Marvel’s Wolverine: Le storie più importanti
I fumetti fondamentali per poter conoscere uno dei mutanti più letali della Marvel
Tra poco meno di un mese torneremo a vivere il meraviglioso universo Marvel creato da Insomniac Games, ma non nei panni di Spider-Man, bensì di Wolverine. Il prossimo 15 settembre uscirà infatti Marvel’s Wolverine, ultima fatica dello studio affiliato a Sony che ci vedrà vestire i panni del guercio canadese.
C’è grande attesa intorno a Marvel’s Wolverine, soprattutto da quando la sua esistenza fu resa pubblica anni fa dopo l’attacco hacker subito da Insomniac Games, che ne rivelò i primi gameplay. Certo, era ancora un gioco in fase embrionale, ma finalmente, dopo tanta attesa, ci siamo quasi e il titolo è pronto per essere pubblicato, sperando che non ci siano intoppi di nessun tipo.
Dal punto di vista tecnico, infatti, Insomniac Games rappresenta una garanzia consolidata grazie ai giochi di Marvel’s Spider-Man. Vedremo se sarà così solido anche dal punto di vista narrativo, anche se le premesse per un buon lavoro ci sono tutte.
Con questo editoriale che andrete a leggere parlerò delle storie a fumetti più importanti del personaggio, sia per chi vuole approcciarsi al gioco da neofita totale, sia per i fan dei film che vogliono conoscere la controparte originale e scoprire chi è veramente Wolverine, oltre i film hollywoodiani e il gioco.
Marvel’s Wolverine: La prima apparizione – Hulk vs Wolverine del 1974
Il debutto del mutante canadese avviene nel 1974 su The Incredible Hulk #180-181, segnando così il suo ingresso nell’universo fumettistico della Casa delle Idee.
Fu ideato dall’allora caporedattore Roy Thomas, figura storica della Marvel e del mondo dei comics americani, che diede la scrittura a Len Wein e fu disegnato da Herb Trimpe, che si basò su alcuni concept di John Romita Sr.
La trama vede Hulk impegnato nelle foreste del Quebec a combattere contro il Wendigo, costringendo il governo canadese a mandare un loro agente speciale a risolvere la situazione prima che lo scontro tra i due degenerasse e ad abbattere entrambe le creature, prima che dalle foreste si spostassero nei centri abitati. Inizialmente, l’agente era identificato solamente con “The Wolverine”.
Quando il personaggio fu creato, Wein non aveva pensato alla backstory del personaggio e nemmeno al fatto che fosse un mutante, ma era semplicemente un agente speciale del governo canadese. Dopo questo brillante ed esaltante numero, la Marvel iniziò ad approfondire il personaggio, rendendolo quello che noi tutti oggi conosciamo.
Questo numero è fondamentale sia per il valore artistico e collezionistico, sia perché si iniziarono a gettare le prime basi del personaggio: il legame con il Canada e il Dipartimento H, il dipartimento del governo canadese per cui lavorava Logan, e la rivalità con Hulk, che sarà un elemento ricorrente nelle storie dell’artigliato canadese.

Marvel’s Wolverine: La saga di Madripoor
La saga di Madripoor è la prima vera saga da solista di Wolverine. Dopo il suo debutto e aver guadagnato un ruolo di spessore all’interno degli X-Men, Logan debutta con la sua serie regolare da solista e lo fa con una storia che richiama sia il suo passato da agente speciale, con tratti fortemente da fumetto noir e underground, sia il suo “nuovo presente” da mutante.
Questa saga è la prima vera storia che vede Wolverine come protagonista solitario e si allontana parecchio dallo stile classico delle avventure che viveva con gli X-Men, che lo vedevano coinvolto in storie molto più fantastiche, mentre in questa saga lo vedremo molto più impegnato a combattere il crimine locale, investigare e a vedersela con signori della guerra e bande criminali, dando quel tocco più realistico al personaggio.
Il tutto è condito dall’ambientazione dell’isola di finzione di Madripoor, un’isola fortemente ispirata a Singapore e anch’essa situata in Asia. L’isola è fortemente divisa tra la parte ricca, che dà casa sia a signori del crimine che a ricchi imprenditori senza scrupoli, e la parte povera, che vive in condizioni di forte degrado e sfruttamento da parte di chi sta nelle zone più abbiette.
Questa saga è di fondamentale importanza sia per lo stile della storia, dando a Wolverine un netto stacco rispetto alle avventure con gli X-Men, sia perché dimostra come il personaggio sia in grado di reggere da solo una testata tutta sua e quindi di poter essere un protagonista a tutti gli effetti, senza avere il bisogno di altri X-Men, magari più noti e “vecchi”, insieme a lui.
Da qui parte ufficialmente la testata di Wolverine.

Marvel’s Wolverine: Weapon X le origini mutanti
Questa saga è una delle più importanti per quanto riguarda il personaggio e una delle più iconiche sia per il personaggio di Wolverine sia per la Marvel in generale. Scritta da Barry Windsor-Smith, rivela l’origine traumatica di The Wolverine (attenzione: di The Wolverine, non dell’uomo sotto la maschera) ed è un capolavoro di body horror, capace di dare al lettore un senso di claustrofobia e di mostrare come egli abbia perso la propria natura umana.
La storia è ambientata dentro un laboratorio tra le montagne del Canada e ci racconta come Wolverine abbia perso la memoria e come gli sia stato impiantato l’adamantio sullo scheletro. Vede, oltre ovviamente a Wolverine, tre figure chiave:
- Il Professore: mente cinica del progetto, ossessionato dal creare il soldato perfetto.
- Il Dottor Cornelius: lo scienziato che inietta chirurgicamente l’adamantio liquido nel corpo di Wolverine.
- Miss Hines: l’assistente tecnica che si occupa di cancellare i ricordi e di indottrinare la mente di Logan, fino a farlo diventare un guscio vuoto che risponde soltanto agli ordini.
Questa storia riesce a creare un’iconografia leggendaria del personaggio, capace di rimanere impressa nel lettore, che vede un Logan nudo, coperto soltanto da cavi e batterie e con indosso il visore fantascientifico che si può vedere durante la saga. Il culmine viene raggiunto quando il condizionamento mentale fallisce e il fattore rigenerante e la natura selvaggia di Wolverine prendono il sopravvento, scatenando una sanguinosa resa dei conti dentro il laboratorio.
Questa storia risulta fondamentale per capire la psicologia del personaggio, i motivi delle sue amnesie e dei suoi incubi e il perché e come abbia l’adamantio liquido dentro il suo corpo.

Marvel’s Wolverine: Origin – L’uomo oltre la bestia
Miniserie in 6 numeri del 2001 che vede come autori Paul Jenkins, Bill Jemas e Joe Quesada ai testi, con i disegni di Andy Kubert, e narra di chi era Wolverine prima del progetto Weapon X, mostrandoci un personaggio fortemente diverso da quello a cui i lettori erano abituati a vedere e narrandoci come egli abbia sbloccato il suo gene mutante.
La storia è ambientata alla fine del XIX secolo e vede come protagonista un ricco e malaticcio ragazzo di nome James Howlett, cresciuto in una tenuta ad Alberta. Un giorno, il giardiniere Thomas Logan fa irruzione in casa e uccide il padre di James. James, dopo aver assistito a questa scena, rimane fortemente traumatizzato e ciò gli fa sbloccare il suo gene mutante, dandogli accesso ai suoi artigli e al fattore rigenerante.
Da lì in poi inizia una fuga con la sua ragazza Rose, che lo vedrà rifugiarsi nelle cave a nord del Canada, e vedremo come James Howlett, che ha assunto l’identità di Logan, cambierà da ragazzino vulnerabile a cacciatore forte e scopriremo come ha ottenuto i suoi poteri e chi sia veramente Wolverine dietro ai traumi e alla sua natura bestiale.
Questa storia risulta fondamentale perché dà la possibilità ai lettori di vedere chi era Wolverine prima che perdesse la sua umanità e prima che diventasse un agente governativo canadese, completando così la sua backstory. Se Weapon X è fondamentale per scoprire chi è Wolverine, Origin è fondamentale per capire chi è Logan sotto la maschera e sotto i traumi che hanno segnato la sua esistenza.

Marvel’s Wolverine: Old Man Logan – La fine della bestia
Old Man Logan rimane tutt’oggi una delle storie più iconiche dell’artigliato canadese, ambientata 50 anni nel futuro, dove gli eroi della Terra sono stati sconfitti e i villain hanno vinto. Questa storia unisce lo stile western con le storie post-apocalittiche in stile Mad Max e ci mostra un Wolverine profondamente svuotato dal senso di colpa e che ormai è diventato un pacifista.
La storia, uscita nel 2009, disegnata da Steven McNiven e scritta da Mark Millar, parte con i criminali più potenti della Terra che si alleano per sconfiggere gli eroi e, tramite una serie di illusioni ultra-realistiche, riescono a ingannare Wolverine, facendogli massacrare gli X-Men nel modo più bestiale e crudele di sempre.
Quando Wolverine si rende conto di ciò che ha fatto, decide di non usare più i suoi artigli e di diventare un pacifista, ritirandosi nelle campagne californiane dove metterà su famiglia, ma ormai è un essere svuotato dal senso di colpa che non riesce a perdonarsi.
Da lì in poi partono le avventure di Old Man Logan, tra debiti con la Hulk Gang, la famiglia di Banner che ormai ha lasciato vivere il suo lato mostruoso, e un’America post-apocalittica che ci viene mostrata attraverso gli occhi di un uomo ormai spezzato e schiacciato dai suoi traumi ed errori.

Marvel’s Wolverine: The Death of Wolverine – La fine di Logan
Death of Wolverine segna la fine dell’artigliato canadese, miniserie di 4 numeri scritta da Charles Soule e da Steven McNiven che segna la fine fisica (temporanea) del personaggio e che riesce a creare un incredibile parallelismo con quella che fu Weapon X, chiudendo la parabola creata due decenni prima.
La storia parte con Wolverine che viene infettato da un virus che annulla il suo fattore rigenerante e vede Wolverine braccato da tutti i suoi peggiori nemici, e ci fa vedere per la prima volta un Wolverine vulnerabile a ogni ferita e che soffre di un’intossicazione da adamantio, metallo che l’aveva reso quasi invincibile finché il fattore rigenerante era attivo, ma che ora lo stava uccidendo.
I suoi nemici sono stati assoldati dal Dr. Cornelius, lo stesso dottore che fece parte del progetto che creò Wolverine.
La storia crea un bellissimo parallelismo con Weapon X: sempre come nella miniserie di inizio anni ’90, il dottor Cornelius voleva catturare Logan per poter studiare il suo fattore rigenerante e poter creare un esercito di soldati invulnerabili, ma quando scopre che Wolverine ha perso quel potere, decide lo stesso di iniettare l’adamantio nelle cavie e ciò porta a far sì che Wolverine si sacrifichi per salvare le cavie che erano state tutte rapite.
Proprio qui avviene il poetico sacrificio di Logan, che distrugge la vasca con l’adamantio liquido che si riversa su Wolverine, creando un sarcofago di adamantio e trasformandolo in una statua lucente mentre esala l’ultimo respiro guardando il tramonto.
In questa morte c’è un’ironia tragica che contraddistingue il personaggio: se in Weapon X l’adamantio, che gli è stato iniettato contro il suo volere, non lo avvelena e uccide, ma anzi lo rafforza, qui sì, lo uccide e lo avvelena, ma questa volta decide di farsi travolgere da esso per una sua scelta e nel massimo delle sue facoltà, chiudendo un cerchio di tragica ironia e facendo morire così il personaggio di Logan.
Certo, la morte dei personaggi Marvel, così come quella DC, raramente è permanente, ma questa miniserie è stata in grado di chiudere un ciclo e un personaggio che ha segnato la storia editoriale della Marvel e che, fin dal suo debutto cinematografico, ha saputo attirare un enorme successo.

Marvel’s Wolverine: Il debutto videoludico
Se avete seguito questa guida e avete letto i fumetti presenti, ora siete più che pronti per prendere i panni del guercio canadese e avere rimpolpato la vostra libreria con alcune delle migliori saghe che la Marvel abbia partorito.
Quello che dovete fare adesso è prendere il pad, abbassare le luci e lasciarvi trasportare negli intrighi politici che coinvolgono Wolverine e il resto degli X-Men.
Marvel’s Wolverine uscirà il 15 settembre del 2026 ed è prodotto da Insomniac Games in esclusiva per PS5, e questo nuovo titolo entrerà a far parte dell’universo dei Marvel’s Spider-Man.