Gran Turismo Sport – Recensione

Recensito su PlayStation 4

Il driver entra nel mondo del racing game, calorosamente accolto in un auditorium digitale densamente popolato da immagini sparate a quattro fottutissimi kappa. È spaesato, in quanto innanzi a lui sembra erigersi una mole industriale di scelte, riversamenti giocosi di altrettante possibilità ricreative.

Potrebbe scegliere di trastullare il proprio, solitario ego prendendo parte a tutta una serie di eventi messi in piedi dai giapponesissimi Polyphony Digital, oppure decidere di depositare la propria bava sulle rifulgenti livree del centinaio e passa di bolidi riprodotti quasi feticisticamente da Kazunori Yamauchi e il suo straordinario team di sviluppo. O forse no.

Gran Turismo Sport

Preferisce smuovere il proprio deretano e proiettarsi a discernere cosa combinino i suoi simili, le altre centinaia di migliaia di scimmie nate col volante in mano che, prima di lui, acquisendo Gran Turismo Sport, si sono assicurate il diritto di entrare in una dimensione in cui la passione per l’auto è l’unico punto di riferimento.

Si avvicina così all’uscio che conduce alla virtuale area riservata alle ruotate online, accetta di mettersi in lotta col mondo fuori, ed è in quel momento che perde il suo centro di gravità, la bussola. Si incarognisce per le sconfitte, gioisce per i trionfi, mentre le proprie statistiche online migliorano di pariteticamente al gonfiarsi della propria autostima.

Si scontra con decine e decine di amanti della competizione, instancabilmente riverenti a Sua Maestà la Macchina. Il tempo passa e il guidatore si rende conto di come, in Gran Turismo Sport, non sia importante solo vincere, ma anche partecipare, ottemperando a una condotta di gara corretta e rispettosa dell’avversario. Decoubertiano come mai, l’homo ludens è in grado di dimostrare la propria lealtà mostrando beatamente il proprio Sportsmanship rating. E brucia parecchio, nel cuore degli appassionati, che la quantità di contenuti veicolata non sia elevatissima.

Alla stregua dei predecessori, Gran Turismo Sport è comunque soprattutto competizione, dimensione elettiva dei nerd e, contemporaneamente, dei casual. Ogni partita online è infatti adattata al livello dei partecipanti alla mensa del guidatore: il videogiocatore può decidere di qualificarsi per una qualsiasi delle daily races disponibili, attendere che arrivi il momento della gara e poi blastare le proprie cornee assieme ad altri giocatori del proprio livello, a durissimi colpi di verga e giri veloci.

Gran Turismo Sport

Risulta impossibile non notare come Polyphony Digital strizzi l’occhio anche ai possessori di PlayStation VR, consegnando loro una modalità mediante la quale sfoggiare le proprie abilità corsistiche uno contro uno. L’intera prosopopea corsistica appare in generale più leggera rispetto a quanto esperito negli anni, mostrando una semplificazione degli elementi a contorno dell’esperienza giocosa che passa pure dalle modifiche attuabili sulle differenti monoposto, parecchio ridotte rispetto a quelle contemplabili in qualsivoglia altra iterazione del franchise.

Tornano i danni, anche se in una forma ancora lungi dall’essere definibile perfetta. Il modello di guida, invece, si conferma essere tendente al realismo andante, essendo decisamente più permissivo di quanto codificato in altri colossi a quattro ruote quali Assetto Corsa o Project Cars 2.

Ma il pilota macina chilometri e continua a prendere confidenza con la quarantina di tracciati, distribuiti lungo diciassette setting totali, presenti in questa ennesima iterazione di Gran Turismo. È quando si libera del timore di finire fuori pista o, peggio ancora, accartocciato al guard rail, che i suoi occhi hanno anche la libertà di contemplare l’ammaliante veste grafica che contraddistingue l’ultima creatura di Polyphony Digital. Grazie all’incredibile solidità di un frame rate quasi sempre inchiodato sui 60 fps, l’orgia di colori e poligoni che passa dinnanzi alle sollecitate retine del giocatore viene vissuta con rinnovato ardore.

Gran Turismo Sport è la killer application dell’HDR: la tecnica esalta lo spettacoloso lavoro svolto dal motore grafico, consegnando al videogiocatore una creatura digitale sfolgorante come mai prima d’ora.
A chiudere il cerchio di un comparto tecnico decisamente avvincente, ci pensa il sonoro, che compie un balzo in avanti netto, specialmente in merito a riproduzione dei differenti effetti sonori udibili in-game.

Gran Turismo Sport


Gran Turismo Sport non è un vero e proprio sequel: lo si capisce dalla divertente ma ridotta modalità single player, dalla modesta quantità di contenuti tout court. La rinnovata esperienza online, invece, rappresenta qualcosa di diverso rispetto al recente passato. Gran Turismo Sport è continuità e rottura messi assieme, un melting pot che continua ad appassionare, oggi come ieri.

7.9

Pro

  • Modello di guida godibile come al solito
  • Tecnicamente davvero buono

Contro

  • Mole di contenuti non al livello della concorrenza
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