Most Wanted 2026: i nostri giochi più attesi

La redazione ha decretato i titoli più attesi di questo 2026

Archiviato un 2025 che ha saputo offrire numerose esperienze di grande spessore, è ora il momento di volgere lo sguardo in avanti e iniziare a immaginare cosa ci riserverà il prossimo futuro. Il 2026 si profila come un anno particolarmente promettente e ricco di ambizioni, ed è quindi arrivato il momento di presentarvi i nostri giochi più attesi per il nuovo anno. Quella che segue è una selezione dei dieci titoli che la redazione di Gamesource non vede l’ora di poter mettere finalmente le mani, tra ritorni molto attesi e nuove produzioni pronte a lasciare il segno. In chiusura della lista troverete il Most Wanted, il gioco che ha raccolto il maggior numero di preferenze da parte di tutti i redattori.

GTA 6

Pur colpevole di numerosi rinvii, è innegabile che Grand Theft Auto 6 rappresenti un evento epocale per l’industria videoludica, uno di quelli che, con tutta probabilità, capitano davvero una sola volta nell’arco di una generazione. Complice l’incredibile successo del quinto capitolo, l’attesa che circonda la nuova produzione di Rockstar Games è carica di aspettative smisurate, tanto da porre i riflettori, e forse anche una lente d’ingrandimento, sul futuro dell’intera serie.
Quel poco che è stato mostrato finora lascia intravedere non solo il ritorno nella splendida e iconica Vice City, ma anche uno stato inedito, Leonida, che promette meraviglie visive e una scala mai vista prima per la saga.
Grand Theft Auto 6 sarà davvero il sogno che Rockstar Games sembra voler realizzare, oppure rischierà di crollare sotto il peso di un’attesa lunga e incessante? Ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza.

Saros

La generazione Playstation 5 e Xbox Series S/X è ormai verso la sua conclusione. Non sembra. Questi anni ci han dato un sacco di first party di qualità ma piuttosto banali. Sony ha deciso di proporre principalmente progetti a basso rischio, un “quello che già vi piace ma espanso”. C’è però una pecora nera nella libreria, un gioco strano sia nell’idea che nella realizzazione: Returnal. Il genere bullet hell è essenzialmente in supporto vitale, quasi ucciso dal “bullet Heaven” nato con Vampire Survivors. Returnal è tra gli ultimi esponenti e fortunatamente è anche tra i migliori. Non è un difficile dirvi quindi che Saros sia un gioco sul quale abbiamo aspettative enormi. Un altro “quello che vi piace ma espanso” di cui abbiamo immensamente bisogno.

Fable

Tra i titoli più intriganti in arrivo il prossimo anno è impossibile non soffermarsi su Fable, che, salvo imprevisti, dovrebbe finalmente vedere la luce nel corso del 2026. Il progetto, attualmente in sviluppo presso Playground Games, rappresenta un vero e proprio reboot della storica serie, con l’ambizione di rilanciarla per una nuova generazione di videogiocatori. L’obiettivo dichiarato è quello di reinterpretare l’universo di Albion attraverso un GDR moderno, capace di coniugare una componente tecnica di alto livello, promettendo una grafica di grande impatto, con lo stile fiabesco che ha reso il brand immediatamente riconoscibile. A questo si aggiungono l’umorismo tagliente e irriverente che ha sempre caratterizzato la saga e un sistema di gioco che punta a risultare accessibile ma al tempo stesso profondo e appagante. Un equilibrio delicato, che potrebbe segnare il ritorno in grande stile di uno dei nomi più iconici del panorama ruolistico occidentale.

Pragmata

Nel panorama dei maggiori studi di sviluppo giapponesi, Capcom è uno di quello che più si è distinto negli ultimi anni per il sapiente equilibrio tra grandi successi AAA e proposte a budget più contenuto, ma ricche di idee e dal gameplay assuefacente. Così sono state riesumate vecchie IP il nuovo Mega Man annunciato ai TGA, e ne hanno debuttate di nuove quali Kunitsu-Gami: Path of the Goddess. Pragmata è un’altra nuova scommessa, che ruota attorno all’idea di ibridare il genere action-shooter col puzzle game. Nei panni di un operaio spaziale dovremo trovare una via d’uscita da una stazione in cui gli androidi hanno preso il sopravvento sugli umani, e la nostra speranza risiede ironicamente nella cyborg Diana, in grado di hackerare le macchine ostili. Risolvere intricati labirinti mentre ci troviamo nel mezzo di uno scontro a fuoco è un’esperienza che ancora non ci era capitata in alcun videogioco, e la formula ci ha già esaltati parecchio. Non resta che mettere mano al prodotto finito: il lancio è previsto il 24 aprile 2026.

Onimusha Way of the Sword

Torniamo in casa Capcom, dove si prepara il ritorno di una delle serie action più iconiche della sua storia, Onimusha, assente dalla scena da oltre vent’anni dall’ultimo capitolo principale. Al tempo dell’uscita di Warlords, nel 2001, l’action horror era un territorio ancora poco esplorato, e fu proprio Onimusha, insieme a Devil May Cry arrivato pochi mesi dopo, a contribuire in modo decisivo alla definizione del genere. Con Onimusha: Way of the Sword, Capcom punta a rinnovare in maniera sostanziale un combat system che ha fatto scuola, aggiornandone ritmo e profondità senza tradirne i fondamenti. Il risultato promette di essere un’esperienza capace di unire tecnica e spettacolarità, rimanendo saldamente ancorata all’immaginario fantastorico giapponese declinato in chiave dark fantasy, arricchito da una vena di umorismo tipica della serie. La scelta di affidare il ruolo del protagonista al leggendario Musashi Miyamoto, modellato sulle fattezze dell’attore Toshiro Mifune, rafforza ulteriormente l’identità dell’opera, mentre una narrazione più matura e stratificata ambisce ad ampliare l’universo della saga. Tra combattimenti brutali, animazioni di grande impatto e un sistema di gioco pensato per essere accessibile senza rinunciare alla profondità, Way of the Sword si presenta come un ritorno ambizioso, capace di guardare al passato con rispetto e, allo stesso tempo, di tracciare una nuova direzione per uno dei nomi più amati del catalogo Capcom.

Dragon Quest VII Reimagined

Dragon Quest incarna il JRPG classico per eccellenza: la formula del protagonista muto, dalla personalità volutamente ridotta all’essenziale, i combattimenti a turni, un mondo colorato e l’inconfondibile character design di Akira Toriyama sono elementi che, sapientemente combinati, rappresentano da sempre i capisaldi dell’identità della serie. Dragon Quest VII, apparso per la prima volta su PlayStation nel 2000, ha già conosciuto una rilettura moderna grazie ai remake pubblicati su Nintendo 3DS e su piattaforme mobile rispettivamente nel 2013 e nel 2015, ma Dragon Quest VII Reimagined si presenta come un’operazione di natura diversa e più ambiziosa. Le promesse parlano di un ritmo dell’avventura e della narrazione più equilibrato, di un sistema di combattimento rinnovato pur rimanendo rigorosamente a turni, e di una direzione artistica che si muove tra il classico stile cartoon della serie e un 3D che, in alcuni frangenti, richiama suggestioni da clay motion. In assenza di novità concrete su Dragon Quest XII, questo progetto ha tutte le carte in regola per coinvolgere sia i fan storici sia i nuovi giocatori, offrendo ancora una volta decine e decine di ore all’interno di un universo che, forse proprio grazie alla sua ostinata fedeltà alle proprie radici, continua a mettere tutti d’accordo.

Nioh 3

I soulslike sono ormai ovunque e hanno continuato ad accompagnare il pubblico anche quest’anno con titoli come AI Limit, Kazan e Nightrein, per poi promettere una presenza altrettanto ingombrante nel corso del prossimo anno, con numerose altre produzioni già all’orizzonte. Il genere non rappresenta più una novità e sempre più spesso viene scelto non tanto per sorprendere, quanto per offrire quella tensione ormai familiare fatta di combattimenti rigorosi, difficoltà elevata e progressione metodica. In oltre quindici anni dalla sua affermazione, Team Ninja ha dimostrato di possedere una comprensione profonda di questa formula, al punto da potersi considerare il vero principe dei soulslike, immediatamente alle spalle dell’irraggiungibile Re: From Software. Nioh 3 sembra incarnare il punto più alto del percorso intrapreso dal team negli ultimi quattro progetti, una sintesi matura e ambiziosa di tutto quanto visto finora. Dopo aver avuto modo di provarne la beta, l’attesa non può che essere carica di aspettative e trepidazione.

Fatal Frame II: Crimson Butterfly Remake

Il ritorno di uno dei survival horror più celebrati di sempre in una veste grafica completamente rinnovata e con un sistema di controlli aggiornato per risultare più moderno e accessibile rappresenta un evento di grande rilievo per gli appassionati del genere. Fatal Frame II è unanimemente considerato il capitolo più apprezzato dell’intera saga, non solo per l’efficacia della sua formula ludica, ma soprattutto per la forza dei temi che decide di affrontare, cupi, disturbanti e profondamente legati al folklore giapponese, in linea con la migliore tradizione dei survival horror della sua epoca. Il ritorno al Villaggio Minakami si preannuncia quindi come un’esperienza carica di tensione e suggestione, un viaggio negli incubi che hanno segnato un’intera generazione di giocatori, pronto a far rivivere ancora una volta la tragica e inquietante storia delle sorelle Mayu e Mio Amakura, con una potenza espressiva rinnovata ma fedele allo spirito originale.

Fire Emblem: Fortune’s Weave

La popolarità di Fire Emblem è cresciuta in maniera significativa negli ultimi anni, trainata dal successo di Three Houses, premiato come Player’s Voice e Miglior strategico ai The Game Awards 2019, e da Engage su Nintendo Switch, senza dimenticare il contributo dei precedenti Awakening e Fates su 3DS. L’ultimo trailer rilasciato a settembre 2025 ha acceso l’interesse non solo dei fan storici della saga, ma anche degli appassionati di strategici in generale, offrendo alcune anticipazioni intriganti su Fortune’s Weave. L’ambientazione richiama l’epoca dell’Antica Roma, con il Torneo dei Gladiatori come elemento centrale, mentre Sothis appare in una versione più adulta, suggerendo un legame diretto con Three Houses e ponendo il nuovo capitolo come un possibile sequel spirituale. Il trailer ha inoltre evidenziato quattro personaggi principali – Leda, Dietrich, Theodora e Cai – presentati con maggiore enfasi, lasciando intravedere dinamiche narrative più profonde e un cast più articolato. Molti dettagli sul gameplay e sulla trama restano ancora da scoprire, ma l’uscita, prevista per il 2026, pone Fortune’s Weave tra i titoli strategici più attesi del prossimo anno, pronto a catturare l’attenzione di un pubblico vasto e variegato.

VINCITORE MOST WANTED 2026 – RESIDENT EVIL REQUIEM

Un’opera che si impone fin dalle prime presentazioni come un’evoluzione profonda e strutturale, capace di ridefinire non solo il genere di appartenenza, ma anche l’identità di una saga trentennale che ha segnato in modo indelebile la storia del videogioco. Tra le novità più sorprendenti di questo nuovo capitolo spicca una doppia campagna costruita attorno a due filosofie di gameplay nettamente distinte, un’operazione ambiziosa per portata, complessità e impatto sull’esperienza complessiva. Questa scelta non si limita a un mero esercizio di stile o a un diversivo ludico, ma costituisce il cuore di una visione creativa che mira a raccontare la storia da prospettive complementari, esaltando ritmi, atmosfere e sensazioni uniche per ciascun percorso, amplificando il coinvolgimento emotivo e strategico del giocatore. Il ritorno a Raccoon City, simbolo indiscusso dei fasti dei capitoli più iconici, rappresenta inoltre un ponte tra passato e presente: un luogo leggendario che racchiude l’essenza stessa della saga e che viene reinterpretato con un equilibrio perfetto tra nostalgia, maturità narrativa e innovazione tecnica. I trailer, le sequenze cinematografiche e i materiali promozionali finora rilasciati consolidano ulteriormente l’impressione di trovarsi di fronte a un progetto di altissimo profilo, un titolo che non si limita a celebrare il proprio passato con reverenza, ma che mira a rilanciarlo con forza e ambizione, gettando solide basi per il futuro della serie e ponendosi come un punto di riferimento imprescindibile per il genere.

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