Masters of Unlocking A Resident Evil Retrospective – Anteprima
L'anteprima di un libro che vuole rivisitare il colosso survival horror targato Capcom.
Proprio in questo mese di interregno, scandito dalla spasmodica attesa per Resident Evil Requiem, il destino ha voluto che incrociassi sul mio cammino un prodotto editoriale a dir poco magnetico, che si incastra in questo periodo di vuoto con un tempismo quasi provvidenziale.
Mi riferisco a “Masters of Unlocking: A Resident Evil Retrospective”, un titolo che è già una dichiarazione d’intenti, citando la frase più memabile della storia del franchise (dopo Jill Sandwich), per un’opera che si prefigge un obiettivo ambizioso: ripercorrere l’intera cronistoria della saga targata Capcom attraverso una sintesi ragionata.
Non siamo di fronte a un’enciclopedia sterile, ma a un compendio che intreccia l’analisi dei giochi con gustosi retroscena sullo sviluppo.
Al momento della stesura di questo testo, ho avuto il privilegio di accedere in anteprima al primo capitolo: un tuffo vertiginoso alle origini del mito, dedicato a quel capostipite che nel 1996 ha cambiato per sempre le regole dell’industria videoludica.
Masters of Unlocking ha un’impaginazione vecchio stile
Tuttavia, ciò che eleva Masters of Unlocking da semplice saggio a vero e proprio oggetto di culto per nostalgici è la sua notevole direzione artistica.
L’impaginazione è un tributo filologico, una lettera d’amore agli stilemi delle gloriose guide strategiche cartacee che dominavano l’era pre-internet.
Sfogliare queste pagine rievoca un’estetica precisa: il testo è adornato e spezzato da screenshot posizionati con cura e dai render degli oggetti chiave,le chiavi, le erbe, le armi, che fluttuano nel layout proprio come accadeva nei manuali degli anni ’90.
Questa scelta di design non è solo decorativa, ma emotiva: riesce a restituire quel feeling tattile e quella magia della scoperta su carta stampata che, nell’era delle Wiki asettiche e dei video tutorial veloci, credevamo ormai perduta per sempre.
Inoltre abbiamo anche delle pagine, che vanno a rispecchiare perfettamente lo stile dei file in game di Resident Evil, con quello stile battuto a macchina profondamente emblematico della serie.

Una ricerca delle informazioni notevole
Ma dove Masters of Unlocking distacca nettamente la concorrenza è nella densità della ricerca.
L’autore rifiuta categoricamente la pigrizia intellettuale del “limitarsi al contesto dell’epoca”, evitando quella comoda scappatoia spesso usata per ridurre i tempi di lavoro: “sto parlando del primo capitolo, quindi ignoro il futuro”.
Al contrario, l’opera adotta un approccio olistico e trasversale, attingendo a piene mani dal corpus narrativo dell’intera saga per arricchire l’analisi del capostipite.
Questo metodo esplode prepotentemente nella sezione dedicata a Villa Spencer, qui non ci limitiamo a una descrizione architettonica, ma assistiamo a un vero e proprio studio comparativo: la magione viene messa a confronto con tutte le altre residenze apparse nei decenni all’interno del franchise.
È stato un viaggio nella memoria che ha riesumato location oscure e dimenticate che, lo ammetto senza vergogna, persino io che amo questa serie infinitamente, avevo rimosso dai miei ricordi, dimostrando una conoscenza della materia enciclopedica.

Forse un po’ troppo sintetico su alcuni punti
Tuttavia, per dovere di cronaca, non posso esimermi dal sottolineare qualche ombra in questo quadro luminoso.
Il capitolo, purtroppo, inciampa in una sintesi forse eccessiva su alcuni aspetti cruciali, rivelando un certo sbilanciamento.
L’autore ha scelto di focalizzarsi in modo quasi esclusivo sull’ambientazione e sulla componente horror atmosferica, finendo però per relegare in secondo piano l’analisi del lato ludico (il game design puro) e, cosa ancor più grave, eclissando quasi totalmente il comparto narrativo.
Per quanto la trama del primo Resident Evil fosse embrionale e da B-movie, essa contiene i semi narrativi dell’intera saga e meritava sicuramente più spazio.
Mi piace però pensare che non sia una dimenticanza, ma una scelta calcolata: è molto probabile che l’approfondimento su meccaniche e storia sia stato volutamente preservato per il futuro capitolo dedicato a Resident Evil Rebirth, l’opera che ha sublimato e perfezionato quei concetti.

Un’opera interessante che sicuramente mostrerà le sue potenzialità
Tirando le somme, Masters of Unlocking si è rivelato una scoperta preziosa, un progetto editoriale che, se coltivato come si deve, ha il potenziale per diventare l’enciclopedia definitiva sull’argomento.
La sua più grande virtù risiede nella versatilità: riesce a porsi simultaneamente come un perfetto entry point didattico per i neofiti che si avvicinano ora alla saga, e come un supplemento ghiotto per i veterani affamati di dettagli, grazie a quella combinazione vincente tra rigore nella ricerca e una veste grafica nostalgica ed evocativa.
Tuttavia, il mio augurio, e la mia sfida, per i capitoli futuri è che l’autore trovi il coraggio di osare di più.
Spero vivamente che l’analisi non si accontenti di rimanere in superficie, ma che decida di affondare il bisturi nelle tematiche più anguste e complesse del game design e della narrativa, offrendo quella profondità analitica totale che un franchise stratificato come Resident Evil merita.
Detto questo vi lascio al mio editoriale su Resident Evil 1, per più contenuti su questo gioco secolare ed il link alla pagina Kickstarter del Libro.