GOD of WAR come giocare la saga nell’ordine giusto

Non perderti nemmeno un dettaglio della Lore del gioco giocando God of War nell'ordine corretto

God of war come giocare la saga nell'ordine giusto GOW sons of sparta è il primo

Se sei atterrato su GameSource, è probabile che tu abbia sentito il richiamo del corno di Heimdall o, più semplicemente, che tu abbia appena visto i titoli di coda di Ragnarök e ti senta orfano. O magari sei un neofita totale, uno di quelli che ha sempre sentito parlare del “Fantasma di Sparta” ma non ha mai capito perché questo tizio sia così arrabbiato con tutto il creato.

In entrambi i casi, benvenuto. C’è però un piccolo problema tecnico: la saga di God of War è un labirinto temporale. Tra flashback, prequel usciti anni dopo i capitoli finali, spin-off su console portatili e un soft reboot che ha cambiato la geografia del gioco, capirci qualcosa seguendo le date di uscita è un’impresa degna delle dodici fatiche di Ercole. Se giochi in ordine di pubblicazione, ti ritroverai a saltare avanti e indietro nella vita di Kratos come una pallina da flipper impazzita, perdendo tutte le sfumature psicologiche che rendono questa saga un capolavoro.

Noi di GameSource abbiamo deciso di prendere in mano la situazione. Abbiamo studiato le pergamene, consultato gli oracoli e messo in fila ogni singolo capitolo per offrirti la Guida Cronologica Suprema. Questa non è solo una lista: è il percorso emotivo di un uomo che passa dall’essere un cadetto spartano pieno di speranze a un distruttore di mondi, per poi cercare la redenzione tra le nevi del nord.

Mettete via le Lame del Caos per un attimo e preparatevi a leggere: ecco come si gioca davvero a God of War.

Le Origini Inedite: God of War: Sons of Sparta

Anno: 2026
Sviluppatore: Mega Cat Studios
Setting: L’Agoge Spartana

Iniziamo con qualcosa che farà saltare sulla sedia anche i veterani più incalliti. Molti pensano che la storia inizi con il patto di Ares, ma si sbagliano. Per capire l’uomo dietro il mostro, dobbiamo guardare il bambino dietro lo scudo.

Pixel Art e Fratellanza: Un Capitolo Necessario

God of War: Sons of Sparta è il tassello che mancava al mosaico. Dimenticate per un attimo la brutalità fotorealistica a cui Santa Monica ci ha abituati. Qui ci immergiamo in un’avventura in pixel art, un omaggio ai classici dell’era 16-bit che funge da prequel assoluto.

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In questo titolo controlliamo un Kratos adolescente e il suo fratello minore, Deimos. Sì, quel Deimos. La narrativa si concentra sull’addestramento brutale dell’Agoge, dove i giovani spartani venivano forgiati nel sangue e nel sudore. La trama ruota attorno alla scomparsa di un loro compagno cadetto, un evento che spinge i due fratelli a unire le forze in una missione di soccorso che va ben oltre le loro capacità.

Perché Iniziare da Qui?

Perché questo gioco umanizza Kratos prima che il mondo lo spezzi. Sons of Sparta ci mostra il legame indissolubile tra i due fratelli, introducendo meccaniche cooperative che sottolineano quanto Kratos fosse protettivo verso Deimos. Vedere la loro innocenza (per quanto possa essere innocente uno spartano) e il loro senso dell’onore rende tutto ciò che accadrà dopo infinitamente più tragico. È la calma prima della tempesta, il momento in cui impariamo a voler bene a Kratos non perché è forte, ma perché è leale.

La Rottura delle Catene: God of War: Ascension

Anno: 2013
Piattaforma Orig: PS3
Timeline: 6 mesi dopo la tragedia familiare

Facciamo un salto in avanti. Kratos è adulto, è diventato il Generale più temuto della Grecia, ha stretto un patto con Ares per salvarsi la pelle e… ha compiuto l’impensabile. Ha ucciso la sua famiglia in un raptus di follia indotto dal Dio della Guerra. God of War: Ascension inizia qui, nel momento esatto in cui Kratos dice “Basta”.

Prigioniero delle Furie

Rompere un giuramento con un Dio non è come annullare un abbonamento a Netflix. Ci sono conseguenze cosmiche. Kratos viene catturato dalle Furie, le antiche divinità preposte a punire i traditori, e imprigionato nella prigione costruita sul corpo del titano Ecatonchiro.

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L’intero gioco è un viaggio allucinante attraverso la mente fratturata di Kratos. Le Furie usano le illusioni per torturarlo, costringendolo a rivivere i suoi peccati ancora e ancora. Ascension è fondamentale perché ci mostra un protagonista vulnerabile. Non è ancora il Kratos spavaldo che sfida Zeus; è un uomo che lotta per non perdere il senno, cercando disperatamente di sciogliere il legame che lo rende schiavo di Ares.

Un Gameplay Più Tecnico

Da un punto di vista ludico, Ascension merita di essere giocato per le sue meccaniche uniche legate al tempo. L’Amuleto di Uroboro permette a Kratos di ricostruire o distruggere elementi dello scenario in tempo reale, creando puzzle ambientali di grande spessore. Inoltre, il sistema di combattimento premia la precisione più della forza bruta, riflettendo lo stato di un guerriero che deve ritrovare la sua concentrazione.

Il Decennio Perduto: God of War: Chains of Olympus

Anno: 2008
Piattaforma Orig: PSP
Timeline: Durante i 10 anni di servizio

Dopo essersi liberato dalle Furie, Kratos non è libero. Per ottenere il perdono degli dei e (spera lui) la rimozione dei suoi incubi, accetta di servire l’Olimpo. God of War: Chains of Olympus ci porta nel cuore di questo decennio di servitù, mostrandoci un Kratos ridotto a mero esecutore degli ordini divini.

Quando il Sole Cade

La premessa è semplice ma apocalittica: il Dio del Sole, Elio, è scomparso. Morfeo ha avvolto il mondo in una nebbia oscura e gli dei stanno perdendo i loro poteri. Kratos viene inviato a risolvere la situazione, ma scopre che dietro tutto c’è Persefone, la Regina degli Inferi, alleata con il titano Atlante.

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Il Bivio dell’Anima

Questo è forse il capitolo più straziante dell’era greca. Kratos giunge nei Campi Elisi, l’unica zona dell’Ade dove regna la pace. Lì trova sua figlia, Calliope. Per stare con lei, Kratos rinuncia alla sua divinità, alle sue armi, alla sua rabbia. È un momento di pace assoluta. Ma Persefone gli sbatte in faccia la realtà: se Kratos non ferma il piano di distruzione del mondo, anche i Campi Elisi spariranno, e l’anima di Calliope cesserà di esistere.

Kratos deve scegliere: morire felice con sua figlia mentre il mondo finisce, o abbandonarla per sempre, facendola piangere, per salvarle l’esistenza. La scena in cui Kratos respinge la figlia in lacrime per riprendere le armi è il momento in cui la sua umanità muore definitivamente. Se non giocate questo capitolo, non capirete mai la profondità del suo cinismo futuro.

La Vendetta Ha Inizio: God of War (2005)

Anno: 2005
Piattaforma Orig: PS2
Timeline: La fine del servizio

Siamo arrivati al capolavoro originale. Sono passati dieci anni di missioni suicide per conto degli dei, e Kratos ne ha abbastanza. Atena gli offre un’ultima missione, la via d’uscita definitiva: uccidere Ares.

Il Tempio di Pandora

Ares sta devastando Atene e Zeus ha proibito un intervento diretto dell’Olimpo. Kratos è l’arma perfetta. Ma un mortale non può uccidere un Dio. Serve il Vaso di Pandora. Il viaggio per recuperarlo è leggenda: il Tempio è situato sulla schiena di Crono, il titano condannato a vagare nel Deserto delle Anime Perdute.

il primo gow

In termini di level design, questo gioco resta una pietra miliare. Il Tempio di Pandora è un meccanismo a orologeria di morte e ingegno. Ma narrativamente, è qui che i nodi vengono al pettine. Scopriamo nel dettaglio come l’Oracolo del villaggio abbia maledetto Kratos, legando le ceneri bianche della sua famiglia alla sua pelle per sempre.

L’Ascesa al Trono

Lo scontro finale con Ares non è solo una battaglia epica; è la resa dei conti per Sons of Sparta e Ascension. Quando Kratos trafigge Ares, non sta solo uccidendo un nemico. Sta uccidendo il suo passato, il suo aguzzino, il creatore dei suoi incubi. Alla fine del gioco, il trono della guerra è vacante. Kratos vi si siede. Da schiavo a Dio.

Il Passato Ritorna a Galla: God of War: Ghost of Sparta

Anno: 2010
Piattaforma Orig: PSP
Timeline: Interquel tra GOW 1 e GOW 2

Kratos è il nuovo Dio della Guerra, ma il potere non ha portato la pace. Gli incubi non sono spariti; sono cambiati. Ora vede suo fratello Deimos e sua madre Callisto. Ghost of Sparta è essenziale perché spiega la transizione di Kratos da “Dio scontroso” a “Dio che vuole distruggere l’intero Olimpo”.

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Atlantide e il Segreto di Famiglia

Kratos viaggia verso Atlantide, il regno di Poseidone, alla ricerca di risposte. Trova sua madre, che gli rivela una verità sconcertante: Deimos è vivo, tenuto prigioniero nel Regno della Morte da Thanatos. E indovinate chi lo ha fatto rapire anni prima? Ares e Atena, per ordine di Zeus.

La Tragedia dei Fratelli

Il ricongiungimento con Deimos è doloroso. Deimos odia Kratos per non averlo salvato prima (riferimento diretto a Sons of Sparta). I due combattono, ma alla fine si uniscono contro Thanatos. È l’unico momento nella saga adulta in cui Kratos combatte fianco a fianco con qualcuno di cui si fida ciecamente.

La morte di Deimos per mano di Thanatos è la goccia che fa traboccare il vaso. Kratos seppellisce il fratello e, quando Atena cerca di consolarlo, la sua risposta è gelida. Kratos capisce che gli dei non sono suoi alleati. Sono manipolatori che hanno distrutto la sua famiglia per paura di una profezia. Qui nasce l’odio puro verso Zeus.

La Caduta e la Risalita: God of War II

Anno: 2007
Piattaforma Orig: PS2
Timeline: L’inizio della guerra aperta

Kratos è un Dio della Guerra iperattivo. Scende in campo con i suoi spartani, distrugge città, ignora gli avvertimenti di Atena. Zeus, paranoico come sempre (ha paura di fare la fine di suo padre Crono), decide di intervenire.

Tradimento a Rodi

L’inizio di God of War II è scioccante. Zeus inganna Kratos facendogli versare i suoi poteri divini nella Spada dell’Olimpo per animare il Colosso di Rodi. Una volta mortale, Kratos viene ucciso da Zeus.
Sì, avete letto bene. Il protagonista muore nel prologo.

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Cambiare il Destino

Ma Kratos è troppo arrabbiato per l’Ade. Gaia, la Madre Terra, lo salva e gli propone un piano folle: trovare le Sorelle del Destino, le Moire, ucciderle e riavvolgere il filo del tempo fino al momento del tradimento di Zeus.
Il viaggio è un tour de force di mitologia violenta. Kratos strappa le ali a Icaro, uccide eroi come Teseo e Perseo, e massacra le Moire. Tornato indietro nel tempo, sta per uccidere Zeus quando Atena si sacrifica per salvare il padre degli dei. E qui arriva la bomba: Zeus è il padre di Kratos.
La guerra non è più solo politica, è una faida familiare su scala cosmica. Kratos usa il potere del tempo per portare i Titani dal passato al presente. L’assedio all’Olimpo ha inizio.

Il Tramonto degli Dei: God of War III

Anno: 2010
Piattaforma Orig: PS3
Timeline: La fine del mondo greco

Non c’è respiro. God of War III riprende esattamente un secondo dopo la fine del secondo capitolo. Kratos è sulla schiena di Gaia, che si arrampica sul Monte Olimpo. L’obiettivo è uno solo: l’annientamento totale.

Caos Elementale

Questo capitolo è pura pornografia della distruzione. Kratos non si limita a uccidere gli dei; smantella l’ordine naturale del mondo. Uccidendo Poseidone, inonda la terra. Uccidendo Elio, oscura il sole. Uccidendo Ermes, scatena pestilenze. Ade libera le anime dei morti.
È il punto più basso della moralità di Kratos. Non gli importa delle conseguenze, non gli importa degli umani che soffrono. Vuole solo la testa di Zeus.

god of war 3 cambia le regole del gioco

La Speranza in Fondo al Vaso

Dopo aver letteralmente preso a pugni Zeus fino a far diventare lo schermo rosso sangue, Kratos ha un momento di lucidità. Atena (in forma spirituale) vuole il potere della Speranza che Kratos aveva assorbito dal Vaso di Pandora nel primo gioco. Kratos capisce che dare quel potere a lei significherebbe solo cambiare padrone.
In un ultimo atto di sfida, si trafigge con la Spada dell’Olimpo. Rilascia la Speranza all’umanità, liberandola dal giogo degli dei, e cade a terra morente. Il suo corpo scompare, lasciando solo una scia di sangue verso il mare. Il Fantasma di Sparta è morto? O è solo andato via?

L’Uomo nel Nord: God of War (2018)

Anno: 2018
Piattaforma: PS4 / PC
Timeline: Molti anni dopo

Cambio di scena. Dimenticate il marmo bianco e il sole del Mediterraneo. Siamo a Midgard, tra neve, foreste e rune. Kratos è invecchiato. Ha una barba folta, gli occhi stanchi e una nuova cicatrice sull’addome (ricordo del finale di GOW III).

Un Nuovo Ruolo: Padre

Kratos si è rifatto una vita. Aveva una moglie, Faye, una Gigantessa guerriera che è appena morta. E ha un figlio, Atreus. Il ragazzo non sa nulla del passato del padre, lo vede solo come un uomo freddo e distante.
La missione è intima: portare le ceneri di Faye sulla vetta più alta dei nove regni. Ma il viaggio diventa una terapia d’urto. Kratos deve imparare a essere padre, a gestire la sua rabbia, a insegnare a suo figlio a sopravvivere senza diventare un mostro.

God of War l'uomo del nord

Il Peso del Passato

Il momento clou arriva quando Atreus si ammala. Per salvarlo, Kratos deve andare nel regno dei morti di Helheim, dove la sua ascia di ghiaccio è inutile. Deve tornare a casa. Deve scendere sotto le assi del pavimento. Deve disseppellire il passato.
Quando Kratos riavvolge le catene delle Lame del Caos attorno alle braccia, il peso emotivo è devastante per chi ha giocato i capitoli precedenti. Quelle lame sono il simbolo della sua schiavitù e dei suoi peccati. Usarle per salvare suo figlio è il primo vero atto di redenzione.

Ragnarök è Arrivato: God of War Ragnarök

Anno: 2022
Piattaforma: PS4 / PS5
Timeline: La conclusione della saga norrena

Il Fimbulwinter ha ghiacciato ogni cosa. Sono passati tre anni. Atreus è un adolescente in cerca di risposte sulla sua identità di “Loki”. Kratos è un padre iperprotettivo che cerca di evitare la guerra a tutti i costi. Ma la guerra trova sempre lui.

Rompere il Ciclo

Se la saga greca parlava di vendetta, quella norrena parla di scelta. Odino e le Norne dicono che il destino è scritto: Kratos morirà, il Ragnarök distruggerà tutto. Ma Kratos insegna a suo figlio (e a noi) che “dobbiamo essere migliori”.
Il gioco esplora le conseguenze delle azioni passate. Freya vuole uccidere Kratos per la morte di Baldur. Thor è uno specchio distorto di ciò che Kratos era in Grecia: un assassino alcolizzato agli ordini di un padre manipolatore.

la fine della saga di gow

L’Addio

Il finale di Ragnarök è la chiusura perfetta di un cerchio durato quasi vent’anni. Kratos non muore come profetizzato. Sopravvive perché sceglie di aprire il suo cuore. Si riconcilia con Atreus, che parte per la sua strada. E infine, scopre un altare segreto dipinto da sua moglie Faye.
L’altare non mostra la sua morte, ma il suo futuro: Kratos venerato come un Dio giusto, un costruttore, un protettore. Il Dio della Guerra, il distruttore dell’Olimpo, piange. E noi piangiamo con lui.

God of War Un’Epopera Senza Tempo

Giocare God of War in ordine cronologico trasforma una serie di ottimi giochi action in una delle narrazioni più potenti e coerenti della storia del medium. È la storia di come il dolore può trasformarti in un mostro, e di come l’amore (anche quello difficile e burbero di un padre spartano) può riportarti indietro.

E tu? Sei pronto a percorrere questa strada lastricata di cenere e neve? Faccelo sapere nei commenti qui sotto! Dicci quale capitolo ti ha segnato di più o se hai avuto il coraggio di iniziare proprio da Sons of Sparta.

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