Town to City – Recensione
Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.
Il genere dei city builder, da Cities: Skylines in poi, sembra vivere una nuova giovinezza con diversi titoli più o meno convincenti.
In questo scenario variegato si colloca Town to City, prodotto dalla compagnia indie olandese di Galaxy Grove. Gli sviluppatori hanno ripreso la grafica voxel della loro precedente opera, ovvero Station to Station del 2023, per integrarla in un town builder che si poggia su due principi come gameplay rilassante e approccio sandbox.
Rispetto ad altri esponenti del genere, questo titolo spinge il giocatore a sprigionare la sua creatività, andando perlomeno a limare la tendenza all’ottimizzazione estrema di spazi e alla mania da simmetria che spesso assilla chi ama videogiochi di questo tipo.
L’ambientazione e l’approccio è distante anni luce da altri videogiochi come Workers & Resources: Soviet Republic. Il centro della scena, in questo caso, è un paesaggio bucolico e accogliente che, anche grazie al suddetto stile grafico, è il marchio di fabbrica di Galaxy Grove.
Il titolo è adatto a chi non vuole spendere ore per apprendere le meccaniche complicate: niente sistemi economici complessi, ma una base semplice e solida che offre comunque un apprezzabile senso di progressione.
Diverse dinamiche tendono a favorire l’aggiunta di elementi estetici, siano essi panchine, steccati, piante o fiori, portando il giocatore ad abbellire la città per creare scenari suggestivi, con una grafica curata e un accompagnamento musicale delicato e rilassante, anche se alla lunga può essere un po’ ripetitivo.
Town to City, un titolo alla portata di tutti ma non banale
Se la presentazione del gioco può far pensare a un sandbox o comunque a un titolo da casual gamer, Town to City si dimostra qualcosa di molto più profondo.
Già a prima vista, l’interfaccia non è delle più minimaliste: esistono diversi parametri mostrati all’utente, che può controllare con un colpo d’occhio elementi come numero di abitanti, felicità complessiva degli stessi, lavoratori disponibili, denaro, punti di ricerca e altri dati utili allo sviluppo cittadino.
Il gioco offre una quantità di costruzioni apprezzabile, sbloccate mano a mano nella modalità campagna. Se è vero che non esistono particolari difficoltà nell’avanzamento della partita, è anche vero che il sistema di ricerca per ottenere nuove costruzioni e tecnologie risulta comunque appagante.

Tutto inizia dalle abitazioni che, una volta costruite, vanno assegnate. Più abitazioni occupate si traduce in maggiore forza lavoro che, a sua volta, può essere impegnata in un sistema economico basilare ma non superficiale.
Al vertice di tutto vi è la warhouse, che serve per alimentare i mercatini alimentari (ne esistono diversi, in base al cibo venduto) e altri negozi. Non mancano poi costruzioni avanzate, siano edifici speciali, sbloccabili tramite albero tecnologico, o monumenti, ottenibili mediante il completamento di missioni (di cui parleremo tra poco).
Varietà alimentare e vicinanza con elementi estetici, aumenta il gradimento dei cittadini. Questo parametro, abbinato al numero di abitanti, quando raggiunge determinati criteri permette al videogiocatore di far “salire di livello” il villaggio, sbloccando nuove opzioni nel già citato albero tecnologico.
Town to City non sfida il giocatore, ma lo accompagna mano a mano nello scoprire ogni singolo elemento del gameplay. Per fare ciò, oltre allo sviluppo della tecnologia, vi sono alcune missioni ottenibili tramite residenza del sindaco.

Niente di particolarmente complesso: gli esigenti abitanti della cittadina, non paghi dell’ambiente paradisiaco in cui vivono, di tanto in tanto hanno richieste banali da soddisfare. Queste si limitano alla costruzione di diversi oggetti di abbellimento in una determinata area, che lo stesso giocatore può scegliere. Nulla di trascendentale, ma un sistema che spinge la sperimentazione di elementi sbloccati.
Un livello di personalizzazione impressionante
Quando gli sviluppatori di Town to City parlano di “personalizzazione”, non scherzano.
Oltre al colore delle abitazioni è possibile abbellire gli esterni delle costruzioni con elementi di illuminazione, fioriere, tavoli, panchine, una volta che questa possibilità viene sbloccata tra le tecnologie.
Anche elementi come prati e strade possono essere modificati e personalizzati con una profondità difficilmente riscontrabile in altre produzioni. Queste aggiunte, oltre che estetiche, in alcuni casi hanno un’utilità anche pratica, visto che rendono più felici gli abitanti delle case e il loro vicinato.
Non solo: sotto questo punto di vista, stando alla road map proposta da Galaxy Grove, nei prossimi mesi vi saranno ulteriori aggiornamenti con una personalizzazione ancora più approfondita delle abitazioni.

Va poi considerato che non tutte le famiglie hanno esigenze identiche. Alcune apprezzano la presenza di alberi nelle vicinanze, altre pretendono maggiore illuminazione o fiori vicino a casa. Alcuni prediligono la vicinanza con l’acqua o con le colline, mentre altri ancora apprezzano un vicinato numeroso. Quest’ultima tendenza è singolare in quanto, di solito, il sovraffollamento aumenta il malcontento degli abitanti.
Queste preferenze, spingono il giocatore a organizzare in modo diverso le varie case, creando un tessuto urbano eterogeneo. Raggiunto un certo livello, inoltre, è possibile ampliare le abitazioni aggiungendo un piano, permettendo dunque la collocazione di più nuclei nello stesso stabile.
Le famiglie giungono nel villaggio attraverso una stazione ferroviaria già presente all’inizio della partita (un richiamo al precedente titolo di Galaxy Grove?) e, a seconda del caso, possono avere particolari preferenze riguardo la loro futura abitazione.
Il villaggio, che mano a mano viene ampliato, può poi letteralmente “salire di livello”, permettendo lo sviluppo di nuove tecnologie ed edifici. Raggiunto un determinato livello, viene sbloccata la mappa successiva (al momento ne sono disponibili tre), con ulteriori costruzioni che vanno a modificare in modo consistente il gameplay.
Dalla seconda mappa, per esempio, Town to City introduce le fattorie, aprendo inaspettatamente la scena a un sistema economico semplice ma godibile, che ben si sposa con i meccanismi del gioco mostrati fino a quel momento.

La progressione e l’introduzione di nuovi elementi è ben dosata e si traduce in un gameplay che, sebbene non sfidante, riesce a soddisfare il giocatore dimostrandosi ben strutturato.
La modalità sandbox e la modalità in prima persona
Una volta completata la campagna, il titolo ha ancora molto da offrire.
La modalità sandbox è un’esperienza ancora più rilassante. Qui, il giocatore può scegliere tra diverse impostazioni per rendere più o meno “impegnativa” la partita, andando anche a eliminare del tutto la necessità di denaro per realizzare le costruzioni.
Il risultato è una modalità creativa che offre tutti gli strumenti realizzati dagli sviluppatori per plasmare il proprio villaggio da sogno, senza particolari limiti. Un vero e proprio paradiso per chi vuole creare la sua cittadina ideale, andando a curare nei minimi dettagli pavimentazione, vegetazione e qualunque piccolo particolare.
A dimostrare come l’aspetto estetico di Town to City ricopre un peso specifico notevole, esistono diversi strumenti concepiti per poter scattare fotografie quanto più possibile suggestivi. Stiamo parlando della Photo Mode, del tutto paragonabile a un’app della vita reale per realizzare scatti il quanto più possibile suggestivi.

Non solo: sia in modalità campagna che sandbox, il videogiocatore può immergersi in modo diretto nella sua creazione urbanistica.
Accedendo alla casa del sindaco, infatti, è possibile attivare un’apposita modalità che permette di girovagare per il villaggio in prima persona, apprezzando ancora più nei dettagli il lavoro di Galaxy Grove: dal fumo dei camini fino a intravedere l’interno delle costruzioni dalle finestre: tutto è curato nei particolari, il tutto proposto con l’immancabile grafica voxel.
Il city builder che mette d’accordo tutti
Town to City è una produzione indie di alto livello, un lavoro curato nei dettagli che dimostra una grande passione da parte di Galaxy Grove.
Gli stessi sviluppatori hanno intenzione di curare ancora il gioco, con implementazioni interessanti che andranno a completare un lavoro già più che convincente nei prossimi mesi.
Il grande merito di Town to City è la sua orizzontalità. Stiamo parlando di una “porta d’accesso” per chi non ha mai giocato a un city builder, forte di un approccio rilassato, ma allo stesso tempo offre spunti interessanti per il videogiocatore più consumato, un’esperienza trasversale che può appagare un po’ tutti.
Anche se il prezzo a cui viene proposto non è dei più bassi nell’ambito indie, la qualità complessiva vale ogni singolo euro.
Cresciuti a pane e Sim City o novizi dei town builder? Town to City mette d'accordo tutti con un titolo rilassante ma tutt'altro che banale.
Pro
- Grafica voxel deliziosa e curata nei dettagli
- Meccaniche di gioco semplici ma funzionali
- Personalizzazione profonda del villaggio
Contro
- Musica leggermente ripetitiva sul lungo periodo