Ground Zero – Recensione
Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.
Con la tecnologia che avanza è normale che il pubblico, specialmente quello più selettivo, cerchi qualcosa di più innovativo e moderno. Malformation Games, invece, va controcorrente e ci porta Ground Zero: un titolo che abbraccia una filosofia retrò, quella dei primi Resident Evil dalla grafica poligonale e con le inquadrature fisse che tanto ci hanno fatto penare in passato.
Ground Zero è l’ennesima conferma di quanto una formula, se ben congegnata, possa funzionare ancora oggi. Una dimostrazione di quanto alcuni titoli abbiano influenzato e cambiato per sempre il settore videoludico: opere come il già citato Resident Evil, che anche con Requiem non ha perso il suo fascino, o andando ancora più a indietro nel tempo, Alone in the Dark, il pioniere delle inquadrature fisse angolari.
Inutile dire che Ground Zero ripesca a piene mani da questi grandi classici, risultando forse un po’ troppo derivativo.
Ground Zero – Recensione
Quando scrivo una recensione molto spesso mi piace partire dalla trama del gioco, se presente, e anche con Ground Zero inizierò proprio da qui!
Busan, Sud Corea, un enorme meteorite si schianta sulla città spazzando via l’intera popolazione. Due mesi dopo l’accaduto, quando le polveri tossiche provocate dallo schianto iniziano a diradarsi, vengono inviati sul posto due agenti: l’agente d’élite coreana Seo-Yeon, la nostra protagonista, e il suo partner canadese Evan. La città si presenta in condizioni disastrose: morti ovunque, costruzioni degradate, e una fitta vegetazione di origine sconosciuta. Ben presto, i due agenti si renderanno conto che dietro lo schianto si cela molto più di una semplice catastrofe naturale.

La storia ci catapulta dunque in un classico scenario post-apocalittico, dove il protagonista di turno viene inviato sul luogo del disastro, ignaro dei pericoli nascosti dietro ogni angolo. Non è un titolo che grida originalità, ma è anche scontato visto che poggia le proprie basi su formule già consolidate nel genere horror. Ciò che ho trovato interessante, però, è la presenza di un percorso a ramificazione, dove in base alla scelta che facciamo possiamo esplorare una determinata zona con nemici, enigmi e loot diversi.
Questa caratteristica aumenta notevolmente la longevità del gioco, già di per sé elevata per una produzione indie. La durata della storia si attesta mediamente sulle 10-12 ore, ma può tranquillamente toccarne 15 se punti al completismo. Inoltre, una volta terminata la modalità storia, si sbloccano ulteriori modalità extra che contribuiscono a incrementare ulteriormente la varietà del titolo.
Horror d’altri tempi ma moderno
Sul fronte del gameplay, Ground Zero adotta il classico sistema shooting dei primi Resident Evil. Come già detto all’inizio, la telecamera è fissa, quindi siamo noi che dobbiamo posizionarci e prendere bene la mira, che fortunatamente è manuale e facilitata dall’integrazione di un mirino laser. Grazie ai controlli moderni il gameplay risulta reattivo e meno legnoso del previsto, ma se preferisci un’esperienza più simile agli horror di una volta, puoi sempre selezionare i comandi tank.
A livello di armi c’è una ricca varietà, con tanto di accessori come il silenziatore o il mirino termico che cambiano il modo di approcciarsi ai nemici. Il corpo a corpo è stato modernizzato aggiungendo non solo armi da mischia come il coltello (disponibile fin da subito), ma anche la schivata, e la parata che se attivata al momento giusto si trasforma in un parry. Una meccanica molto utile in grado di farci risparmiare munizioni per nemici più tosti da buttar giù, come i boss.

Ogni arma utilizza delle munizioni specifiche, rendendo l’esplorazione essenziale per non rimanere a secco di risorse. Il problema sorge quando alcune zone risultano eccessivamente vaste e, il più delle volte, fini a se stesse. Ti capiterà spesso di arrivare in una determinata parte della mappa per poi scoprire che non c’è assolutamente nulla di utile da raccogliere.
Un’ulteriore criticità è rappresentata dall’inventario, che rimane piuttosto limitato nonostante il potenziamento nella fase avanzata del gioco. Diventa quindi fondamentale affidarsi alle casseforti situate presso i punti di salvataggio sbloccabili tramite un rapido minigioco matematico. Questi “depositi” sono essenziali per gestire il loot senza doverlo scartare, specialmente quando avremo tante armi a disposizione. Inoltre, essendo collegate tra loro, è possibile recuperare gli oggetti depositati da qualsiasi altra postazione di salvataggio.

Nota di merito va al sistema di cura, che offre una gestione dinamica e stratificata. Oltre ai classici kit medici, il gioco introduce delle fiale da inserire in una siringa per curarsi rapidamente in-game. Quest’ultima dispone di tre slot che permettono di combinare fiale di diverso colore: verde, rosso e blu. Ti ricordano qualcosa questi colori? Chiaramente l’effetto è lo stesso delle piantine di Resident Evil, quindi dovresti avere una certa familiarità con questo sistema.
Qualche inciampo grafico
Nonostante il comparto grafico sia volutamente grezzo con texture grandi quanto una casa, alcune ambientazioni si presentano con una nitidezza alquanto insolita. Nelle mappe aperte la grafica risulta sfocata, con i personaggi che invece sono completamente messi a fuoco. Questo crea un contrasto fastidioso, ma che, ripeto, si mostra solamente in alcune aree di gioco.
Per il resto, Ground Zero si difende bene graficamente, per quello che vuole essere, ovviamente. La grafica non è l’aspetto principale del gioco, però è in grado di creare un’atmosfera horror che ricorda molto i grandi classici del genere horror.
Sul fronte tecnico non ho notato comportamenti insoliti, tranne quando si attiva l’autosalvataggio. Il gioco si freeza per qualche secondo, ma si riprende subito. Per il resto gira molto bene, ma sarebbe stato preoccupante il contrario in tutta sincerità.

Conclusione
Ground Zero si è rivelato un titolo estremamente interessante, capace di confezionare un’ottima esperienza per chiunque sia alla ricerca di un horror dall’estetica e dall’atmosfera retrò. Il gameplay si poggia su basi solide e ben bilanciate, sebbene il level design mostri il fianco a qualche incertezza, con alcune aree che appaiono purtroppo prive di un reale scopo all’interno del gioco.
Il punto di forza risiede però nella struttura a percorsi multipli, che garantisce un’apprezzabile varietà: la scelta del percorso non influenza solo l’esplorazione, ma impatta direttamente sul gameplay, modificando la disposizione degli oggetti e le tipologie di nemici da affrontare.
La longevità mi ha sorpreso positivamente, attestandosi su livelli ottimi per un progetto indipendente. Da questo punto di vista, traspare tutta la dedizione del team di sviluppo. Il titolo è ricco di citazioni e omaggi ai mostri sacri del passato, una vera e propria lettera d’amore verso una formula intramontabile.
Ti ricordiamo che Ground Zero è disponibile su console PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC via Steam.
Un survival horror che omaggia i grandi classici degli anni '90.
Pro
- Gameplay solido
- Ottima atmosfera
- Percorsi multipli che cambiano il ritmo della storia
Contro
- Estremamente derivato
- L'inventario è parecchio limitato
- Alcune aree sono inutilmente grandi