God of War III – Recensione God of War III

Divino il protagonista, divino il gameplay

Senza mancare di rispetto a streghe bianche, diavoli piangenti e sommi poeti, resta un dato di fatto: la saga di God of War ha contribuito forse più di tutti a settare standard di gameplay altissimi per quanto riguarda gli action game degli ultimi anni. Per quanto incredibile, i Santa Monica Studios sono riusciti ad affinare ancora di più il già precisissimo sistema di controllo del fantasma di Sparta, senza snaturarlo rispetto al passato: gli stick analogici servono sempre per il movimento e le schivate, i tasti quadrato e triangolo per l’attacco, il tasto x per il salto e il tasto cerchio per afferrare i nemici. Con i grilletti dorsali si possono invece attivare le magie, aggrapparsi alle sporgenze, parare i colpi ed eseguire particolari mosse speciali legate all’arma in uso. E proprio sulle armi è stata riposta la maggiore cura con il passaggio alla next-gen: finalmente Kratos potrà utilizzare – oltre alle classiche lame del caos – diverse armi dai particolari poteri speciali, ognuna con i suoi coreografici attacchi e ognuna più adatta a un tipo di nemico piuttosto che a un altro. La rapida pressione dei tasti direzionali permette di passare velocemente da un’arma  all’altra, rendendo possibile l’esecuzione di lunghe combo che sfruttano i diversi poteri a disposizione senza soluzione di continuità. Se a questo aggiungiamo che, ormai un calssico della serie, tutte le armi sono migliorabili spendendo i power up raccolti durante l’avventura, sarà facile rendersi conto dell’attenzione riposta dagli sviluppatori in quest’elemento forse troppo trascurato negli episodi precedenti.

 

Sommersi dai nemici? Prima di atterrare un ciclope, usatelo come arma contro gli avversari più ostici!

 

 

Come già mostrato in alcuni video diffusi prima dell’uscita del gioco, un’altra interessante novità inserita nel gameplay di GoW III è la possibilità di controllare direttamente alcune creature. Risultano molto utili, soprattutto nelle prime fasi di gioco (quelle in cui non si hanno ancora armi abbastanza potenti), i cilopi: una volta indeboliti, basta qualche pugnalata ben assestata per farli muovere nella direzione desiderata e travolgere i nemici più piccoli, prima di abbatterli con uno dei quick time event più cruenti del gioco. Eh sì, perchè anche se non ne abbiamo ancora parlato, i QTE sono presenti come nei precedenti episodi della serie e sono sempre più brutali: i nemici più grossi, così come i vari boss, dopo essere stati indeboliti a suon di cazzotti, spireranno sempre a seguito di un coreografico e cattivissimo QTE durante il quale saremo chiamati a premere con il giusto tempismo i tasti che appariranno sullo schermo. Ormai un marchio di fabbrica della serie, queste brevi scene permettono di mostrare inquadrature cinematografiche mozzafiato, mentre Kratos esegue delle kill spaventosamente cruente, sempre diverse per ogni tipologia di nemico incontrato.

Ultimo aspetto del Gameplay degno di nota sono gli enigmi: finalmente Kratos è chiamato a usare un po’ più di cervello rispetto al passato. Non fraintendete, l’intero gioco è sempre per la maggior parte improntato sul collaudato alternarsi di hack n’ slash e brevi sezioni platform, ma alcuni degli enigmi incontrati vanno leggermente oltre il classico "tira la leva per aprire la porta" e, pur non essendo assolutamente ostici o difficili da comprendere, offrono comunque un certo grado di soddisfazione quando risolti. L’impressione è che gli sviluppatori abbiano voluto aggiungere un po’ di varietà alla solita ricetta di base – credeteci o no, vi garantiamo che nel gioco è presente addirittura una sezione puzzle in stile Echochrome! – per spezzare la monotonia di un gameplay che già di per sè lascia poco spazio alla noia. Il risultato è senza dubbio lodevole e tra combattimenti, enigmi, sezioni in volo e arrampicate rimarrete piacevolmente incollati allo schermo per tutte le 10 ore circa necessarie al completamento dell’avventura. E poi forse vi ritroverete come molti – compreso chi vi scrive – a ricominciare immediatamente il gioco appena finiti i titoli di coda, per affrontarlo a un livello di difficoltà più alto e provare i poteri aggiuntivi resi disponibili dopo la prima partita.

 

Alcuni enigmi sono particolarmente soddisfacenti da risolvere: come aprire quella gigantesca porta?

 

 

Il signor Gerard Marino

Chi sarà mai costui? Questo signor nessuno – da oggi in poi ricordatevelo! – è nientepopodimeno che il compositore del tema principale che da anni accompagna Kratos nelle sue avventure. Marino e altri suoi illustri colleghi, anche questa volta, sono riusciti a mettere insieme una colonna sonora che definire epica sarebbe semplicemente un eufemismo: in GoW III la musica ha un ruolo fondamentale nel sottolineare ciò che accade sullo schermo e la gran cura riposta nella composizione delle melodie ha un forte impatto sull’esperienza generale di gioco, rendendola più immersiva e coinvolgente.

Concludendo con l’analisi del comparto audio, bisogna ammettere che la localizzazione in italiano del gioco non è stata curata alla perfezione: accanto ad alcuni doppiaggi professionali e recitati a regola d’arte, infatti, ve ne sono altri che avrebbero meritato una maggiore attenzione. Resta comunque il fatto che le voci del protagonista e (soprattutto) la voce della narratrice che accompagna alcuni filmati a cui si assiste durante il gioco sono davvero ben realizzate. A conti fatti, abituati come siamo a certi scempi nella localizzazione italiana dei nostri giochi preferiti, fa piacere scoprire che il doppiaggio di God of War risulta essere sopra la media e comunque in linea con le recenti esclusive Sony.

 

Un gigante di pietra? Noi scommettiamo che Kratos si rivelerà più granitico dell’avversario…

 

 

Il tesoro di Pandora

Molto interessante è l’edizione da collezione preparata da Sony per God of War III. Oltre che per la classica collector’s edition con sovracoperta di cartone, infatti, i fan più sfegatati potranno optare anche per un’edizione limitata da acquolina in bocca: all’interno di una fedele riproduzione in plastica del Vaso di Pandora troveranno il Blue Ray  del gioco, un altro Blue Ray dedicato alla God of War collection (riedizione in HD dei primi due capitoli originariamente pubblicati su Playstation 2), varie cartoline e sketchbook, tre CD con la colonna sonora dei tre capitoli della saga e, infine, un voucher per Playstation Network con il codice per scaricare i costumi alternativi e il "Blood and Metal EP", un ulteriore album contenente varie tracce liberamente ispirate al gioco e suonate da nomi illustri della scena Heavy Metal internazionale (ai metallari presenti diciamo che al progetto partecipano anche Dream Theater e Opeth, giusto per farvi capire il valore della produzione in questione). Insomma, un’edizione di tutto rispetto in grado di dare il giusto risalto a un brand che si è conquistato di diritto il titolo di pietra miliare nella storia videoludica.

 


L’edizione speciale è davvero interessante, soprattutto per chi è attirato dalla Gow Collection in italiano

 

  

L’attesa è finita!

Finalmente, dopo qualche anno dall’ultimo episodio ufficiale della saga, tutti i fan di Kratos potranno assistere alla conclusione della trilogia iniziata anni or sono su Playstation 2. I Santa Monica Studios centrano il bersaglio e non deludono le aspettative confezionando un prodotto in grado di lasciare a bocca aperta anche gli scettici, travolgendo il giocatore con un’incredibile mix di grafica, giocabilità ed effetti speciali. Nonostante la longevità non elevatissima, God of War III è talmente ispirato e divertente che difficilmente ci si fermerà dopo la prima partita, anche solo per il gusto di aumentare il livello di sfida e mettere alla prova il proprio valore di spartano. Inutile girarci intorno: per i fan della serie ci troviamo di fronte a un must have senza mezzi termini! Ma il titolo è consigliatissimo anche a chi non conosce ancora il fantasma di Sparta perchè, a meno che non abbiate un irrefrenabile astio verso gli action game, vi ritroverete tra le mani un gioco che, insieme ai recenti Uncharted 2 ed Heavy Rain, vale l’acquisto di una Playstation 3.

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