Planet of Lana 2: Children of the Leaf – Anteprima

La nuova, incredibile avventura di Lana e Mui in Planet of Lana 2: Children of the Leaf

A distanza di due anni dal primo, incredibile capitolo di Wishfully, Planet of lana 2: Children of the Leaf racconta una nuova avventura con protagonisti sempre loro, Lana e Mui, i due impareggiabili amici che adesso sono cresciuti insieme e non attendono null’altro che brillare su PC e console. Tutta la meraviglia è raccontata in questa breve anteprima che anche voi, in modo del tutto sorprendente, giocherete e farete vostra.

Planet of Lana è stato un videogioco che, per quanto mi riguarda, è stato emozionale e sì, alquanto particolare da qualunque parte lo guardassi. Lo è stato per l’ottima profondità che ha avuto nel raccontare le vicende di un pianeta lontano e dimenticato, di farlo con intelligenza e tatto, di non nascondersi davanti alle sottigliezze o alla superficialità. Lo ha fatto in uno scenario, quello degli action adventure in salsa Limbo, che si vede raramente nella scena.

Planet of Lana 2: Children of the Leaf

Questo secondo capitolo, riprendendo la storia da dove Wishfully l’ha interrotta, racconta delle vicende diverse, anche se ancora non le conosciamo a fondo e non vediamo l’ora di approfondire il racconto quando verrà il momento. Racconta dei momenti che, per certi versi, sembrano piuttosto noti a chi ha una sensibilità spiccata e questi videogiochi li conosce da sempre. Però, e lo ammetto senza troppe cerimonie, ho notato tante differenze rispetto al passato. Differenze che, e qui intendo chiarirlo, ho adorato molto. Anzi, più che differenze si tratta di vere e proprie sinergie differenti.

Un game design essenzialmente leale al passato

A Planet of Lana 2: Children of the Leaf ho giocato, salvo le pause, per circa due ore, cercando di captare cosa potevo da questo breve ma comunque impattante giocato che mi ha coinvolto e trascinato parecchio. Come accennavo prima, si tratta di differenze sottilissime in termini di game design, e la prima cosa salta all’occhio è come sia cambiata la gestione di Mui per quanto ho potuto vedere e toccare con mano. Penso sia bene sottolinearlo: nel provato ho giocato alcune scene per capire al meglio come sia stato approfondito il gameplay. Posso già dire che esso cambia in base alle situazioni e ai momenti che si hanno davanti. Se non avete mai sentito parlare di Planet of Lana, è bene sappiate che, anzitutto, si tratta di un’esperienza in side scrolling. Non è tridimensionale ma bidimensionale, e si gode dell’avventura in questo modo per vivere in maniera diversa l’esperienza. Tutto sommato il risultato, per quanto simile al predecessore, al momento ci ha convinto. C’è un’immediatezza dei comandi più concreta ed efficace, il che garantisce al giocatore di vivere l’esperienza con una maggiore rapidità d’esecuzione. Ma ciò che mi ha coinvolto molto, soprattutto alla luce di quanto è stato mostrato, è il cambio netto e concreto di soluzioni con cui è possibile affrontare l’esperienza.

Mi riferisco ai modi in cui è possibile usare Mu, ma soprattutto cosa c’è attorno ai due protagonisti dell’avventura. Un esempio completo di design risiede tutto nell’ambiente di gioco. Cosa intendo, mi chiederete? Be’, adesso è possibile letteralmente usare nuovi modi per giungere a una zona sopraelevata, spargendo ad esempio acqua dappertutto per far crescere delle piante in modo tale da arrivare dove si desidera. Oppure, nuotare e usare Mu come pesciolino, così da agevolare al meglio l’intera esperienza di gioco. Sono idee che al momento consideriamo ottime e che, a dirla tutta, non sono null’altro che un ottimo modo per far conoscere come sta lavorando Wishfully da quando ha pubblicato a suo tempo il primo, straordinario capitolo di questa nuova epopea spaziale.

Un’altra novità, in tal senso, è un cambio di rotta evidente per quanto concerne gli avversari. Mi spiego: se nel primo capitolo si dovevano evitare grossi robot arrabbiati in tutte le loro salse, adesso sono presenti anche personaggi umani, probabilmente provenienti anche loro dallo Spazio. Magari sono proprio che, in passato, si sono trovati ad affrontare tutte quelle sfide in modo imprevedibile. Magari, e me lo auguro, si tratta di un approfondimento di lore alquanto sostanziale e preciso nel contesto narrativo che, ripeto, non conosco ma che posso solo immaginare, considerando i tanti elementi espressi che ho avuto modo di toccare con mano mentre sono andato avanti nell’avventura in queste primissime due ore. In tal senso, a non cambiare affatto è l’anima stessa del titolo: lo stealth.

Esattamente come nel primo capitolo, sembra che in Planet of Lana 2: Children of the Leaf questa impostazione non sia affatto cambiata in nessun modo. In tal senso, il miglior modo per garantire il successo di un franchise o il prosieguo di un videogioco non è altro che restare fissi su quegli obiettivi, cosa non semplice ma comunque interessante da scoprire e approfondire nel corso del tempo. Il titolo ci sta piacendo molto per le sue idee spiccate e interessanti, supportate inoltre da brillantezza e lucidità in termini di design, caratteristiche non da sottovalutare nello scenario attuale.

Planet of Lana 2: Children of the Leaf è un seguito necessario?

Io ho amato il primo capitolo. A suo tempo, lo ammetto, gli diedi un voto così alto da non dimenticarmene affatto. Era un altro periodo, ed ero diverso io… ed è forse per questo che sto cercando di capire se può esserci ancora qualcosa da raccontare o se, invece, si tratta di un’operazione pensata per capitalizzare il successo. In cuor mio spero invece di no, perché sarebbe un grosso peccato per il team assistere a una possibilità di questo tipo.

Planet of Lana 2

Eppure, una parte di me è convintissima che un videogioco simile, alla luce di tutto, non possa che essere necessario per mandare avanti le ottime idee di Wishfully che, e me lo auguro, abbiano avuto l’intuizione giusta come accadde a suo tempo. Non posso fare altro che augurarmelo.

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