Sengoku Basara: Samurai Heroes – Recensione Sengoku Basara Samurai Heroes

Qui in Europa, contrariamente che in Giappone, Sengoku Basara non è molto conosciuto. Nato come gioco della Playstation 2, Sengoku Basara (chiamato in America e in Europa col nome di Devil Kings) cavalca la cresta dell’onda di Dynasty Warriors, riscuotendo però un grande successo grazie a personaggi carismatici e un interessante gameplay, e meritandosi non solo dei sequel, ma anche una serie di anime molto seguita. Dopo altri fortunati titoli, ecco arrivare per Nintendo Wii, e nel caso di questa recensione per Playstation 3, Sengoku Basara 3 (con il titolo qui in Europa di Sengoku Basara: Samurai Heroes).

Samurai, conquiste e vendette

La storia della saga di Sengoku Basara, ambientata nel Giappone feudale, è incentrata sull’immenso potere del signore oscuro, Nobunaga Oda, e sugli sforzi degli altri samurai in lotta per il potere di toglierlo dal suo trono. Dopo infinite battaglie, alleanze e tradimenti, troviamo il protagonista di questo gioco, Ieyasu Tokugawa. Un giovane solare e pieno di ambizione, con in mente solo un futuro di pace, ma comunque un vassallo ribelle che ha ucciso uno dei grandi sovrani di quell’epoca: Hideyoshi Toyotomi.
La storyline di questo capitolo del gioco ha luogo in un momento in cui Ieyasu sta cercando alleati per realizzare il suo sogno di unificare il paese. Purtroppo non è l’unico a cercare aiuti esterni: Mitsunari Ishida infatti, allievo e servitore di Toyotomi, è deciso a prendere la testa di Ieyasu per vendicare il suo signore. L’intero gioco gira quindi sulla rivalità dei due e sulla loro ricerca di potenti alleati per realizzare il loro destino.
 


Ieyasu contro Mitsunari: chi sarà il vincitore

Sempre avanti verso il nemico!

Per chiunque abbia a mente giochi come Samurai Warriors o Dynasty Warriors, il gameplay di Sengoku Basara risulterà estremamente familiare. A prescindere infatti dalla mappa del mondo della modalità Storia, dove potremo di volta in volta scegliere quale stage affrontare e di conseguenza quale boss combattere alla fine di esso, ci ritroveremo durante il gameplay vero e proprio a comandare il nostro eroe con una visuale in terza persona. I pulsanti sono molto semplici: X è adibito al salto, Quadrato all’attacco debole (con la possibilità di effettuare una combo premendolo ripetutamente), Triangolo all’attacco forte, Cerchio alla tecnica Basara (attuabile solamente quando avremo la barra relativa carica al completo, riempibile colpendo avversari e subendo danni). R1 e L1 servono a pararsi, R2 a effettuare attacchi speciali da sbloccare man mano, e L2 ad attivare la modalità Eroe, con il quale il tempo scorrerà più lento per alcuni secondi, dopo aver caricato un’altra barra. Questo è tutto ciò che c’è da sapere per quanto riguarda il controllo del nostro personaggio, tra un’ondata e l’altra di nemici agguerriti. Vediamo però come sono strutturati gli stage.

Ognuno dei livelli è diviso in varie zone, colorate a seconda della fazione che ne ha attualmente il controllo. A deciderne l’influenza ci sarà una struttura dove si trova il capo del plotone di soldati lì disposto, e sconfiggendolo (mettendone al suo posto uno della nostra fazione) avremo come risultato la conquista di quella zona, la dispersione dei soldati nemici e naturalmente un plotone di soldati tutto nostro che si occuperà di difendere il nuovo capo. Quindi, in pratica, più zone controlleremo, meno soldati avrà il nemico e più soldati saranno dalla nostra parte per tenere a bada le mezze cartucce. Capiterà comunque spesso di incontrare dei soldati di rango superiore: a volte saranno dei capi pattuglia, con un loro plotone slegato da quello della zona in cui ci si trova, a volte saranno invece soldati famosi, con un proprio nome, e che ci ricompenseranno con dei materiali alla loro morte (ma dei materiali ne parleremo tra poco); infine sarà possibile incontrare veri e propri eroi durante gli stage, con la loro storia e le loro tecniche Basara. Quasi sempre gli eroi sono posti a guardia di portoni, e sarà necessario batterli per proseguire nello stage. Una volta giunti alla destinazione finale (rompendo nel frattempo le casse nascoste per il livello per ottenere oggetti e materiali, o per ripristinare vita e barra Basara) ci sconteremo con il comandante dell’esercito nemico e la vittoria porterà al completamento dello stage.

Nel menù del personaggio, tra una battaglia e l’altra, sarà possibile osservare il livello di esperienza del nostro eroe, ma anche selezionare svariati potenziamenti. Innanzitutto la scelta dell’arma, tra quella base e quelle che troveremo durante le nostre battaglie, è fondamentale: non solo per la sua potenza di attacco ma anche per gli eventuali slot di accessori presenti in essa. Tra gli oggetti ottenibili ci sono infatti degli accessori che equipaggiati a un’arma ne miglioreranno le prestazioni in maniere molto differenti tra loro, quindi più slot un’arma ottiene, più ha possibilità di divenire potente e utile. C’è poi la scelta della tecnica speciale, quella che scaglieremo premendo R2: essa non ha costi aggiuntivi né tantomeno barre da caricare, ma è solitamente lenta nell’esecuzione. Tra gli equipaggiamenti compaiono anche gli alleati: ci sono infatti 100 diversi eroi da sbloccare nelle nostre peripezie, ognuno con la sua abilità speciale, e selezionandone uno questo ci seguirà in battaglia sguainando l’arma al nostro fianco, nonché dandoci tutti i benefici della sua abilità. Nel menù troviamo infine il Bazaar Basara, dove potremo spendere i soldi da noi guadagnati per creare nuovi accessori tramite i materiali precedentemente raccolti in battaglia.

Oltre alla Story Mode sarà naturalmente possibile combattere in battaglia libera, scegliendo l’eroe che più preferiamo e combattere in uno stage di nostra scelta, a condizione di averlo già superato precedentemente in una delle storie, così da potenziare i nostri personaggi o i nostri alleati, oppure per raccogliere materiali o per cercare i collectibles di questo gioco, cioè i fuggitivi nascosti in ogni livello, che sconfitti ci doneranno anche un bel gruzzolo.
Questo è tutto quel che c’è da sapere su Sengoku Basara 3. Semplice ma efficace, anche se ovviamente, come tutti i Dynasty Warriors e similia, alla lunga diventa piuttosto monotono.
 


Magoichi accumula combo su combo con le sue armi da fuoco!

Samurai ad alta qualità!

Graficamente Sengoku Basara 3 è ben fatto e piacevole, ovviamente tenendo in considerazione la quantità di personaggi su schermo che può essere presente in un solo momento. Il tutto è ovviamente in stile anime, e non si rilevano rallentamenti di sorta anche in situazioni concitate. L’audio purtroppo ha alcune pecche: innanzitutto, nonostante ci ritroviamo con un bluray, non abbiamo la possibilità di scegliere il doppiaggio originale giapponese, ma siamo costretti a tenerci quello inglese. La colonna sonora è molto bella e orecchiabile, ma trovandoci nel Giappone feudale è troppo rockeggiante e quindi fuori luogo, e di questo ce ne accorgeremo subito con il video iniziale, dove la opening è cantata dal famoso T.M. Revolution con il suo nuovo singolo Naked Arms, purtroppo anch’esso tradotto in inglese. La longevità, naturalmente per quelli che non si stuferanno quando il tutto sarà diventato piuttosto monotono, è molto alta: tra personaggi da sbloccare, collectibles e molto altro, il tempo per raggiungere il trofeo di platino si attesta su ben oltre 100 ore. Peccato per la storia, perché anche se ruota su un universo ben creato e su cui è stato fatto anche un anime, è piuttosto frammentaria e mal narrata.
 


C’è qualcuno in grado di resistere al potere di Nobunaga?

In conclusione

Sengoku Basara 3 è un gioco che cavalca la cresta d’onda di Dynasty Warriors, seppure riesca ad essere meno monotono di quest’ultimo grazie a tanti piccoli accorgimenti. Buona grafica, colonna sonora fatta benissimo ma poco in tema e storia interessante ma mal raccontata fanno del tutto un mix destinato solamente a quelli che amano il genere. Naturalmente è un gioco che potrebbe attirare a sé anche dei neofiti, quindi almeno una prova con la demo è d’obbligo. Un gioco buono, ma che non raggiunge l’eccellenza.

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