Candle: The Power of the Flame – Recensione

Recensito su Nintendo Switch

Ci sono da sempre nel mondo videoludico quei prodotti che, piuttosto che puntare tutto su un gameplay frenetico, virano e vanno controcorrente presentandosi come vere e proprie fiabe da vivere nel corso dell’avventura. Candle: The Power of the Flame di Teku Studios ne è l’esempio lampante.

Gli dei hanno creato e distrutto il mondo per ben quattro volte prima di ottenere la spontanea nascita della vita: dalla formazione delle acque all’emersione della terraferma, dalla vita vegetale all’evoluzione in creature senzienti. Con piacere le divinità vedono le loro creature evolvere e progredire, accumulando saggezza, esperienza e felicità. Purtroppo anche queste creature, che con l’uomo hanno solo in comune la forma antropomorfa essendo, di fatto, un’evoluzione vegetale della vita, presentano le medesime caratteristiche sotto l’aspetto emotivo.

Non tardano a comparire quindi avidità, cattiveria e violenza. Gli dei adirati, vedendo questo comporamento malvagio, decidono quindi di intervenire in modo brutale e portano nel mondo la punizione divina del fuoco.

Candle: the power of the flame.

Dopo questo incipit tanto ben congegnato quanto psicologicamente interessante, l’avventura di  Candle: The Power of the Flame prende vita, e vede il nostro protagonista, prediletto dell’anziano, avventurarsi alla ricerca del suo maestro, rapito nottetempo da una tribù di selvaggi – i Wakcha – che lo vuole sacrificare agli dei.

Teku, questo il nome del nostro piccolo protagonista, ha delle capacità interessanti e una mente astuta, che gli sarà necessaria per proseguire con astuzia data la totale assenza di capacità offensive. Armato quindi d’ingegno e della possibilità di utilizzare il fuoco, si getta l’inseguimento dei cattivi per salvare il suo maestro.

Candle: the power of the flame.

Candle: The Power of the Flame sostanzialmente è un puzzle game ambientale dal livello di difficoltà medio/alto. Contrariamente a molti altri puzzle game, nel corso dell’avventura non ci verrà chiesto di affrontare un enigma alla volta ma verremo posti di fronte a una serie di situazioni, concatenate e conseguenti l’una all’altra. Spesso dovremo tornare sui nostri passi una volta ottenuti gli oggetti da utilizzare correttamente e con fantasia, e quello che all’apparenza sembrava un enigma senza soluzione si rivela semplice una volta ottenute le giuste componenti.

Anche l’utilizzo degli oggetti tramite l’inventario si rivela molto creativo: un ramo a forma di mano può essere utilizzato per esempio per proiettare un’ombra sul muro terrificante e in grado di spaventare gli Wakcha. Infatti Teku non può assolutamente affrontare in maniera diretta i nemici, pena una morte veloce.

Candle: the power of the flame.

Il gameplay, come in ogni puzzle game che si rispetti, è ridotto all’osso: si tratta di interagire semplicemente con gli oggetti raccolti e con l’ambiente circostante. Teku può solo camminare, nuotare, correre e saltare, ma all’occorrenza è in grado di accendere un lumino nella sua mano e di utilizzarlo per creare lampi di luce o interagire con le strutture circostanti. Nonostante il gameplay semplice, l’avventura risulta piacevole e ben narrata, coinvolgendo il giocatore in quella che di fatto è una splendida e magnificamente orchestrata fiaba.

Ad aiutare questo processo favolistico troviamo ambientazioni, scenari, personaggi e oggetti magnificamente disegnati all’acquerello per poi essere digitalizzati e trasposti in Candle: The Power of the Flame. Il lavoro fatto è magnifico alla vista e lascia senza parole sul piccolo schermo per far quasi gridare al miracolo sull’HD di casa. Tutto ha vita e si muove con una fluidità e un’armonia che, grazie alle tavole acquerellate, si fonde con i colori creando un mondo che si adatta alla perfezione al concetto di favola e soprattutto di opera d’arte. La colonna sonora e i suoni sono armoniosi e adatti al contesto, e vanno quindi a incorniciare un’esperienza videoludica, tanto appagante quanto rilassante.

Candle: the power of the flame.

Non è tutto oro quello che luccica, e qualche sbavatura sul lato del gameplay, unita alla politica trial and error sempre più presente in questo genere, fanno sì che di tanto in tanto ci si ritrovi senza saper che fare andando avanti e indietro tra gli schemi nella speranza dell’illuminazione. Non sempre, inoltre, è facile intuire quali siano gli oggetti e le ambientazioni con cui interagire, dato che tutto è stato disegnato con la medesima cura e precisione, e questo porta il giocatore per esempio a passare diverso tempo senza accorgersi che la soluzione è lì a portata di mano. Disattivare una trappola mortale per esempio ci è costato molto sforzo prima di capire che una delle liane del paesaggio era in realtà la soluzione facile e che bastava appendersi per riuscire ad andare oltre.

Non è un grosso problema a dire il vero ma nell’epoca in cui su YouTube sono presenti walkthrough per qualsiasi tipo di gioco, la tentazione di andare a consultarli diventa forte, soprattutto per la nuova generazione di gamers improntata all’insegna del “tutto e subito”. Il consiglio che ci sentiamo di darvi e di prendervi tutto il tempo che vi serve per affrontare questa splendida fiaba e di aguzzare vista e ingegno.

Candle: the power of the flame.


Candle: The Power of the Flame è uno splendido titolo, ottimamente realizzato sia sotto l’aspetto grafico, con magnifici acquerelli, sia sotto l’aspetto ludico, con un gameplay bilanciato e appassionante, seppur con qualche sbavatura che peraltro non mina la fruibilità del prodotto finale. In definitiva, Candle: The Power of the Flame è un’esperienza videoludica vicina all’arte, con un’impronta fiabesca che conquista il giocatore fin dalle prime battute.

7.7

Pro

  • Grafica all'acquerello magnifica
  • Livello di difficoltà ben settato
  • Trama trasposta eccellentemente

Contro

  • Gameplay a volte ostico
  • A tratti frustrante
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