Snatcher – Recensione Snatcher

Kojima-San: garanzia di qualità

Molto spesso, quando qualcuno fa il nome di Hideo Kojima, quasi automaticamente viene collegato alla serie di Metal Gear Solid, forse il capolavoro di maggior successo legato al suo nome e alla Konami. Ma se provassimo ad andare qualche passo più indietro? Sono sicuro che nessuno si aspetterebbe successi di grosso calibro a parte la saga di Solid Snake e compagnia bella: ed è proprio qui che vi sbagliate. Già da prima di Metal Gear, Kojima ha concepito capolavori che divennero cult specialmente nella Terra del Sol Levante per la loro qualità complessiva. E Snatcher è uno di questi, soprattutto nella versione per il Sega Mega CD, sfortunato add-on per il Mega Drive, che eleva alla perfezione la prima incarnazione del 1988, realizzata per l’MSX e riservata solo al Giappone. Il gioco era già un cult in Giappone e si decise per una conversione per il Mega CD aggiungendo musiche e suoni di qualità CD e integrando addirittura un capitolo aggiuntivo alla storia. Ironia della sorte, questo gioco non vendette molto in Europa, soprattutto a causa dell’uscita in un momento ahimè non propizio per l’add-on della casa di Sonic (di lì a poco sarebbe morto assieme al "cugino" 32X, rimpiazzato dal Saturn) e quindi probabilmente saprete poco e nulla di cosa trattiamo in questa recensione. Ma se invece volete partire alla scoperta dei segreti di questa rara perla videoludica, continuate a leggere queste righe e non ve ne pentirete affatto.

 

Questo è Metal Gear MkII il nostro navigatore personale: ha un aspetto familiare, vero?

 
 

Snatchers, questi sconosciuti…

La trama è ben costruita e inizia con un antefatto datato 6 Giugno 1996: una tremenda esplosione distrugge un centro di ricerca a Mosca dove era in corso di sviluppo una potente arma batteriologica denominata "Lucifer Alpha". Lo stesso agente tossico si diffonde nell’atmosfera, uccidendo l’80% della popolazione mondiale e rendendo inabitabile l’Europa e l’Asia Minore per circa una decade. Una cinquantina di anni dopo l’incidente, nella città di Neo Kobe in Giappone, gli Snatchers fanno la loro prima apparizione. Questi sono dei sofisticatissimi biodroidi che uccidono le loro vittime e prendono il loro posto nella società, adottando la loro identità e camuffandosi da umani grazie a componenti organici artificiali. Nello stesso tempo, Gillian Seed (il personaggio principale del gioco, nonché nostro alter ego), viene ritrovato a Mosca da un corpo investigativo assieme a sua moglie Jamie, entrambi sofferenti di forte amnesia. Entrambi però sembrano avere la sensazione che la minaccia degli Snatchers sia connessa con una parte del loro passato, e dobbiamo scoprire come, tentando al contempo in qualità di Junker (uno speciale corpo di polizia istituito a Neo Kobe per fronteggiare l’invasione degli Snatchers) di investigare su questi misteriosi e spietati biodroidi. La trama è divisa in 3 atti, uno in più della versione MSX, e avremo molteplici ambientazioni e personaggi con cui avremo a che fare per raccogliere informazioni, ma anche finti alleati che, come immaginerete, tenteranno solo di mettervi i bastoni fra le ruote.

 

"Forza, ragazzi! Facciamogli vedere come si fa la vera Robot-dance!"

 
 

Molto più di un fumetto, poco meno di un film

La versione per Mega CD di Snatcher, fra le varie conversioni lanciate sul mercato videoludico, è quella che forse rappresenta il maggior livello di pulizia grafica. Ogni location di gioco, da fabbriche abbandonate a sordidi e decadenti bassifondi cittadini fino alle "asettiche" sale del Quartier Generale, sono state realizzate con un livello di dettaglio eccellente, sfruttando la potenza combinata dei processori del Mega Drive e del Mega CD per realizzare una grafica che fa quasi invidia a quella di un fumetto (non per nulla c’è chi in Giappone annovera questo gioco nella categoria "Interactive Comic"). Inoltre, si può affermare che questa è la versione di Snatcher con la palette di colori forse più "vivace". Infatti, ha il pregio di far apparire un po’ meno oscure le location, più inquietanti di quello che potrebbero sembrare, mantenendosi comunque su un livello "naturale" e favorendo l’immersione nella trama e nel gioco. Aggiungete anche delle cutscenes (alcune davvero esilaranti) dove il character design dà il meglio di sé e scoprirete perché Snatcher si differenzia dalla maggior parte dei giochi per Mega CD che uscirono, ahimè quasi tutti di mediocre fattura e basati interamente su orrendi filmati FMV in bassa risoluzione.

Dov’era quella notte?

Il sistema di controllo del gioco si divide in due fasi: Investigazione e Scontro a fuoco, corrispondenti rispettivamente a due tipi di interfaccia. Nel primo caso, dovremo interrogare testimoni ed esplorare aree per raccogliere oggetti e informazioni tramite un menù a comandi. Questi comandi comprendono varie azioni come "Guarda", "Parla", "Esamina", ecc. Forse è il tipo di interfaccia più ostico con cui avrete a che fare, ma allo stesso tempo (almeno per quando fu pubblicato il gioco) anche il più innovativo. Infatti, molti comandi per andare avanti nella vostra investigazione diverranno disponibili solo dopo che avrete compiuto determinate azioni più di una volta, per esempio dovrete esaminare lo stesso posto più volte per fare in modo di parlare con un informatore, e a tratti ciò potrebbe anche diventare frustrante. Ma attenzione, sarebbe sleale cestinare così questo sistema tipico dei giochi di investigazione. Infatti, il fatto di dover esaminare accuratamente i posti, le persone e gli oggetti con cui avremo a che fare ci stimolerà a scoprire nuovi particolari che si riveleranno utili e arriveremo così a scoprire ad esempio pezzi di carta con informazioni importanti nascosti nella tasca di una giacca. Inoltre potremo anche usare i comandi per svariate altre cose, come ad esempio per mangiare del ramen e perfino farci leggere la mano, aggiungendo dei gustosi e divertenti fuori programma alla nostra missione. La componente investigativa è il fulcro di Snatcher, ma logicamente non sempre il cervello può aiutarci a risolvere i problemi, e quando la mano è più veloce della mente ecco che appare la seconda interfaccia. Questa è in pratica costituita su una griglia 3×3 dove dovremo muovere il mirino usando i tasti direzionali e sparare usando il tasto C. Non bisogna pensare qui, solo sparare al momento e nel riquadro giusto. Accanto a queste interfacce avremo anche un aiuto importante dal robottino Metal Gear MkII: questo ci verrà presentato dal nostro ingegnere come nostro navigatore e ci sarà utile nella nostra investigazione effettuando analisi degli oggetti, illuminando gli spazi bui e, cosa più importante, salvando il gioco ogni qualvolta ne abbiamo bisogno. Ogni riferimento a saghe di videogiochi ovviamente è puramente casuale…

 

L’interfaccia di gioco in modalità investigazione

 
 

Cyberpunk sound

Applausi meritatissimi al reparto sonoro della Konami che, molto intelligentemente, ha deciso di sfruttare appieno sia le possibilità offerte dal chip sonoro dell’unità Mega Drive, che dal suono in qualità CD implementato nella versione Mega CD. Molti effetti sonori sono infatti stati implementati usando la capacità di sintesi del chip nativo della console Sega per i suoni più "futuristici", come computers o serrature elettroniche, ed effetti campionati in PCM dal CD per spari, esplosioni e soprattutto i dialoghi, che accoppiati al perfetto lip-syncing delle cutscenes di questa versione vi offrono un cocktail perfetto. Unico neo nel sonoro riguarda proprio i dialoghi che a volte sono però doppiati con troppa estasi: troveremo Gillian, ad esempio, parlare con un tono forse un po’ troppo "pacato" in un momento in cui si vede chiaramente che sta urlando. Menzioniamo comunque anche la colonna sonora, composta dal team sonoro della Konami (chiamato Konami Kuheiha Club) che ci regala una selection di tracce sia in 16 bit stereo che in qualità CD che accompagneranno il gioco. 

 

Uno scontro a fuoco con uno Snatcher: sparate senza pietà o sarete in un mare di guai!

Non solo Metal Gear

Già dalla prima versione per MSX si capiva che Snatcher era destinato ad essere un cult in Giappone. Questo è dovuto alla sua stupefacente qualità complessiva. Tutto si incastra alla perfezione per rendere il gioco memorabile: sonoro, grafica, trama e controlli. Il geniaccio Kojima ha messo insieme un puzzle davvero innovativo: fondere l’avventura e l’investigazione assieme ad una trama con toni più "adulti" rispetto agli altri videogiochi del periodo in un unico titolo. In Giappone il successo è stato così grande che addirittura ne sono state pubblicate varie versioni, inclusa una versione "Super Deformed" (con i personaggi con teste enormi) dal forte tono umoristico. Inoltre, il gioco è stato anche riproposto nel biennio ’96-’96 anche per Sega Saturn e Playstation in versione giapponese. Questa versione è stata ridefinita più volte, ma tuttavia le varie versioni risultavano inferiori a questa per il Mega CD, che è considerata da molti la migliore. L’unico serio difetto di Snatcher potrebbe essere la curva di apprendimento un po’ ripida del sistema di controllo, che forse farà storcere il naso agli amanti dell’azione immediata, ma se siete amanti delle innovazioni amerete perdervi negli stupendi scenari di gioco, scoprire ogni informazione utile e magari chissà, anche qualche easter egg nascosto come nel miglior stile di Hideo Kojima. Pochi giochi oggi sono coinvolgenti come Snatcher, sia dal punto di vista della trama e della qualità totale. Dunque, se avete ben capito cosa abbiamo di fronte e se avete un Mega CD ancora in buono stato, vi consiglio di provare Snatcher e di metterlo accanto a Metal Gear nella lista dei grandi successi Konami. Arigato, Kojima-san! 

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