Uncharted 2: Among Thieves – Recensione Uncharted 2: il Covo dei Ladri

The Unbelievable Drake Story

Uncharted è un’esclusiva che i possessori di PS3 apprezzano e conoscono molto bene: il primo capitolo della serie sviluppato un po’ in sordina e osservato con un velo di scetticismo fino all’uscita, ebbe il merito di essere quella, del tutto inaspettata, Killer Application che serviva per far rifiatare un po’ l’ammiraglia di casa Sony impegnata a pieno ritmo nella rincorsa alla 360 di mamma Microsoft, fuggita via a suon di titoli dall’indiscutibile qualità e di parecchie ghiotte esclusive.

 

Era incredibile e decisamente poco probabile che a confezionare la prima avventura degna di nota su PS3 potesse essere una software house da sempre dedita alla realizzazione di platform cartooneschi di ottima fattura. La Naughty Dog famosa appunto per la serie Crash Bandicoot, che non ha certo bisogno di presentazioni ma che ben poco c’entra con un Action Game in terza persona, così, un po’ a sorpresa per tutti, sfornò Uncharted: Drake Fortune; fu la nascita di un nuovo brand che seppe conquistare pubblico e critica, forte della sua componente action mista ad una fase esplorativa che strizzava l’occhio allo stile imposto dalla più famosa e illustre signorina Croft e ad una trama avvincente e narrata in maniera impeccabile (completamente in italiano) che conduceva fino al termine dell’avventura senza concedere un attimo di respiro o un minimo di noia.

L’Ascesa di Nathan

Nathan Drake, protagonista di Uncharted, non avrà sicuramente il fascino e le forme di Lara ma in quanto a carisma e caratterizzazione non è secondo a nessuno: lo stile ironico, la battuta sempre pronta e un alone di sfortuna che lo circonda fanno di Nathan un personaggio che buca lo schermo e che lascia sicuramente il segno.

Nel primo Uncharted avevamo visto il nostro eroe alla prese con il tesoro del suo antenato, Sir Francis Drake, e con mille problemi scaturiti dalla ricerca di tale fortuna. Affiancato dalla bella Elena Fischer e del caro amico Victor Sullivan, il buon Nathan si trovava a districarsi tra sparatorie concitate e scalate degne del miglior alpinista fino ad arrivare ad una svolta inaspettata dal sapore horror che tutti coloro che hanno giocato Uncharted ricorderanno benissimo, ma della quale non parlereremo per non rovinare la sorpresa a chi di voi invece non l’avesse ancora giocato. Così magari magari incuriosito da questo seguito si potrebbe scegliere di rispolverare quella perla di Drake Fortune che ancora oggi a distanza di anni fa la sua bellissima figura sul nostro monolite nero.

È chiaro che con un primo titolo del genere alle spalle, Naughty Dog è da subito sembrata intenzionata a proseguire sull’ottima strada intrapresa, amplificando in Uncharted 2 quanto di buono visto nel prequel.
Durante le prime presentazioni e i primi video mostrati nel dicembre del 2008 gli sviluppatori dichiararono che il primo gioco sfruttava le potenzialità di Ps3 solo al 30% e che il sequel si sarebbe spinto ben oltre, i numeri tecnici della nuova fatica di Naughty Dog continuarono a trapelare in rete circa nove mesi dopo con un altra dichiarazione durante una conferenza stampa nel quale fu affermato che Uncharted 2 questa volta avrebbe sfruttato il Cel al 90% e anche gran parte della capienza del Blu Ray.
Insomma, le premesse per il capolavoro ci furono tutte sin dall’inizio e l’hype generato da filmati e dichiarazioni crescette a dismisura fino ad arrivare al rilascio della demo, che fece subito record di download, e al successivo arrivo sugli scaffali.

Marco Polo e il trend Italiano

Che la storia italiana abbia il suo maledetto fascino è cosa risaputa e sembra proprio che molti sviluppatori ne stiano subendo l’influsso: è il caso di Ubisoft e del suo imminente e molto atteso Assassin’s Creed 2 ambientato, sembra interamente, a Venezia e con protagonista l’italianissimo Ezio Auditore da Firenze sostituto naturale del caro vecchio Altair; ma è il caso anche di Uncharted 2, la quale trama pesca a piene mani nella storia della nostra penisola partendo dal lontano 1292.

Marco Polo parte dal Catai con 14 navi cariche di tesori e più di 600 uomini per un lungo viaggio alla volta di Venezia, ma nella splendida città Italiana il grande esploratore arriva con una sola nave e una decina di uomini. Cosa sia successo durante questa sfortunatissima traversata Marco Polo non lo rivelerà mai, in punto di morte dirà però di aver volontariamente omesso moltissimo di ciò che vide durante i suoi viaggi semplicemente perché consapevole del fatto che molti sicuramente non gli avrebbero mai creduto. Come è ovvio immaginare, 13 navi cariche di tesori e disperse chissà dove stuzzicherebbero le fantasie di molti ricercatori, e il nostro Nathan, forse in astinenza da guai e interessato a risolvere un così interessante e antico mistero, si lascia convincere da un amico a prestarsi alla causa, partendo così alla ricerca della verità sul mistero delle 13 navi scomparse in compagnia per altro della nuova e prosperosa compagna d’avventura australiana, ovvero la bellissima Chloe Frazer con il quale Drake ha una relazione segreta (per esigenze di copione).

L’evolversi della trama di Uncharted 2 è un crescendo semplicemente straordinario montato a regola d’arte da una regia da oscar per arrivare a un qualcosa di mai visto in un videogame: narrazione a Flashback attraverso Cut Scene splendidamente realizzate con il motore grafico del gioco, dialoghi divertenti e personaggi con la battuta sempre pronta, telecamere, eventi, circostanze e colpi di scena che si susseguono senza pause per tutto il corso del gioco fino al termine dell’avventura lasciando alla fine un fantastico retrogusto da Action Movie di gran classe.

Tra intrighi, tradimenti, decisioni pesanti e tanta ma tanta azione Uncharted 2 ha davvero una trama articolata e narrata in maniera impeccabile, rischiando di essere ripetitivi ma, Hideo Kojima a parte, mai in un videogame si era visto un lavoro così meticoloso e ben fatto. Per fare alcuni esempi di ciò che ci riserva la storia possiamo tranquillamente dire senza rischiare di rovinarvi la sorpresa che ci troveremo ad affrontare sessioni all’interno di un museo turco, avvolti dall’atmosfera perfettamente ricostruita di una splendida Istanbul per passare poi alla quiete della giungla del Borneo o delle vette innevate del Nepal in sessioni action e esplorative, come la sessione all’interno del tempio sotterraneo, semplicemente meravigliosa, il tutto sempre nel massimo rispetto dei luoghi e delle ambientazioni con una riproduzione degli ambienti davvero incredibilmente dettagliata e piena zeppa di particolari.
Della trama vera e propria di Uncharted 2 non è il caso di svelare nulla, sarebbe davvero un peccato rivelarne anche una sola piccola parte: il titolo di Naughty Dog va gustato per intero senza nessuna rivelazione preventiva,  è consigliato, anzi,  non visionare su internet materiale che potrebbe rovinarvi le innumerevoli sorprese che Uncharted 2 ha da offrire.

Il nuovo look di Nathan e compagni

Tecnicamente parlando, possiamo dire senza esagerazioni che Uncharted 2 rappresenta su tutti i fronti, senza alcun dubbio, quanto di meglio si sia visto fin oggi.
Tutto ciò che si vede a schermo è semplicemente spettacolare: a partire dalla sequenza iniziale sul treno che ci mostra il nostro Drake in seria difficoltà, fino ad arrivare al pirotecnico finale, questo secondo episodio regala magia grafica all’ennesima potenza, i personaggi e gli ambienti sono realizzati in maniera fantastica e con un dettaglio grafico mai visto e davvero impressionante. I giochi di luce, le ombre, i riflessi sull’acqua e sugli oggetti, i vestiti che si bagnano e si asciugano, i raggi del sole che entrano dalla finestra, la vegetazione che si muove e che cambia movimento in base alla potenza del vento, come per esempio nel livello in Borneo, quando l’elicottero con le sue pale avvicinandosi agli alberi crea un effetto tempesta di vento che vi farà sfregare gli occhi increduli, le espressioni facciali, le animazioni dei volti e degli arti fatte a regola d’arte; la fisica negli ambienti assolutamente realistica come ad esempio i ripari distruttibili, le sbarre di ferro che si inclinano con il peso del corpo, insegne che crollano, appigli che franano sotto i vostri piedi, fiamme e fuoco assolutamente credibili così come la neve e le condizioni climatiche in generale, la regia della telecamera durante l’azione, le animazioni durante le fasi di cooperazione, durante le arrampicate (entrambi molto frequenti) o durante la ricarica delle armi e le fasi di copertura, le sparatorie in corsa e gli spettacolari incidenti, la miriade di particolari di contorno come i piccioni che scappano dai cornicioni al nostro arrivo, la polvere che si solleva, il fantastico diario di Nathan che si può sfogliare (anzi si dovrà sfogliare per risolvere alcuni enigmi), i raggi di luce che passano attraverso le foglie, la pioggia estremamente realistica: tutto è semplicemente meraviglioso.
 

Nathan Drake è caratterizzato davvero bene e lo stesso si può dire per tutti gli altri personaggi, niente è lasciato al caso, dall’abbigliamento ai particolari, dalle espressioni al modo di muoversi e di gesticolare, di relazionarsi e di interagire, il più delle volte insomma avrete l’impressione di guardare e giocare un film in computer grafica.
In Uncharted 2 Incontreremo panorami mozzafiato tra i più belli e vari visti in questa generazione, che regalano momenti di gioco che difficilmente dimenticheremo: uno dei momenti visivi più belli del gioco lo vivrete quando, in Nepal, una volta giunti faticosamente in cima all’hotel, sarete ricompensati con una vista dall’alto della città davvero suggestiva, un panorama talmente bello da far impallidire il buon vecchio Altair. Sempre in Nepal poi, verso la metà dell’avventura, ci troveremo per necessità ad essere ospitati in un villaggio di indigeni, la realizzazione del quale è semplicemente sublime, camminare tra al gente con Nathan che commenta e si scusa con i passanti lamentandosi del fatto che nessuno parli inglese, ed osservare tutti i dettagli della vegetazione e delle antiche costruzioni che rappresentano un cuore pulsante tra le montagne innevate restituisce una sensazione di assoluta autenticità, tutto quello che accade in Uncharted 2 è sempre molto realistico e credibile.

Il motore grafico del gioco muove tutto ciò senza la benché minima incertezza: esplosioni, frane, incidenti, nemici su schermo oggetti in movimento, tutto con una fluidità semplicemente impressionante; nel livello sul treno in movimento per esempio se ne può apprezzare tutta la potenza, il treno scorre veloce sui binari tra la vegetazione e le montagne, un elicottero ci rende la vita difficile in aggiunta ai nemici che spuntano numerosi dai vagoni, anche in questo caso esplosioni, scossoni e quant’altro non intaccano minimamente la fluidità di gioco, l’orizzonte è per tutto il titolo sempre perfettamente visibile, totalmente assenti quindi Bad Clipping, Tearing, compenetrazione poligonale o qualsiasi altro difetto di programmazione, ma la ciliegina sulla “torta tecnica” offerta dall’ultima fatica di Naughty Dog è rappresentata dalla totale assenza di caricamenti durante tutto il corso dell’avventura, nemmeno la traccia di una pausa a volerla cercare, nemmeno e dico nemmeno nelle attaccature tra il gameplay e le cut scene, una cosa davvero impressionante e che garantisce la continuità narrativa di una pellicola cinematografica: Uncharted 2 è tecnicamente e graficamente un capolavoro di programmazione, un titolo perfetto.

Cos’era quel rumore?

Una nota particolare merita il comparto audio: iniziando dalla colonna sonora composta da splendide musiche d’atmosfera e affidata, come già nel primo episodio, al bravissimo Greg Edmonsons. Risulta quindi semplicemente perfetta e sempre adeguata all’azione e al ritmo di gioco, di una qualità impressionate anche i campionamenti, tutti i suoni sono di qualità altissima e visto che Uncharted è un esclusiva Ps3, è lecito pensare che Sony abbia concesso le sue meravigliose librerie di campioni ed effetti in utilizzo a Naughty Dog, è un’ipotesi certo, ma sta di fatto che la qualità audio di questo titolo è davvero mostruosa.
 

Tutto dal punto di vista sonoro, al pari di tutto il resto a dire il vero, è curato in maniera maniacale, c’è un campionamento per tutto, scricchiolio del legno, rumori della vegetazione, ricarica delle armi, auto, elicotteri, tutti assolutamente impeccabili; la scena sonora di esplosioni, cadute, sparatorie e tutto il resto è rappresentata in maniera semplicemente perfetta.
Il doppiaggio in italiano infine è assolutamente strepitoso e ancor più bella è la cura riposta nei dialoghi e nella miriade di considerazioni e battutine che i personaggi fanno durante le fasi di gioco, nuovamente ci troviamo costretti a dire che mai si era vista tanta perizia nella cura del sonoro in un videogame, anche dal punto di vista audio quindi Uncharted 2 si attesta su livelli altissimi.

Qualcuno ha detto Action Game?

Il Gameplay di Uncharted 2 riprende la formula del precedente episodio portandola all’estremo e riponendo maggiore cura nelle fasi Stealth, del resto la giocabilità del primo capitolo era composta da un mix già visto in molti action game e di sicuro vincente: azione, esplorazione e risoluzione di enigmi già presenti in Drake Fortune, adesso uniti all’azione stealth, fanno di Uncharted 2 un titolo dal gameplay davvero vario e completo. Le fasi da sparatutto in terza persona sono realizzate in maniera egregia con la visuale che stringe dietro le spalle del protagonista spostata leggermente sulla destra; il sistema di puntamento è di una precisione sbalorditiva e la risposta ai comandi è perfetta, sensibilità e precisione sono quindi il valore aggiunto di queste sessioni. Selezionando poi la modalità “molto facile” avremo la possibilità di usufruire della mira assistita che però rende il tutto davvero poco impegnativo. Il consiglio è di giocare Uncharted 2 al livello di difficoltà normale che offre già un’ottima sfida evidenziando per altro l’ottima I.A. dei nemici che hanno spiccate capacità organizzative e non disdegnano la possibilità di venirvi a stanare dal vostro sicuro riparo obbligandovi ad un scontro ravvicinato nel caso in cui li stiate massacrando dalla distanza, per esempio a suon di granate o interagendo con una mitragliatrice fissa.

In Uncharted 2 potremo portare solo 2 armi alla volta, più le granate, rispettando così pienamente le leggi della fisica: questa è una scelta di programmazione votata al realismo e già introdotta nel primo titolo, che impedisce di fatto al nostro protagonista di diventare, con il progredire del gioco, un poco credibile arsenale ambulante. La lista delle armi a disposizione è abbastanza varia, non mancheranno pistole, fucili a pompa, magnum, diversi modelli di mitra compreso l’immancabile AK-47, mitragliatori ad una mano, fucile da cecchino, lancia missili, lancia granate e molto altro, è presente anche la possibilità di utilizzare le classiche postazioni fisse una volta liberate dai nemici e di interagire con lo scenario facendo per esempio fuoco su bombole di gas al fine di liberarci più velocemente delle squadre nemiche, come nel più classico degli action game.
 

Le sessioni stealth ci vedranno impegnati a sgattaiolare alle spalle del malcapitato di turno e a chiudere la pratica con un azione di soffocamento, nel caso in cui per nostro errore il nemico si dovesse accorgere di noi la situazione cambierebbe in maniera diversa a seconda del capitolo in cui ci troviamo, all’interno del museo, per fare un esempio, scatterebbe immediatamente l’allarme e di conseguenza il game over, in sessioni più libere invece ci toccherebbe ingaggiare un duello corpo a corpo o estrarre l’arma e sparare, allarmando però tutti i nemici nelle vicinanze. Anche le sessioni stealth quindi sono davvero ben fatte e contribuiscono efficacemente a variare il gameplay insieme alle già ampiamente collaudate fasi esplorative passate alla ricerca del modo per proseguire nel gioco e alla risoluzione degli enigmi che risultano sempre impegnativi e abbastanza complessi ma anche intuitivi e mai frustranti.
In Uncharted 2 scordatevi pure di trovare una porta aperta! La cosa si verificherà davvero molto raramente, forse due o tre volte nel corso di tutta l’avventura, e in questi casi la classica porta aperta non lascia presagire niente di buono. Le porte chiuse o sbarrate dall’interno infatti saranno l’ottimo pretesto creato dai programmatori per giustificare la necessità di eseguire ogni sorta di peripezia acrobatica tra tubi, insegne, pali della luce, scale antincendio, funi e appigli sui muri, durante queste operazioni funamboliche verrà fuori tutta la sfiga che il buon Nathan si porta cucita addosso sin dal primissimo livello del prequel, travi che si spezzano, tubature che cedono, insegne che non reggono il peso del corpo saranno all’ordine del giorno e il nostro protagonista sarà costretto sempre a trovare più o meno velocemente delle vie alternative, tutto questo ovviamente serve ad accrescere il ritmo di gioco che, in verità, per tutto la durata del titolo è a livelli stratosferici.

Ottima e condivisibile la scelta dei checkpoint immediati, ovvero dopo un salto sbagliato o una sparatoria finita male ci verrà sempre data la possibilità di continuare da un punto, mai troppo distante, e di poco precedente al luogo del game over, anche questa è una scelta dettata a mio avviso dalla necessità di non spezzare il ritmo della narrazione ed evitando così al giocatore di ripetere inutilmente ampie parti di un capitolo. Come in ogni action game moderno che si rispetti anche in Uncharted 2 si fa uso degli ormai famosi Quik Time Events, ma non in maniera eccessiva, solo in alcuni (pochi) casi infatti ci troveremo di fronte a tale scelta di gameplay, molte più frequenti invece sono le situazioni nelle quali per superare delle barriere che ci impediscono di proseguire dovremo cooperare con il nostro partner d’avventura, che sia Chole, Elena o Sully.


Il gameplay di Uncharted 2 risulta fresco e frizzante dall’inizio alla fine, divertendo come pochissimi titoli hanno saputo fare nella storia dei videogames, pad alla mano la nuova fatica di Naughty Dog rappresenta l’eccellenza, i controlli sono semplicemente perfetti e tutto può essere gestito in maniera davvero intuitiva, il variare continuo delle situazioni di gioco non lascia il minimo spazio alla ripetitività che sicuramente vista l’ottima longevità del titolo, addirittura superiore a quella del prequel, poteva essere uno spettro da tenere in considerazione, ma niente paura, Uncharted 2 non è mai ripetitivo e cosa ancora più importante non è mai noioso, anzi la tensione crescente unita all’ottima narrazione senza pause e al gameplay frenetico e multifaccia fanno crescere l’interesse in maniera costante fino a i titoli di coda. Una volta finita la campagna in singolo, nel caso in cui vi dovesse venire difficile staccarvi dalle avventure di Nathan Drake (cosa molto probabile per altro) vi potrete sempre godere le ottime modalità on line, tra le quali spicca quella cooperativa, che aggiunge sicuramente longevità ad un titolo che sarebbe stato comunque un capolavoro anche se il comparto on line fosse stato completamente assente, ma i programmatori come già detto non hanno lasciato niente al caso e anche in multiplayer Uncharted 2 raggiunge l’eccellenza.

L’Oro di Drake

Siamo convinti che nessuno di voi avrebbe mai creduto che a ridefinire il genere action su console potesse essere Naughty Dog, ed invece è proprio così: i programmatori della divertentissima e famosa serie di Crash Bandicoot riprendono e migliorano l’ottimo primo Uncharted elevandolo all’ennesima potenza e creando un titolo eccellente sotto tutti gli aspetti. Uncharted 2 sale, così, di prepotenza sul podio prendendosi la medaglia d’oro e lo scettro di action game definitivo, sicuramente il più vario, intenso, fresco e frenetico presente sul mercato, condito con grafica stratosferica, regia da premio Oscar, doppiaggio in italiano eccellente e dialoghi strepitosi, un comparto audio favoloso e un gameplay assolutamente perfetto.

Una direzione artistica del genere e una cura così maniacale di tutti i piccoli particolari all’interno di una trama solida e matura si era vista precedentemente solo nei lavori del maestro Hideo Kojima: l’arte indiscussa del famoso producer giapponese ha fatto evidentemente scuola al punto da stimolare la creatività di altri sviluppatori come nel caso di Naughty Dog e di permetter loro di consegnare agli annali un titolo di questo spessore che può essere considerato, al pari di alcuni capitoli della saga di Metal Gear Solid e di qualche altro titolo, una vera e propria “opera videoludica”.

Uncharted 2 ha il merito assoluto di esaltare la formula dell’action game portandola a vette mai toccate prima in un videogame. La seconda opera di Naughty Dog dedicata alle gesta di Nathan Drake è un capolavoro assoluto confezionato a regola d’arte e che merita di essere giocato e rigiocato prima di essere riposto e custodito con cura nella vostra collezione, un titolo indimenticabile, carismatico, divertente e assolutamente imperdibile per tutti, capace di stupire continuamente e di lasciare a bocca aperta in talmente tante occasioni che ad un certo punto ci avrete anche fatto una piacevole abitudine.

Uncharted 2: Il Covo dei ladri è un vero e proprio film interattivo che regala ore e ore di appassionante divertimento, un acquisto obbligato per tutti i possessori di PS3 che possono godersi in esclusiva il miglior action game mai realizzato.

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