Cooking Mama: Bon Appétit

Non si può certo dire che il filone di giochi di Mama sia poco prolifico. Tra giochi principali e spin-off vari, ormai la serie vanta circa una decina di titoli al suo attivo. È passato parecchio tempo da quando il primo Cooking Mama uscì nel 2006 per Nintendo DS, quando venne caldamente accolto soprattutto da quella grande fetta di giocatori casual che Nintendo è stata capace di catturare con le sue console più recenti.
Dal secondo capitolo in poi, il calore di pubblico e critica è andato via via declinando, e i vari spin-off non hanno mai impressionato davvero. Le critiche più ovvie ed evidenti che sono state fatte chiamano in causa la ripetitività delle meccaniche e in generale le poche novità proposte. Insomma persino i casual gamer a lungo andare si stancano della stessa cosa. Inoltre ultimamente il sistema di valutazione delle performance del giocatore aveva cominciato a diventare più severo, indispettendo molti giocatori che giocando a Cooking Mama non cercano un gioco competitivo, ma un semplice passatempo.
Per questo Cooking Mama: Bon Appétit gli sviluppatori sembrano aver voluto tornare alle origini “light” del franchise, ridimensionando significativamente il sistema di valutazione e inserendo diversi mini-giochi collaterali per incrementarne il livello di contenuti.

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La prova della cuoca

Nella modalità principale di Cooking Mama: Bon Appétit avremo a che fare, come sempre, con la preparazione di piatti tramite le funzionalità interattive della console portatile Nintendo, nella maggior parte dei casi usando lo stylus. Le ricette sono 60 e vanno dalle crêpe al sushi, dai semplici antipasti fino a pasti completi.
L’esperienza di gioco è fondamentalmente la stessa già vista nei capitoli precedenti, quindi i fan saranno perfettamente a loro agio.
Sono state apportate delle migliorie alla precisione e alla varietà dei movimenti, anche se permangono alcuni problemi tipici; in particolare, non di rado il gioco non è chiaro nelle istruzioni su schermo. Ci sono sfide che risultano quasi impossibili alla prima volta, il che diventa un problema quando ci si trova nel bel mezzo di una ricetta, visto che non è possibile ripetere i singoli passi della preparazione.
Problemi a parte, la connessione tra i movimenti dello stylus e le azioni su schermo riesce a trasmettere una positiva sensazione di realizzare attivamente qualcosa, anche se non sempre in modo molto convincente a causa di notevoli astrazioni. Non sembra infatti che si siano fatti dei passi in avanti dal punto di vista del game design, ma se vi sono piaciuti i capitoli passati questo potrebbe paradossalmente essere un pregio.
Anche avanzare nel gioco sbloccando nuove ricette non dà grande soddisfazione, in quanto manca qualsivoglia curva di difficoltà a premiare i nostri miglioramenti; le ricette non diventano né più difficili né più elaborate.

La vera differenza rispetto al passato, come accennato prima, è una maggiore tolleranza degli errori. Nei giochi precedenti ci si poteva trovare nella spiacevole situazione di vedere il proprio punteggio compromesso per un singolo sbaglio, anche se il resto della ricetta era stato eseguito bene. In Cooking Mama: Bon Appétit ottenere l’agognata medaglia d’oro sarà più semplice e meno frustrante per il giocatore. In questo modo l’esperienza di gioco torna a essere più volta a “rilassare” il giocatore, piuttosto che a incalzarlo in modo competitivo. Se questo è un bene o un male dipende ovviamente dai vostri gusti.
Per chi vuole rendere le cose più impegnative comunque è presente il “Dojo cucina“, dove potremo cimentarci nuovamente nelle ricette completate nella modalità principale, ma con un rigoroso limite di tempo.

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Non solo cucina

Le altre modalità presenti – Aiutiamo Mama, Aiutiamo al Negozio, Aiutiamo nell’orto e Studiamo – sono sostanzialmente un insieme di mini-giochi dalle dinamiche diverse rispetto alla modalità principale. Si tratta di giochi che spesso ripropongono formule già viste in altri giochi classici, e costituiscono sorprendentemente dei validi espedienti per spezzare la monotonia della modalità principale.
È presente anche la Galleria di Mama, dove è possibile personalizzare diversi aspetti visivi del gioco: dal vestiario di Mama all’aspetto della cucina, e così via. Alcuni oggetti personalizzabili sono già disponibili da subito, altri dovranno essere sbloccati giocando.
Infine, per i giocatori più competitivi, è presente la modalità multiplayer Tutti Insieme che permette a un massimo di tre giocatori di competere localmente con una sola copia del gioco.

Cuthell’s Kitchen

Tecnicamente Cooking Mama: Bon Appétit non si discosta dai livelli a cui siamo abituati.
La grafica presenta sempre il suo stile “carino” e colorato, con un misto di 2D e 3D senza pretese. A parte il leggerissimo effetto stereoscopico, non c’è niente che un normale DS non potrebbe far girare.
Niente di straordinario anche per il reparto sonoro: allegre tracce di sottofondo e squillanti effetti sonori la fanno da padrone.

6.3
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