Ubisoft annuncia un profondo reset strategico: nuova organizzazione
Il publisher francese cambia modello operativo, ridisegna le sue priorità creative e punta a una crescita sostenibile in un mercato AAA sempre più selettivo
L’avete saputo no? Ubisoft nel giorno appena concluso ha fatto parlare molto di se. Difatti ha annunciato un’importante riorganizzazione interna che segna un punto di svolta nella strategia del colosso francese.
L’obiettivo è quello di riconquistare la leadership creativa, migliorare l’efficienza strutturale e tornare a una crescita sostenibile in un contesto industriale sempre più competitivo. Il piano, presentato ufficialmente il 21 gennaio 2026, si basa su tre pilastri fondamentali: un nuovo modello operativo, un portafoglio di produzioni rifocalizzato e una significativa riduzione dei costi.
Il cambiamento arriva in risposta a un mercato AAA sempre più selettivo, caratterizzato da costi di sviluppo elevati e da una concorrenza feroce, in particolare nel segmento degli shooter. Secondo Ubisoft, oggi più che mai solo i progetti capaci di raggiungere standard qualitativi eccellenti riescono a emergere, ma quando ciò accade il potenziale economico è superiore rispetto al passato.
Ubisoft: un nuovo modello operativo basato sulle Creative House
Il cuore della trasformazione è rappresentato dall’introduzione di un nuovo modello operativo strutturato attorno a cinque Creative House, unità creative e operative autonome organizzate per genere e brand. Queste strutture integrano sviluppo e publishing, assumendosi la piena responsabilità creativa, strategica e finanziaria dei franchise assegnati.
Le cinque Creative House copriranno aree ben definite: dai grandi open world come Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six, fino agli shooter competitivi (The Division, Ghost Recon), le esperienze live service (For Honor, The Crew), i mondi narrativi fantasy (Prince of Persia, Rayman, Anno) e infine il segmento casual e family-friendly con titoli come Just Dance e UNO. A supporto di queste unità opereranno una Creative Network di studi e una serie di Core Services centralizzati, pensati per fornire tecnologia, infrastrutture e servizi condivisi.
Parallelamente, Ubisoft ha deciso di rifocalizzare il proprio portafoglio, rivedendo in modo sostanziale la roadmap dei prossimi tre anni. Sei progetti sono stati cancellati, tra cui il remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo(ma questo lo sapete già tutti), mentre altri sette titoli riceveranno più tempo di sviluppo per garantire una qualità superiore. Una scelta dolorosa ma necessaria, secondo il CEO Yves Guillemot, per massimizzare il valore a lungo termine delle produzioni rimanenti.
Sul fronte economico, Ubisoft accelera anche il piano di riduzione dei costi, puntando a un taglio complessivo di circa 500 milioni di euro entro il 2028. Questo comporterà ulteriori ristrutturazioni, la chiusura di alcuni studi e una politica di assunzioni più rigorosa.
Nel breve periodo l’impatto finanziario sarà significativo, con previsioni negative per l’anno fiscale 2025-26, ma Ubisoft guarda oltre l’immediato. Il publisher entra così in una nuova fase della sua storia, con l’ambizione di costruire un modello più agile, focalizzato sui giocatori e capace di sostenere il futuro del marchio nel lungo termine.
E mentre Ubisoft guarda avanti con questo ambizioso reset strategico, Prince of Perisa: Le Sabbie del Tempo Remake verrà ricordato per questo trailer.