Mario Hoops 3 on 3 – Recensione Mario Slam Basketball

Squared Mario

E così l’idraulico baffuto dalla buffa pronuncia si dà anche al basket, dopo le corse automobilistiche, il golf, il tennis e altri sport ancora.
Questa volta però potrebbe succedere qualcosa di inaspettato correndo per il campo… ad esempio potreste vedere un Moguri, o un Kyactus… o persino un Mago Nero!
Ebbene sì, oltre al marchio della grande N stavolta pure la Square Enix ci mette lo zampino, per creare uno dei giochi di basket più coinvolgenti di sempre!

Toccata e fuga

La vera innovazione del gioco, come facilmente intuibile essendo un titolo per DS, è senza dubbio il sistema di controllo: mentre gli spostamenti del personaggio sul campo saranno gestiti dalla croce direzionale, tutto ciò che concerne la palla sarà comandabile tramite lo stilo. Una successione di tocchi sul posto frutteranno un palleggio da fermo (utile quando ci si trova su caselle bonus), una strisciata causerà un passaggio verso la direzione della stessa e, dulcis in fundo, disegnando un simbolo adeguato al “possessore di palla” farà compiere un tiro speciale, come da tradizione Mariana. La libertà di passaggio è pressoché illimitata, e il palleggio da fermo ha un’ampiezza di 360°, il che facilita le cose se un avversario tenta di rubarvi la palla; se poi tutto questo vi sembra troppo macchinoso potete sempre affidarvi ai controlli classici tramite tasti, perdendo però una parte fondamentale del gioco.

Sguardo a destra, sguardo a sinistra…

Se prima è toccato al sistema di controllo, adesso è il momento della grafica.
L’azione si svolge su entrambi gli schermi del DS: quello superiore mostrerà l’azione in 3D, mentre quello inferiore ospiterà una visuale stilizzata dall’alto, con i personaggi rappresentati tramite le immagini dei loro volti e le posizioni dei riquadri dai quali ottenere monete, vitali per vincere, e, perché no? Anche qualche arma da usare contro gli sventurati avversari (che, beninteso, potreste anche essere VOI).
Se lo schermo inferiore sarà piacevole per la sua precisione e semplificazione dell’azione, quello superiore stupirà per il suo livello grafico: personaggi ottimamente riprodotti con centinaia di animazioni di pregevole fattura, ambientazioni suggestive, scelte di colori quanto mai azzeccate, design dei personaggi semplice ma efficace. Insomma, un gioiellino di grafica di alto livello, che non sfigurerà più di tanto davanti ad un titolo per PSX.

Let’s a play!

Le regole del gioco sono semplici: palleggiando, si deve portare la palla verso il canestro avversario, senza farla uscire dal campo e senza farsela rubare, e quindi si tira per far entrare la palla nel canestro.
Questo prima di quando passasse Mario.
Ora, per vincere la partita, oltre a mandare più volte la palla nel canestro avversario, è necessario raccogliere monete: sì, ma come? Semplice. Invece di saltare e afferrarle al volo, come nei classici giochi di Mario, stavolta si dovrà dare uno sguardo in basso, verso il pavimento: ci sono delle caselle gialle con un “?” sopra. Facendoci rimbalzare la palla sopra, toccando con ritmo lo schermo inferiore, otterremo le utili monete, e magari qualcosa in più: armi ad esempio. Proprio così: funghi velenosi, gusci di Koopa… tutti utilissimi, a patto che siate VOI a usarli contro gli avversari, e non viceversa.
Oltre al fatto di dover prendere le monete, un’altra cosa si metterà all’opera per complicarvi la vita: il terreno di gioco. Se nella semplice palestra tutto fila liscio, stessa cosa non avviene, per esempio, nella Serra di Peach, nella quale i canestri sono piante carnivore, che apriranno la bocca solo ogni tanto, e quindi… carpe diem! Dovrete insomma sfruttare le caratteristiche dei personaggi: ad esempio Wario è lento, ma è anche robusto e difficile da stoppare, Diddy Kong è veloce e così via.


I’ve heard that song before

Sul versante del sonoro, niente di negativo: le solite canzoncine che ci hanno seguito per tutti questi anni sono sempre lì, più remixate che mai. Oltre alle vecchie musichette, tanto orecchiabili quanto azzeccate, potremo sentire qualcos’altro: i gemiti e le buffe esclamazioni di Mario e compagnia, ad esempio. Gli effetti sonori si sprecano, per enfatizzare i tiri e le tecniche più spettacolari, accompagnando senza infastidire lungo tutto il gioco.


No internet connection? No party!

Qui arriviamo al vero punto tragico del gioco: il multiplayer.
Per quanto il gioco sia ben sviluppato, divertente o piacevole per vista e udito, ha discrete carenze di longevità. La modalità giocatore singolo dopo un po’ annoia, cosa che a quanto pare non era stata contemplata: l’unico multiplayer disponibile è la connessione Wi-Fi locale, senza download se non per un paio di miserrimi minigiochi, e assolutamente zero connessione tramite internet. Questa è senz’altro una grave mancanza, e un gran peccato, dato che con la connessione a internet il gioco avrebbe offerto una longevità senza paragoni, oltre a un divertimento mai provato prima per un gioco di basket.


Punteggio?

Mario Slam Basketball è senza dubbio un titolo di merito, grazie alla collaborazione di Square Enix che ci mette lo zampino. Parlando di grafica e sonoro è eccellente, con un ottimo sistema di controllo (anche se a volte non precisissimo) e innovazioni originali; certo è un peccato per il mancato multiplayer on-line, perché con esso si sarebbe distinto in maniera molto più marcata.

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