Micro Machines World Series – Recensione

Bob Dylan una volta disse: “Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo”. Forse aveva ragione.

I ricordi sono quella parte indelebile (il più delle volte) che accompagnano la nostra vita per sempre, che siano brutti o belli essi sono parte della nostra storia e della nostra esistenza, in grado di farci scappare qualche lacrimuccia di tanto in tanto.

Micro Machine World Series

Le Micro Machines hanno senza dubbio segnato i ricordi di diversi soggetti sparsi nel mondo che siano ora ventenni, trentenni o poco più. Queste micro macchine sprezzanti della velocità restano un simbolo ben distinto dei tanti osannati anni novanta, che però sarebbe più congeniale tenerle memori nei ricordi, piuttosto che cercare di riportarli in vita sotto forma di prodotto videoludico.

Micro Machine World Series

#nostalgiaportamivia

Le Micro Machines sono una linea di modellini di automobili, originariamente prodotte dalla Galoob (in seguito assorbita dalla Hasbro) e consistevano in automobili ben più piccole dei soliti modellini, utilizzate nelle corse sfrenate nella cameretta di un bambino o in un inseguimento tra i sentieri sterrati di una parco cittadino. Non contente fanno il loro ingresso nelle sale cinematografiche del mondo, comparendo nel film “Mamma, ho perso l’aereo” nel 1990. Il successo prende piede e un anno dopo esce il primo video gioco dedicato alle Micro Machines e prodotto dalla Codemasters.

Con l’avanzare della tecnologia le versioni videoludiche delle micro macchine superano di gran lunga la produzione dei modellini in scala tappo di sughero e le serie per le varie console si susseguono. Come da prassi a distanza di anni viene prodotto il titolo Micro Machines World Series, ora disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC.

Micro Machine World Series

Piccole macchine e piccole emozioni

Micro Machines World Series si presenta come un arcade a tutti gli effetti, graficamente riconducibile a Rocket Legue (qui la recensione), bensì lontano da una capacità coinvolgente degna di nota.

La grafica quasi cartonizzata ci riporta a quei tempi che furono, con una spruzzata del primo titolo prodotto da Codemaster del 1991, mischiata a un’eccessiva focalizzazione su una giocabilità intuitiva, capace di rendere tutto molto semplice ma anche tutto piuttosto piatto e monotono.

Le inquadrature a grandangolo, la velocità di guida, la celerità richiesta nelle scelte, così come gli scenari dell’ ambiente circostante ci riportano drasticamente al primo titolo videoludico; bensì quello che salta subito all’occhio è l’eccessiva impronta ricalcata sulla giocabilità online che di fatto racchiude l’intero sviluppo del titolo. All’interno del menù è infatti possibile cimentarsi in un semplice tutorial, in grado di farci prendere dimestichezza con le 12 vetture a disposizione e i soli 10 tracciati disponibili nella modalità gara.

Lo spazio dedicato a una modalità carriera vs l’IA non è quindi disponibile, e se non si vuole partecipare alle gare online ci si vede costretti a competere in una semplice partita veloce contro amici o contro l’ IA, senza che questa porti punti esperienza utile all’aumento di livello.

Micro Machine World Series

A tutto gas o quasi

Se da un lato il gioco ci spinge a cimentarci spesso e volentieri con altri giocatori reali, inducendoci quindi a far nostro uno spirito competitivo degno di nota, dall’altra, una consistente diminuzione della velocità dei veicoli rispetto ai titoli precedenti, mescolata a un caotico schivar ostacoli e svoltare a destra e poi a sinistra, rende il gioco subito molto ostico.

Pertanto, sin da subito è necessario armarsi di pazienza e fare parecchia pratica con i 12 veicoli a disposizione nei vari circuiti (vari, ma non troppi). La concentrazione è una virtù necessaria per cimentarsi in Micro Machines World Series, che viene in aiuto durante una sfrenata corsa in mezzo a ostacoli posti nei vari circuiti improvvisati per tutta la casa, dal tavolo del bigliardo, alla cucina post pranzo a quella post colazione. Corse che possono risultare stressanti data l’eccessiva striminzita lunghezza dei circuiti creati in pura follia, contornati da un caotico e ovviamente surreale mondo che caratterizza sin dalla nascita le micro macchine.

Micro Machine World Series

Gare di velocità e molto altro

Le gare sono una parte fondamentale del gioco e si distinguono in ben due delle tre modalità a disposizione.

Troviamo quindi la modalità GARA che permette di gareggiare fino al traguardo contro altri 12 veicoli in circuiti dettati da ostacoli imprevisti e salti folli come ad esempio da uno skateboard al forno a gas. Nervi saldi, concentrazione ed equilibrio fanno da padroni in una caotica corsa, che viene però meno alla luce di 12 veicoli completamenti simili tra loro, senza particolari distinzioni di difetti e qualità. Sarà infatti pressoché identico per tutti i mezzi stabilità e velocità massima.

Nettamente più incisiva è la modalità ELIMINAZIONE, una gara senza traguardo dove il vincitore è colui che resiste più a lungo. In questa modalità infatti la telecamera si concentra esclusivamente sul giocatore in testa e si avvicinerà sempre di più, eliminando all’istante tutti gli inseguitori fuori dal campo visivo. Una specie di modalità di sopravvivenza dove a vincere sarà colui che resterà in gara, in inquadratura e quindi al primo posto.

Sia per la modalità ELIMINAZIONE che per la modalità GARA, nei circuiti sono presenti armi e potenziamenti targati NERF, come bombe o martelli capaci di rendere la competizione un pò più eccitante e ancor più caotica di quel che appare già.

A differenziarsi dalle due modalità è quella chiamata BATTAGLIA, dove una serie di mini-giochi impegnano i giocatori in scontri spassosi. Qui viene meno la capacità di concentrazione e velocità di scelta, ma giunge più interessante il lato personale dei veicoli. Tutti e 12 le autovetture dispongono infatti di armi, corazze, trucchetti e armi speciali completamente differenti tra loro, aumentando (finalmente) la differenza tra ogni singola micro macchina, esaltandone pregi e difetti. In questa modalità si può facilmente intuire come un’ autovettura sia più adatta a un tipo di scontro rispetto a un’altra. Se sia infatti più utile un’ auto veloce per condurre la bandiera nemica alla base alleata, oppure un auto più resistente per respingere gli invasori nemici nel fortino che si cerca di conquistare, o un auto equilibrata per trasportare una bomba nella base avversaria e farla esplodere.

Micro Machine World Series

Un’idea. Rimasta tale?

Micro Machines World Series offre non troppe modalità di gioco, non troppi autoveicoli, non troppi circuiti e non troppe emozioni. Non risulta semplice applicarsi molto tempo consecutivo nel gioco, forse per via dell’eccessivo caos, forse per l’eccessiva monotonia delle modalità di gioco; monotonia magari spezzata da piccoli eventi disponibili ogni tot e da gare graduatorie sbloccabili solo dal livello 10. Bensì a suo favore Micro Machines World Series vanta non essere un gioco facilmente platinabile per via delle modeste medaglie ottenibili e l’impegno richiesto per arrivare sino al livello 40.

Monotonia forse spezzata da un tentativo di personalizzazione che permette di modificare le skin dei veicoli, i titoli che blasonano il nostro nickname, le frasi urlate dai personaggi o gli stemmi pavoneggianti in caso di vittoria. Questi ultimi sbloccabili solo giocando online, salendo d’esperienza e sbloccando casse-premi ottenute ogni livello acquisito.

Rari e minuti cali di frame rate, un pacchetto audio umile, una scarsa raccolta di circuiti, una praticamente inesistente modalità giocatore singolo e una mediocre stabilità dei server (almeno per il momento), fanno nel calderone di Micro Machine World Series un minestrone difficile da digerire, forse per le troppe aspettative di un titolo volenteroso di fiondarsi nei ricordi infantili di tutti i fan delle micro macchine.

Micro Machine World Series


Micro Machines World Series funge da sottile linea profonda situata tra i ricordi di un ormai giovane adulto e una voglia sfrenata di farli riaffiorare. Una creazione contornata da un’ aspettativa profonda e forse troppo esigente; un’idea buona venuta meno, più per una voglia di tentare un ulteriore ingresso nel commercio ludico, piuttosto che quello di creare un titolo destinato a rimanere nei ricordi, come quelle micro macchine create in metallo, plastica e amore.

5.9

Pro

  • Difficoltà IA interessante
  • Gameplay intuitivo

Contro

  • Scarsa presenza di circuiti
  • Poche modalità di gioco
  • Inesistente modalità giocatore singolo
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