Tetsuro Shimaguchi: il riflesso della lama e dell’anima – Intervista Japan Expo 2026

Scopri l'intervista a Tetsuro Shimaguchi al Japan Expo: la filosofia samurai moderna tra l'arte della spada e la cultura pop.

Tetsuro shimaguchi intervista japan expo cover

Il caos colorato del Japan Expo Paris 2026 svanisce di colpo quando ci si trova davanti a Tetsuro Shimaguchi, il celebre leader dei Kengishu Kamui. L’uomo che ha portato l’arte della spada sul grande schermo in Kill Bill Volume 1 emana un carisma calmo, una presenza che sembra ridefinire lo spazio circostante.

In un mondo che corre veloce tra pixel e realtà virtuali, Shimaguchi-San porta una filosofia samurai moderna che non parla solo di storia, ma di connessione e di presente. La mia intervista è cominciata con dovuto un ringraziamento per il suo tempo prezioso, ma il maestro mi ha subito sorriso spegnendo ogni formalità e creando un atmosfera serena ed accogliente.

L’arte della spada e della musica in una collaborazione unica

La mia conversazione con Tetsuro Shimaguchi è entra subito nel vivo toccando la sua collaborazione con l’artista Mika Kobayashi, che ho avuto il piacere di intervistare il giorno prima, e lo splendido legame tra i due artisti che fonde musica e arti marziali. Nelle loro esibizioni infatti, la voce potente di Mika sembra quasi rincorrersi con la precisione millimetrica della danza della spada di Shimaguchi-San, creando un contrasto magnetico.

Ho chiesto quindi al maestro come percepisca questo legame, se per lui si tratti di un inseguimento tra le due arti o della loro fusione in un’unica performance, ed un’unica anima. Shimaguchi-San ha risposto con uno sguardo illuminato, piacevolmente colpito dalla mia domanda, definendo la voce di Mika una forza capace di modificare lo spazio.

Tra artisti giapponesi esiste un concetto fondamentale chiamato “ma”, che indica lo spazio e il tempo che collegano le persone. Questa connessione, invisibile agli occhi, è una vera e propria anima condivisa che non si può toccare, ma che richiede una totale apertura mentale nei confronti del prossimo per poter essere percepita.

La capacità di emozionare dei Kengishu Kamui

Ho approfittato della splendida risposta del maestro Tetsuro Shimaguchi per approfondire il tema della precisione millimetrica delle sue coreografie, che pur essendo molto tecniche non appaiono mai robotiche o fredde. Shimaguchi-San ha una visione molto chiara sull’argomento: se molti performer infatti sono troppo focalizzati sulla tecnica pura e rischiano così di perdere l’umanità, i Kengishu Kamui al contrario mantengono sempre un’intensità emotiva vibrante.

Ho chiesto quindi al maestro come riesca a bilanciare la perfezione marziale con la necessità di emozionare il pubblico, e anche questa sua risposta è stata davvero interessante. Secondo l’artista infatti, ogni essere umano è diverso ed è per questo che nel suo team si tendono a valorizzare le singole identità.

La tecnica e la forma sono sicuramente cruciali nella loro professione, ma l’elemento fondamentale rimane comunque la capacità di restare in contatto con gli altri. La sua filosofia samurai moderna si esprime infatti proprio attraverso un metodo di insegnamento che segue queste linee guida e mette al centro la connessione umana tra la persone. Inoltre, questo suo metodo è attualmente diffuso anche in Italia e in Francia.

Tetsuro shimaguchi intervista japan expo mika

L’importanza dell’umanità nella cultura pop

Proseguendo su questo tema, il maestro Tetsuro Shimaguchi mi ha confidato che il rischio di un’eccessiva precisione che possa essere percepita come fredda è sempre presente, e ammette che non è semplice riuscire a gestire questo difficile equilibrio. Ci sono infatti artisti dotati di grande tecnica a cui però manca l’anima, e altri pieni di emozione che faticano però con la precisione.

Questa diversità, per lui, è però la vera essenza e la bellezza stessa del genere umano, ed è proprio ciò che si impegna a portare sul palco. “I robot non hanno un’anima”, prosegue, “mentre l’arte della spada deve essere profondamente umana”. In un’epoca dominata dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale quindi, il maestro avverte il dovere culturale di difendere questi valori.

E parlando di questi valori in riferimento al contesto in cui eravamo immersi, il maestro ha voluto citare l’impatto culturale che opere di questo tipo portano nella cultura pop, dai film fino ai videogiochi. Shimaguchi-San ha citato espressamente la saga di Final Fantasy come esempio di eccellenza, sottolineando come le grandi opere non siano semplicemente perfette dal punto di vista tecnologico o visivo, ma contengano lo spirito dei loro creatori.

Il pubblico infatti è in grado di percepire questa passione e si emoziona perché riconosce l’umanità impressa dal team nella storia o nel gameplay. Per il maestro Tetsuro Shimaguchi quindi, infondere questo calore è un compito importantissimo, ed è anche l’unico modo per dare un senso profondo alla creatività.

Tetsuro Shimaguchi è il samurai moderno

Uno degli ultimi argomenti che ho voluto toccare nella mia intervista con il maestro è l’analisi della figura del samurai, che viene quasi sempre visto e mostrato nella sua rappresentazione più classica e storica, legato al passato di questa straordinaria figura. Ho quindi chiesto a Shimaguchi-San se nella sua professione volesse preservare le caratteristiche storiche del samurai o crearne una versione più moderna.

Il maestro mi ha risposto che vuole che la figura del samurai si arricchisca di una sfumatura contemporanea, lontana dagli stereotipi dei libri di storia. Durante i suoi spettacoli infatti, il maestro Tetsuro Shimaguchi evoca costantemente lo spirito del guerriero, ma davanti a un pubblico moderno le cose cambiano.

Infatti, mi spiega che la cultura tradizionale giapponese rischia spesso di rimanere rinchiusa in un mondo antico e incomprensibile, anche per gli stessi giovani giapponesi. Il suo scopo è quindi utilizzare la propria arte per unire il passato, il presente e il futuro. La tradizione diventa viva solo se riesce a parlare alle nuove generazioni, trasformandosi così in un ponte culturale generazionale.

La vita umana infatti ha un tempo limitato, ma la cultura e le opere d’arte sono destinate a perdurare nei secoli, e Tetsuro Shimaguchi vede la sua missione proprio in questa continuità, un viaggio in cui la spada è uno strumento di unione e non di divisione. Le sue coreografie non sono quindi semplici movimenti spettacolari, ma una forma di comunicazione aperta che cerca il contatto diretto con lo spettatore.

La vera maestria non risiede nella spettacolarità del colpo, ma nella capacità di comunicare e toccare il cuore di chi guarda. La mia splendida intervista con il maestro si chiude così con la consapevolezza che la tradizione non è un mero museo da custodire, ma un fuoco da alimentare e tramandare ogni giorno con passione.

Al Japan Expo Paris 2026 abbiamo anche avuto modo di intervistare molti altri autori. Vi invitiamo a recuperare anche la nostra intervista con Mika Kobayashi.

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