Metal Slug 2 – Recensione Metal Slug 2

Era il 1998 quando la SNK decise di creare un seguito al primo Metal Slug, il riuscitissimo Run&Gun che, grazie soprattutto ad una giocabilità formidabile ed una fortissima carica ironica, impazzava all’epoca nelle sale giochi di tutto il mondo. La sua realizzazione venne affidata alla stessa casa di sviluppo del primo capitolo, la Nazca Corporation, che con questo episodio mantenne la saga ad alti livelli e confermò il meritato successo del primo titolo.

Heavy-Machinegun!

Il gioco riprende la storia da dove il primo Metal Slug si era fermato: il generale Morden, sconfitto nel primo capitolo, torna alla ribalta con il chiodo fisso di ogni cattivo che si rispetti, la conquista del mondo. Per riuscire nell’impresa stavolta potrà contare non soltanto sul suo esercito, le forze della Ribellione, ma stringerà alleanze con molti altri nemici, da degli arabi spadaccini fino addirittura a forze aliene. Naturalmente toccherà agli eroi del primo capitolo, i soldati della Peregrine Squad, fermarlo.
Sin da subito, si può notare una piccola differenza rispetto al primo episodio della serie: il numero dei personaggi selezionabili è stato aumentato da due a quattro. Infatti, oltre al Tenente Marco Rossi e al suo vice Tarma Rowing, troviamo anche due nuove comparse del gentil sesso: Eri Kasamoto e Fiolina Germi. Come nel primo MS, non cambierà nulla nel gioco selezionando un personaggio anziché un altro, ma si tratterà solamente di una scelta “stilistica” da parte del giocatore.


La schermata di selezione del proprio personaggio


Rocket Launcher!

Il Gameplay del gioco è praticamente ricalcato su quello del predecessore: avremo sei livelli in totale su cui sbaragliare le forze nemiche, terminanti ognuno con il classico boss di fine livello e zeppi di segreti e bonus per incrementare il nostro punteggio finale. I controlli di gioco non sono variati di una virgola; con lo stick potremmo muovere il nostro personaggio e dirigire il tiro, mentre i pulsanti richiesti saranno tre e serviranno a sparare, lanciare le bombe e saltare. Anche il “costo” delle vite è rimasto lo stesso: con una partita ne avremo tre. Una volta esaurite tutte quante assisteremo al solito conto alla rovescia, alla fine del quale se non saremo disposti a continuare, o non faremo in tempo ad inserire la monetina nel cabinato, vedremo come nel primo Metal Slug la nostra tomba corredata della scritta "Game Over". E’ disponibile, infine, una modalità cooperativa, in cui affronteremo i livelli in compagnia di un altro giocatore; questa è possibile attivarla in ogni momento del gioco, e basterà solo che il secondo giocatore dia il via alla sua partita. La Nazca ha preferito non stravolgere assolutamente nulla sotto questo piano, e a conti fatti è stata la scelta migliore. Persino il bilanciamento della difficoltà è rimasto invariato, i primi livelli appaiono semplici, fatti apposta per fare in modo che il giocatore si adatti alla giocabilità, ma è dal 3° stage in poi che il grado di difficoltà richiesto cresce ed è necessaria una certa dose di esperienza mista ad abilità per superare le orde di Morder incolumi. Il gioco infatti si fa mano a mano più difficile con l’avanzare dei livelli, compariranno sempre più nemici a schermata e risulteranno, oltre che meglio armati, anche più accresciuti come I.A., comportando quindi una possibilità di Game Over ad ogni trincea nemica o dietro qualunque tank della Ribellione. Gli stessi boss finali diventano sempre più ostici e mastodontici con i livelli, e potranno disporre di molti più attacchi con cui mandarvi prematuramente al Creatore. Insomma, negli ultimi stage vi verrà chiesta più di una monetina per proseguire nel gioco data la difficoltà, e se non siete abbastanza esperti (e ricchi di monetine), preparatevi a lasciar il dominio del mondo all’alleanza Morder-Alieni, che rideranno di voi ogniqualvolta perderete una vita.

Tra i personaggi più bizzarri che incontrerete, vi è anche il Genio della lampada!

Uh-Oh, Big!

Attenzione: il gioco non è una mera riproposizione del primo capitolo con stage diversi, ma sono presenti in esso varie aggiunte di armi, nemici e mezzi pilotabili. Proprio sulle prime, è stato fatto un buon lavoro: se nel primo MS avevamo quattro tipi di munizioni speciali differenti, oltre alla Beretta di base e alle granate, in questo MS2 vengono aggiunte due nuove armi, il Drop Shot (D), ovvero dei proiettili di gomma rimbalzanti sul terreno, e il Laser (L), arma potente quanto veloce a consumarsi. Inoltre anche nella scelta delle bombe si trovano delle gradite new entry; potremo infatti lanciare contro i nemici delle Molotov, al posto di utilizzare le classiche Stielhandgranate Modello 24, oppure armare il proprio Slug con gli Armor Piercing Shells (A.P.), dei proiettili per carroarmato di gittata e potenza maggiore rispetto ai normali. Anche sui mezzi la Nazca non si è fatta pregare e ha regalato ai fan nuovi veicoli con cui cimentarsi alla guida, in aggiunta alla “Lumaca d’Acciaio”, il tank mascotte della serie. Sarà possibile infatti muoversi per una città araba pullulante di nemici su di un dromedario, il Camel Slug, armato per l’occorrenza con un mitragliatore direzionale, scalare una torre con un’armatura metallica, lo SlugNoid, oppure volare nei cieli di una città devastata dalla guerra grazie ad un utilissimo mini-caccia, parodia del VTOL Harrier jet.
Se nel primo MS vi eravate stancati di massacrare in ogni livello solamente frotte di emuli nazisti, questa volta potrete gonfiare di piombo tutta una nuova gamma di nemici, diversi tra loro non solo per aspetto e animazioni, ma anche per attacchi ed intelligenza artificiale. Avremo degli arabi armati di scimitarra da sconfiggere, ci ritroveremo faccia a faccia con delle mummie dall’alito poco piacevole, scapperemo per una metropolitana da dei mutanti “esplosivi”, e infine dovremo rimandare sul proprio pianeta degli alieni usciti da “La Guerra dei Mondi” di Wells.
Per ultimo, ma non di certo come importanza, la novità più divertente ed importante introdotta con questo capitolo: le trasformazioni. Difatti, in alcuni livelli, sarà possibile trasformare il nostro personaggio in mummia o in ciccione, con conseguente variazione nell’aspetto, nei movimenti e negli attacchi disponibili, oltre che ovviamente nel nostro approccio allo schema. Queste due trasformazioni si attiveranno grazie a delle cause particolari, diverse tra loro, ed è possibile tornare alla normalità solo dopo il ritrovamento di un item in grado di restituirci il nostro aspetto oppure con la morte del nostro personaggio.

Mai premere contemporaneamente il tasto per sparare e quello per saltare quando siete alla guida di un mezzo, se non volete lanciarlo a mo’ di kamikaze

Mission Complete!

Questo MS si dimostra all’altezza del suo predecessore, superandolo anche su moltissimi aspetti. Sul piano grafico, sebbene l’hardware non sia variato ma giri ancora per MVS, si può notare una maggior pulizia grafica e cura dei fondali rispetto al primo episodio, anche se l’atmosfera più cupa degli scenari rimanga, ancora per molti, la migliore della serie. I personaggi ed anche i nemici sono ben animati, e spesso li vedrete cambiare atteggiamento a seconda del vostro comportamento in gioco.  Il sonoro si mantiene sui buoni livelli del primo MS, gli effetti delle armi e gli strilli di terrore dei nemici sono realizzati piuttosto bene, mentre la colonna sonora che accompagna il giocatore durante l’azione è molto ben azzeccata e non risulta mai stancante. La fortissima carica ironica e citazionistica che caratterizzò il primo episodio rimane invariata, e spesso vi troverete a sorridere per il comportamento dei soldati nemici in preda allo spavento o per addirittura la vostra morte, magari dovuta a circostanze “demenziali”. I livelli sono inoltre sempre stracolmi di segreti, e potrebbero nascondere ad ogni albero o statua un bonus di punteggio o un prigioniero da liberare. Questi, infine, non si limiteranno a consegnarvi un dono per ringraziarvi una volta liberati come nel primo capitolo, ma può anche capitare che vi accompagnino per lo schema aiutandovi nella vostra impresa bellica.
Unica pecca del gioco sono i rallentamenti, non rari nelle schermate stra-affollate di soldati e mezzi nemici; ma nella foga dell’azione non si noteranno molto, e il vostro pensiero verterà solo su come schivare una cannonata troppo veloce oppure sul come raggiungere un prigioniero legato troppo in alto da terra.
Per concludere, Metal Slug 2 rende onore al suo illustre predecessore e, insieme ad esso, si conferma uno dei Run&Gun più famosi e ben riusciti. Da giocare assolutamente se siete appassionati del genere o se avete qualche ora da passare in allegria.

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