Wizardry Online – Recensione Wizardry Online

L’ultima fatica della SOE 

Wizardry Online è il nuovo MMO targato Sony Online Entertainment, disponibile dal 30 Gennaio nella sua versione definitiva. Dopo il fortunato DC Universe e il più recente PlanetSide 2, la SOE ci riprova proponendo un multiplayer d’ambientazione fantasy-medievale che, a differenza di quanto si possa pensare, propone agli appassionati nuove meccaniche di gioco tali da farlo distinguere dai classici MMO mindless grinding. Anzi, la città di Illfalo, ad esempio, è una città talmente accogliente da diventare luogo di ritrovo per tutti i giocatori: dalla piazza, alle botteghe, ostelli, chiese e armerie. Insomma, un piccolo paesello che tutti chiamano "casa".
E c’è di più: per la prima volta ci sarà il rischio di perdere il nostro character attraverso il sistema di "morte permanente".
 

Una storia "quasi" avvincente

A differenza degli altri prodotto free-to-play, Wizardry Online si basa proprio sulla trama di gioco che dovremo portare avanti attraverso sfide e quest. L’intreccio della storia sarà quella solita: impersonificheremo l’eroe di turno che inizialmente dovrà superare semplici prove, per poi trovarsi coinvolto nel bel mezzo di avvenimenti poco rassicuranti per la sua vita. Attraverso colpi di scena sviluppati da una direzione artistica di un certo peso per un MMO, ci troveremo spesso a prendere decisioni importanti sulla trama stessa, che ne pregiudicherà la nostra personalità futura. E sarà proprio qua che la storia ci presenterà le sue sfaccettature più imprevedibili. Ad ogni modo faremo bene a cercare un party durante le nostre esplorazioni quasi come necessità vitale: l’aiuto degli altri player, difatti, sarà non solo gradito, ma spesso fondamentale per il proseguimento. Va da sé che la trama e le missioni da essa generate avranno costantemente un coefficiente di difficoltà elevato, e in alcuni punti risulta impossibile andare avanti da soli.

Dunque, la main quest non sarà per niente facile poiché saremo obbligati ad attraversare in lungo e in largo i dungeon alla ricerca di quell’oggetto mancante, e ciò significherà obbligatoriamente ri-attraversare le orde di mostri che a poco a poco indeboliranno il nostro vigore. Ma saranno passaggi fondamentali per andare avanti con la nostra trama, a cui non ci potremo sottrarre non tanto perché si perderebbe parte del gioco, quanto perché ad essa è legata una di quelle funzionalità che stanno rendendo Wizardry Online unico nel suo genere: il soul rank. E proprio per la sua peculiare caratteristica di avere trama e gameplay così legati, Wizardry Online potrebbe apparire limitante in quest’ottica. Difatti, è necessario andare avanti con la main quest se si vuole esplorare tutto l’ambiente virtuale che la SOE ha messo in piedi per noi.
 

 

 

Soul rank, questo sconosciuto.

Sicuramente è un titolo che in generale propone qualcosa di più impegnativo rispetto alla media degli altri prodotti. Sono molte le novità che Wizardry Online si porta dietro, e quello più atteso – che può fare la gioia degli hardcore players e i netgamers più smaliziati – è sicuramente il sistema di permadeath: difatti, una volta uccisi, il nostro corpo prenderà le sembianze di un fantasma errante per le mappe del dungeon, e non potremo riprendere il possesso del nostro corpo fino a che non giungeremo ad uno dei checkpoint sparsi per le vie. Ma la probabilità di resuscitare non sarà sempre del 100%; nel caso in cui dovessimo fallire nella rinascita, si perderebbero character, equip ed items in esso contenuti. L’unico rimedio per non perdere tutto è quello di conservare gli oggetti più utili nello storage, che, assieme alla main quest, sono account shared.
Ed è qui che entra in gioco il soul rank. Di cosa si tratta? E’ il livello dell’anima, e ci servirà ogniqualvolta dovessimo avere la peggio in uno scontro. Il livello del soul rank ci determinerà la percentuale di riuscita di resurrezione, e più il livello sarà alto, più la percentuale si abbasserà. Sembra una contraddizione, ma man mano che andremo avanti con la main quest, il nostro soul rank salirà, e con esso verranno sbloccate funzioni che sicuramente gioveranno nell’interazione player/ambiente. Un esempio: fino a quando non saremo soul rank3, non avremo la possibilità di forgiare armi, o, peggio ancora, non potremo equipaggiarci con armature più potenti, e via dicendo. Per aumentarne il livello dovremo necessariamente andare avanti con la main quest. Dunque, se vogliamo goderci pienamente l’esperienza di gioco, non ci resta che seguire la storia con la consapevolezza che più andremo avanti, più dovremo tenerci stretti i nostri HP.
Certo, a lungo andare la cosa potrebbe risultare ripetitiva e noiosa, e una volta scoperto in lungo e in largo tutte le funzionalità del prodotto, le cose da fare non saranno molte oltre a completare dungeon che diventano piuttosto frustranti se non si è accompagnati da un party (non che il sistema di combattimento sia party-based, ma è fortemente consigliato) e tentare di arricchirsi con la speranza di lootare qualche oggetto prezioso, sfidando un drop rate ridotto ai minimi termini.
 

 

Il comparto tecnico stavolta si sbilancia.

Wizardry Online non fa della direzione artistica il suo cavallo di battaglia, anzi. Gran parte degli sforzi degli sviluppatori sono stati concentrati sulla realizzazione di come il prodotto appare effettivamente ai nostri occhi: un dungeon crawler. Non punta, difatti, a stupire il giocatore per qualità grafica e fantasia, si basa piuttosto su un solido motore grafico che si incaponisce e vuole concentrare gran parte delle sue capacità sulle prestazioni – requisiti minimi permettendo – per un’esperienza di gioco davvero hardcore. E’ inevitabile dunque che qualche carenza vada a colpire sulla grafica, comunque di tutto rispetto.
Di tutto rispetto come le textures delle creature contro cui dovremo scontrarci, che spiccano per fantasia e bellezza, e forse questa è la scelta adatta per un MMO che punta gran parte della sua giocabilità sugli scontri. Non sarà comunque una costante, a partire dai characters, che, non fosse per la netta distinzione fra le varie razze, ci si confonderebbe tutti quanti facilmente in un dungeon dove luce e colori non aiutano la causa. Anzi, ad alimentare un certo senso di oppressione c’è anche la sensazione che in alcuni scenari ci sia un frequente copia-incolla di quelle textures che vanno a comporre l’ambiente con cui stiamo interagendo. Insomma, la SOE ha fatto proprio di tutto per farci entrare in clima hardcore.
L’andazzo della ripetitività è percepibile anche attraverso un comparto sonoro che ha la sua massima espressione quando si visita la città: capita spesso che grazie ad essa le strade, la gente, gli NPC, il clima, sembra di esplorare le vie di una città di Final Fantasy, e dunque le musiche contribuiranno spesso a costruire un immaginario particolare, sicuramente già conosciuto, ma con un qualcosa in più. Tutt’altro discorso quando ci mettiamo a combattere: il clima s’incupisce (come è giusto che sia), nello specifico, le colonne sonore cambieranno di poco da scenario a scenario, e a lungo andare, oltre che a collegarle ad un determinato evento, annoiano.
 

 

Un passo avanti e uno indietro.

Wizardry Online è un prodotto che porta una ventata d’aria fresca di novità per gli appassionati di Hardcore gaming MMO. Incuriosirà sicuramente il permadeath, così come la possibilità di diventare un criminale vero e proprio e seminare il panico tra la gente di Illfalo. D’altra parte, laddove ultimamente si era fatto un passo avanti con I’MMO di ultima generazione per non appiattire le esperienze di gioco, Wizardry fa un passo indietro. L’ago della bilancia del comparto tecnico pende decisamente sulla giocabilità più che sulla qualità, offrendo ai players un prodotto in cui l’unica regola è fare a pezzi i mob scatenando tutta la potenza dei propri character, in un ambiente di gioco non sempre ai massimi livelli, spesso poco amichevole. Ma gli amanti del dungeon crawl saranno sicuramente soddisfatti.

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