Shiny – Recensione

Le nuove tecnologie a disposizione degli sviluppatori, combinate a una buona idea, possono dare vita a giochi memorabili e intramontabili. Per arrivare però a questo traguardo un gioco deve possedere anche un gameplay accattivante, un level design studiato e una rimarcabile stabilità.

Shiny, puzzle platform 2D di Garage 227 edito da 1C Company, dimostra come un originale concetto e un buon motore tecnologico non bastino a dar vita a un titolo che possa spiccare.

Shiny

Il titolo comincia con un breve video introduttivo, durante il quale scopriremo che il protagonista, il robot Kramer 227 e i suoi compagni robotici, sono stati abbandonati dagli esseri umani. L’abbandono da parte degli uomini è dovuto all’imminente schianto del pianeta Andromeda, su cui Kramer 227 vive, contro il proprio sole. La missione del piccolo automa sarà quella di raccogliere la restante energia del pianeta al fine di alimentare se stesso e i suoi amici.

La trama di Shiny (che per alcuni aspetti riporta alla mente quella del film Disney Wall-e) si specchia direttamente sul gameplay: al giocatore sarà chiesto di ragionare sui comandi da impartire al protagonista poiché avrà risorse energetiche limitate, che andranno a consumarsi a ogni azione intrapresa (come saltare, aprire porte, rianimare un altro robot, sfruttare gli utili potenziamenti che troveremo nei vari livelli e così via).

Per ricaricarsi sarà necessario utilizzare un checkpoint o raccogliendo le batterie sparse lungo il percorso. L’idea su cui si basa il titolo è accattivante e (soprattutto alla difficoltà massima) richiede una certa attenzione sullo stile di gioco, trasmettendo la sensazione di costante rischio al giocatore. Risulta però spiacevole notare come questo positivo elemento non riesca a trovare un adeguato accompagnamento in tutti i restanti aspetti che compongono Shiny.

Shiny

Il giocatore si troverà ad affrontare solo 20 livelli diversi. Il titolo dunque non è longevo, risultando completabile in una serata o poco più. Complici di questo sono anche i level design applicati: si rimane delusi dalla loro linearità e semplicità. Essi sono privi di punti nascosti o difficilmente raggiungibili. Questo causa un’immediata sensazione di ripetitività e limita la difficoltà del gioco al semplice platforming “di precisione”. Difficoltà aumentata da un non chiaro “collision engine” che spesso porterà il nostro povero eroe a subire colpi in modo inspiegabile o peggio a cadere per via di qualche strano contatto con un ostacolo.

Oltre il gameplay e il level design anche il comparto grafico si colloca come aspetto negativo del titolo. Mentre l’immagine iniziale di Unreal Engine 4 ( lo stesso motore grafico di titoli tripla A come Gears of war 4 e Kingdom hearts 2.8) porta buone speranze al giocatore, la realtà è che pur regolando la grafica al massimo le texture risulteranno comunque piatte e di bassissima qualità. Appare molto visibile l’effetto stretch delle stesse: le texture risultano in questo modo allungate e poco definite. Il risultato è un gioco che graficamente si sarebbe trovato a suo agio negli anni 2000.

Shiny

In modo diametralmente opposto le ambientazioni sono invece curate e appaganti, con colori e sfondi immersivi e profondi. In questo senso gli sviluppatori sono riusciti a trasmettere le sensazioni di abbandono, di degrado e di solitudine provate dal protagonista in modo esemplare.

Allo stesso modo la colonna sonora è coinvolgente, con effetti audio che ben accompagnano il giocatore lungo il percorso.

Shiny

Per quanto sfondi e colonna sonora possano far apparire il gioco abbastanza piacevole vi è comunque un ultimo scoglio: la realizzazione tecnica. Come prima nota dolente, il gioco ammette pochissime personalizzazioni nei settaggi, passando da averne poche per il comparto video e audio al non ammetterne alcuna per quanto riguarda gli input (è per esempio impossibile riconfigurare i tasti della tastiera o impostare manualmente un joystick dal gioco stesso).

Sebbene si possa chiudere un occhio sulle personalizzazioni (data la natura “semplicistica” del titolo) i tempi di caricamento epocali, i blocchi a intermittenza del gioco stesso e i movimenti completamente casuali della telecamera (che più volte è uscita dalla mappa senza alcuna ragione) rendono il gioco spiacevole, frustrante o addirittura ingiocabile.

Shiny

L’ottimizzazione è pressoché assente, portando il titolo a occupare quasi 5 GB sull’hard disk del giocatore e non ottenendo una buona resa di framerate anche su hardware molto evoluto. Oltre a ciò, in alcune condizioni di grafica più bassa, la luminosità scende drasticamente, rendendo i livelli inaffrontabili perché incapibili.

Shiny


Shiny è il risultato di una buona idea privata di uno sviluppo tecnico adeguato. La causa si potrebbe facilmente trovare nella mancanza di esperienza di Garage 227 (questo infatti è il suo primo titolo). La speranza si ripone sugli eventuali titoli futuri nei quali, forse, riusciranno a far collimare la loro creatività con una maggiore abilità nello sviluppo videoludico.

4.9

Pro

  • Concetto di base originale
  • Ambientazioni suggestive

Contro

  • Realizzazione tecnica scadente
  • Bassa qualità grafica
  • Level design troppo semplice
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