XYDONIA – Anteprima

Profumo di frittelle, un sample in bassa qualità de La Colegiala di Rodolfo Aicardi riprodotto attraverso lo speaker di una piccola giostra a gettoni, la texture irregolare di un piedistallo metallico sotto i piedi nudi sporchi di sabbia. E poi una fitta cortina di suoni che si sovrappongono, strato dopo strato, in netto contrasto eppure perfettamente amalgamati: Il “L(R)eady!? Fight!” dell’announcer di Vampire Hunter ad inizio round, l’”Heavy Machinegun!” di Metal Slug, la minacciosa ferocia della bassline e dei tamburi nel primo stage di Art of Fighting, lo squillante xylofono di Puzzle Bobble. Lì, su quel piedistallo dall’equilibrio incerto che mi aiutava a raggiungere la pulsantiera, con una pila di monetine da duecento lire incastrata tra i tasti, tentavo invano di castigare Bai-Hu in The Breakers o di finire con un solo credito Sonic Wings 2. Ero un bambino spensierato ed abbastanza fortunato da passare un intero mese delle vacanze estive al mare, in uno stabilimento fornito di una ricca sala arcade e di un bar che sfornava continuamente frittelle calde a mille lire l’una, da condire con sale o zucchero a piacimento. Questa apparentemente sterminata dissertazione sui miei ricordi d’infanzia vuole introdurvi XYDONIA, uno shmup indie tutto italiano appena approdato su Kickstarter e del quale è appena stata rilasciata una Alpha demo, che in due soli livelli è stata capace di immergermi fino al naso nella meravigliosa sinestesia di ricordi di cui sopra. Pura nostalgia arcade.

SHOOT THE CORE

Il titolo, in corso di sviluppo dal team Breaking Bytes, si presenta infatti come un evidente omaggio a quei titoli che furono e rimangono ad oggi dei veri e propri punti di riferimento della scuola old school dello sparatutto a scorrimento orizzontale, come R-Type, Gradius e Darius. L’incipit del gioco vede in un futuro piuttosto lontano il viaggio nello spazio come concreta e collaudata possibilità. Non c’è angolo della più remota galassia che non sia stato studiato ed esplorato, eccezione fatta per il misterioso pianetaXYDONIA. Inutile che ve lo dica, è chiaramente lì che tenteremo di approdare, nei panni di una brigata di mercenari spaziali attratti dai tesori che l’inesplorato pianeta potrebbe nascondere, schivando proiettili e sparando al cuore di gigantesche navi da combattimento.

Il gioco, allo stato attuale, mette a disposizione tre differenti personaggi, piloti di altrettante navicelle. Ogni pilota\nave possiede particolari caratteristiche di fuoco, permettendo così al giocatore di scegliere il tipo digameplay che più gli si addice. Al vostro pilota principale sarà inoltre possibile, ma non mandatorio, affiancare un Assist per ottenere alcuni bonus che faciliteranno l’avventura, un’idea molto utile soprattutto per chi non è proprio un veterano del genere. Il gameplay mantiene la radice hardcore del genere, richiedendo al giocatore una buona dose di riflessi e di pattern learning soprattutto per quanto riguarda leboss battle, ma promette anche alcune interessanti idee che dovrebbero garantire al gioco una buona dose di rigiocabilità oltre che una ventata d’aria fresca nelle meccaniche consolidate del genere. Oltre alla presenza di percorsi che si diramano in stage alternativi, un po’ come accadeva in Darius, l’intenzione diBreaking Bytes sembra essere quella di voler dare più corpo alla trama ed ai personaggi rispetto a quanto avviene di solito nei titoli dello stesso genere, attraverso l’uso di dialoghi e finali personalizzati per ognuno dei personaggi giocabili. È previsto inoltre un sistema di scavenging, che permetterà di raccogliere parte delle navi boss sconfitte per personalizzare con upgrade e modifiche di varia natura la vostra navicella.


Warning! A Huge Battleship is Approaching fast

Ricco di citazioni e richiami alla storia dello sparatutto arcade, con un continuo di citazioni più o meno subliminali nel design dei livelli così come nella progettazione delle navi dei protagonisti, graficamente XYDONIA si presenta molto bene e conferma chiaramente da dove viene e dove ha intenzione di andare. Con una pixel art molto curata e degli ottimi effetti di scrolling dei fondali, il gioco sembra uscito direttamente da una cartucciona Neo Geo da svariati Mega, permettendo al giocatore inoltre di attivare un filtro crt per simulare la riproduzione del gioco sul monitor da cabinato, un piccolo tocco che aumenta notevolmente il fattore nostalgia. Anche il sonoro e le musiche sono particolarmente curati per avere tutti i crismi di quello che potrebbe essere un vero e proprio titolo retro dimenticato da tempo in qualche cabinato nascosto di un bar di periferia, sfruttando un chip sonoro Yamaha YM2151 + SEGA CPM per replicare un suono tipico dei giochi da sala anni ottanta e novanta. Tra l’altro, oltre ai bravissimi ragazzi diBreaking Bytes, sono stati reclutati per la colonna sonora Shinji Hosoe e Keishi Yonao, due nomi eccellenti della game music nipponica, che vantano nel curriculum titoli storici comeDragon Spirit, Under Defeat e Mad Stalker.

Insomma nei due livelli presenti nella demo, benchè si tratti ancora di un’alpha, il titolo sembra possedere già tutte le carte in regola per essere una piccola gemma retro, un piccolo regalo curato con amore da amanti del genere, ad altri amanti del genere. In un periodo dove con termini abusati come indie e retro si tende un po’ a giustificare una serie di pastrocchi videoludici, magari realizzati in pixel art imbarazzanti, subpar persino per un titolo degli anni ottanta, XYDONIA potrebbe dimostrare invece cosa significhi veramente sviluppare un titolo retro oggi, con l’amore ed il rispetto dovuto ad un genere che, pressochè scomparso nell’ultimo decennio, sta lentamente avendo la sua rivalsa su piattaforme digital delivery grazie soprattutto all’impegno di fan di SHMUPS divenuti sviluppatori indipendenti. Non mi resta altro che indirizzarvi quindi al Kickstarter del progetto per provare voi stessi pad alla mano la demo rilasciata, ed eventualmente scegliere di aiutare Breaking Bytes nel loro piccolo ma ambizioso progetto. Io nel frattempo, duemilalire in pugno, andrò a prendermi una frittella, rigorosamente col sale, e cinque gettoni.

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