Spider-Man Brand New Day – Recensione
Un capitolo maturo, intimo e sorprendentemente viscerale, che regala la versione più autentica dello Spider-Man del MCU.
Che piaccia o no, l’arrivo di un nuovo film Marvel in sala è sempre un evento accompagnato da un grande – e talvolta giustificato – entusiasmo da parte dei fan, a maggior ragione se il protagonista è il nostro caro Arrampicamuri. Spider-Man Brand New Day è il 38º film del MCU e il quarto capitolo in solitaria dedicato al Peter Parker di Tom Holland, nonché secondo film della Fase 6.
Alla scrittura troviamo nuovamente la coppia Chris McKenna ed Erik Sommers, mentre alla regia Destin Daniel Cretton (già dietro la macchina da presa per Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli). Spider-Man Brand New Day è il sequel diretto di No Way Home e ha il compito di rispondere alla domanda che ci aveva lasciato in sospeso al termine del precedente film: “Da dove si ricomincia quando si perde tutto?”
Spider-Man Brand New Day – Recensione
Il film riprende la storia esattamente da dove si era interrotta in No Way Home, con Doctor Strange che lancia un incantesimo per far dimenticare a tutti l’esistenza di Peter Parker. Un finale malinconico difficile da dimenticare. Brand New Day, dal canto suo, apre le danze mettendo in mostra una regia dallo stile visivamente rinnovato rispetto ai precedenti film, caratterizzato da toni più cupi e freddi. New York torna a essere lo scenario principale, regalando un’atmosfera unica degna del nome di Spider-Man.
Contrariamente a quanto fatto nelle ultime pellicole con Tom Holland, Brand New Day riesce finalmente a trovare il giusto equilibrio mettendo al centro della narrazione Spider-Man, senza la necessità di inserire a forza mentori o figure che lo guidino. Il film rappresenta infatti una vera e propria evoluzione per l’Uomo Ragno del MCU, mostrandoci un eroe più maturo. Allo stesso tempo Spider-Man si sta evolvendo, così come anche il suo DNA, rendendolo consapevole dei propri poteri e dei propri limiti.

Questo percorso segna un chiaro punto di svolta per la saga: un vero e proprio Brand New Day – un “nuovo giorno” o, se vogliamo, un nuovo inizio – in cui il protagonista raggiunge il culmine della sua maturazione, dimostrando di saper finalmente camminare con le proprie gambe. Certo, nella pellicola compaiono altri personaggi degni di nota (come già mostrato nei trailer con Hulk e Frank Castle nei panni del Punitore), ma la loro presenza arricchisce un mondo vivo in cui ciascuno segue i propri ideali, senza mai oscurare né intaccare il percorso personale di Spider-Man.
È un film intimo più su Peter Parker che su Spider-Man, che punta soprattutto a esplorare la sua psiche e a farlo confrontare con i propri mostri interiori. La trama di per sé è ben scritta e il mistero centrale riesce a catturare fin da subito. Non è esente da difetti, ovviamente, specialmente per via di alcuni cambi di ritmo improvvisi in cui si passa dall’azione alla calma totale in tempo zero, ma rimane godibile per tutta la sua durata.
Un cast funzionante e sinergico, forse un po’ troppo sovraccaricato
Il merito di questa crescita va attribuito anche all’ottimo cast di Brand New Day. Oltre al già citato Tom Holland, che finalmente riesce a esprimere al meglio il suo Spider-Man, la pellicola vanta una serie di personaggi primari e comprimari che aggiungono una concreta sostanza alla storia.
Ritroviamo diversi volti già consolidati nel Marvel Cinematic Universe, a partire da MJ e Ned, interpretati rispettivamente da Zendaya e Jacob Batalon. A loro si aggiunge Jon Bernthal nei panni di The Punisher – sempre violento, ma opportunamente ridimensionato per integrarsi in questo contesto – oltre a Mark Ruffalo, che torna nel ruolo del professor Bruce Banner e del suo alter ego Hulk. Così come anche tra i villain ritorna Scorpion con l’azzeccatissimo Michael Mando.

Allo stesso tempo, Spider-Man Brand New Day fa da trampolino di lancio alla giovane new entry Sadie Sink. Non posso rivelare molto sul suo personaggio, ma sono rimasto davvero colpito dalla sua interpretazione e dalla potenza emotiva che è riuscita a trasmettere. Mi fermo qui, altrimenti c’è il rischio che mi scappi qualche spoiler!
Nel complesso, l’intero cast risulta decisamente convincente, anche perché ogni personaggio segue una propria storia ben definita. Ed è proprio questo elemento, tuttavia, a sovraccaricare a tratti la pellicola, lasciando la trama principale un po’ ingarbugliata tra le varie sottotrame. Fortunatamente, il film riesce a ritrovare nel finale una via d’uscita e a tornare alla linearità iniziale, lasciando volutamente alcune questioni in sospeso.
Essere Spider-Man
Sul fronte tecnico, questo Brand New Day si dimostra un gran passo avanti rispetto ai precedenti capitoli. L’utilizzo inusuale del POV (Point of View) durante alcune scene rende l’azione dinamica ma non confusionaria. Le scene di combattimento sono ben coreografate e durano il giusto, e qui il merito va a Cretton che già con Shang-Chi era riuscito a trovare la giusta formula tra fluidità, chiarezza visiva e tempi di esecuzione.
Anche il mondo dei videogiochi ha contribuito in un certo senso alla realizzazione di queste sequenze. Molte scene d’azione e mosse di Spidey, infatti, sono chiaramente ispirate a Marvel’s Spider-Man 2, titolo sviluppato da Insomniac Games. E se ricordi bene una dinamica simile si era vista anche in No Way Home. Con Brand New Day questo legame tra il mondo del cinema e quello dei videogiochi diventa ancora più marcato.

Un nuovo giorno
Spider-Man: Brand New Day è esattamente questo: un nuovo giorno, o meglio, un nuovo inizio. Spider-Man è maturato moltissimo, segnando uno stacco netto rispetto al passato. Finalmente abbiamo tra le mani un eroe fatto e finito, con la speranza che Marvel e Sony riescano a mantenerlo tale nei capitoli futuri.
Posso solo dire che, al momento, Spider-Man Brand New Day è il film che più si avvicina ai film di Sam Raimi con Tobey Maguire in termini di regia, narrazione e sviluppo dei personaggi. Una piacevole sorpresa che consiglio a tutti i fan dell’Uomo Ragno sul grande schermo.
Fresco, dinamico e travolgente: il miglior capitolo di Spider-Man dai tempi della trilogia di Sam Raimi.
Pro
- La maturazione concreta di Peter Parker
- Cast stellare e funzionante, specialmente Tom Holland e Sadie Sink
- Scene d'azione adrenaliniche e ben coreografate
Contro
- Alcune sottotrame non particolarmente sviluppate
- Bisogna avere una conoscenza generale del MCU (film e serie TV) per capire tutti i riferimenti