Tahira: Echoes of the Astral Empire – Recensione

Il Croudfunding è il mezzo con cui i piccoli sviluppatori hanno modo di diffondere i loro progetti e avere un riscontro immediato dal pubblico. Negli ultimi anni si può considerare come la culla di disegni videoludici rientrando in generi che, soprattutto nell’ambito PC, hanno nel tempo perso la loro marcata presenza.

Proprio grazie a una modestamente riuscita campagna Whale Hammer Games, piccolo game developer composto da soli 3 componenti, ha potuto dare vita a Tahira: Echoes of the Astral Empire, avventura RPG tattica a turni ispirata ai viaggi in Medioriente, Nepal e India.

Tahira: Echoes of the Astral Empire

Ambientato in un’era oscura il gioco narra la storia di Tahira, giovane principessa del piccolo regno di Avestan, locato in un mondo colpito dalla fine della civiltà interspaziale. La narrazione comincia dopo il distaccamento della stessa principessa dal trono paterno al fine di raggiungere, in compagnia del fedele cavallo Iba (con il quale affronterà varie e divertenti discussioni), zone remote del regno colpite dalla carestia e dagli assalti continui dei banditi.

Sarà lo stesso Re a informarla dell’avanzata, nel territorio di Avestan, del genocida esercito dell’impero di Astral, chiedendole di tornare al suo fianco per difendere le loro terre: a seguito di questo incontro il viaggio di ritorno avrà inizio. La principessa dovrà affrontare ribelli e nemici del trono, combattendo fianco a fianco con i soldati alleati e altri personaggi chiave come Baruti, capitano dell’esercito di Avestan oppure Claw e Hammer, due mercenari intenti a ripagare un debito formatosi con il regno stesso.

La trama risulta interessante e in continua evoluzione, rivelando lentamente piccoli segreti del padre e del regno incentivando la curiosità del giocatore. Purtroppo la divisione in episodi causa un taglio nel finale molto netto, lasciando nelle mani di “futuri giochi” (come definiti dai creatori) lo sviluppo di quanto lasciato in sospeso.

Tahira: Echoes of the Astral Empire

Tahira: Echoes of the Astral Empire rappresenta un intero ecosistema che rende il gioco quasi un film d’animazione interattivo, trasportando il giocatore nel suo universo. Come RPG tattico il titolo risulta ricco e ben elaborato, permettendo l’utilizzo di un massimo 20 personaggi sul campo di battaglia (non solo soldati alleati, ma anche guerrieri che andranno a unirsi al nostro contingente durante il combattimento stesso).

L’utente avrà inoltre la possibilità di interagire e di sfruttare anche l’ambiente e le strutture architettoniche, rendendo ogni sfida soddisfacente e (soprattutto alle alte difficoltà), particolarmente impegnativa. Tale difficoltà però non risulta irraggiungibile o frustrante: la sfida si pone alle capacità strategiche del giocatore (in relazione alla difficoltà scelta all’inizio dell gioco) e porta alla riflessione su ogni mossa intrapresa, così da permettere una rapida curva di crescita.

Un altro fattore che caratterizza la scelta dello sviluppatore riguarda la totale assenza sia di battaglie filler, sia di sfide ripetute. Grazie a questa decisione trama e combattimenti risultano perfettamente amalgamati, dimostrando l’abilità e la cura messe a disposizione dell’immersione e della soddisfazione dello spettatore stesso.

Per ultimare un progetto così immersivo Whale Hammer Games non avrebbe potuto porre in secondo piano il comparto visivo e quello sonoro. Il gioco è caratterizzato da uno stile visivo d’impatto, molto vicino alle ambientazioni indiane e medievaleggianti da cui trae spunto. È inoltre composto da disegni dettagliati e animazioni realizzate tramite la tecnica di rotoscopio. L’esperienza di gioco risulta in questo modo viva e fluida, come un film Disney. Questo accostamento di elementi porta alla mente giochi come il primo Prince of Persia, King’s Quest VI: Heir Today, e Gone Tomorrow, catturando il giocatore durante lo svilupparsi della storia.

Tahira: Echoes of the Astral Empire
Purtroppo questa cura si va a perdere in alcuni piccoli dettagli che pur essendo di poca importanza, tendono a risaltare negativamente di fronte a tutti i pregi citati. I ritratti dei personaggi, che compaiono nello svolgersi della battaglia e durante ogni discorso, risultano in alcuni casi discutibili e dallo stile poco chiaro (risulta per esempio impossibile immaginare che la nostra principessa abbia solo vent’anni, dati i segni della pelle e i capelli bianchi presenti nella raffigurazione del suo viso) arrivando a diventare ripetitivi e poco originali per buona parte dei personaggi non protagonisti.

Un altro elemento stilistico incerto riguarda l’interfaccia di combattimento: pur essendo semplice e immediata anche per un neofita del genere (ben presentata nelle eccellenti spiegazioni del tutorial), risulta di primo acchito confusionaria e richiede qualche scontro prima di riuscire a sfruttare a pieno i numerosi e utili elementi che racchiude.

Tahira: Echoes of the Astral Empire
Hud ricca di informazioni ma non subito chiara

Passando invece agli elementi sonori del titolo, composti con la collaborazione di Max LL., risulta impossibile trovare punti deboli. Noto nell’ambiente come creatore di molte colonne sonore per film, documentari e altri giochi, il compositore ha reso pieno omaggio ai suoi viaggi d’ispirazione nelle terre indiane realizzando una colonna sonora che rimarrà piacevolmente nelle menti dei giocatori.

Ogni suono e canzone risuonano armoniosi nel mondo di gioco enfatizzando ogni avvenimento in modo eccellente. Il giocatore viene così accompagnato in modo completo e immediato, dando vita a una relazione diretta con i personaggi e con la storia stessa.

Tahira: Echoes of the Astral Empire

Tahira: Echoes of the Astral Empire è l’esempio perfetto di un progetto nato da pura passione e ispirazione, con l’obbiettivo di trasportare tale cura al giocatore. L’esperienza che restituisce a chi lo affronta è di pura immersione dimostrando come un gioco non abbia bisogno di continua azione o di video cinematografici per essere un titolo profondo. La sensazione è quella di giocare ai titoli del passato nei quali ogni nemico e ogni dialogo avevano un senso nello svolgimento della trama stessa. 

Il gioco risulta una perla di dedizione e di amore per il genere regalando un’esperienza davvero affascinante a chiunque voglia percorrerlo. Purtroppo non vi sono ancora informazioni relative a eventuali seguiti e dopo aver concluso questo primo episodio diventerete certo impazienti.    

6.9

Pro

  • Stile grafico suggestivo
  • Colonna sonora immersiva
  • Trama curata
  • Gameplay ben realizzato

Contro

  • HUD non semplice
  • Scarsa originalità nei personaggi
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