Destiny

Destiny è uno di quei rari titoli il cui hype ha catalizzato l’attenzione della totalità dei videogiocatori a livello mondiale. Il titolo in questione infatti è un vero e proprio colossal con un budget stellare da circa 500 milioni di dollari e Activision e Bungie hanno puntato molto su questo prodotto della propria scuderia. Anche il battage pubblicitario si è scatenato in una maniera senza precedenti e quindi le aspettative per l’ultima creatura dei papà di Halo sono sempre state parecchio elevate. Le vendite sembrano già dare ragione ad Activision visto l’esorbitante numero di copie vendute già raggiunto. Vediamo però se il nostro occhio critico, dopo avere passato un po’ di tempo a girovagare per le varie galassie e pianeti, sarà della stessa opinione.

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Un fritto misto di generi

Destiny, nonostante le apparenze da shooter duro e puro, contiene al suo interno numerosi elementi da MMO non così evidenti ma comunque preponderanti all’interno del gameplay del titolo. Procediamo comunque per gradi.
Nella nuova IP targata Bungie impersoneremo un Guardiano, un guerriero potentissimo dotato anche di poteri psichici impressionanti. La fonte di tali peculiarità è il Viaggiatore, ossia un pianeta che vagando tra le varie galassie ha consentito agli umani di progredire e dare vita alla propria avanzata nello spazio. L’Oscurità però sta minacciando la sopravvivenza della razza umana e quindi toccherà ai Guardiani rimettere in sesto la situazione grazie sempre all’aiuto del Viaggiatore. Cominceremo quindi il titolo scegliendo tra una delle tre razze e delle tre classi e successivamente nel corso dell’avventura potremo concentrarci sulle relative specializzazioni.
È evidente già da questa sommaria e preliminare descrizione come gli elementi da MMO siano spiccati. Se a questo aggiungiamo rami di abilità, loot e boss da affrontare rigorosamente in gruppo direi che il quadro è completo. Questo significa anche che Destiny è stato pensato con un occhio di riguardo per le modalità multiplayer e coop, con tutta una serie di mission ogni giorno, eventi organizzati e vere e proprie squadre online. Avremo a disposizione per questi scopi delle macro aree ambientate su tre pianeti differenti più un satellite di uno di essi.

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Non dimentichiamoci però che comunque il gioco rimane in maniera preponderante uno shooter, e possiamo tranquillamente affermare che l’influenza di Halo si fa sentire parecchio. Gli elementi che saltano subito all’occhio sono certamente la funzione dello scudo ricaricabile e una grandissima mobilità sul campo del nostro personaggio. Destiny però arricchisce l’offerta con una mira automatica più frequente e delle peculiarità legati alle classi che in Halo non sono così marcate. Inizialmente tutte le varie classi si somigliano abbastanza tra loro, ma dal quindicesimo livello in poi si iniziano a scoprire le differenze. Tali rami infatti saranno parecchio utili per tutte le varie manovre in cooperativa. Il divertimento sopraggiunge fin da subito con questa formula, anche perché i nemici sono parecchio ben caratterizzati sui vari pianeti e quindi renderanno necessari approcci multipli per sopraffarli: eliminare un Vex o un Cabal saranno due storie totalmente differenti.

Ripetizioni

Data forsa la caratteristica da MMO, il gioco di Activision diventa però presto leggermente ripetitivo. Per livellare il nostro personaggio infatti ci ritroveremo praticamente sempre ad affrontare le medesime orde di nemici più o meno forti e organizzati, e in ogni macroarea cominceremo quasi ogni volta dallo stesso punto. Una maggiore varietà di situazioni imprevedibili alla Call of Duty avrebbe forse giovato. La vastità degli ambienti di gioco infatti avrebbe potuto suggerire ai programmatori tutta una serie di avvenimenti meglio strutturati, di contro, questa ripetitività nelle azioni ci permetterà di sviluppare un feeling particolare con il proprio arsenale e i propri veicoli e questo aiuterà il senso di realismo generale del titolo.
Il PvP del gioco invece risulta abbastanza caotico e di norma si arriverà a sparare a casaccio a tutto ciò che si muove su schermo. Va da sé che si morirà molto spesso e volentieri. Inoltre i lag nelle prime sessioni provate sono state al limite dell’insopportabile. Le modalità disponibili in cui cimentarsi sono un buon assortimento e vanno dal Deathmatch, al Controllo e Recupero, una sorta di King of the Hill. Sicuramente nel corso dei prossimi mesi vedremo aggiungersi numerose altre modalità come l’Iron Banner.

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La bellezza dello spazio

Dopo avere elencato le ombre di Destiny passiamo ora alle luci. Ci stiamo riferendo naturalmente al comparto tecnico. Quello che impressiona maggiormente sono soprattutto il sistema di illuminazione appunto e le ottime texture. La direzione artistica ha fatto un eccellente lavoro su molteplici livelli, in particolar modo sul fronte delle ambientazioni, come le distese desertiche di Marte o la lussureggiante vegetazione di Venere. Anche la caratterizzazione degli arsenali è parecchio ben realizzata e rappresenterà perfino uno stimolo per ottenere tutti gli oggetti e le armi disponibili. A coronare tutta questa beltà ci pensa anche un comparto sonoro d’eccezione, con un musiche d’atmosfera adatte in ogni circostanza e un doppiaggio magistrale anche in italiano. Menzione d’onore anche per ciò che concerne la longevità, dato che per la campagna principale ci vorranno oltre quattordici ore, arrivando più o meno al diciottesimo livello. Il multiplayer, con il sistema di crescita così articolato, potrebbe divertirvi per mesi interi, anche perché verranno rilasciate molte novità in futuro.

[signoff icon=”quote-circled”]Destiny è come un ottimo fondo per una torta che deve però essere ancora arricchita con un mare di crema e la celeberrima ciliegina. È un gioco divertente e ben fatto che non ha ancora espresso al massimo il suo potenziale, soprattutto a livello di gameplay, e che quindi maturerà solo nel corso del tempo. Il giudizio sul titolo di Bungie è quindi parziale e rimandato ai prossimi mesi quando nuove aggiunte verranno introdotte da Activision.
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