The Long Journey Home – Recensione

Voi cosa fareste se foste dispersi, lontani da qualunque luogo a voi noto e impossibilitati a comunicare con chiunque possa trarvi in salvo? Riuscireste a mantenere i nervi saldi, a raccogliere le idee ed elaborare un piano per tornare a casa? Questa è la situazione in cui The Long Journey Home vuole immergere il giocatore. Questa avventura, sviluppata da Daedalic Entertainment e narrata attraverso un’ambientazione sci-fi, vede il giocatore impegnato a gestire un equipaggio disperso nello spazio profondo a causa di un misterioso incidente. La gestione delle risorse, i costanti pericoli, la diplomazia con le razze aliene, sono le chiavi per riuscire nell’impresa.

The Long Journey Home
La manovra per entrare in orbita è stata correttamente effettuata

Persi nello spazio

Nelle battute iniziali del gioco, dobbiamo decidere quali membri compongono l’equipaggio di quattro astronauti. La scelta determina quali set di oggetti o abilità iniziali abbiamo a disposizione. Possiamo poi personalizzare la nave, il lander e infine partire. Il nostro viaggio si alterna in due principali modalità di gioco. La prima, riguarda la navigazione nei vari sistemi solari, a nostro avviso la fase più divertente. L’astronave infatti possiede una limitata quantità di carburante, decidere quale rotta intraprendere per raggiungere i vari pianeti è cruciale. L’attrazione gravitazionale dei vari corpi celesti può deviare anche pesantemente la vostra rotta, facendovi spendere una quantità di carburante molto maggiore a quella prevista. Sfruttare correttamente le fionde gravitazionali, le finestre di lancio durante un’orbita e dosare la velocità approcciando un pianeta, mette a dura prova la vostra abilità di pilota.

The Long Journey Home
Raccolta di gas sulla superficie di un pianeta dall’elevata attrazione gravitazionale

Ogni sistema solare è generato proceduralmente e le risorse disponibili sono parzialmente visibili ancora prima di atterrare su ogni pianeta. Questo permette una delicata pianificazione riguardante quali sistemi conviene visitare. Ci sono luoghi dove le risorse gassose sono presenti in grande quantità, per riempire i serbatoi del vostro mezzo, oppure superfici ricche di minerali così da riparare i danni allo scafo, oppure ancora potete trovare antimateria, utile ad effettuare i “salti” fra un sistema solare e un altro. Inoltre è possibile incontrare fasce d’asteroidi dove destreggiarsi per evitare collisioni o stazioni spaziali di commercio con razze aliene e così via. Le possibilità insomma sono davvero tante e sempre differenti. Dopo pochi minuti l’elevata difficoltà del gioco vi fa subito capire che ogni scelta fatta, influenza pesantemente le fasi di esplorazione. Lo spazio di carico di astronave e lander è molto limitato e spesso è meglio diversificare le risorse da trasportare.

Un piccolo passo per l’uomo

La seconda tipologia di gameplay riguarda l’atterraggio sui vari pianeti. Il lander, una volta distaccato dalla nave madre, effettua la sua discesa verso il suolo. La gravità dei pianeti è variabile e quindi anche in questo caso la vostra abilità nel modulare i motori, determina il successo di una missione. Fare schiantare il lander al suolo si traduce in minerali da spendere per le riparazioni. Manovrare in modo errato limita le possibili estrazioni che potete effettuare sulla superficie. Dovete infatti sempre tenere una scorta di carburante sufficiente a rientrare in orbita o direte addio ad un membro dell’equipaggio! Ogni missione inoltre può stressare il pilota, ferirlo o peggio… Grazie a dei medikit, acquistati o ritrovati in giro per le galassie, potete risolvere questi inconvenienti ma ovviamente sono risorse preziose che conviene usare solo in caso di emergenza.

Di tutta la componente grafica, sicuramente non eccelsa ma comunque sufficiente, ci è particolarmente piaciuta la caratterizzazione degli sfondi, effetti meteo, terremoti, miasmi, ecc, che rendono unico ogni pianeta. Una piccola sorpresa ad ogni atterraggio. Non sono invece convincenti i menù, davvero minimali. Muovendosi nelle varie sezioni della nave, non salta agli occhi nulla di memorabile, né pratico.

Verso l’infinito e oltre

Il vostro scopo è ovviamente quello di tornare sulla terra, come fare dunque? Ogni galassia è connessa ad un altro gruppo di stelle. Per poterlo raggiungere, avanzando dunque nella giusta direzione, dobbiamo attraversare dei particolari gate, incredibili strutture che proiettano la nostra astronave verso la destinazione prescelta. L’uso di questi gate comporta un pagamento e dovete fare particolare attenzione alla razza che gestisce questo passaggio. Farsi dei nemici può complicare molto la vostra situazione, richiedendo una deviazione che allungherà di molto il vostro rientro. In The Long Journey Home è presente anche una componente di combattimento decisamente abbozzata, ma un buon intermezzo fra le varie fasi di esplorazione.

Il tutto è completato da una miriade di variabili, oggetti, componenti per la nave e per il lander, quest che vengono affidate dalle fazioni che incontriamo viaggiando fra i sistemi solari. Il gioco dunque è davvero completo e garantisce un’esperienza di molte ore per essere completato. Se si sceglie poi di non tirare dritto alla meta, ma di vagare per esplorare ogni angolo dell’universo, la longevità è ancora maggiore. Consigliamo questa scelta solo se siete davvero appassionati del genere survival, di quelli punitivi. The Long Journey Home non perdona, trovarsi senza carburante impedendo il funzionamento del sistema di supporto vitale è uno dei maggiori problemi da evitare, ma sono davvero molte le cose che possono portarvi al Game Over. Per fortuna c’è una funzionalità di rewind che non costringe a ricominciare da zero.

The Long Journey Home
Un momento prima di attraversare il gate, collegamento fra le galassie

Ovviamente non gridiamo al capolavoro per questo titolo di esplorazione e gestione delle risorse. Se siete alla ricerca di una sfida, troverete pane per i vostri denti. Le sessioni di pilotaggio sia nei sistemi solari, sia con il lander, sono molto divertenti ed impegnative. Forse il vero problema che non rende questo gioco migliore, è la ripetitività delle azioni a disposizione. Gli sviluppatori si sono impegnati a diversificare molto, ma la natura stessa della modalità di gioco, porta ad una eccessiva ridondanza. Ciononostante resta un gioco da non bocciare, anzi offre molto più di vari indie senza una vera e propria struttura.

7

Pro

  • Meccaniche di navigazione interessanti che includono le attrazioni gravitazionali dei corpi celesti
  • Gestione delle risorse molto diversificata
  • Universo generato proceduralmente

Contro

  • Menù di gioco poco convincenti
  • Eccessiva ripetitività delle azioni da svolgere
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