The Legend of Zelda: Phantom Hourglass – Recensione The Legend of Zelda: Phantom Hourglass

Zelda e i due schermi

C’era una volta, ancora una volta, un ragazzo di nome Link. Il giovane faceva parte di una ciurma di pirati capeggiata da una tipa tosta chiamata Dazel che, guarda un po’ , in realtà è la principessa Zelda. Durantre un viaggio quest’ultima era stata rapita da un re malvagio, e quindi salvata dal giovane Link, per poi tornare ad essere la piratessa di sempre. A questo punto ci si potrebbe chiedere: allora dov’è la storia? Beh, è proprio da QUI che inizia la storia! Durante un viaggio, Dazel scompare dopo aver fatto arrembaggio su una strana nave fantasma, e Link, corso in suo aiuto, cade in mare e si risveglia su un’isola. Così inizia Zelda: the Phantom Hourglass (bizzarra traduzione del titolo giapponese originale  "Zelda e la Clessidra dell’Infinito), così inizia il lungo viaggio di Link per salvare Dazel.

Stessa spiaggia, stesso mare

Dopo essere naufragato su un’isoletta sconosciuta, inizia la vostra avventura nei panni di Link (o almeno questo è il nome ufficiale del personaggio, che potrete di fatto chiamare come vorrete). L’intera struttura di gioco si divide principalmente in tre parti: una prima si svolgerà sulle varie isole e nei relativi dungeon che queste possono contenere, in cui dovrete risolvere enigmi ed eventualmente sconfiggere boss; la successiva si svolgerà per mare, a bordo di un’imbarcazione che dividerete con il vostro compagno di viaggio, un pavido ed avido figuro che fungerà più da supporto morale che altro. In questa sezione del gioco potrete decidere la rotta da intraprendere semplicemente tracciandola sulla carta nautica, e spostarvi così da isola ad isola, e nel caso abbiate la posizione di un tesoro potrete sempre darvi alla "pesca" subacquea.

La terza e ultima fase si svolgerà nel Tempio del re Mar, al quale dovrete fare ritorno ogni volta che avrete sconfitto un boss. Dovrete quindi farvi strada nel dedalo di trappole e indovinelli al fine di raggiungere livelli sempre più profondi, e ottenere così altre mappe utili per proseguire nel gioco. Il rischio di rendere monotono questo continuo su e giù viene sventato grazie a dei piccoli accorgimenti che vi permetteranno di accorciare il tragitto mano a mano che otterrete nuovi strumenti, che dovrete avere già comunque ottenuto per battere i boss: per esempio per accorciare la strada potrete usare una bomba su un muro sgretolato invece di rifare tutto il giro intorno ad esso, e così via.


Ora "tocca" a te

L’intero sistema di controllo del gioco è basato sull’innovativo schermo tattile della console: per spostare il personaggio sarà quindi sufficiente toccare un punto nello schermo e tenerci il pennino sopra affichè Link si muova in quella direzione; per attaccare potrete toccare il nemico da colpire, o disegnare semicerchi per far compiere fendenti, oppure disegnare cerchi intorno al personaggio per l’attacco più forte, il fendente rotatorio. Naturalmente l’uso del pennino non si limiterà a questo: potrete usarlo per afferrare, aprire, muovere o esaminare oggetti, oppure in determinati casi (quali l’utilizzo del boomerang o i viaggi in mare) vi servirà per tracciare traiettorie sullo schermo. Un’interessante innovazione per il titolo sta nella presenza delle mappe sulle quali potrete prendere appunti: per risolvere enigmi in cui vi servirà ad esempio colpire determinati bersagli in ordine, potrete segnare sulla mappa questo ordine, dopo esserne magari venuti a conoscenza in un’altra parte del gioco; durante gli spostamenti la mappa si troverà nello schermo superiore, e per accedervi dovrete semplicemente premere il tasto giù (o il tasto B se siete mancini).

Oltre al pennino, entra in scena anche un secondo strumento spesso dimenticato: il microfono. Grazie a questo potrete compiere, in casi particolari, delle azioni finora inedite, come "spegnere" delle fiammelle, oppure gridare la vostra felicità (?!?), insomma numerose piccole cose per rendere più frizzante l’esperienza di gioco. I controlli tramite pennino risultano complessivamente precisi e immediati, fatta probabilmente unica eccezione per la capriola: per compierne una dovreteinfatti, secondo tutorial, disegnare dei piccoli cerchi vicino al bordo dello schermo tattile, il che il più delle volte si risolverà con il far compiere a Link dei fendenti piuttosto disordinati… basta comunque un po’ di pratica per capire bene i meccanismi di gioco, quindi niente di grave.

La rotta

Punto di forza di questo titolo è senz’altro la grafica: sviluppata interamente in 3D, di fattura elevata e di una fluidità  delle animazioni raramente riscontrata a questi livelli. I movimenti dei personaggi, gesti, ed anche in buona parte le espressioni dei personaggi sono eseguiti con elegante precisione, tanto da lasciare, spesso e volentieri, affascinati da un simile gioiellino grafico. Numerosi dettagli arricchiscono l’esperienza di gioco, come gli interni delle case arredate con naturalezza, ed addirittura le onde del mare durante i vostri viaggi, alte o basse in base a quanto avete progredito nell’esplorazione del mondo, sovrastate da un cielo pieno di nubi.

Per una chicca di grafica come questa, non poteva mancare un adeguato accompagnamento da parte del comparto audio, e così è stato: nuove melodie si uniscono alle vecchie, tra cui l’indimenticabile musichetta di quando otterrete un oggetto importante. Gli effetti sonori sono sempre azzeccati e precisi, in armonia con l’azione e sempre piacevoli.

All’arrembaggio!

Come meglio definire questo gioco se non un gioiello? La grafica, l’audio, l’immediatezza dei comandi e la vastità dal gioco rendono questo Zelda un successo sotto molti aspetti. Seppure la trama presenti una connotazione che può sembrare infantile, questo titolo assicura divertimento a chiunque, grazie ai suoi interessanti elementi rivoluzionari, tra cui l’utilizzo di microfono e del Touch Screen in molti modi diversi.
Per tutti coloro che possiedono già il Nintendo DS e sono anche solo minimamente interessati al genere, questo è un must da avere a tutti i costi; per coloro che ancora sono indecisi, è un buon motivo per farci un pensierino.

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