JDM: Japanese Drift Master Recensione
Ci sono giochi che già dal nome sembrano dire tutto ma non è il caso di Japanese Drift Master, titolo sviluppato dallo studio polacco Gaming Factory già disponibile su PC e ora abbiamo avuto la possibilità di giocare la versione PS5. Vediamo come si comporta.
Japanese Drift Master Recensione
Al contrario di quello che si può pensare questo non è l’ennesimo tentativo di realizzare il tanto agognato Need For Speed Underground 3: JDM non ci prova minimamente. Quella serie, e tutto ciò che ruotava attorno, è chiusa ed è giusto cercare altre strade. A tal proposito quella scelta in Japanese Drift Master ricorda sia Initial D che Fast and Furious: Tokyo Drift e, volendo espandere un po’ i confini, anche la serie di film Taxxi.
Per fare un esempio, mentre nel manga il protagonista consegnava tofu, il nostro consegna sushi, perché infondo non si vive solo di corse clandestine. Anche Daniel, prima di prendere il suo Taxi faceva il Pony Express.

Come un manga
Il problema di questi titoli è che spesso propongono qualcosa di già visto oppure l’esperienza può risultare piatta, senza guizzi e povera di idee. Nel caso di JDM, il protagonista è un ragazzo polacco di nome Touma con la passione per le auto, che deve destreggiarsi in una prefettura fittizia in Giappone: Guntama.
L’elemento di novità, o perlomeno quello che potrebbe rappresentarlo, non è tanto la struttura open world ambientata nel Sol Levante, quanto il modo in cui vengono narrati i fatti: niente filmanti, ma un manga da leggere (sì è anche localizzato in italiano).
Mi devi una macchina da 10 secondi
In un gioco di questo tipo non si può fare a meno di dedicare qualche riga alle auto: ce ne son diverse giapponesi anni ’80 (Nissan, Mazda, Honda, Subaru) fino a modelli di 13 anni fa e purtroppo solo una recente (2024). Per un discorso di licenza, sia Toyota che Mitsubishi hanno un altro nome, ma son presenti in game. Inizialmente avremo un veicolo per cominciare a correre e, avanzando, potremo sbloccare sia il tuning sia la possibilità di verniciare l’auto.
Pensate ancora a Need For Speed? Ebbene, dimenticatelo. C’è una cosa che in quella serie non hanno mai messo: potrete configurare il setup a seconda del tipo di gara dovete affrontare: drift, aderenza o drag racing.

Tuning
Come accennavamo sopra, il tuning non sarà subito disponibile ma si sbloccherà man mano che avanzeremo. Appena sbloccato, Japanese Drift Master diventa un altro titolo. Ci abbiamo passato diverso tempo perché abbiamo scelto di continuare a guadagnare soldi prima di addentrarci nei meancdri del tuning estremo.
È possibile fare veramente di tutto. Il tuning è davvero ben curato e la resa è davvero ottimale. Nota di merito va sicuramente al suono delle auto: davvero buono il lavoro fatto su questo fronte.

Solo se mi insegni a driftare
Ora non starermo qua tediarvi con la storia del drift. Ci limiteremo soltanto a ricordare che questa disciplina tale proprio in Giappone per merito di Keiichi Tsuchiya. Lo vediamo comparire in Tokyo Drift nei panni di un pescatore mentre il protagonista – Sean – impara a driftare, ma soprattutto è stato stuntman della pellicola.
Esattamente come nel film, noi avremo le nostre lezioni non solo sul drift, ma anche sull’aderenza e su drag racing. Le lezioni funzionano come le patenti di Gran Turismo: oro, argento e bronzo. Sotto il bronzo, la prova non sarà superata.

Fai il suo dovere ma…
L’esperienza è gradevole: il parco auto è accettabile e perfettamente centrato per il tipo di gioco, le strade si prestano alle derapate o alle corse clandestine di vario genere. Tuttavia ci sono dei limiti tecnici troppo evidenti, che speriamo vengano corretti con una patch mentre altri purtroppo crediamo proprio non si possano risolvere.
Ad esempio, abbiamo un cellulare (ricorda molto quello di GTA V) solo che quando potremo utilizzare come GPS anche se più di una volta ci è capitato che cambiasse improvvisamente indicazioni, facendoci girare a vuoto prima di trovare la direzione giusta.
La modalità visiva “prestazioni” è meglio lasciarla perdere, almeno per ora: decisamente meglio quella incentrata sulla qualità. In game ci sono anche le radio, ma la cosa che merita di essere sottolineata è che possiamo utilizzare diverse inquadrature per giocare, compresa quella dall’abitacolo.
Non è Forza Horizon
Uno dei punti più controversi di Japanese Drift Master è il suo open world. È tutto l’opposto di quello che probabilmente troveremo in Forza Horizon 6, con il traffico a rallentatore e, qualora vi troviate strada libera, si presentano ostacoli nei quali quasi sicuramente andrete a sbattere.
Un peccato, perché lo scenario sarebbe interessante da esplorare, con anche qualche trovata che non vi riveliamo, messa in campo da Gaming Factory.

Volante non pervenuto
Japanese Drift Master PlayStation 5 non riconosce il volante, e non sappiamo se dipenda dal tipo di volante (Fanatec) o non riconosce proprio i volanti su console. Sperando in future patch – visto che la versione PC li riconosce – non possiamo escludere totalmente l’arrivo della compatibilità in futuro.
In conclusione
Japanese Drift Master si è rivelato un titolo interessante e divertente da giocare. Pur prendendo ispirazione sia da film che da manga popolarissimi, l’opera di Gaming Studio ha il pregio di riuscire a distinguersi tra la massa di titoli “eredi di Need for Speed”. Tuttavia, la versione console attualmente non supporta il volante, oltre ad aver qualche problema tecnico.
Riesce a distinguersi puntando su atmosfera, drift, tuning e una narrazione efficace
Pro
- Macchine giapponesi ben diversificate tra loro
- Storia raccontata come un manga idea che funziona
- Drifting e Tuning
- Suono delle auto
Contro
- Volante non compatibile con la versione console
- Open World pieno d'ostacoli
- Tecnicamente ha qualche problema