The Legend Of Zelda: A Link Between Worlds – The Legend of Zelda: A Link Between Worlds

The Legend of Zelda. Una serie che non ha bisogno di presentazioni, longeva quanto i suoi compagni Nintendo e presente nel panorama videoludico sin dagli albori delle console della grande N con il Famicom, o meglio, con il NES. La saga di Zelda è quasi impossibile da non amare e stimare, e anche chi non la apprezza non può non conoscerla. Nella storia dei videogiochi, è opinione pubblica che il capitolo Ocarina of Time per Nintendo 64 (e 3DS) sia il videogioco più bello mai creato, ma tra gli estimatori della saga c’è in realtà una potente disputa su quale sia in effetti il capitolo più bello. Nonostante infatti molti siano i fan di Ocarina of Time, ce ne sono altrettanti (compreso lo scrittore di queste righe) che trovano migliore A Link to The Past, capolavoro per Super Nintendo e riproposto anche su Game Boy Advance. Il gioco in uscita ora su 3DS, A Link Between Worlds, è proprio un seguito diretto di tale capitolo, come se Nintendo volesse premiare tutti gli appassionati di quel piccolo ma bellissimo tassello di storia. Vediamo insieme cosa è rimasto, e cosa invece cambiato.

Il segreto della bellezza

Sono passate molte centinaia di anni da quando il prode Link sconfisse il terribile signore del Male, Ganon, liberando dalla prigionia i 7 saggi della Luce e donando alla principessa Zelda e a tutta Hyrule una pace duratura. Duratura ma non troppo, poiché nei giorni d’oggi una nuova minaccia è alle porte. Il discendente dell’antico eroe, un biondo ragazzino aiutante di un fabbro, si ritrova invischiato in un piano malefico, suo malgrado. Un giorno il suo mentore, nel consegnare qualcosa al capo delle guardie del castello di Hyrule, si accorge che questo ha dimenticato la sua spada nella bottega. Istruisce dunque Link di andarla a restituire, ma recandosi al castello si ritroverà a dover passare per il tempio della dea dove si trova uno dei discendenti dei vecchi saggi. In questo luogo ecco comparire un uomo, di nome Yuga, che afferma di ammirare solo le cose belle. Un artista, uno stregone dal terribile potere di trasformare qualunque persona in un dipinto. E’ questo che fa ad uno dei saggi, è questo che vuole fare anche a tutti gli altri, per portare avanti chissà quale piano. Anche Link rimane vittima di tale potere, ma grazie ad un amuleto magico che gli è stato prestato, si libera e ottiene il potere di diventare un dipinto e muoversi tra i muri quando preferisce. Il destino di Hyrule però ora è nelle sue mani, visto che la principessa gli ha affidato il medaglione della Saggezza riconoscendolo come il discendente del sacro eroe.



Attrezzi in vendita

Il gameplay di A Link Between Worlds ricalca alla perfezione quello di A Link to the Past. Visuale dall’alto (nonostante una grafica rinnovata in stupendo 3D), mappa e luoghi identici a quelli del precedente capitolo, particolarità esclusive che tornano (come il raggio sparato dai colpi di Master Sword nel caso di avere vita completa) e naturalmente il ritorno anche di personaggi (o meglio loro discendenti) e situazioni a loro applicate, come per esempio la strega che vende pozioni, o l’indovino che ci spiegherà la nostra prossima mossa in caso non sapessimo dove andare. Una incredibile fiera del ritorno e della nostalgia, ma alla quale si affiancano anche molte novità, alcune davvero rivoluzionarie in un gioco di Zelda. Prima tra tutte, la possibilità di usare il potere del dipinto, come già detto, per “appiccicarci” letteralmente ad un muro sotto forma di disegno semovibile. In questo modo potremo camminare sulla parete, ignorando anche eventuali burroni, e dando così agli enigmi una marcia in più. Tale potere, in ogni caso, non è certo infinito: usandolo consumeremo pian piano la nostra barra del potere magico, presente anche in A Link to the Past, ma con la differenza che ora quasi tutti gli strumenti fanno uso di mana, il quale però si ripristinerà con il tempo.
Altra novità incredibile per la serie è il fatto che i dungeon, una volta giunti nel mondo delle tenebre (che come il suo predecessore si presenta con 7 dungeon davvero tosti), potranno essere svolti nell’ordine che più preferiamo. Infatti viene cambiato totalmente il sistema di ottenimento degli strumenti: fino a questo momento in Zelda, oggetti come il Boomerang, il Rampino, l’Arco, le Bombe, e molti altri, erano le “ricompense” all’interno dei dungeon, che andavano poi usati per spianarsi la strada verso il dungeon successivo in una scalata storica abbastanza lineare. Questa volta invece, a casa di Link andrà a vivere in pianta stabile uno strano mercante, Lavio, che metterà a disposizione di Link sin dall’inizio quasi tutti gli strumenti del gioco. Al costo di diverse Rupie, infatti, Link potrà prenderli in affitto, anche tutti assieme volendo, e rimarranno in suo possesso fino a quando non riceverà un Game Over. In questo caso tutti gli oggetti affittati torneranno a Lavio, con conseguente nuova spesa di Rupie. Naturalmente questo comporta un esborso di rubini estremamente maggiore rispetto ai precedenti capitoli, ed infatti se ne troveranno molto più facilmente e in grande quantità, oltre al fatto che sin dall’inizio avremo una sacca in grado di contenerne 9999. Progredendo con il gioco, comunque, ossia dal momento in cui potremo mettere piede nel mondo oscuro, Lavio ci permetterà a prezzi esorbitanti di comprare gli oggetti presi in affitto, così che anche in caso di Game Over rimangano a noi.
Un’altra interessante novità è la presenza dei punti di salvataggio: sotto forma di Segnavento, si trovano in tutti i luoghi più importanti della mappa. Trovarne uno lo “sbloccherà”, e, tramite la pressione di un pulsante, Link suonerà una campanella per richiamare la nipote della strega, con la sua scopa magica, che ci accompagnerà in uno dei Save Point sbloccati a nostra scelta. Un vero e proprio sistema di teletrasporti dunque, che ci eviterà di camminare per decine di minuti solo per arrivare da una parte all’altra della mappa per farci risparmiare un sacco di tempo e fatica.
Naturalmente, come in ogni gioco di Zelda che si rispetti, ci saranno anche tantissimi segreti da scovare ovunque. Si passa da grotte con enigmi da risolvere per ottenere tante Rupie, alla ricerca dei pezzi di cuore per aumentare la nostra salute massima; dalle gare di velocità che ci fanno correre da un punto all’altro del mondo in pochi secondi, a giochi di fortuna e abilità, alla ricerca di 100 esserini nascosti per il mondo da riportare alla loro mamma.
Insomma, ci troviamo tra le mani finalmente un vero e proprio gioco di Zelda, puro fino al midollo, con una storia lunga, dungeon numerosi e difficili, e tanti, tantissimi segreti ed attività extra per mantenerci occupati davvero a lungo.

Il passato torna migliore

Zelda a Link Between Worlds prende tutto ciò che era presente nel vecchio capitolo, e lo migliora in ogni singolo aspetto. Non si parla solo di gameplay, come già dimostrato, ma anche ovviamente dell’aspetto tecnico. Graficamente abbiamo uno stile inconfondibilmente fedele al classico, con visuale dall’alto, ma modelli completamente tridimensionali e davvero ben realizzati sia come poligoni che come animazioni. La longevità è forse una delle maggiori in un gioco di Zelda, che ci accompagnerà davvero molto tempo, ma la punta di diamante è senza ombra di dubbio il comparto audio, che ci regala le stesse meravigliose musiche del capitolo precedente ma riorchestrate per creare un misto di nuovo e vecchio sorprendentemente melodico e funzionante. Chi non ha mai giocato A Link to the Past si ritroverà musiche di cui si innamorerà, chi lo ha già giocato ascolterà musiche di cui si era già innamorato, riproposte in una nuova, eccezionale chiave.



In conclusione

Zelda a Link Between Worlds è il sogno di coloro che hanno tanto amato A Link to the Past e che ne aspettavano un remake. Alla fine hanno ottenuto addirittura un seguito. Viaggiare di nuovo per le terre di Hyrule, nella stessa mappa su cui abbiamo passato tanto tempo e divertimento, con eventi che ripropongono lo stesso loop di tanti anni addietro, è palesemente un regalo che Nintendo ha deciso di fare ai suoi fan più datati. Naturalmente è un gioco eccezionale anche per i nuovi player che non hanno mai toccato il precedente capitolo, ma il nostro consiglio è quello di provare prima A Link to the Past, recuperandolo in qualche modo (per esempio con la cartuccia Game Boy Advance oppure comprando su Wii la versione Virtual Console). Non ve ne pentirete, né del vecchio, né del nuovo.

 

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