Kingdom Hearts: HD 2.5 ReMIX – Hands On

Nella cornice allestita da Koch Media pochi giorni fa, abbiamo avuto modo di testare in anteprima Kingdom Hearts: HD 2.5 ReMIX, il secondo capitolo della rimasterizzazione in alta definizione pubblicato da Square-Enix. In ottemperanza alle necessità di avvicinamento a quello che sarà il prossimo capitolo della regular saga, ovvero Kingdom Hearts III, il 2.5 ReMIX racchiude gli altri tre capitoli della saga del Keyblade che non erano stati inclusi nell’1.5: parliamo di Kingdom Hearts II, Kingdom Hearts: Birth by Sleep e Kingdom Hearts Re:coded. In quest’ultimo, che non è stato possibile testare nel codice preview, ci troveremo dinanzi a un racconto esclusivamente video, così come era stato fatto per quanto riguarda Kingdom Hearts 358/2 Days, rilasciato su Nintendo DS nel 2009.

Partiamo col parlare del Birth by Sleep, il primo capitolo in ordine cronologico della saga co-firmata dalla Disney. Ricordando che le avventure di Terra, Ventus e Aqua erano state precedentemente pensate per PsP, ci troviamo dinanzi a un porting per PlayStation 3 che riesce a soddisfare le aspettative, chiedendo uno sforzo meno oberato di quanto aveva preteso il porting di Chains of Memories, da GameBoy Advance costretto ad approdare alla console casalinga della Sony. Abbiamo avuto modo di testare le potenzialità dei controlli e della grafica dapprima nei panni di Ventus, in una sessione di esplorazione alla ricerca degli oggetti chiave per l’allestimento del vestito di Cenerentola, poi con Terra ci siamo impegnati in uno scontro con un boss di turno, il Wheel Master, così da poter beneficiare anche dei vantaggi dei movimenti di telecamera.

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Partendo dalla fase esplorativa è palese che il lavoro grafico si basa esclusivamente su una pulizia delle texture e una maggior nitidezza dei contenuti e delle ambientazioni: il Birth by Sleep non è stato semplicemente allargato, per essere adattato da schermo portatile a schermo casalingo, bensì ha subìto un’operazione di pulizia totale del prodotto. Fondamentale è stato l’apporto anche della telecamera, d’altronde su PsP era impossibile gestirla in maniera adeguata e tutto veniva affidato all’inevitabilmente incorretto lavoro della IA: stavolta, invece, essendo in possesso della levetta analogica destra, possiamo affidarci liberamente ai movimenti di camera che preferiamo, così da avere tutto sotto controllo e poter seguire in maniera adeguata il procedimento di Ventus, in questo caso.
L’esplorazione, dicevamo, procede in maniera regolare, senza eccessive problematiche di alcun tipo: ad ogni modo il pubblico cui si rivolge il brand Kingdom Hearts non è più necessariamente l’hardcore gamer, ma anche il più giovane che si avvicina a qualcosa dai colori sgargianti e dallo scenario cartonesco. Tutto è riproposto fedelmente a quanto già effettuato pochi anni fa su PsP, nel rispetto di quella che fu la trama. Da segnalare, comunque, che essendo nelle primissime fasi di gioco (il Castello dei Sogni, il mondo di Cenerentola, è appena il secondo luogo nel quale ci imbatteremo dopo quello de La bella addormentata nel bosco) non era possibile effettuare moltissimi tentativi nel gameplay, limitandoci a salti, schivate e le canoniche magie. Ai dorsali, inoltre, è stata affidata la possibilità di modificare l’azione, così come sarà possibile ovviare a questa strategia con la croce direzionale, usando le frecce verso sopra e verso sotto. Va da sé che ognuno troverà comoda l’una a discapito dell’altra, ma stavolta per il Birth by Sleep abbiamo a disposizione più tasti per la nostra esperienza e più varianti nella nostra strategia.
Il livello si conclude, poi, con una rapida e indolore battaglia con Lucifero, il gatto di casa, per sottrargli quella che è la perla per la collana di Cenerentola. Al di là di quella che può essere la bontà delle animazioni offerte e del gameplay in sé e per sé, abbiamo constatato la funzionalità dei QTE per cavalcare, stordire e annichilire la furia del gatto nero per antonomasia della Disney: nel caso in cui non dobbiate riuscire, però, a soddisfare le richieste dei Quick Time Event potete anche sconfiggere Lucifero come meglio vi riesce, ovvero a suon di Keyblade.

Passiamo dunque all’esperienza con Terra, che ci ha impegnati – ma nemmeno troppo – con l’Arcolaio de La bella addormentata nel bosco. Una battaglia abbastanza immediata, che ha richiesto soltanto maggior velocità nel controllo dei movimenti e del gameplay, permettendo di apprezzare quello che, come già detto, è il movimento e la libertà della telecamera. La stessa immediatezza fornita dai dorsali, che ora permettono sia la selezione di magie od oggetti, sia il mirare direttamente all’obiettivo, ci ha permesso una battaglia molto più fluida, senza incespicare tra i tasti come avveniva su PsP, costretti a gestire contemporaneamente sia la levetta analogica sinistra che la croce direzionale.
Infine, per quanto riguarda l’esperienza con Aqua, che non abbiamo avuto tempo di testare a pieno, vi segnaliamo soltanto la possibilità di affrontare Malefica insieme con Filippo, così da testare il combattimento in sincrono.

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Passiamo ora a Kingdom Hearts II, che presenta meno difficoltà nel porting rispetto al Birth by Sleep. I livelli a disposizione erano soltanto due: il primo ci impegnava in una battaglia al castello della Bestia, mentre il secondo ci ha permesso un’esplorazione più completa del villaggio di Babbo Natale da The Nightmare Before Christmas. Sebbene l’intrattenimento sia stato molto più fugace, proprio perché già conoscevamo l’offerta del titolo, abbiamo avuto modo di notare anche in questo frangente una buona pulizia delle texture e degli sfondi offerti: dalla nostra, però, avevamo, così come in Birth by Sleep, un gameplay monco e quindi privo di importanti elementi da poter sfruttare e testare. Ciò non toglie, comunque, che Kingdom Hearts II resta quello che conosciamo, con tutti i pro a disposizione, dalla colonna sonora fino agli elementi di scenario, tutti confermati e riproposti al meglio.

Ricordiamo che Kingdom Hearts: HD 2.5 ReMIX sarà disponibile dal 5 dicembre prossimo per PlayStation 3.

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