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Il PEGI diventa legge, il negoziante che non lo fa rispettare rischia la galera

  • di link82

A partire da oggi, 30 luglio, il PEGI, l'organo di rating Europeo per la classificazione dei videogiochi, diventa legge nel Regno Unito. Ciò significa che il venditore deve assicurarsi che l'acquirente del videogioco abbia l'età consentita dalla classificazione. Vendendo un gioco vietato ai minori di 18 a un bambino, ad esempio, rischia di essere sanzionato fino a 5000 sterline. Se poi venderà un titolo privo di classificazione, rischia addirittura la pena detentiva da 2 a 5 anni, più la sanzione ovviamente.



Ma ha senso tuttto ciò? E' la stessa storia vista con le sigrarette e gli alcoolici in alcuni paesi. Chi dice che l'acquirente sarà poi il consumatore? Avrà utilità pratica questo decreto legge? Scrivete le vostre opinioni.

86 commenti

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    diaboliko90

    30/07/12, 22:06:57
    È vero che l'acquirente potrebbe non essere il consumatore e va bene così, ma almeno si parlerà dell'argomento, si faranno campagne di sensibilizzazione e le famiglie sapranno con cosa sta giocando il proprio figlio, cosicché non si punti il dito a posteriori contro il videogioco violento. In poche parole secondo me questa legge è importante perché mi sta bene che il 12enne giochi con un gioco 18+, l'importante è che dietro ci sia il consenso della persona che educa il bambino/ragazzo la quale sa cosa sta andando ad acquistare e si assume la propria responsabilità nel caso decida di acquistare un gioco non adatto all'età del figlio e magari visiona preventivamente del materiale riguardante il gioco.
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    Teocida

    30/07/12, 22:13:22
    Esatto, e direi che era anche ora di rinforzare un po' 'sto PEGI che messo così non serve a nulla o quasi.
    Magari iniziamo a dare grossi colpi di spugna a tutte quelle polemiche che scaturiscono quando escono giochi 18+ troppo violenti.
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    Jeegsephirot

    30/07/12, 22:49:15
    il problema è che in Italia prima che arrivi una legge del genere stiamo freschi
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    angelface90

    30/07/12, 23:57:26
    Grossa caxxata a mio parere così come il PEGI in sè. Forma bigotta di protezionismo verso i "consumatori". Il Pegi è utile come scrivere sulle sigarette: fumare fa male. Lo sa chi fuma i rischi che si assume, affari suoi. I videogiochi, però, non fanno danni, nè portano a correre rischi. Non deve esserci un bollino a dirmi che GTA è un gioco violento mentre Topolino no. Deve documentarsi chi intende acquistare un gioco. E soprattutto devono essere le famiglie ad assumersi le proprie responsabilità educando i figli. Uno può giocare a 10 anni a GTA o a Rapelay, vergognosamente boicottato in Europa, ma se ha una famiglia alle spalle sa che nella vita reale non si uccidono persone a caso e non si stuprano le donne. Altro che legge a favore, il PEGI andrebbe abolito.
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    Elzaeron

    31/07/12, 00:10:57
    angelface90 scrive:
    Grossa caxxata a mio parere così come il PEGI in sè. Forma bigotta di protezionismo verso i "consumatori". Il Pegi è utile come scrivere sulle sigarette: fumare fa male. Lo sa chi fuma i rischi che si assume, affari suoi. I videogiochi, però, non fanno danni, nè portano a correre rischi. Non deve esserci un bollino a dirmi che GTA è un gioco violento mentre Topolino no. Deve documentarsi chi intende acquistare un gioco. E soprattutto devono essere le famiglie ad assumersi le proprie responsabilità educando i figli. Uno può giocare a 10 anni a GTA o a Rapelay, vergognosamente boicottato in Europa, ma se ha una famiglia alle spalle sa che nella vita reale non si uccidono persone a caso e non si stuprano le donne. Altro che legge a favore, il PEGI andrebbe abolito.
    Sono d'accordo fino ad un certo punto. Devi considerare che una fetta d'utenza videoludica (più o meno ampia che sia) non conosce ogni gioco, e che quindi tende a comprarlo 'a scatola chiusa'. Esempio: una volta ero al Trony, guardavo le cover dei videogiochi, ad un tratto passa una bimbetta e, anch'ella guardando le cover, prende in mano Alice: Madness Return. Per l'incompetenza dei commessi, il Pegi era coperto dal prezzo. Senza neanche accorgersi che sulla copertina c'era un coltello insanguinato e senza guardare il retro-cover, va da sua madre e gli dice "prendo questo". Non so per quale oscuro motivo, mi sono intromesso e ho detto alla madre, che era sul punto di accettare, che il suddetto gioco era violento e sanguinoso come pochi. Lei ha guardato il retrocopertina e si è resa conto che non era adatto per sua figlia (avrà avuto sì e no 8 anni). Questo per farti capire che, senza Pegi, un pubblico inesperto e anche stupido può imbattersi in un gioco non adatto.
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