Samsung presenta la nuova linea di monitor Odyssey – Gamescom 2026
Io ero lì. Ero lì quando Samsung svelò durante Gamescom 2026 la nuova linea di monitor da gaming Odyssey. Ero lì quando il mio cuore iniziò a battere forte e mi innamorai nuovamente quando vidi il nuovo Odyssey G9 da 49″ e aspect ratio da 32:9.
Lo so, può sembrare una ruffianata questo preambolo, ma nel 2017 fui uno dei primi in Italia a comprare il C49HG90, il primo monitor al mondo ad avere un rapporto d’aspetto di 32:9. Ai tempi fu amore e odio perché molti giochi non lo supportavano, aveva un pannello VA e una risoluzione con altezza 1080p. Ora, a distanza di 9 anni, la situazione è cambiata, ma procediamo con ordine.
Odyssey OLED G9
Il nuovo Odyssey OLED G9 (modello G95SJ) è il primo monitor gaming da 49 pollici con risoluzione DQHD e 360 Hz. Tradotto: 5120×1440 di risoluzione, in pratica due monitor QHD incollati insieme. Il pannello è QD-OLED di quinta generazione con tecnologia Penta Tandem, una struttura a cinque strati che secondo Samsung arriva a un’efficienza fino a 1,3 volte superiore e a una durata fino al doppio rispetto alla generazione precedente.
Il numero che mi interessa di più è un altro: 1.300 nit di picco su una finestra del 3% a risoluzione 4K. Sui QD-OLED la longevità e la luminosità sono sempre state il punto debole, quindi ottimo, specialmente per le persone come me che un solarium al posto del monitor. Il layout dei subpixel è RGB Stripe, quindi il color fringing sui testi, il difetto che rende i QD-OLED fastidiosi quando lavori e non giochi, dovrebbe ridursi parecchio.

Il tempo di risposta dichiarato è 0,03 ms GtG, e c’è la Dual Mode: si può restare su DQHD a 360 Hz oppure scendere a Dual HD (2560×720) e salire fino a 720 Hz. Su questa seconda modalità sono scettico. 2560×720 su 49 pollici significa pixel enormi, e chi gioca a quel livello competitivo di solito usa un 24 pollici piatto, non un banco da lavoro curvo largo un metro e venti. Però sia chiaro, sempre meglio qualche feature in più che in meno.
Odyssey OLED G8, tre modalità su 32 pollici
L’OLED G8 (G80SJ) è il modello che consiglierei alla maggior parte delle persone. Trentadue pollici, UHD, stesso pannello QD-OLED di quinta generazione con Penta Tandem e subpixel RGB Stripe, e una Triple Mode che permette di scegliere tra UHD a 360 Hz, QHD a 520 Hz e FHD a 680 Hz.
Qui il dato interessante è la pellicola Glare Free, che secondo Samsung ha una superficie lucida inferiore del 54% rispetto alle tradizionali pellicole antiriflesso. Chi ha una finestra alle spalle sa quanto conti. Il resto della scheda è completo: certificazione VESA DisplayHDR TrueBlack 600, AMD FreeSync Premium Pro, compatibilità NVIDIA G-SYNC, DisplayPort 2.1 UHBR20, due HDMI, USB-C con Power Delivery fino a 98 W, hub USB con due porte downstream e KVM. Il 98 W di Power Delivery non basta a tenere in carica un portatile da gaming sotto sforzo, ma per un MacBook Pro collegato con un cavo solo è più che sufficiente.
So cosa stai pensando, “ma chi è così pazzo da giocare su di un Mac?” Io, sono così pazzo e ogni tanto ci gioco a Crimson Desert quando non sono davanti al mio PC da Gaming.
Odyssey OLED G7, il curvo da 42 pollici
Il G7 (G75SJ) è il primo OLED curvo da 42 pollici in 16:9, con una superficie dello schermo di circa il 72% superiore rispetto al precedente 32 pollici. Curvatura 1000R, 4K, 0,03 ms GtG.
Il refresh rate è di “soli” 165Hz. Questo è il numero che stona, soprattuto quando viene presentata una lineup dove gli altri modelli parlano di 360, 520, 680 e 1.100 Hz. Ma perché questo refresh rate basso? Che ne so io, però posso ipotizzare. Chi compra un monitor del genere, con una diagonale così grande, di solito non gioca a giochi competitivi e si ferma a GDR, Action e compagnia bella, quindi predilige la qualità visiva assoluta rispetto al refresh rate.

Odyssey G6 e i 1.100 Hz
Il G6 (G60H) da 27 pollici è il primo monitor al mondo con refresh rate di 1.100 Hz. Riprende il modello già visto al CES 2026, con una specifica di lancio aggiornata: fino a 1.100 Hz in HD e fino a 600 Hz in QHD tramite Dual Mode. Pannello Fast IPS, 1 ms di risposta.
Sui 1.100 Hz vale la pena essere onesti. Per sfruttarli serve un motore di gioco che generi più di mille fotogrammi al secondo, e nel 2026 questo succede in una manciata di titoli competitivi con impostazioni al minimo. Il numero che userei per giudicare questo monitor sono i 600 Hz in QHD, che è una specifica concreta e già oggi difficile da saturare. Il G6 sarà disponibile a livello globale nella seconda metà del 2026, ed è l’unico modello della gamma con una finestra temporale dichiarata.
HDR10+ GAMING, 3D e le cose che ancora non sappiamo
Samsung ha portato sul palco anche la collaborazione con Activision Blizzard su HDR10+ GAMING, che entra nel processo di sviluppo di Call of Duty: Modern Warfare 4. L’obiettivo dichiarato è estendere l’ecosistema a oltre 20 titoli AAA entro la prima metà del 2027. Venti giochi in un anno e mezzo non sono tanti, ma è comunque il primo standard HDR pensato per il gaming che spero venga adottato al più presto da molti titoli.
Sul fronte Odyssey 3D, i nuovi titoli compatibili mostrati includono Cyberpunk 2077 e Cronos: The New Dawn. Ho provato il monitor su Cyberpunk 2077, era da una vita che non giocavo in 3D. Bellissimo il fatto di poterci giocare senza aver bisogno di occhiali attivi o passivi e senza che l’immagini stereoscopica venga elaborata dal PC. Qua è il monitor che fa tutto, questo grazie a due telecamere che tracciano il volto.
Bellissimo, anche se i primi minuti è stato molto disorientante, sia perché non sono abituato, sia perché sono ipermetrope e ho qualche piccolo problema nella percezione della profondità.

E poi c’è il punto che manca del tutto. La disponibilità dei nuovi modelli varierà in base al mercato, e tempistiche di lancio e prezzi saranno comunicati in un secondo momento. Nessun prezzo, nessuna data italiana, tranne per il G6. Quindi seguici che ti aggiorneremo appena avremo novità!