Hamilton’s Great Adventure – Recensione Hamilton’s Great Adventure

Sviluppato da Fatshark, casa già nota nel mercato indipendente per il suo fps multiplayer Lead and Gold (qui la recensione), Hamilton’s Great Adventure è un puzzle game in cui il giocatore rivive le imprese di un bonario sosia di Indiana Jones, Hamilton appunto.
 

 

Tra il dire e il fare…

L’obbiettivo di questo gioco è molto semplice: prendere la chiave e uscire dal livello. Ovviamente la pratica non è così sbrigativa: i livelli, vissuti con una telecamera a volo d’uccello (mai definizione fu più azzeccata), sono delle piattaforme labirintiche e contorte in cui più percorsi si intrecciano tra loro e la difficoltà è generata dall’enorme quantità di trappole e ostacoli che rischiano di bloccare il giocatore, costringendolo quindi al restart. Come da tradizione del genere, ogni livello è inoltre disseminato di oro e tesori vari che se raccolti incrementano il punteggio finale, insieme al tempo di svolgimento dello schema. Ad aggiungere una dimensione al titolo ci pensa Sasha, pennuto da controllare insieme ad Hamilton per sbloccare passaggi e raccogliere oggetti extra.

La spiegazione del gioco è finita, ma non rende giustizia al risultato finale di questo prodotto: la grande avventura di Hamilton non sarebbe così "grande" se non supportata da un livello qualitativo che eleva il titolo sopra alla media, grazie ad una grafica ricca di tecnica (sfrutta le DirectX 11 e non può funzionare in DirectX 9) ed elementi visivi dettagliati che al contempo non intaccano la fluidità del gameplay. Soprattutto, proprio citando il gameplay, è da lodare la curva di apprendimento in grado di guidare il giocatore passo per passo senza mai eccedere né in semplicità né in difficoltà; impegnativo dunque, ma non snervante, e soprattutto mai ripetitivo. La longevità è piuttosto elevata, con oltre 60 livelli ambientati in quattro contesti ambientali diversi, e si allunga non poco se si prende in considerazione l’idea di conseguire il massimo punteggio in ogni puzzle.

Piccola parentesi da aprire sul sistema di controllo: l’uso di mouse e tastiera piuttosto che il pad cambia parzialmente l’esperienza di gioco, dal momento che solo con i primi è possibile controllare contemporaneamente Hamilton e Sasha, consentendo un gioco più "hardcore". Di contro, il pad permette un controllo indipendente di Sasha che rende maggior giustizia al lato grafico del titolo, ma va da sé che si tratti di qualcosa di superfluo.
 

Piccole perle

Sebbene quanto detto finora faccia ben pensare, il titolo non si può certo definire un capolavoro, vuoi per il fatto che la trama che fa da fondo è qualcosa di così superfluo da non meritare considerazione, vuoi perché non è esente da difetti anche piuttosto snervanti, tra cui la telecamera che spesso e volentieri pare ignorare il giocatore o dei crash improvvisi del software.

Concludendo, Hamilton’s Great Adventure è un titolo fuori dal coro, ottimo per allontanarsi dai titoli più blasonati senza disdegnare un po’ di impegno.

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