“Oceania” – Recensione del live action Disney

Un viaggio su una rotta già tracciata

Editoria & Trasparenza

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Oceania LA head

C’era davvero bisogno di un live action di Oceania? È la domanda che accompagna il film sin dal giorno del suo annuncio e, quando sono uscito dalla sala, un “sì” non è stata la mia risposta. L’originale animato del 2016 è ancora relativamente fresco nella memoria collettiva, continua a essere uno dei titoli Disney più amati e nella sua freschezza moderna non reclamava certo un’operazione di aggiornamento.

Probabilmente è stato il successo del sequel uscito due anni fa a spingere Disney a puntare nuovamente sul suo puledro hawaiano, ma è un’operazione che sa più di mungitura capitalista che di interesse verso il pubblico.

Oceania live action 1

Oceania: stessa spiaggia, stesso mare

Rispetto al film d’animazione originale, la trama di Oceania resta sostanzialmente invariata: la giovane Vaiana lascia la sua isola per riportare il cuore di Te Fiti al suo posto e salvare il suo popolo, affrontando un viaggio che la porterà a scoprire sé stessa insieme al semidio Maui. È una storia che continua a funzionare grazie ai suoi temi universali: identità e rapporto con le proprie radici, crescita personale, coraggio di affrontare l’ignoto. Eppure proprio questa fedeltà è anche il principale limite del film.

Questo live action sembra infatti avere paura di osare, di metterci del suo. Scene, dialoghi e canzoni seguono l’originale con una precisione quasi maniacale, tanto da dare spesso la sensazione di assistere a una copia fotorealistica invece che a una vera riedizione. Gli unici elementi sottilmente più freschi sono alcuni dettagli in più sul passato del padre di Vaiana, e un lieve accento in più sul rapporto mentore-allieva tra Maui e Vaiana.

Insomma, chi sperava in approfondimenti significativi sui personaggi o in una rilettura capace di offrire qualcosa di diverso resterà inevitabilmente deluso. Il che è un peccato, perché di spazio di manovra ce n’era.

Oceania live action 3

Recitazione in solitaria

Catherine Laga’aia, al suo debutto sul grande schermo, ricopre molto bene il ruolo di Vaiana, riuscendo a trasmettere la determinazione e la dolcezza della giovane protagonista, dimostrando una presenza scenica convincente e una buona intensità emotiva. Anche nelle sequenze musicali regge il confronto con un materiale di partenza particolarmente impegnativo.

Piccola nota a margine che ho apprezzato: gli abitanti del villaggio di Motunui sono stati interpretati da un imponente cast di oltre 200 attori, ballerini e artigiani provenienti da vari luoghi della Polinesia, tra cui Hawaii, Samoa, Tonga, Tahiti e Nuova Zelanda.

Più intricato è il discorso per Dwayne Johnson, che torna nei panni di Maui dopo avergli prestato la voce nel film animato originale. In quanto a carisma e simpatia resta intatto, ma il personaggio in live action fatica a trovare un equilibrio credibile. L’abbondante utilizzo di effetti digitali rende Maui un po’ artificiale, quasi sospeso in una terra di mezzo tra attore reale e personaggio in CGI. Funziona e fa sorridere nei momenti più ironici, ma perde parte di quella spontaneità che lo aveva reso uno dei protagonisti più memorabili dell’originale.

Oceania live action 2

Dal punto di vista tecnico, Oceania offre immagini spettacolari, panorami tropicali affascinanti e un oceano realizzato con grande cura. Tuttavia, proprio l’enorme presenza della computer grafica finisce per togliere autenticità a molte scene. Paradossalmente, un live action nato per essere “più reale” appare spesso ancora più artificiale dell’animazione da cui prende ispirazione. L’impressione è che il fotorealismo limiti la fantasia invece di valorizzarla.

Le canzoni restano sicuramente un punto di forza. Brani come “Oltre l’Orizzonte” (How Far I’ll Go) e “Tranquilla!” (You’re Welcome) mantengono intatta la loro carica e continuano a sostenere il cuore emotivo della storia. Anche in questo campo, però, resta la sensazione di assistere a qualcosa di già visto: la componente musicale emoziona soprattutto perché richiama il ricordo del film originale, più che per una nuova messa in scena particolarmente ispirata.

Stessa rotta, nessuna scoperta

Il problema più grande di Oceania in versione live action si racchiude proprio nel suo essere troppo pedissequo. Si tratta di un film dal grande valore produttivo, tecnicamente impressionante, interpretato da un cast valido, ma raramente riesce a giustificare la propria esistenza. Non migliora il classico del 2016, non lo espande e non lo reinterpreta in maniera significativa. Si limita a riproporlo con attori in carne e ossa e una veste visiva più moderna.

Ciò non significa che sia un brutto film. Per chi scopre questa storia per la prima volta, soprattutto tra il pubblico più giovane, il viaggio di Vaiana conserva tutta la sua forza emotiva. I messaggi sull’importanza di seguire la propria strada e rispettare le proprie origini rimangono validi e attuali. Allo stesso tempo, se conoscete già il lungometraggio animato, non avrete grandi motivi per rivederlo in questa nuova forma.

In definitiva, Oceania è un remake live action Disney solido, ma anche tristemente prudente. Intrattiene, emoziona e diverte nei momenti giusti, ma manca di quella scintilla creativa che avrebbe potuto renderlo qualcosa di più.

6.5
Un viaggio piacevole, ma poco necessario, privo del coraggio di esplorare nuovi orizzonti.

Pro

  • Film che resta valido
  • Tecnicamente impressionante
  • Buone prove attoriali

Contro

  • Riproposizione fin troppo pedissequa
  • Occasione mancata per espandere e approfondire
  • Animazione CGI troppo intrusiva
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