Hakuoki: Kyoto Winds – Recensione

Di visual novel è pieno il mondo e il mercato videoludico, molto più di quanto il giocatore “medio” possa immaginare. Hakuoki: Kyoto Winds su PC è il porting dell’edizione remastered dell’originale titolo PSP, uscito nell’ormai lontano 2008 e facente parte di un brand conosciuto sia per i videogiochi che per i numerosi lavori d’animazione.

Hakuoki: Kyoto Winds è una visual novel otome e, in quanto tale, punta a un pubblico prettamente femminile. Ambientata nel Giappone del diciannovesimo secolo, la giovane protagonista della storia, il cui nome può essere personalizzato (a differenza del cognome, Yukimura, che ha rilevanza narrativa) decide di raggiungere Kyoto alla ricerca del padre, partito per lavoro diverso tempo prima e dal quale non ha ricevuto più notizie.

Hakuoki: Kyoto Winds

Divenuta sfortunata testimone di un inquietante massacro nei vicoli della città, la ragazza viene “sequestrata” dagli Shinsengumi (un corpo di polizia il cui scopo era stanare e fermare i sostenitori dell’imperatore nel Giappone della seconda metà del 1800) i quali, per “pura coincidenza”, sono a loro volta alla ricerca del genitore scomparso; venuti a conoscenza della vera identità di Yukimura, accetteranno di collaborare nella ricerca, per quanto le motivazioni che spingono gli Shinsengumi non si limitano alla semplice e idealizzata cavalleria.

Come prevedibile, visto il genere videoludico di cui Hakuoki: Kyoto Winds fa parte, scopo principale del giocatore è intessere relazioni tra la protagonista e i personaggi principali; il rapporto con questi ultimi varia in base alle risposte e le scelte intraprese durante l’avventura, sino a sfociare in vere e proprie romance. Va messo in chiaro che (escludendo le eccezioni) l’otome offre in genere rapporti platonici o che comunque lasciamo ampio margine all’immaginazione, senza quindi vere e proprie scene “a là Bioware”, i cui titoli puntano più a relazioni “cinematografiche”, meno fiabesche.

Hakuoki: Kyoto Winds

Pur nel suo idealismo, Hakuoki: Kyoto Winds non manca di offrire scene estremamente forti e crude. Il nutrito cast di personaggi è interamente doppiato in giapponese, a eccezione della protagonista, per fornire la massima immersività; le musiche di accompagnamento non sono mai invasive e, per quanto non numerose, rendono alla perfezione l’atmosfera di ogni scena e non stancano l’orecchio. Non è purtroppo presente la lingua italiana in menu e sottotitoli, cosa prevedibile nel caso di titoli di un genere così di nicchia, ma la localizzazione inglese risulta presso che priva di errori linguistici.

La narrazione e i dialoghi tra comprimari compongono ovviamente un buon 90% dell’esperienza di gioco e Hakuoki: Kyoto Winds non è quindi adatto a chi cerca di un titolo dinamico o frenetico: l’introspezione è una presenza costante, le riflessioni della protagonista sugli avvenimenti e le sue previsioni e scelte sul futuro sono indispensabili per immedesimarsi nei limiti del possibile, viste le differenze storiche e culturali tra quella e la società moderna.

Hakuoki: Kyoto Winds

Al di là di ciò che sono i gusti soggettivi, Hakuoki: Kyoto Winds offre senza dubbio una storia ben scritta e con una gran varietà di personaggi, molti dei quali non riescono purtroppo a staccarsi dai topoi tipici delle storie orientali ed evolvono poco e nulla durante il susseguirsi degli eventi, ma che risultano comunque coerenti e saldi in ogni frase e azione. Non mancano i momenti di stupore, visto il grande alone di mistero presente intorno agli avvenimenti delle prime ore di gioco e a dispetto di un target quasi del tutto femminile, alle situazioni “slice of life” e romantiche si affiancano eventi profondamente cruenti.

Anche l’occhio vuole la sua parte e, oltre al già citato accompagnamento musicale, buona parte del lavoro artistico del titolo è presente nel comparto visivo: il design di ogni personaggio è vario e convince, per quanto – come è prevedibile – antropologicamente poco accurato: quasi venti guerrieri da conoscere e con cui fare amabili conversazioni, uno più affascinante dell’altro, ciascuno col proprio carattere ma sempre, ingenuamente proni all’imbarazzo di fronte a una timida, dolce ragazza.

Hakuoki: Kyoto Winds

Sia gli sprite dei comprimari che i fondali che accompagnano le scene sono realizzati egregiamente, anche se una maggiore varietà non sarebbe guastata. Mancando i veri e propri filmati, le cutscene e i banter sono realizzate “animando” i disegni statici e nonostante questo possa suonare preistorico all’orecchio dei giocatori più giovani, il risultato funziona e non riduce la credibilità del tutto.

Essendo presenti dialoghi a scelta multipla e situazioni in cui la decisione presa modifica gli eventi successivi, Hakuoki: Kyoto Winds concede un comodo sistema di quick save e quick load, già presente nella versione PS Vita ma ancora più comodo, ovviamente, in questa versione PC. Ultimo, ma non meno importante, la presenza di una galleria che raccoglie le immagini ed eventi finora vissuti e un glossario/enciclopedia, per chiarire termini e situazioni politiche aliene alla normale conoscenza del giocatore moderno.

Hakuoki: Kyoto Winds


Hakuoki: Kyoto Winds è un titolo di nicchia, di un genere particolare e con parecchie primavere sulle spalle: questo non ha pregiudicato in maniera concreta la sua qualità, ma è probabile che chi fosse interessato al titolo ai tempi dell’uscita lo abbia già giocato più e più volte. Per il restante pubblico, rimane un prodotto valido e con solide basi, che con questo porting PC fa venir meno la comoda portabilità, ma ne esalta la qualità estetica e il potenziale d’immedesimazione.

8

Pro

  • Comparto visivo di qualità
  • I quick save aiutano la rigiocabilità
  • Nonostante gli anni è ancora godibile

Contro

  • Manca la localizzazione italiana
  • Genere decisamente non per tutti
  • Qualche occasionale crash del software
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