Ori and the Will of the Wisps – Recensione

Recensito su PC

Ricorderemo sempre il giorno in cui nuova vita arrivò a Nibel: la battezzammo Ku.

Ori and the Will of the Wisps inizia dove ci aveva lasciato lo scorso capitolo: il tramonto su Nibel è uno spettacolo davvero unico e le musiche composte da Gareth Coker accompagnano ancora l’introduzione e lo svolgimento di un’opera dal valore artistico incredibile. Lo specifichiamo fin da subito: Moon Studios ha confezionato un’altra perla, un metroidvania che evolve tante delle meccaniche del predecessore, con un prodotto finito più stratificato, che conserva però lo spirito e le atmosfere nate dal titolo precedente, sviluppando un gioco che – salvo qualche piccolo problema – sfiora l’eccellenza sotto vari profili.

L’uovo lasciato da Kuro si è infine schiuso e ne è uscito fuori il tenero gufetto Ku, che cresce tra le attenzioni di Naru, Gumo e Ori. Il piccolo volatile sente però il bisogno di volare, compito assai arduo per la sua attuale condizione: la sua ala, infatti, non è cresciuta come dovrebbe e il piccolo fatica a librarsi in aria. La soluzione è a portata di mano: Ori sfrutta una delle penne appartenenti a Kuro per permettere al piccolo gufo di spiccare finalmente il volo con il bianco guardiano sulla schiena.

Mentre i due amici assaggiano per la prima volta l’ebbrezza dell’alta quota, assistiamo a una scena iniziale – come quella del primo titolo – dalla bellezza sublime, che si chiude però con l’arrivo di una tempesta che fa precipitare Ori e Ku all’interno delle terre di Niwen, un luogo inospitale che ha perso la sua luce e tutti i suoi spiriti guardiani, iniziando un lento decadimento che ha mutato in maniera pericolosamente inquietante le creature che lo abitano. Ori parte alla ricerca del piccolo Ku, separatosi dal bianco guardiano durante la caduta e perduto in queste misteriose e aspre terre. Nel farlo dovrà anche cercare di fermare l’inesorabile decadenza di Niwen, iniziata alla morte del Salice e quindi con la fine della sua luce, evento che ha portato alla dispersione di quattro fuochi fatui in differenti luoghi: Ori dovrà trovarli per poter riportare la foresta di Niwen allo splendore che aveva un tempo, quando era abitata dagli Spiriti e la vita germogliava rigogliosa.

ori and the will of the wisps

Proprio Niwen ricorda nella sua ampia struttura il mondo del primo capitolo: una mappa ampia divisa ad aree perfettamente interconnesse tra loro, dense di cunicoli da esplorare e di segreti da scoprire sfruttando al momento giusto e nel modo giusto tutte le mosse speciali che un guardiano come Ori può apprendere. Un vasto moveset che rende ancora più variegato Ori and the Will of the Wisps, con scontri che possono essere affrontati in modi sempre diversi.

Rispetto alle abilità che venivano sbloccate in maniera lineare in Ori and the Blind Forest, stavolta se ne possono scegliere un numero limitato – qui denominate frammenti dello spirito – da attivare in contemporanea: dal menu è possibile selezionare a piacimento quali equipaggiare, personalizzando più nel dettaglio Ori e consentendo di variare combinazioni in base alla tipologia di combattimenti da affrontare. Per ottenere questi frammenti dello spirito – oltre a reperirli in giro – si devono completare delle missioni secondarie proposte dagli abitanti di Niwen: si tratta perlopiù di semplici fetch quest praticamente identiche tra loro, ma la loro aggiunta contribuisce comunque a fornire un motivo in più per esplorare con più attenzione la mappa di Ori and the Will of the Wisps e a dare un senso ulteriore anche al backtracking.

Ori and the Will of the Wisps

Oltre ai frammenti dello spirito, Ori può equipaggiare fino a tre mosse utilizzabili tramite altrettanti comandi rapidi: la maggior parte di queste si ottiene nel corso della trama principale in maniera automatica o può essere acquistata da alcune delle creature amichevoli presenti a Niwen, che scambiano oggetti e miglioramenti in cambio della luce spirituale, una sorta di moneta che si trova in alcuni punti non facilmente accessibili della mappa e viene droppata dai nemici.

Sostanzialmente questa struttura approfondisce maggiormente la personalizzazione, permettendo di sfruttare meccaniche diverse a seconda di come si preferisce combattere: usare attacchi potenti ma lenti o più rapidi ma leggeri, aumentare il numero di frecce scoccate contemporaneamente, permettere di attaccare l’avversario con esplosioni di energia; allo stesso modo, selezionare le tre mosse diventa molto rapido grazie a una comoda ruota a schermo, che non va inficiare troppo il ritmo elevato di Ori and the Will of the Wisps, che migliora molto – rispetto al predecessore – gli scontri, non più limitati unicamente a uno spam indistinto di pulsanti.

ori and the will of the wisps

Tra i fattori più importanti da tenere sotto controllo, oltre alle sfere verdi che rappresentano la vita di Ori, ci sono le sfere blu che stanno a indicare l’energia residua. Nel precedente titolo queste dovevano essere utilizzate per creare punti di salvataggio, una funzione unica e davvero curiosa che però non torna in questo seguito, in cui il salvataggio è automatico e le sfere di energia sono spese per utilizzare attacchi particolari e mosse speciali.

Una scelta – quella di implementare un salvataggio automatico – che rende più immediato lo svolgersi di alcune sezioni (quante volte nel primo capitava di scordarsi di salvare?) e che però, nella versione provata da noi per la recensione, ha causato qualche problema nel respawn e non solo: qualche piccolo bug ha afflitto la nostra run; Moon Studios che è conscia di questa situazione e fornirà al day one una patch che dovrebbe risolvere la maggior parte dei problemi.

Ori and the Will of the Wisps

Ciliegina sulla torta di questo connubio di sfide fatto di attacchi ben assestati e schivate da effettuare con il giusto tempismo, è il ritorno di una delle meccaniche più originali e funzionali di Ori and the Blind Forest: il Colpo, che permette di bloccare il tempo vicino a dei proiettili proiettandosi in una direzione e respingendo il proiettile verso l’altra. Tale mossa, oltre che consentire a Ori di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili, può essere sfruttata per direzionare i proiettili verso nemici o superfici da distruggere per liberare il passaggio.

Oltre al Colpo si aggiungono altre possibilità per risolvere enigmi ambientali e per combattere con nemici comuni e, soprattutto, con i boss: per entrare in possesso dei fuochi fatui, Ori deve infatti vedersela con dei pericolosissimi nemici nelle principali aree del gioco. Queste lotte – perlomeno a livello di difficoltà normale – propongono il giusto livello di sfida e portarle a termine richiede un discreto impegno. I combattimenti, uniti a fasi platform in cui bisogna eseguire salti precisi e mosse ben ragionate, rendono Ori and the Will of the Wisps molto più impegnativo del predecessore ma mai ingiusto, grazie a un insieme di meccaniche che il giocatore può padroneggiare rapidamente. Assieme alle boss fight, tornano anche qui le spettacolari fasi di fuga da portare a termine in un’unica grande corsa, circondati da scenari che crollano al nostro passaggio e inseguiti da un pericolosissimo nemico.

Ori and the Will of the Wisps

Il tutto è contenuto in quello che è un gioco che evolve la struttura del predecessore rendendo il gameplay ancora più variegato e soddisfacente; merito di alcune delle già citate meccaniche, sempre ben calibrate e che rendono divertente riprovare anche quando si fallisce, con Ori che mano a mano che si procede nella trama principale acquisisce ulteriori mosse che ne rendono i movimenti più rapidi, ampi e precisi.

Purtroppo – come già accennato in precedenza – la versione provata ha sofferto di qualche problema tecnico, con cali nel frame rate e diversi bug, che però non hanno inficiato pesantemente l’esperienza di gioco complessiva. Dal punto di vista visivo e sonoro, Ori and the Will of the Wisps è un piacere per gli occhi e per le orecchie: il miglioramento grafico rispetto a the Blind Forest è netto, un passo in avanti che stupisce sia negli spettacolari fondali sia negli elementi in primo piano, che accompagnano un brillante level design che connette la mappa come un’unica struttura espansa dalla lodevole continuità e una colonna sonora che si adatta alla perfezione ad ogni momento del gioco. Moon Studios ha dipinto un mondo variegato e pieno di sorprese, da esplorare meticolosamente per scoprire quello che le terre di Niwen e questo nuovo Ori and the Will of the Wisps hanno in serbo per noi.

Ori and the will of the wisps

Ci sono titoli e soprattutto racconti in cui le parole assumono un’importanza secondaria, in cui musiche e colori si uniscono in un unico spettacolo artistico senza eguali. Moon Studios con Ori and the Will of the Wisps ha confezionato una grandissima opera e una delle migliori esclusive degli ultimi anni. Averlo a disposizione fin da subito tra i titoli del Game Pass – o stand alone a un prezzo comunque abbordabile – rende questo nuovo capitolo imprescindibile non solo per gli amanti dei platform e dei metroidvania, ma per tutti gli appassionati di videogiochi.

9

Pro

  • Artisticamente incredibile
  • Musiche emozionanti
  • Divertente nel platforming e nei combattimenti
  • Molto più profondo del predecessore

Contro

  • Ripetitività nelle missioni secondarie
  • Problemi tecnici e qualche bug (che dovrebbero però essere risolti con una patch al day one)
Ti è piaciuto quello che hai letto? Vuoi mettere le mani su giochi in anteprima, partecipare a eventi esclusivi e scrivere su quello che ti appassiona? Unisciti al nostro staff! Clicca qui per venire a far parte della nostra squadra!

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento