Blue Reflection Quartet – Recensione PS5

Recensito su PlayStation 5

Editoria & Trasparenza

Codice digitale fornito gratuitamente dal produttore/editore per fini editoriali.

Blue Reflection Quartet - Recensione

Nato dalla mente dell’illustratore Mel Kishida e sviluppato dallo studio Gust, il franchise di Blue Reflection ha sempre occupato una nicchia molto ristretta e appassionata di RPG giapponesi. Il primo capitolo della serie faceva parte di una campagna promozionale chiamata “Beautiful Girls Festival”, lanciata dallo stesso studio Gust e da Koei Tecmo nell’ormai lontano 2016.

Questa iniziativa prevedeva la pubblicazione di tre opere distinte: Atelier Firis: The Alchemist and the Mysterious Journey, Nights of Azure 2: Bride of the New Moon e, appunto, Blue Reflection. Questi giochi erano stati concepiti per valorizzare il character design delle protagoniste femminili, principalmente adolescenti, e trattare tematiche come la crescita personale e il valore dell’amicizia tipiche delle produzioni Gust.

La serie Atelier è senza dubbio quella a cui lo studio ha dedicato più attenzioni, grazie anche all’ottima accoglienza del pubblico, mentre Nights of Azure si è fermata ad appena due capitoli. Blue Reflection, dal canto suo, ha goduto di un supporto altalenante con due titoli per console, una serie animata spin-off e un gioco mobile dalla vita breve.

Con Blue Reflection Quartet, lo studio giapponese tenta il rilancio della serie grazie a una collection che racchiude tutti i giochi in un unico pacchetto, combinando i due capitoli principali (Blue Reflection e Blue Reflection: Second Light), l’adattamento dell’anime Blue Reflection Ray e la trasposizione giocabile dell’ormai chiuso titolo mobile Blue Reflection Sun. Ma la vera domanda è: c’è ancora posto per questo RPG nel 2026?

Blue Reflection Quartet
Una collezione che merita?

Blue Reflection Quartet – Recensione

Su questi lidi abbiamo già trattato di Blue Reflection, specialmente il più apprezzato secondo capitolo Second Light (ti lascio qui la recensione se vuoi dargli una letta). Oggi invece ti parlerò esclusivamente di questa versione Quartet, dei suoi contenuti, dei cambiamenti al gameplay e soprattutto se vale la pena o meno fare ritorno tra i banchi di scuola di questa specifica edizione.

Blue Reflection Quartet include al suo interno tutto ciò che riguarda questo franchise. Dal menu principale è possibile selezionare qualsiasi capitolo indipendentemente dall’ordine in cui vanno giocati. Tuttavia, la collection dispone i titoli già in base alla sequenza cronologica degli eventi, quindi troviamo il primo Blue Reflection, l’anime riadattato a gioco Blue Reflection Ray, il titolo mobile Blue Reflection Sun e il capitolo Blue Reflection: Second Light.

Blue Reflection Quartet - Ray gameplay
Ray ha un gameplay sacrificato a causa della sua natura da serie anime.

Blue Reflection (2017)

Titolo di debutto della serie sul mercato che racconta la storia di Hinako Shirai, una giovane e promettente ballerina la cui carriera viene spezzata da un grave infortunio al ginocchio. Caduta in depressione, Hinako si trasferisce alla Hoshimiya High School, dove incontra le misteriose gemelle Yuzu e Lime.

Le due le conferiscono il potere di trasformarsi in una Reflector, una guerriera in grado di viaggiare in un mondo alternativo chiamato The Common (la dimensione inconscia dei sentimenti umani). L’obiettivo primario di Hinako è proteggere il mondo dalle minacce cosmiche note come Sephira, alimentata dalla speranza che compiere il suo dovere possa farle riavere l’uso della gamba.

Blue Reflection Ray (2021)

Originariamente nato come serie anime da 24 episodi, Ray espande l’orizzonte narrativo del franchise introducendo un cast di personaggi tutto nuovo. Per rendere l’esperienza più immersiva, il team ha riadattato l’anime sotto forma di visual novel (se così possiamo definirlo) con i modelli dei personaggi in 3D, eliminando completamente i combattimenti e la componente RPG.

La trama qui segue Ruka Hanari, una ragazza introversa che fatica a trovare il proprio posto nel mondo, e Hiori Hirahara, un’esuberante Reflector guidata dal desiderio instancabile di salvare gli altri. Le due si trovano coinvolte nel conflitto contro la Athanor, una fazione di Reflector deviate che mira a prosciugare i sentimenti umani negativi per motivi misteriosi.

Sfortunatamente, questo riadattamento dell’anime appare raffazzonato e del tutto sconclusionato a causa dei continui tagli fatti durante la produzione. Si tratta del titolo più debole della collection non solo perché privo della componente RPG, ma anche per il ritmo di gioco lento dettato da un’esplorazione di mappe vuote in cui lo scopo è raccogliere frammenti di ricordi. Onestamente, avrei preferito molto di più avere tutte le puntate dell’opera originale, o quanto meno un riassunto ben realizzato anche per chi non ha visto la serie originale.

Blue Reflection Quartet - Ray
Durante i dialoghi di Ray ci sono delle immagine statiche prese direttamente dall’anime.

Blue Reflection Sun (2023)

In origine un titolo gacha per dispositivi mobili i cui server sono stati chiusi nel giro di un anno, Sun viene riproposto nella Quartet in una versione completamente ristrutturata per essere giocata offline. Niente monetizzazione, banner personaggi o meccaniche predatorie questa volta, ma un gioco fatto e finito.

Ambientato in un mondo devastato dalla “Cenere Grigia”, una sostanza tossica che muta gli esseri umani e genera mostri, la trama segue un gruppo di ragazze entrate in contatto con la cenere che hanno sviluppato poteri da Reflector. Blue Reflection Sun introduce anche per la prima volta un personaggio maschile, nonché il protagonista di questo capitolo.

Il capitolo assume toni molto più cupi e distopici rispetto ai predecessori, focalizzandosi sulla sopravvivenza e sul sacrificio. Questo deriva anche dal fatto che il titolo nasce come produzione mobile, pertanto si è cercato di adottare una narrativa differente rispetto al passato evidente anche con l’inserimento di un protagonista maschile.

Blue Reflection Quartet - Sun
Sun introduce per la prima volta un personaggio maschile. Ti lascio immaginare come l’hanno presa i fan…

Blue Reflection: Second Light (2021)

Il capitolo migliore dell’intera saga, Second Light vede protagonista Ao Hoshizaki, una ragazza ordinaria che si risveglia in una scuola fluttuante circondata da un oceano infinito, priva dei propri ricordi insieme ad altre compagne nella stessa condizione.

L’esplorazione del mondo esterno, chiamato Heartscape, porta le ragazze a riscoprire i frammenti delle proprie memorie e a comprendere la vera ragione della loro reclusione in questo spazio surreale. Anche qui troviamo un cast di personaggi completamente nuovi, ma la storia si intreccia fortemente con le vicende di Hinako (la protagonista del primo gioco) e degli eventi di Ray, mantenendo una forte continuità narrativa.

Tra i titoli presenti è sicuramente quello più divertente da giocare, con personaggi che ho sempre trovato più profondi rispetto agli altri della serie. In Quartet è stato ulteriormente perfezionato, specialmente per quanto riguarda il sistema di movimento e di combattimento. Qui sotto trovi qualche dettaglio in più.

Quality of Life

Tra le note positive di questo Blue Reflection Quartet troviamo sicuramente la Quality of Life che va a migliorare alcuni aspetti del gioco che all’epoca non apprezzai moltissimo. Per prima cosa il sistema di combattimento è stato velocizzato: sia per il primo Blue Reflection (a turni classici) sia per Second Light (a turni dinamici in stile ATB), è stata implementata un’opzione per accelerare le battaglie fino a 2x insieme a una funzione di Auto-Battle ampiamente configurabile.

Per rendere l’esplorazione e la progressione più fluide, sono stati introdotti il rewind e salvataggio istantaneo, con salvataggi automatici più frequenti e la possibilità di riprovare un combattimento perduto ripartendo direttamente dall’inizio dello scontro, senza la necessità di ricaricare la partita.

Blue Reflection Quartet - QoL
Nella versione Quartet i combattimenti possono essere velocizzati o mandare in auto.

Infine, l’opera beneficia di un’importante ottimizzazione grafica e di performance: il frame rate è stato portato a 60 fps stabili, i tempi di caricamento sono stati drasticamente ridotti ed è stata applicata una pulizia generale dell’immagine che esalta la grafica rendendola più nitida.

Altra aggiunta è la sezione Reference dove è possibile immergersi nel mondo di Blue Reflection. Da qui è possibile visionare il significato dei termini utilizzati nel gioco, le caratteristiche dei personaggi e persino i collegamenti tra quest’ultimi. Ottimo per chi vuole approfondire questo universo.

Le modifiche sul fanservice

Per chi ha giocato i titoli originali, in particolare il primo capitolo, si ricorderà bene di alcune scene ambientate negli spogliatoi e nelle docce. Ecco, stando a quanto dichiarato da Koei, queste scene sono state modificate per rispettare le linee guida di classificazione internazionali. In poche parole, sono state censurate.

Personalmente, è una cosa che non mi tange particolarmente, ma ai puristi potrebbe far storcere il naso questo cambiamento. Le principali modifiche riguardano esclusivamente il primo Blue Reflection, specialmente nelle scene scritte poco sopra: tali sequenze sono state alterate per rendere meno visibili alcuni contenuti, mentre in altre le protagoniste indossano abiti più coprenti. È stata rimossa anche la telecamera libera nella galleria, impedendo determinate angolazioni della camera.

Nulla di scandaloso, ma che di questi tempi può essere una questione di principio per alcuni utenti. Io ho preferito riportartelo anche per onestà nei confronti del prodotto, ma ti assicuro che questi cambiamenti non vanno a intaccare in nessun modo la storia e la progressione del gioco.

Conclusione

Blue Reflection Quartet è l’edizione definitiva per chi ha amato questo franchise ed è consigliato anche a chi vuole avvicinarsi per la prima volta. Il sistema di combattimento ha subito dei piccoli accorgimenti che rendono l’esperienza complessiva molto più piacevole rispetto ai titoli originali. I fan storici potrebbero storcere il naso di fronte ai cambiamenti sul fanservice apportati da Koei, ma sul piano prettamente ludico non vi è alcun impatto.

Il rovescio della medaglia, però, lo troviamo più che altro con Blue Reflection Ray: un adattamento dell’anime del tutto fuori contesto e noioso, oltre a essere di breve durata. Così come è adesso crea solamente confusione, specialmente perché si ricollega narrativamente a Second Light. Un vero peccato.

7.1
La collezione definitiva del franchise.

Pro

  • Contiene tutti i titoli della serie, anche il capitolo mobile
  • Quality of life di grande impatto
  • La sezione Reference è un'ottima aggiunta per approfondire l'intero universo di gioco

Contro

  • Blue Reflection Ray è un riassunto raffazzonato dell'anime
  • Alcuni cambiamenti al fanservice potrebbero infastidire i fan storici della serie
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