzione c\'&egrave;, &egrave; altrettanto vero che viaggia continuamente tra&nbsp;picchi altissimi e burroni scoscesi:&nbsp;ottima giocabilit&agrave;, ottima caratterizzazione dei personaggi ma level design da dimenticare e longevit&agrave; troppo soggettiva. La possibilit&agrave; di selezionare diversi livelli di difficolt&agrave; &egrave; una garanzia d\'accessibilit&agrave; anche ai meno dotati, ma rischia di travisare il vero senso d\'essere del gioco: una continua lotta per la sopravvivenza da affrontare con acume, calma e sangue freddo. Comunque, il prodotto &egrave; gratuito, quindi a provarlo non si ha nulla da perdere: si potrebbe scoprire che il vero gioco dell\'estate &egrave;, a sorpresa, arrivato.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen1518</guid>
</item>
<item>
<title>Recensione: SimCity Deluxe</title>
<link>http://www.gamesource.it/console/iphone/Scheda/SimCity-Deluxe/Recensione/</link>
<description>Dal 29 Luglio i proprietari di iPhone hanno la possibilità di cimentarsi in uno dei giochi più blasonati di tutti i tempi: il soggetto in questione è SimCity, disponibile sull'App Store alla cifra di 5.49&amp;euro;. [...]</description>
<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 12:18:41 +0200</pubDate>
<category>Recensione iPhone</category>
<content:encoded><![CDATA[<p style=\"text-align: justify; \">Dal 29 Luglio i proprietari di iPhone hanno la possibilit&agrave; di cimentarsi in uno dei giochi pi&ugrave; blasonati di tutti i tempi: il soggetto in questione &egrave; SimCity, disponibile sull\'App Store alla cifra di 5.49&euro;.<br />
Per quanto verrebbe lecito sin da subito immaginare ad una versione estremamente confusionaria per via della complessit&agrave; che il gestionale di casa EA offre, &egrave; con piacevole sorpresa che si pu&ograve; asserire il contrario sin dalle prime battute di gioco.</p>
<center> <img align=\"middle\" alt=\"\" style=\"width: 306px; height: 300px;\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/61851/Gamesource-52819.jpg\" /></center>
<p style=\"text-align: justify; \"><br />
Per chi non conoscesse la saga, &egrave; bene precisare che questo gestionale fa vestire al giocatore i panni del sindaco di una citt&agrave;, con a carico ovviamente tutti i relativi obblighi a cui questi deve rispondere, a partire dall\'inserimento di nuove fermate dell\'autobus per arrivare a fronteggiare addirittura disastri naturali che potrebbero abbattersi sulla citt&agrave;.<br />
Sim City Deluxe offre in avvio la possibilit&agrave; di selezionare lo scenario che pi&ugrave; ci aggrada e il livello di difficolt&agrave;: una volta selezionati, verrete inseriti immediatamente all\'interno della vostra nuova ubicazione, la citt&agrave;.</p>
<center><img height=\"233\" align=\"middle\" width=\"350\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/61851/Gamesource-52821.jpg\" /></center>
<p style=\"text-align: justify; \"><br />
Come spiegato sopra, ci si aspetterebbe un men&ugrave; estremamente confusionario vista l\'enorme giocabilit&agrave; del titolo: invece risulta tutto piuttosto chiaro sin dall\'inizio, senza risultare eccessivamente invasivo con i controlli sul touch screen.<br />
Sulla sinistra sono presenti i comandi per selezionare il tipo di edificio che il giocatore &egrave; interessato a costruire: viene offerta una gamma ampissima di scelta fra ferrovie, stazioni dei pullman, acquedotti e tutto ci&ograve; che in un citt&agrave; potreste aver lo sfizio di inserire.<br />
Sulla destra sono invece presenti gli obiettivi dello scenario e la relativa data di scadenza che sarete obbligati a rispettare per poter portare a termine il vostro compito; a fianco di questa finestra ne &egrave; presente un\'altra denominata RCI, dove cliccando potrete vedere la richiesta attuale delle zone da costruire, come quelle residenziali, commerciali ed industriali.</p>
<center><img height=\"233\" align=\"middle\" width=\"350\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/61851/Gamesource-52822.jpg\" /></center>
<p style=\"text-align: justify; \"><br />
Nella parte superiore dello schermo si pu&ograve; osservare il numero di abitanti e i propri introiti, con tanto di consigliere che ci suggerir&agrave; il da farsi per quanto concerne le tasse da imporre ai cittadini e altre questione burocatriche.<br />
In basso invece, oltre alla data, si scorge una sorta di breaking news dove verrete aggiornati a proposito dei fatti pi&ugrave; recenti che avvengono sotto il vostro operato.<br />
Il tasto in basso a sinistra costituisce un ottimo punto a favore di questa versione: selezionandolo potrete osservare la mappa in 3D della citt&agrave; per reti energetiche, sottosuolo e fognature.</p>
<center><img height=\"233\" align=\"middle\" width=\"350\" alt=\"\" src=\"http://media.gamesource.it/gallery/61851/Gamesource-52823.jpg\" /></center>
<p style=\"text-align: justify; \"><br />
Una delle caratteristiche pi&ugrave; interessanti &egrave; anche un utilizzo eccellente del multitasking introdotto recentemente da Apple sui dispositivi: a differenza di numerosi altri titoli, chiudendo e riaprendo Sim City: Deluxe sul vostro iPhod ripartirete dalla schermata in cui l\'avevate lasciato senza il bench&egrave; minimo caricamento.<br />
Nonostante questo la grafica indubbiamente di buon livello &egrave; accompagnata a volte da fastidiosi lag durante gli spostamenti negli scenari.<br />
<br />
Questo &egrave; un titolo che verr&agrave; apprezzato sicuramente dagli appassionati storici del gestionale, ma si pu&ograve; dire che EA con questa versione abbia svolto un ottimo lavoro sotto ogni punto di vista. La complessit&agrave; del titolo non avrebbe permesso una facile trasposizione sul gioiellino Apple, ma la qualit&agrave; dei men&ugrave; e degli scenari danno ragione alla casa statunitense, il tutto accompagnato da un ottimo grado di longevit&agrave; per un prodotto per iPod.</p>]]></content:encoded>
<generator>Gamesource.it</generator>
<webMaster>info@gamesource.it</webMaster>
<managingEditor>info@gamesource.it</managingEditor>
<guid isPermaLink="false">gen1516</guid>
</item>
</channel>
</rss>
