Assassin’s Creed Rogue – Hands On

Che Assassin’s Creed offrisse all’utenza videoludica una trama incentrata sulla battaglia tra templari e assassini era acclarato, così come era – e sottolineiamo “era” – palese che la nostra protesi digitale fosse, per l’intera saga, schierata dal lato degli assassini. Con Assassin’s Creed Rogue cambia il registro narrativo e si passa dall’altro lato della barricata, confondendo i ruoli di antagonisti e protagonisti, perché adesso sarete contestualmente l’uno e l’altro. Sebbene Ubisoft abbia chiaramente voluto incentrare i suoi sforzi nella produzione di Unity, che ci lancerà nell’ambientazione della rivoluzione francese, chi non ha effettuato ancora l’upgrade alle console next-gen viene comunque accontentato, perché quello che abbiamo provato alla Gamescom 2014 di Colonia ci ha permesso di apprezzare ancora una volta il prodotto. Un’innovazione ancora ottimale che va a inserirsi nella storyline tra il terzo e il quarto capitolo.

Shay Patrick Cormac è un irlandese che ha cercato fortuna nel Nuovo Mondo, nell’America. Siamo nel 1754 e lui è capitano della Morrigan, una nave che solca l’Oceano Atlantico. Manca relativamente poco allo scoppio della Guerra dei 7 anni tra Francia e Gran Bretagna, una diatriba che ebbe non poche ripercussioni sul mondo americano e sulle rispettive colonie, all’epoca quasi equamente divise tra i due regni. Erano le battaglie di Jeffrey Amherst e di Federico il Grande, per una guerra che vide trionfare gli anglosassoni in America e i francesi nel Vecchio Continente. Uno scenario sul quale Shay si dovrà districare anche a fronte del suo cambio di fede: all’inizio della sua avventura Cormac è un fedele Assassino, ma ben presto si orienterà verso altri lidi, verso quelli dei Templari, a causa di una missione suicida affidatagli dai primi. Sarà proprio con questa nuova esperienza che, come assicurato dagli sviluppatori, si concluderà la saga della famiglia Kenway, iniziata col terzo episodio di Assassin’s Creed. Attraverso l’Oceano Atlatico del Nord, New York e le distese ghiacciate che costeggiano l’America.

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Affacciarsi a un nuovo capitolo di Assassin’s Creed nei panni di un Templare e non nei panni di un Assassino condiziona necessariamente il gameplay: gli sviluppatori, nella demo mostrataci, hanno avuto modo di esaltare alcune novità del single player, tutte pensate in linea con il cambio di orientamento affrontato dalla nostra protesi digitale. Innanzitutto è stata eliminata, come logica suggerisce d’altronde, la lama celata, arma tipica degli Assassini, così come si è limitato il movimento con fare felino e con la giubba rigorosamente usata come copertura. Shay è munito di armi da fuoco, con dardi e cerbottane pronte all’utilizzo, per venire incontro alle sue necessità. Di notevole fattura anche il dardo del furore, che stordisce un avversario e lo spinge ad attaccare i propri simili, così da poterne trarre vantaggio. Va da sé che la strategia è tutto con Rogue, perché quando sarete chiamati ad assassinare un vostro bersaglio non avrete l’agilità necessaria per scappare o per fare, per l’appunto, l’Assassino. Allo stesso modo ci ha colpito la possibilità di interagire con gli elementi posti all’interno dello scenario: munito di maschera antigas, per esempio, Shay ha avuto tutta la disponibilità possibile per attivare un innesto di gas soporifero, allontanarsi, attendere tre secondi e vedere tutti i presenti cadere al suolo, senza che nessuno potesse attribuirgliene la responsabilità. Nonostante questi elementi aggiuntivi, però, il combattimento resta legnoso e ancora una volta impossibile da digerire: nelle battaglie con la guardia cittadina ci troveremo ancora una volta in sfide uno contro uno, anche se accerchiati, ma ancor di più nessuna sfida ci è sembrata degna di questo nome, anzi. Il Nostro si è agilmente liberato più volte dalla morsa di chi ha provato ad atterrarlo, con delle movenze basilari e per niente ispirate.

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Arriva il momento di salpare, poi, e quindi di mettere le mani sulla demo giocabile di Assassin’s Creed Rogue. La sessione provata è stata principalmente incentrata sull’attività marittima, per esaltare ancora una volta le battaglie navali: le attività sono le medesime offerte in Black Fag, ma vi sono comunque delle novità, sia nella manovrabilità che nella gestione dei combattimenti marittimi. Innanzitutto guidare la Morrigan è risultato essere molto più immediato e diretto, sfruttando anche le tre velocità di crociera a disposizione, i cannoni e i colpi di precisione con le armi da fuoco a bordo. Nella nostra prova su strada abbiamo dovuto fronteggiare numerose navi avversarie, tutte fatte affondare grazie all’utilizzo dei cannoni, con puntatore, e insieme al nostro rostro rinforzato, col quale tra l’altro abbiamo avuto la possibilità anche di distruggere le ghiacciaie e superare percorsi altrimenti irraggiungibili perché interamente composti da lastre di ghiaccio. Quello che più colpisce è sicuramente il lavoro grafico compiuto andando per mari, perché Assassin’s Creed Rogue offre un pacchetto tecnico di grande fattura: le onde del mare, il muoversi e l’ondeggiare della Morrigan sulla piattaforma marina è di pregevole fattura, senza mai dare segni di cedimento o problematiche di qualsiasi sorta. Non da meno le animazioni delle palle di cannone, l’effetto particellare delle texture delle navi avversarie che subiscono il colpo e l’affondare delle stesse, insieme con le operazioni di ammainaggio e di gestione della nave da parte della nostra ciurma. Troppo semplicistica l’operazione, invece, di recupero tesori e marinai caduti in acqua: basterà avvicinarsi, ma nemmeno troppo, e selezionare il pulsante predisposto al recupero: tutto troppo arcade. Da sottolineare, inoltre, che in qualsiasi momento Shay può abbandonare il timone e camminare all’interno della propria imbarcazione, tornando poi a comandarla in qualsiasi momento.

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Le sessioni a terra, invece, sono durate decisamente poco e siamo stati impegnati soltanto in una scalata verso un punto di sincronizzazione e di osservazione: nulla è cambiato rispetto ai precedenti Assassin’s Creed, ma l’emozione da sottolineare e che vogliamo trasmettervi è quella nostra e degli sviluppatori nel mostrarci il panorama ricreato alla fine della scalata, con Shay che si ritrova a osservare una magnifica luna piena che si riflette sul mare ghiacciato del Nord, creando un effetto di luce riproposto alla perfezione. Chiudendo, quindi, su questo particolare scenico possiamo dirci soddisfatti di Assassin’s Creed Rogue, che nonostante possa sembrare il fratello minore e meno curato di Unity, offre degli ottimi spunti narrativi e anche delle soluzioni di gameplay ben realizzate, che assicureranno un’esperienza fluida e profonda, che possa offrire una prolunga non solo narrativa, ma anche di giocabilità a quanto fatto vedere da Black Fag.

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