Metroid Prime 2: Echoes – Recensione Metroid Prime 2: Echoes

Il ritorno di Samus

A distanza di un anno dall’uscita del primo Metroid per Game Cube, Retro Studios fa nuovamente parlare di sé con un sequel dedicato alla bionda cacciatrice di pirati spaziali, Samus Aran; nonostante lo scetticismo iniziale dei fan, anche questo gioco è destinato a lasciare un segno indelebile nei cuori di tutti coloro che hanno giocato al precedente episodio,Metroid Prime”.

 

Richiesta di soccorso dal pianeta Aether

La Federazione Galattica ha ricevuto una richiesta di soccorso da una navetta di ricercatori che pare sia precipitata sul pianeta Aether, colpita durante l’inseguimento di una navetta dei pirati spaziali. Samus Aran viene inviata sul pianeta per raccogliere informazioni e recuperare i superstiti, qualora ce ne fossero; ma durante l’avvicinamento all’atmosfera qualcosa va storto, una tempesta magnetica di origini sconosciute danneggia gravemente la navetta spaziale di Samus, costringendola a un atterraggio di fortuna.

Indossata la sua tuta a energia, Samus comincia a esplorare le lande semi deserte del suolo Aetheriano, imbattendosi in costruzioni dall’aspetto bizzarro e forme di vita locali; fino a quando il suo girovagare la conduce all’interno di quella che sembra una piccola base costruita nelle caverne, o meglio quello che ne rimane; i corpi esanimi dei membri della squadra d’esplorazione del convoglio sono sparsi ovunque.

Addentrandosi ancora di più nei meandri delle caverne, Samus viene colta di sorpresa e risucchiata da un vortice dimensionale, all’interno della quale viene a contatto con delle creature oscure denominate “Ing”, che la privano di quasi tutte le sue armi lasciandola in fin di vita.
A Samus non resta da fare altro che completare la sua missione e trovare un modo per ritornare a casa. Sana e salva.

 


Tra luce ed oscurità

Come nel precedente episodio, gestiremo la nostra eroina tramite due distinte visuali: la classica soggettiva da FPS e quella in terza persona durante l’esplorazione in modalità “morfosfera”; quest’ultima ci servirà parecchio per esplorare gli angoli più reconditi del pianeta, e reperire tutti i  power up nascosti; a prima vista, sembrerà quasi di giocare al primo Metroid Prime, proprio perchè in effetti non è cambiato troppo dal precedente episodio almeno per quanto riguarda il gameplay.
Le differenze si noteranno maggiormente dopo qualche ora di gioco: le armi sono diverse, e sono stati implementati degli upgrade alla tuta di energia davvero notevoli, riguardanti soprattutto le funzioni della “morfosfera” e l’"astrosalto”, ma la miglioria che desta maggiore attenzione è sicuramente lo svolgersi della storia; piuttosto spesso durante il gioco, avremo modo di gustare diversi video in full motion con telecamera in terza persona, e addirittura dei dialoghi, cosa che nel precedente gioco era stata omessa.

Anche stavolta la mappa 3D sarà la nostra migliore compagna di viaggio; come di consueto, sarà possibile tornare indietro nelle aree per i più svariati motivi, c’è però una “piccola” variante di cui dovremo tener conto ogni volta; il pianeta Aether è diviso in due dimensioni: la luce e l’oscurità, come se fossero due distinti pianeti, la prima dimensione sarà il nostro normale piano di esistenza, mentre quando viaggeremo nella seconda, saremo costretti a guardarci le spalle il doppio del normale, non solo per la difficoltà maggiore di questo “lato oscuro”, ma anche per il fatto che ogni cosa che faremo in questo emisfero di esistenza, si rifletterà anche sul piano dimensionale della luce, non appena vi faremo ritorno; quindi: porte aperte, meccanismi sbloccati, e chi più e ha più ne metta, subiranno cambiamenti in entrambi i mondi, allungando di parecchio tutta la nostra avventura.


Impatto visivo di origine controllata

Questo sequel è stato sviluppato in maniera colossale; la grafica è stata notevolmente migliorata rispetto al primo Metroid Prime; sono stati aggiunti dettagli a non finire ovunque: dagli ambienti ai mostri, per non parlare della stessa protagonista; potremo infatti goderci Samus in tutto il suo splendore di luci e metallo durante le molteplici scene d’intermezzo. Anche il sistema dei visori ha subito alcuni drastici cambiamenti, chi ha giocato il primo episodio si renderà conto immediatamente delle scelte fatte dai programmatori, il sistema di puntamento del visore scan è stato ampliato: mentre nel precedente gioco era necessario mettersi a cercare degli spot particolari per poter raccogliere informazioni su ogni cosa, qui verrà illuminato per intero ogni oggetto esaminabile.

Un tocco di classe non indifferente è stato dato anche all’impatto auditivo, le musiche sono sempre all’altezza e gli affetti sonori di alto livello; insomma, un mix audiovisivo di tutto rispetto; cosa che purtroppo non si può dire della giocabilità: praticamente invariata rispetto al suo predecessore.
Non ultima anche la longevità: esplorare il pianeta Aether è davvero una cosa lunga, proprio per il fatto che avremo a che fare con due universi paralleli tutti da scoprire; il gioco durerà molto più a lungo proprio per questo motivo, inoltre è stata aggiunta anche la modalità multiplayer fino a 4 giocatori, con aree sbloccabili e bonus di vario tipo.


Conclusione

Se nella top 10 dei migliori giochi per Game Cube ritroviamo Metroid Prime, subito sopra si piazzerà a merito Metroid Prime 2: Echoes. Titolo che apporta tantissime novità a una serie che brillava già dagli anni del NES; chi ha amato il primo episodio in 3D dedicato all’eroina spaziale della “Grande N”, non può di certo farsi sfuggire questo brillante sequel.

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