Bomberman – Recensione Bomberman

Il bombarolo ritorna su PSP!

Dai lontani tempi del suo esordio (1985!) ad oggi, Bomberman è riuscito a ritagliarsi la sua piccola pagina nella colossale enciclopedia dei videogame. Avrebbe forse potuto essere altrimenti? Così come è stato per Mario, Sonic e Crash, anche il simpatico bombarolo si è ritrovato ad essere il protagonista di più di una trentina di giochi, spazianti tra generi diversi fra di loro. Naturalmente il genere degli esordi, quello prediletto della saga, è il Maze (in italiano “labirinto”), lo stesso tipo di quel mostro sacro chiamato Pacman, a cui certamente Bomberman si è ispirato e di cui ha ripreso certi elementi fondamentali. Ad ogni modo la saga ha avuto anche episodi estemporanei come ad esempio giochi sportivi oppure giochi demenzial-automobilistici in stile Mario Kart, o addirittura si è arrivati ad un RPG.
Questo remake per PSP invece è peculiare per il fatto di… non portare modifiche sostanziose alla versione originale, proponendo un gioco simile a quelli tipici della serie ma con qualche gustoso miglioramento e una grafica migliorata.
Abbiamo la solita storiella senza senso, con il protagonista che deve liberare vari pianeti dalla minaccia degli alieni: di certo non il massimo della profondità, ma non è questo che il videogiocatore deve cercare da un titolo come Bomberman.

L’aspetto tecnico non è niente di che, ma è funzionale

Solo il titolo di questo paragrafo basterebbe ad esprimere il concetto. Bomberman per PSP si avvale del semplice stile grafico dei vecchi capitoli, ma ovviamente con un gradevole 3d supportato da animazioni sufficientemente fluide (almeno finché non si gioca in multiplayer… ma lo vedremo più avanti).
Data la natura del gioco, gli scenari devono essere semplici, funzionali, non eccessivamente ricchi di particolari che possano distogliere l’attenzione e creare confusione: ecco così che ogni singolo livello risulta privo di una vera caratterizzazione visiva che vada oltre pochi banali e scontati elementi.
Ma ricordate, questo gioco non va giudicato dal profilo strettamente tecnico: è pur sempre un puzzle game, che strizza l’occhio agli amanti del retrogaming. I maniaci della grafica iper realistica si buttino su altri titoli.
La musica di Bomberman è piuttosto azzeccata per il genere: le sue tipiche “canzoncine”, ripetitive fino all’inverosimile ma sempre orecchiabilissime, sono un buon contorno per i livelli, ma non hanno quel quid in più che possa aiutare ad innalzare il livello dell’esperienza di gioco.

Un gameplay collaudato, forse troppo?

I cambiamenti a livello di gameplay sono pochi, ed è proprio questa la croce/delizia del gioco. La struttura di base rimane sempre quella: Bomberman deve muoversi attraverso un labirinto ed usare le sue armi per distruggere i vari nemici; così facendo dovremo comunque fare attenzione a non farci distruggere dalle esplosioni delle nostre stesse bombe. L’obiettivo è fare completa piazza pulita entro un tempo prestabilito ed entrare nel passaggio per il livello successivo.
A rendere il gioco più vario avremo i consueti power up, sbloccabili distruggendo alcuni ostacoli, che permetteranno di modificare sia la gittata e le caratteristiche delle bombe, che la nostra velocità, più altri vari dettagli. Con un totale di oltre venti potenziamenti disponibili, c’è davvero da sbizzarrirsi! Rispetto alle versioni precedenti qui possiamo però accumulare i power up per usarli nel momento più opportuno: per la gioia di chi non sopportava i vecchi giochi, in cui tutti gli oggetti si attivavano automaticamente anche senza che lo si volesse.
Come si fa ad attivare i potenziamenti? Mediante un menu a scorrimento laterale, durante il gioco o nelle pause tra un livello e l’altro. Il sistema può risultare scomodo all’inizio, specie per il fatto che molti power up si assomigliano tra di loro ed è difficile distinguerli; anche la velocità di scorrimento del menu durante il gioco sembra eccessiva, e può dare un po’ di grattacapi.
I nemici sono molto diversificati, e ovviamente le loro AI e strategie cambiano secondo una difficoltà crescente: ecco così che dopo i primi livelli avremo nemici che passano attraverso gli ostacoli, volano per evitare le bombe, vanno sottoterra…
Non può mancare, alla fine di ogni mondo, il boss finale. E se i primi possono essere facili, gli ultimi cominciano ad essere veramente delle imprese!

Probabilmente alcuni avrebero voluto maggiori cambiamenti e innovazioni per questo capitolo di Bomberman. Si potrebbe criticare che la serie sia da tempo troppo uguale a se stessa, ma sinceramente a noi piace lo stesso!

Il consueto supporto multiplayer

La serie di Bomberman ha sempre fatto del multiplayer il punto di forza: ecco così che la versione per PSP non fa eccezione, con il supporto per giocare fino a quattro giocatori contemporaneamente. Selezionando la modalità “Condivisa” giocare avendo una sola copia del gioco, ma con l’orrendo risultato di fastidiosi lag e rallentamenti vari.
Un altro grosso difetto di Bomberman è l’impossibilità di giocare in rete, ma solo su locale, la cui modalità “Battaglia” può far felici i videogiocatori per molte ore.

Quanto dura?

Potenzialmente un numero di ore spropositato. Bomberman si propone come un piacevole passatempo per rilassare la mente, in qualsiasi momento della giornata, senza l’obbligo di sedute lunghe e impegnative come potrebbero fare giochi più “sostanziosi”. Questa grande versatilità si traduce nel fatto che saremo tentati di accendere la PSP ogni volta che avremo dieci minuti liberi.
Se a questo aggiungiamo il fatto che Bomberman prevede ben 100 livelli, 50 livelli extra sbloccabili, e una difficoltà veramente assassina (specie alla fine), è facile capire perché questo gioco potrà restarci in mente per un bel po’ di tempo.
Inoltre fate attenzione, perché questo gioco ha portato alla dipendenza già molti videogiocatori…

Solo per retrogamers? Dipende…

Bomberman non è un capolavoro epocale, non è il gioco che resterà nei cuori di intre generazioni. E’ solo un innocuo passatempo per semplici momenti di svago, un buon riempitivo di momenti morti… E questo vale per tutti i tipi di giocatore che non cerchino solamente aspetti tecnici d’avanguardia: in tal caso, questo gioco è da evitare come la peste.

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