Nintendo controcorrente: oltre 400 assunzioni nell’anno fiscale 2025-2026
Un dato destinato a far riflettere in un'era di licenziamenti di massa e chiusure di studi in altri lidi.
Di licenziamenti di massa e chiusure di studi ormai ne abbiamo viste a quantità. Fortunatamente in mezzo a questo arido deserto c’è una felice oasi chiamata Nintendo, che solo nel corso dell’anno fiscale 2025-2026 appena concluso ha assunto oltre 400 persone.
Per la precisione, si parlano di 461 assunzioni avvenute dal 1° aprile 2025 al 31 marzo 2026. Questo dato, emerso durante la riunione finanziaria di oggi dove è stato anche annunciato l’aumento di prezzo di Nintendo Switch 2, porta l’attuale numero di dipendenti della casa di Kyoto a 8.666.
Si tratta dunque di un fatto completamente in controtendenza (per fortuna positivo) rispetto a certe mosse commesse dai vari colossi del settore. Tra essi figurano specialmente Microsoft e Sony, entrambi coinvolti in tagli al personale e chiusure di studi negli ultimi anni (per dire, la recente chiusura di Bluepoint Games in quel di Sony), e con la prima fresca di un totale stravolgimento ai vertici di Xbox.
Una direzione per Nintendo opposta a una parte della concorrenza
Quest’argomento è stato anche affrontato di recente da Reggie Fils-Aimé, ex-presidente di Nintendo of America. Secondo lui, la casa di Kyoto evita le assunzioni di massa nei momenti di maggior successo (oltre che nelle crisi) e preferisce non licenziare in massa per una questione di rispetto verso chi ci lavora.
Il caso del fallimentare Wii U è un esempio concreto: per arginare le gravi perdite provocate dalla console, l’allora e compianto presidente Satoru Iwata decise di ridursi della metà il suo salario piuttosto che attuare la soluzione più facile ma logorante per i dipendenti. Scelta che, alla fine della fiera, si è dimostrata lungimirante per la grande N beneficiandone poi con l’arrivo di Nintendo Switch 1 nel 2017.
Forse, una lungimiranza che ancora fatica ad entrare nei portoni di una parte dei colossi del settore, la ricerca di una strategia a lungo termine invece che pensare solo sulla distanza medio-breve. Mettendo questo da parte, per Nintendo ci sarà ora da lavorare in maniera oculata in vista di settembre e dell’aumento di prezzo di Switch 2, che intanto ha venduto quasi 20 milioni di unità.