Rocket Arena – Prime Impressioni

Pronti per il Rocket Championship Tour?

Electronic Arts è nota per lo sviluppo di grandi produzioni tripla A e, seppur alcune volte criticata, è riuscita portare su schermo opere che hanno saputo conquistare il pubblico. Da anni ad affiancare il mercato dei Blockbuster targati EA, troviamo la collana EA Originals, progetto che racchiude una serie di piccole opere sostenute dal colosso Electronic Arts. Grazie a questa collana targata EA, tutti noi abbiamo avuto modo di conoscere perle come A Way Out, Sea of Solitude o i due capitoli Unravel.

Rocket Arena, titolo d’esordio di Final Strike Games va a rimpolpare il fornito catalogo della collana EA Originals. Rispetto le altre produzioni sopra citate, il titolo sviluppato dai ragazzi di Final Strike Games è un shooter online con elementi brawler, principalmente basato su scontri 3 vs 3 con svariate modalità di gioco che strizzano l’occhio al mondo competitivo. Prima della recensione che arriverà sulle nostre pagine, abbiamo avuto modo di provare a fondo il titolo e siamo lieti di condividere con voi le nostre prime impressioni di questo particolare titolo.

Rocket Arena

Botte da orbiti

È piuttosto chiaro il motto del titolo divertire e intrattenere, sicuramente è ciò che il team Final Strike Games aveva in testa durante lo sviluppo di Rocket Arena. Il titolo della software house si ispira in modo marcato allo sparatutto di PopCap “Plants vs Zombie. Prende in prestito lo stile artistico colorato ed eccentrico, ma, strizza l’occhio al mondo competitivo. Rocket Arena mette al centro dello schermo battaglie al cardiopalma e obbliga il giocatore a raffinare le proprie abilità di gioco. In questo modo il titolo riesce avere una sua identità, smarcandosi dall’altra produzione targata EA.

Senza addentrarci nella storia del titolo, aspetto che analizziamo in dettaglio durante la recensione che presto troverete sulle nostre pagine, il giocatore si troverà a competere nel Rocket Tour dando vita a spettacolari battaglie. Selezionato uno dei dieci combattenti a nostra disposizione, ci troveremo catapultati all’interno della mappa di gioco intenti a mostrare le nostre potenzialità. Il nostro scopo sarà quello di trionfare al termine del match. Nonostante il design dell’arena di gioco non risulta particolarmente ispirato, Rocket Arena riesce divertire e mostrare il suo potenziale.

Rocket Arena

Rispetto alla produzione di PopCap a cui in parte si ispira, il titolo di Fire Strike Games favorisce lo scontro diretto con i partecipanti e tira fuori la sua anima brawler. Durante le nostre sessioni di gioco ci troveremo a colpire nemici con lo scopo di portarli allo stato critico che ci permetterà poi di scaraventarli fuori dalla mappa di gioco. Quello che stupisce e abbiamo avuto modo di apprezzare molto, è il lavoro certosino di bilanciamento dei combattenti.

Se alle prime battute di gioco ci si ritrova a scegliere combattenti senza apparente logica, solo con la voglia di provarli, con il trascorrere delle ore emergeva come ogni combattente in realtà si amalgamava bene se affiancato a specifici personaggi. Ogni combattente dispone di specifici “counter” se utilizzato in presenza o contro particolari lottatori. Questo bilanciamento che è apparso certosino in questo “first look“, andrà analizzato nel tempo se il team di sviluppo sarà in grado di mantenerlo sul lungo periodo. Questo aspetto sicuramente sarà importante soprattutto quando verranno distribuiti (speriamo, N.d.R.) sul mercato nuovi combattenti.

Rocket Arena

Qualche imperfezione 

Ogni combattente è dotato di un’arma speciale, un triplo salto e di due abilità che si potranno utilizzare dopo averle ricaricate. Ad affiancare questi aspetti, il giocatore potrà utilizzare le proprie abilità e armi a disposizione per scalare pareti o raggiungere punti sopraelevati. Ottenendo accesso a questi punti elevati della mappa di gioco, si potrà avere un vantaggio tattico sull’avversario. Questi aspetti complessivamente funzionano bene, perché risultano ben amalgamati con l’anima di gioco.

L’unico aspetto che all’apparenza è meno riuscito per ora è la velocità di recupero, che sembra ancora troppo lenta e limitante. Questo aspetto risulta ancora oggi poco rifinito e forse penalizzante e rispetto alla closed beta di qualche mese fa ci saremmo aspettati passi in avanti dal team di sviluppo. Interessanti sono invece le modalità di gioco testate in questo first look.

Rocket Arena

La modalità deathmatch e caccia al tesoro, sono risultate modalità di gioco interessanti e i match sono stati in grado d’intrattenerci per svariate ore. Da notare come in questa sede, l’unica modalità che attualmente funziona bene per la presenza di altri giocatori online era la modalità deathmatch.

Questa modalità richiede circa un minuto per catapultare il giocatore all’interno dell’arena ma è riuscita regalarci qualche soddisfazione. Le altre modalità purtroppo non siamo riusciti a testarle a fondo in questo primo appuntamento.

Rocket Arena

Le altre modalità erano infatti deserte e l’unico modo per avviarle era combinare l’incontro con i Razzobot. Da notare come l’IA di quest’ultimi non è stata pervenuta, smorzando cosi l’entusiasmo iniziale. Bisognerà vedere in seconda sede come l’utenza si dividerà nelle modalità di gioco e se le stesse saranno in grado di tenerci incollati allo schermo nel lungo periodo. Un altro aspetto da tenere in considerazione è come gli sviluppatori hanno intenzione di supportare la loro creazione nel corso del tempo.

Il team ha confermato che da qui a breve saranno rilasciati ulteriori contenuti estetici. Da notare come alcuni di essi sono acquistabili tramite le micro transazioni, mentre altri con la valuta in-game. Final Strike Games dovrà prestare molta attenzione a questi aspetti: se riuscirà mantenere vivo l’interesse dei giocatori con contenuti nuovi e costanti possibilmente gratuiti e bilanciare il sistema della micro transazioni, sicuramente sentiremo parlare a lungo di Rocket Arena.


A pochi giorni dall’uscita del titolo, l’aspetto grafico di Rocket Arena risulta leggermente più rifinito ma lontano dalla cura grafica che ci aspettavamo: i lottatori e le mappe di gioco seppur ben caratterizzati ma risultano poco ispirati anche se in questo first look non vogliamo dare un giudizio finale sul titolo targato EA. Sicuramente è da apprezzare come gli sviluppatori abbiano voluto aggiungere al progetto EA Originals un prodotto diverso, in grado di attirare una vasta utenza. La prova in vista della recensione che presto arriverà sulle nostre pagine, ci è apparsa soddisfacente e in grado d’intrattenerci per svariate ore: quello che ci chiediamo è se tutto questo basterà per premiare il titolo di Final Strike Games dato che gli aspetti da analizzare sono molti. Siamo certi che le risposte non tarderanno ad arrivare. Stay tuned!

Vai alla scheda di Rocket Arena
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