The Legend of Zelda: Link’s Awakening – Recensione

Recensito su Nintendo Switch

Per favore ricorda questa canzone, e ricorda anche me. Una breve frase densa di significato che racchiude in sé tutta l’essenza di un’avventura romantica, ricca di colpi di scena, pregna di significato e con la capacità di coinvolgere il giocatore nel profondo come solo i titoli di una volta sanno fare. Stiamo parlando di The Legend of Zelda: Link’s Awakening o meglio della rimasterizzazione per Nintendo Switch di quel piccolo capolavoro uscito nell’estate del ’93 su Game Boy e successivamente nel 1998 su Game Boy Color (per l’occasione venne anche aggiunto un dungeon a tema colorato apposta per valorizzare l’esperienza sull’allora avveniristica console portatile a colori di Nintendo).

Oggi potrete rivivere le avventure del nostro amato Link sull’isola di Koholint insieme alla sua amica Marin e di mille altre fantastiche creature.

The Legend of Zelda: Link's Awakening

Dopo il successo per NES del 1991 di The Legend of Zelda: A Link to the Past, il direttore artistico Takashi Tezuka desiderava un seguito spirituale per la console portatile nipponica che in quel preciso momento stava vivendo il suo momento di gloria. Non voleva però sminuire la serie: il noto art director desiderava infatti un titolo completo, pieno e ricco. Fu così che nacque The Legend of Zelda: Link’s Awakening. La storia continua esattamente dopo la partenza di Link, appena uscito vittorioso dallo scontro con Ganon alla volta di una sorta di viaggio spirituale mirato ad accrescere la sua esperienza e la sua capacità di combattere. Di ritorno da questo piccolo pellegrinaggio il nostro eroe si ritrova a combattere con una tempesta senza precedenti e lo sappiamo che quando Madre Natura è infuriata la sconfitta è inevitabile. Link è spacciato, niente può salvarlo: la morte è inevitabile.

Per fortuna il fato gli viene in aiuto e ne deposita le malconce spoglie sulla spiaggia di Koholint, dove una ragazza dolce e spensierata di nome Marin sta passeggiando. Incontrato il nostro eroe il cuore le sobbalza in petto: per tutta la vita le è stato detto che oltre il mare non c’è nulla e ora, finalmente, ha la prova vivente che questo non è vero. Nel soccorrere il ragazzo darà vita a una serie di eventi che la vedranno scoprire i segreti dell’isola, grazie sopratutto al nostro piccolo Link che avrà il compito di esplorare la nuova terra da cima a fondo.

The Legend of Zelda: Link's Awakening

L’avventura di The Legend of Zelda: Link’s Awakening si svolge tutta nell’isola di Koholint e vede il nostro eroe cercare incessantemente un modo per svegliare dal suo lungo sonno il Pesce Vento che – a sentire gli abitanti- altri non che è il protagonista di un’antica leggenda e l’unico vero essere in grado di permettere al nostro giovane eroe di proseguire il suo viaggio verso Hyrule. Detta così sembra facile ma non lo è affatto. Link dovrà recuperare gli Otto Strumenti Magici delle Sirene nascosti in altrettanti dungeon: essi sono infatti l’unico modo certo di svegliare dal suo letargo l’antico e sacro Pesce Vento. Armato quindi solo della sua spada e del suo fidato scudo, Link deve darsi da fare.

Man mano che si procede nell’avventura verranno rinvenuti oggetti in grado di farci accedere a zone prima precluse, e il recupero di questi oggetti è legato a doppio filo sia alle richieste secondarie dei vari NPC sia alla soluzione degli otto dungeon (più qualche sorpresa) in cui naturalmente otto guardiani sono preposti alla difesa degli strumenti incantati. Riuscirà il nostro eroe nella sua impresa? Questo dipende da voi.

The Legend of Zelda: Link's Awakening

La struttura dell’isola, la sua esplorazione e i combattimenti sono i classici di questa tipologia di gioco. Lo scudo, se alzato, ci difenderà dalla maggior parte degli attacchi frontali, mentre la spada ci permetterà di contrattaccare. Una pressione prolungata del tasto di attacco creerà il classico attacco rotante a cui gli aficionados della serie sono abituati. Ma non vi preoccupate, troverete anche tutte le altre armi tipiche degli altri capitoli della serie come le bombe, le frecce, e anche l’immancabile boomerang. Naturalmente saranno molteplici gli ostacoli che, almeno all’inizio, impediranno al nostro eroe di accedere a intere sezioni di gioco: molti di questi saranno superabili solo dopo aver soddisfatto determinati requisiti o dopo aver acquisito alcuni oggetti.

La piuma di Roc vi permetterà di saltare, gli stivali di Pegaso di correre e il Bracciale del Potere di sollevare e lanciare oggetti. Ovviamente questi sono solo alcuni esempi degli oggetti che incontrerete lungo il percorso, e che diventeranno fidati alleati nel corso della storia di The Legend of Zelda: Link’s Awakening.

Ogni dungeon che andrete ad affrontare sarà ottimamente caratterizzato e tipico, realizzato con cura maniacale (come solo i prodotti dell’epoca sapevano fare, N.d.R) e composto da puzzle ambientali e da mostri tipici. Sarà quindi necessario dotarsi di pazienza e studiare bene il terreno di gioco al fine di riuscire a portare il nostro eroe a combattere il mini boss e successivamente il boss posto a protezione del magico strumento di turno.

La struttura del percorso pur variando di volta in volta rimane costante: affrontate una serie di puzzle ambientali e nemici, affrontate il mini boss recuperando la Grande Chiave o l’oggetto che vi permetterà di proseguire, recatevi dal boss e uccidetelo.

The Legend of Zelda: Link's Awakening

Ogni boss ha un suo pattern di attacco, facilmente individuabile e con un suo punto debole da colpire; la difficoltà non è mai troppo elevata e prestando un minimo di attenzione potrete al limite morire una o due volte: in questo caso verrete riportati all’inizio del dungeon con metà dei cuori e in tasca tutto quello che avevate raccolto prima della dipartita. Dovrete solamente tornate al punto dove siete morti e prestare maggiore attenzione.

Molti dei nostri avversari, inoltre, pescano a piene mani dal bacino di Mario Bros: troveremo quindi i nemici e gli amici tipici della serie e persino omaggi sotto forma di livelli in visuale bidimensionale che strizzano fortemente l’occhio ai livelli del nostro caro amico idraulico. Vedere Link affrontarli farà sorridere anche il più duro videogiocatore.

The Legend of Zelda: Link's Awakening

Ma The Legend of Zelda: Link’s Awakening in cosa si differenzia dal prodotto originale del 1993 e dalla sua versione a colori del ’98? In poco e niente a dire il vero, ma certamente questo non si può definire un difetto. Tutta l’avventura sarà sostanzialmente la stessa (compreso il dungeon a tema colorato nato per la versione DX), a parte un bilanciamento della difficoltà e alla possibilità di creare i nostri dungeon personalizzabili. Grazie a un incontro fortuito con un cavernicolo dalle evidenti difficoltà di linguaggio avremo infatti la possibilità di costruire i nostri livelli. Basterà recarsi alla sua caverna e raccontargli le nostre avventure: a ogni dungeon risolto corrisponderà la sua creazione di nuove tessere. Queste potranno essere combinate per creare nuovi percorsi in una mappa fittizia, che verrà riempita automaticamente da nemici e tesori. Affrontando queste mappe potremo quindi accumulare rupie e oggetti segreti che ci agevoleranno nel corso dell’avventura e che aumenteranno la rigiocabilità di The Legend of Zelda: Link’s Awakening.

Anche se non sembra una feature rivoluzionaria la possibilità di combinare schermate diverse dei vari dungeon permette di crearne di entusiasmanti e coinvolgenti tanto quanto quelli originali.

The Legend of Zelda: Link's Awakening

Diamo ora uno sguardo a quella che spesso è stata chiamata rimasterizzazione ma che in realtà è una produzione completamente nuova, seppur identica all’originale. Tutto è stato ridisegnato con un amore e una cura incredibili. La mappa di gioca sprizza colore e movimento in ogni suo pixel dando una sensazione di nuovo assoluta, grazie anche al fatto che non esistono più transizioni tra una schermata e l’altra (tranne che per l’interno dei dungeon).

Per fare un esempio, una volta per far ricrescere l’erba che spesso nasconde cuori e rupie si doveva passare da una schermata a quella adiacente per poi tornare sui propri passi. Nella nuova versione di The Legend of Zelda: Link’s Awakening questo non avviene più e l’erba ricresce non appena l’inquadratura la fa uscire scena. Tutto risulta fluido ed elegante dando cosi una sensazione di cartone animato che coinvolge e piace, complice anche una colonna sonora fedele all’originale e magnificamente adattata. 

The Legend of Zelda: Link's Awakening

Andando poi ad analizzare i cali di framerate di cui si discute nel web negli ultimi giorni dobbiamo ammettere che le voci in proposito corrispondono a verità. Avendo a disposizione l’intera mappa di gioco quasi senza transizioni e con una telecamera attiva che muta la sua angolazione per permettere al giocatore di non avere momenti in cui il protagonista scompare, i cali ci sono e si vedono. Nei dungeon invece, grazie alle transizioni, questo non appare quasi mai. Questo mina l’esperienza di gioco andando a invalidare i movimenti o creando situazioni fastidiose? Assolutamente no.

Dopo aver giocato l’intera avventura, la cui durata si assesta sulle 15 – 18 ore senza contare i dungeon da voi creati e se non vi rovinate l’esperienza andando a leggere guide, possiamo affermare che il problema dei cali di framerate è del tutto ininfluente. Capiamo che in un mondo dove i 60 FPS stabili e la grafica fotorealistica sono le vette a cui aspirare un titolo come The Legend of Zelda: Link’s Awakening possa far storcere il naso, ma la capacità di emozionare e coinvolgere non sono soggette a framerate o a dettagli grafici e questo titolo ne è la conferma. In fase di valutazione il giocatore può tenere conto del contesto videoludico odierno andando a togliere dieci punti al nostro giudizio finale, oppure potrà decidere di considerare il titolo per la sua capacità di trasportare il giocatore in un’avventura onirica  ancora oggi tocca l’anima nel profondo.


The Legend of Zelda: Link’s Awakening è la nuova, rimasterizzata, avventura per Nintendo Switch di quel capolavoro che uscì nel ’93 per Game Boy. Mantenendo intatta tutta la sua magia, legata in parte alla storia e in parte al modo di creare titoli tipico dell’epoca quest’avventura incanta e stupisce oggi come ieri. Rivivere le avventure di link alla ricerca del modo di destare dal suo sonno il Pesce Vento accompagna il giocatore in maniera incredibile lungo una storia appassionante e matura in grado di emozionare e divertire. Altamente consigliato ai fan della saga e non, The Legend of Zelda: Link’s Awakening è una perla rara, che arriva da un’epoca lontana a rinfrescare il panorama odierno con coraggio e dolcezza come solo Link sa fare. 

9

Pro

  • Avventura coinvolgente
  • Gameplay pulito e ineccepibile
  • Ottima realizzazione grafica
  • Trama complessa e appassionante...

Contro

  • ...seppur senza grosse novità
  • Framerate ballerino
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10 Commenti

  1. peccato che è veramente poco longevo (15h) e a livello tecnico nell’open world si hanno dei cali di frame frequenti e fastidiosi,decisamente troppo caro, dovrebbe costare tra i 20€ e i 30€ come i remaster di Spyro, Crash e Ratchet (che tra l’altro anche migliori a livello tecnico).

    se viene lanciato a 60€ sul mercato mi aspetto un lavoro degno di nota e questo aimé non lo é sia sotto il livello tecnico che sotto il livello di contenuti trovo che la critica lo abbia osannato troppo senza spiegazioni plausibili. avere dei problemi tecnici è grave su un videogioco (tra l’altro comprende meccaniche semplici), la grafica è passabile e la storia è la stessa. quindi come si fa a giustificare un voto del genere? è semplicemente ridicolo

  2. Prima di tutto grazie per il tuo commento e ti dico da subito che posso capire il tuo punto di vista. Posso capire anche che confrontandolo con il panorama odierno sia un voto difficile da digerire. Posso capire anche il prezzo troppo alto per quanto ora si trovi a un pelo meno. Ma nel giudicare un videogioco si deve anche tenere conto di quello che trasmette, di quanto appassiona, e sopratutto di quanto ti prende a livello generale. Il mio voto si basa sopratutto su questi parametri. In ogni caso se lo consideri nella generalità del panorama, come ho scritto nel testo, devi togliere un 10 punti al mio voto. Infine bisogna dire a mia discolpa che io non sono particolarmente fissato sul framerate granitico, sempre a patto che – come in questo caso – non vada a invalidare il gameplay.

  3. l’ho letta ed è per questo che sono stupito!perche aldilà del mio pensiero (è un gioco buono = 7) ovviamente soggettivo, una recensione dovrebbe essere imparziale togliendo il proprio amore verso genere/saga/titolo valutando qualità/prezzo sotto ogni punto di vista (gameplay, grafica e storia) e sinceramente anche per dei bambini è ovvio la differenza tra questo titolo ed altri moderni ed è sempre per questo motivo che mi sorprendo per questi voti che si leggono in giro ormai non è una critica verso di voi ma al sistema di critica moderno di tutti i siti

  4. Non sono e non sarò mai d’accordo sull’imparzialità e la presunta oggettività di una recensione. Siamo persone e non macchine. Rimuovere l’esperienza personale da un analisi di un prodotto oltre che impossibile (chi dice di farlo semplicemente mente) la renderebbe incompleta

  5. è vero che è impossibile rimuovere la soggettivita al 100% ma può essere ben limitata, il “9” in questione vuol dire che va paragonato a giochi del 2019,
    devil may cry 5, Sekiro, Resident Evil 2, Kingdom Hearts 3, Fire Emblem Three Houses, Astral Chain yoshi crafted world ecc… a livello tecnico e grafico perde il confronto (posso capire contro i giochi ps4 vista la differente potenza della console) ma se prendo giochi switch del 2018 anche essi sono di gran lunga superiori a zelda link awakening che costa quanto breath of the wild (è questo a mio avviso sarebbe un’insulto al game of the year 2017)

  6. Sai questa è una discussione che va avanti da molto tempo, anche all’interno di una redazione come la nostra che si preoccupa di essere quanto più possibile imparziale. Tenendo conto del fatto che non tutti hanno giocato con tutti i titoli possibili e immaginabili e tenendo conto che non tutti sono esperti in tutti i generi videoludici adesso pongo una serie di domande: Quali sono i canoni da tenere conto (che siano naturalmente applicabili a tutti i titoli) per ottimizzare una recensione? Analizziamo la versione di quale titolo per quale piattaforma come metro di paragone? Teniamo conto dei PC di fascia top per gaming? Delle Mod, delle vendite, dell’impatto commerciale, dell’impatto emotivo, del fattore remake/remastered, della portabilità? In funzione di tutti i titoli mai recensiti? Giudicare cosi diventa impossibile e sopratutto robotico, senza cuore e sentimenti. O forse è meglio valutare un titolo soggettivamente, in base a chi lo recensisce e come lo trova? In fondo, da sempre, per avere una valutazione obiettiva si devono prendere in considerazione più fonti. Io dal mio mi accontento che tu abbia preso in considerazione la mia recensione, indipendentemente dal fatto se ti trovi o meno in accordo con me.

  7. guardi io rispetto la sua scelta di applicare un sistema diverso di critica ma andrebbe precisato nelle premesse poiché un qualsiasi lettore minuzioso o superficiale che sia potrebbe esserne traviato

    essenzialmente (da possessore di ogni console e un ottimo pc) potrei valutare i giochi dalle console poiché molto diffuse a buon prezzo (PS4 – Switch ovviamente le esclusive sulle apposite console)

    il fattore remake/remastered va assolutamente preso in considerazione poiché le trame sono state proposte in antecedenza con grande successo quindi a meno ché non venga rivoluzionato il gameplay come in Resident evli e FFVII Remake (che sarà da valutare) oppure venga aggiunta una grande parte di contenuti, il gioco gia non potrà avere un voto superiore al 7 poiché non è innovativo né sul gameplay ne sulla Trama/contenuti aggiuntivi quindi si tratta di un semplice upgrade grafico

    ovviamente se chi recensisce sia esperto di un determinato genere sarebbe meglio ovviamente deve aver giocato e valutato sotto ogni punto di vista (anche il periodo storico) ogni must del genere meglio ancora se oltre esperto del genere abbia molta esperienza con altri Generi

    sul fattore sentimentale si può aggiungere un post scrittum se lo scrittore ci tiene particolarmente magari anche mezzo voto in più però vedere dei 9 dati cosi sono veramente brutti poiché un consumatore che vuole capire non può prendere in considerazioni le recensioni delle piu grandi testate giornalistiche/videoludiche (everyeye,toms hardware, ign, Gamesource ecc…) poiché vi sono tutte queste recensioni pompate

  8. Trovo che bisogna scegliere. O si è propensi a considerare tutto, e intendo davvero tutto. O si propende per un valore soggettivo del recensore, che tra l’altro può creare affinità tra chi scrive e chi legge. In ogni caso scontenteresti una fascia di utenza e allora tanto vale puntare su un fattore soggettivo. Zelda BOTW è a mio avviso un capolavoro che se avessi recensito personalmente avrebbe meritato un 100 pieno. In rapporto a altri titoli non avrebbe mai preso quel voto e con il passare del tempo ancora meno. Invece un valore soggettivo resta immutato nel tempo ed è, come per tutti, frutto di un parere personale. In fondo se tutti gli danno 9 è piaciuto, almeno alla maggior parte dell’utenza.

  9. Confermo che togliere soggettività dal voto è impossibile, poiché il reviewer comunque ha e non può privarsi dell’ottica soggettiva che ognuno di noi ha nel valutare ogni res. Non sono per il fanboyismo, anzi, ma la maturità del recensore sta nel riconoscere quando il proprio bias influenza troppo il giudizio, e placare quella fiamma. Il voto è giustificato dalla recensione completa, e trovo onestamente piacevole, da redattore e lettore, che ci sia anche del “personale” in essa perchè alla fine, come con un amico, si accettano consigli da chi ha gusti simili o da chi é in grado di “venderti” bene una cosa a prescindere dai tuoi gusti. Togliere soggettività a recensione e voto sarebbe come chiedere ad un lettore di non essere influenzato dai suoi trascorsi, in questo contesto videoludici ma non solo.

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