Nidhogg – Nidhogg

Nidhogg è un curioso videogioco indie realizzato dalla Messhoff, casa già autrice di altri pixellatissimi titoli che ci stupisce ancora una volta con un videogioco dalla grafica scarna e arretrata, ma dalle meccaniche assolutamente uniche.
Il rilascio del titolo, annunciato ben quattro anni fa, ha fatto parecchio attendere i giocatori di tutto il mondo, stuzzicati dai promettenti riconoscimenti che il gioco ha ottenuto sin dal 2010 e facevano presagire sin dall’inizio un’esperienza fuori dalla norma. Mark Essen, lo sviluppatore, ha giustificato la lunga attesa con l’attività di perfezionamento del codice di gioco a cui si è dedicato nel corso degli anni, con lo scopo di raggiungere un soddisfacente livello di gameplay.

 

 

Tutto il gusto della scherma in una manciata di pixel
 
Sin dall’inizio il giocatore si ritroverà catapultato in un mondo spigoloso che lascia ben poco spazio a chi è graficamente più esigente: l’intera attività si svolge su due dimensioni a scorrimento laterale in maniera assolutamente funzionale. Lo scopo principale è quello di sconfiggere il coloratissimo avversario di turno trafiggendolo con lo stocco o danneggiandolo con le proprie mani. Una volta ucciso il nemico (semplicemente con un unico colpo di spada andato a segno) sarà possibile procedere nella direzione indicata da una freccia fluorescente. Quest’ultimo resusciterà poco dopo davanti a voi, e dovrete sconfiggerlo ancora una volta per avanzare ulteriormente. La dinamicità a cui accennavamo poc’anzi si basa proprio su questo: un eterno avanti e indietro nel disperato tentativo di raggiungere la successiva area di gioco. La partita inizierà in quella centrale, all’interno della quale sarà possibile muoversi liberamente con lo scopo di procedere in direzione del proprio avversario e raggiungere l’estrema destra della sala, dalla quale sbucheremo in quella successiva. A questo punto il nostro sfidante ci apparirà nuovamente davanti e dovremo continuare ad incalzarlo fino ad accedere al prossimo stage. Il tutto per procedere in un totale di tre aree da quella centrale, potendo tuttavia retrocedere in qualsiasi momento nella parte opposta qualora il nostro nemico avesse la meglio. Il suo scopo è infatti uguale al nostro, e non appena avrà superato tre aree, questa volta a sinistra da quella centrale, ci sconfiggerà.    

 

 

La semplicità come punto di forza
 
I comandi di gioco, personalizzabili da un menù di facile utilizzo, ci consentono di muoverci a destra o a sinistra, di abbassarci o saltare. Sarà inoltre possibile variare l’altezza della guardia mentre puntiamo lo stocco, nonché effettuare un affondo all’altezza selezionata. Potremo oltretutto lanciar via la nostra spada, e qualora essa non dovesse centrare l’avversario, potremo provare a raccoglierla semplicemente abbassandoci sopra di essa come su qualunque altro stocco depositato sul terreno. Ogni volta che uno dei due giocatori verrà sconfitto, lascerà cadere la propria arma, fornendo così al nemico l’opportunità di lanciare la propria e di raccoglierne un’altra. Sulla scia del tatticismo tipico della scherma, sarà possibile disarmare cambiando opportunamente l’altezza della nostra guardia sino a colpire lo stocco del nemico che, seppur disarmato, potrà ugualmente reagire: è infatti possibile sferrare una serie di colpi a mani nude, o azzardare un rischioso ma efficace calcio volante. Infilzando l’avversario come uno spiedino assisteremo ad una divertente animazione in cui si sgretolerà riducendosi ad un ammasso di quadretti ed intingendo il terreno del suo sangue colorato, mentre infierendo su un personaggio precedentemente steso a terra con un calcio o con un pugno, gli torceremo la testa rompendogli l’osso del pixel.

 

 

Divertimento non sempre assicurato
 
Sebbene disponga di una modalità single player capace di intrattenere per ore i giocatori, Nidhogg dà il meglio (e il peggio) di sé nel multiplayer. Viene offerta la possibilità di cimentarsi in ardite sfide online, le quali tuttavia lasciano spesso a desiderare: ad una comunità ancora esigua si aggiungono gravi problemi di lag assolutamente inammissibili in un gioco come questo, in cui la precisione chirurgica richiesta per avere la meglio sul nemico stona terribilmente con gli improvvisi slittamenti della connessione. Stupisce dunque che dopo un’attività di “miglioramento” durata ben quattro anni lo sviluppatore non sia riuscito ad ovviare a simili problemi, così come stupisce la presenza di sole quattro mappe di gioco che, anche se ben strutturate, lasciano comunque un retrogusto amaro nel palato di tutti coloro che hanno atteso tanto a lungo l’uscita di questo titolo. Certo è che nel tempo questo rivoluzionario indie verrà arricchito e perfezionato, ma per ora ci si dovrà accontentare di quelle rare partite online in cui si ha la fortuna di trovare un giocatore non troppo distante, oppure cimentarsi in divertenti sfide con un amico giocando con un’unica tastiera.

 
In conclusione
 
E’ sicuramente un indie fuori dal comune e dal sapore sportivo che strutturalmente ricorda un po’ Prince of Persia di Jordan Mechner, rilasciato nel lontano 1980, ed anche se nel complesso è in grado di regalare svariate ore di divertimento. Il prezzo d’acquisto è un tantino troppo elevato per un titolo che fa molto pesare la propria incompiutezza. Ci vorrà dunque del tempo prima che Nidhogg soddisfi  pienamente i requisiti tecnici che molti giocatori s’aspettavano, e se Mark Essen velocizzerà i propri tempi di lavoro, l’attesa durata quattro anni potrebbe acquisire un senso, consentendoci finalmente di apprezzare come si deve un prodotto completo e degno di nota.
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