Pools Recensione PSVR2
Premetto che non sono un amante dei walking simulator, ne ho provati alcuni ma davvero trovo difficile capire perché alla gente piaccia “camminare” senza fare nulla nei videogiochi.
Ammirare il design del paesaggio? Il dolce far niente? Perdere tempo?
Finora, con tutti i walking simulator che ho provato (e no, tenete fuori Death Stranding perché non è un walking simulator) nessuna delle mie domande ha avuto risposta.
Forse non ne ho provati abbastanza potreste pensare, o non ho provato quelli giusti, ma credo di essere arrivato ad una conclusione. I walking simulator se fatti bene effettivamente hanno il loro senso, perchè questo cambio di opinione visto quello che ho scritto? Grazie a Pools.
E mai avrei pensato che un walking simulator finito in poche ore mi avrebbe fatto venire voglia di provarne ancora. Pools è…strano. Mi sono sentito ingannato, intrappolato e disorientato, ma ne volevo ancora.
Pools era già disponibile su PC ormai da un pò ma la sua conversione per PSVR2 credo sia effettivamente l’unica esperienza valida per poterne davvero catturarne i suoi vantaggi.
Non sarà una recensione lunga, che sia chiaro, recensire un gioco che dura una manciata di ore, se non una sola per gli speedrunner, è abbastanza facile ma nonostante ciò c’è qualcosa da dire in più su Pools che andando oltre la sua natura particolare e non adatta a tutti ha il suo senso per chi apprezza il genere.
Quindi cosa è Pools?
Immagina di andare in piscina e scoprire che non c’è nessuno. Sarebbe un po’ inquietante, ma anche emozionante, non è vero? Quell’eccitazione potrebbe però trasformarsi un po’ in orrore, quando provi a uscire e non riesci a trovare l’uscita; l’edificio sembra deformarsi intorno a te e ti sembra ancora più opprimente.
Questo è praticamente Pools in poche parole.
È un gioco strano, nel senso che non ha una storia, non ha enigmi e non ha nemici da incontrare; ti chiede semplicemente di farti strada attraverso sei luoghi piuttosto unici, quindi è più che altro una prova delle tue capacità di orientamento. Ma è qui che viene il bello di quello che il gioco ha da offrire, che è poco ma lo fa in modo abbastanza efficace e coinvolgente.
Come vi ho anticipato, Pools non ha mostri che vi mette alle calcagna perché semplicemente non ne ha bisogno.
A volte l’orrore sta in quello che non vediamo, più che in quello che vediamo. Proprio per questo, il gioco vi mette nelle condizioni di sentirvi oppressi dall’ambiente, con passaggi a tratti claustrofobici e strani oggetti da piscina (tipo paperelle gonfiabili giganti) che appaiono dal nulla e che sembra che ti osservano.
No, non vi attaccano…forse.

Pools nasce esattamente dall’immaginario delle famose backrooms; spazi liminali surreali, vuoti e labirintici che accarezzano lo scenario dell’horror psicologico, perché è quello su cui spingono molto.
Questo nuovo tipo di fenomeno che sta spopolando in internet viene definito come un “andare oltre la realtà”. E se posso esprimere un gusto personale, Pools funziona anche meglio delle stesse backrooms. Perché?
Pools tende ad alternare spazi angusti, pieni d’acqua a spazi enormi, aperti ma sempre al chiuso. Provate ad immaginare a passare da una stanza con una semplice piscina ad una stanza gigantesca con buco enorme sul pavimento, dove il “suono” del vuoto vi invita ad indietreggiare e non caderci dentro.
Parlo di suono proprio perchè quando incontrerete questi spazi enormi il gioco vi farà ascoltare quello che c’è dentro il vuoto, ma senza poter sapere cosa è o vederlo. Insomma, è affascinante e inquietante allo stesso tempo.
Eppure il gioco vi da anche la possibilità di giocare con i gonfiabili, degli scivoli d’acqua, nel totale silenzio del caso il che può sembrare anche terapeutico e giocoso ma allo stesso tempo straziante e teso. E i rumori in lontananza davvero sembrano suggerire che non siete veramente soli.
La paura si insinua man mano che si continua a giocare. Ci sono stati momenti in cui correvo attraverso le stanze in cui mi sentivo così a disagio che avrei voluto tirarmi indietro e andarmene. In un capitolo ho corso giù per una rampa di scale dove diverse finestre mi davano la vista di diverse stanze di vari appartamenti.
Una stanza era completamente buia, fatta eccezione per l’ennesima gigantesca paperella gonfiabile seduta a gambe incrociate su una sedia che mi fissava.
Mi fermai a fissarla per un attimo, poi ripresi a camminare. Ma non appena scesi a metà della rampa successiva, pensai di tornare indietro e che fare uno screenshot della papera a gambe incrociate sarebbe stato divertente. Ebbene…la paperella non c’era più.
Improvvisamente mi sentii molto nervoso, chiedendomi dove potesse essere finita.
Tecnicamente altalenante ma apprezzabile
Arrivati ad un sunto di quello che è Pools, passiamo alla parte tecnica e importante. Come si comporta il gioco sul visore di casa Sony? Bene ma non benissimo. Mi spiego, Il gioco offre tantissime opzioni di comfort per rendere la tua camminata il più confortevole possibile, il che lo fa bene.
Graficamente è davvero ben fatto, gli effetti di luce, dell’acqua e le ambientazioni a tratti sfiorano anche il realismo. Quello che non funziona è che forse il gioco aveva bisogno di qualche ottimizzazione in più.
Essendo gli ambienti minimali, quindi con non troppi dettagli, ci si aspetta una fluidità anche maggiore eppure in alcune parti del gioco ci sono cali di frame rate che affrontarli con il visore in testa può non rendere facile gestire il motion sickness.
Oltre a ciò, un effetto carino che hanno aggiunto è che quando ti tuffi in una piscina o entri in una sauna (si, c’è anche la sauna) la tua vista viene coperta da un effetto di “visore bagnato”.
Il problema? è che l’effetto appare soltanto nella lente sinistra del visore, rendendolo strano e disorientante perché sembra esattamente che ti si incrociano gli occhi ogni volta che appare. Inoltre, l’occlusion culling è troppo restrittivo, il che ti fa notare le texture che scompaiono sui muri con la coda dell’occhio non appena giri la testa.
Insomma, a livello tecnico Pools avrebbe bisogno di qualche accorgimento in più. Posso anche dire che non è nulla che va a rovinare l’esperienza, perché effettivamente è così, ma parlando di esperienza in realtà virtuale dove ognuno ha il suo livello di sopportazione, ovviamente è da tenere conto.

Conclusioni
Come si può evincere da quello che ho scritto, Pools è stata una piacevole sorpresa pur essendo un genere che non apprezzo nella sua totalità dei casi.
Quel suo lato horror psicologico ma terapeutico allo stesso tempo ha il suo perchè che delinea come un semplice videogioco di “camminata” possa intrattenere più di quanto ci si aspetta.
Se desideri un’esperienza un po’ diversa da tutto il resto, allora assicurati di provarlo.
È disponibile a un prezzo conveniente che puoi trovare direttamente sul PS Store a questo indirizzo e include persino un livello bonus da esplorare una volta completati i sei livelli originali.
Una piacevole sorpresa che andrebbe ottimizzata un pò meglio
Pro
- Graficamente iper realistico
- La sensazione opprimente, il silenzio, il vuoto, tutto magnifico
Contro
- Framerate ballerino in alcuni punti
- Effetto "bagnato" fastidioso